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1 Martedì, 24 maggio 2016 1 4 1
1 Ciao,

il romanzo "L'Ordine dei reclusi" mi è piaciuto, una ambientazione (totalmente) di fantasia che però è una critica del nostro mondo (e della nostra società).

Mi è piaciuta la relazione (anche sessuale) fra il Maestro e l'allievo, e come il primo l'ha usata per preparare il secondo alla sua missione. Un vero maestro, insomma. E mi è piaciuta l'idea della illuminazione raggiungibile (anche) grazie al rapporto sessuale.

Viky

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1 Domenica, 13 aprile 2014 1 3 1
1 Caro Andrej

"L'Ordine dei reclusi" è un racconto intrigante: con la scusa di raccontare fatti di un mondo immaginario, fai una critica puntuale delle religioni monoteistiche (o forse delle religioni in generale) e delle chiese ma in modo assai delicato, senza astio. Mi sono chiesto che cosa tua sia: un religioso, un credente, un agnostico, un ateo? Non è facile dirlo. E non è importante saperlo.

Comunque è un racconto godibile, che mi ha dato molto piacere leggere. Dentro c'è un po' di cattolicesimo, di sufismo, di buddismo e altro abilmente mescolati e trasfigurati. Bravo.

Daniele

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1 Lunedì, 25 luglio 2011 1 2 1
1 Andrej,

ad esser sincero, il racconto "Se esiste qualcosa chiamata destino" è quello che mi ha colpito di meno, non ho avuto molta empatia con i protagonisti, nonostante l'ambientazione mi piacesse. Forse sarebbe stato bello approfondire la situazione di vicinanza ma al contempo di separazione tra allievo e studente... o forse perchè in quegli anni non è successo nulla di particolarmente importante da mettere in crisi il loro rapporto... non so come se mancasse la spinta antagonista.

Ho finito di leggere "L'Ordine dei reclusi", ho apprezzato tutta l'impalcatura sociale degli ordini su cui è costruita la storia, però anche questo racconto non mi ha colpito molto.

Per due motivi fondamentalmente:
1) il mondo in cui si muovono è molto lasciato all'immaginazione di chi legge, forse troppo, mi riferisco sia allo stile architettonico che ai paesaggi o alla cultura dei luoghi.

2) l'argomento del triangolo amoroso e della libertà sessuale tra il maestro e l'allievo con terze persone, mi piaceva molto. però non si è andati molto a fondo, e l'arrivo del terzo sembra aver semplicemente sostituito il maestro con il tempo. A tal punto che nelle note finali il maestro scompare del tutto senza sapere cosa ne è stato del loro amore.

Insomma lo sviluppo di questa situazione di amore aperto e semplicemente evoluta in un nuovo amore. Come a confermare l'idea generale sulle previsioni nefaste che di solito si fanno su queste situazioni. Per questo non mi è piaciuta molto.

un abbraccio
Alessio

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1 Sabato, 14 agosto 2005 1 1 1
1 Caro Andrej,
ho riletto "L'ordine dei reclusi". Sembra scritto apposta per me. "Si può fare, basta che non si sappia". ...

Ci sono pagine intere nelle quali i nostri pensieri combaciano perfettamente. Bellissima la descrizione di come è nata la "tradizione". Il racconto contiene una riflessione sulla valenza pubblica della sessualità, purtroppo ancora utopistica, ma ben fondata e nessuno impedisce di crederci e di farlo, "purchè non si sappia" almeno finchè tu non uscirai dall'anonimato e non riuscirai a cambiare le leggi!!!

Certamente per capire questo racconto bisogna conoscere le tradizioni mistiche e religiose (sufi) e le problematiche cattoliche sottintese.

Vedo che questo racconto non ha avuto riscontri. Forse perchè i personaggi sono troppo "distaccati" come Trake da Jarvis. Tutto questo è estremamente realistico, ma il lettore comune non lo capisce.

Altro aspetto: i personaggi non sono descritti fisicamente. Ora chi ritiene che il lettore partecipa all'opera creativa ed ha una buona fantasia può sentirsi anche meglio. Ma chi vive l'inganno di ritenere che il racconto sia realtà e non può intervenire in una storia che non conosce perchè il personaggio è "altro" da sé, si trova ad osservare da distanza, dove i volti sono sempre sfuocati.

Forse anche per questo il racconto non strappa le lacrime e non avvince. Evidentemente non è un racconto avventuroso e strappalacrime. Sono però felice che tu lo abbia scritto così com'è senza dover cambiare una virgola.

Grazie,
Giovanni

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