Caro Andrej,
ho riletto "L'ordine dei reclusi". Sembra scritto apposta per me. "Si può fare, basta che non si sappia". ...
Ci sono pagine intere nelle quali i nostri pensieri combaciano perfettamente. Bellissima la descrizione di come è nata la "tradizione". Il racconto contiene una riflessione sulla valenza pubblica della sessualità, purtroppo ancora utopistica, ma ben fondata e nessuno impedisce di crederci e di farlo, "purchè non si sappia" almeno finchè tu non uscirai dall'anonimato e non riuscirai a cambiare le leggi!!!
Certamente per capire questo racconto bisogna conoscere le tradizioni mistiche e religiose (sufi) e le problematiche cattoliche sottintese.
Vedo che questo racconto non ha avuto riscontri. Forse perchè i personaggi sono troppo "distaccati" come Trake da Jarvis. Tutto questo è estremamente realistico, ma il lettore comune non lo capisce.
Altro aspetto: i personaggi non sono descritti fisicamente. Ora chi ritiene che il lettore partecipa all'opera creativa ed ha una buona fantasia può sentirsi anche meglio. Ma chi vive l'inganno di ritenere che il racconto sia realtà e non può intervenire in una storia che non conosce perchè il personaggio è "altro" da sé, si trova ad osservare da distanza, dove i volti sono sempre sfuocati.
Forse anche per questo il racconto non strappa le lacrime e non avvince. Evidentemente non è un racconto avventuroso e strappalacrime. Sono però felice che tu lo abbia scritto così com'è senza dover cambiare una virgola.
Grazie,
Giovanni