Jean Luc stava steso sul suo lettino, solo la luce del comodino accesa, e sfogliava il suo album segreto mentre il ministereo suonava a basso volume l'ultimo CD del suo idolo. Guardava le foto ad una ad una. Patrick Dupuis agli inizi della carriera, sei anni prima, col suo look da rockettaro e il viso da bravo ragazzo. Patrick all'Etoile sulla sua moto nera e sullo sfondo la folla delle sue fans urlanti. Patrick davanti ad un casolare di campagna, una chitarra elettrica appoggiata di fianco a lui, un sorriso luminoso. L'ultima foto di Patrick con la sua band, prima che smettesse di suonare la chitarra e si affermasse come cantante. Poi Patrick all'Olympia dove lui l'aveva visto per la prima volta dal vivo pagando il biglietto a mercato nero con quasi tutti i suoi risparmi. Seguiva la foto con l'autografo, il suo tesoro...
Dallo stereo la voce di Patrick cantava
"Ragazzo solo, non temere,
vedi, ti tendo la mano..."
Jean Luc girò un'altra pagina dell'album e vide la foto di Patrick a torso nudo, calzoni di pelle grigio perla attillati, che cantava sul palco sotto la luce dei riflettori... Allora il ragazzo allungò una mano fra le proprie gambe, si afferrò il membro che già si stava inturgidendo e, ammirando il corpo sensuale del suo idolo, si masturbò lentamente, cullato dalla sua voce, baciando di tanto in tanto la grande foto sul suo album, sognando di poter baciare davvero quel bel corpo che da anni riempiva sempre tutti i suoi sogni erotici.
Si masturbò a lungo, con calma, sentendo il piacere montare in lui, dimenticando di essere nella sua stanzetta del seminterrato dell'albergo, fra quella del cuoco e quella di un altro cameriere, immaginando di essere invece nel camerino del cantante dopo uno spettacolo, inginocchiato davanti al suo idolo come in preghiera in attesa che questi si slacciasse la patta gonfia e piena e gli porgesse i suoi tesori nascosti perché lui potesse prenderne cura con la bocca adorante.
Sentì l'orgasmo avvicinarsi ma lui ancora non voleva venire. Fermò l'andirivieni della mano per prolungare quei dolci momenti di piacere ma si carezzò per non perdere l'erezione. La voce di Patrick, calda, lievemente roca, profonda, dolce, suadente, forte, vibrante, cantò:
"Soli, io e tu,
fra i rossi raggi del tramonto,
i neri alberi possenti,
di fronte al mare che ci attende
per cullarci per sempre..."
Baciò di nuovo la foto e riprese a darsi piacere chiudendo gli occhi ed immaginando di scendere nel mare, tenendosi per mano con Patrick per fare l'amore nelle calde onde, per sempre. E onde, onde di piacere lo avvolsero, salirono sempre più forti ed intense nel suo corpo, lo sommersero e schizzarono la loro bianca schiuma attraverso il membro palpitante nella sua mano.
Jean Luc si abbandonò ansimante, posando l'album accanto a sé, ancora cullato dalla voce di Patrick, carezzandosi lieve petto e ventre, finché, rilassato, si ripulì del proprio seme. Guardò l'orologio: aveva giusto sette ore per dormire poi avrebbe dovuto riprendere il suo sevizio di cameriere al piano. Si addormentò sperando di sognare il suo adorato Patrick...
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