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una storia originale di Andrej Koymasky


pin L'UOMO DELLA MAREA CAPITOLO 2
UNA TENTAZIONE TROPPO FORTE

Il quarto giorno Shinji gli disse di mettersi il costume: lo portava a fare pesca subacquea. Gli aveva trovato gli occhialini da immersione. Lo portò vicino all'isolotto scoglioso e fermò la barca. Si sfilò la canottiera, si aprì i jeans e si chinò per sfilarseli. Minoru lo guardava affascinato. Sotto i jeans aveva solo lo stretto fundoshi bianco, da cui uscivano, a destra e sinistra due folti ciuffi di pelo nero. Le cosce erano coperte, ma solo sul davanti e verso l'esterno, da una fine e rada peluria nera riccia. Era terribilmente sensuale. E il fundoshi sottile e teso, disegnava netta la forma dei testicoli e del membro a riposo, tenuto verso l'alto. Shinji si girò a ripiegare i jeans e Minoru ne ammirò le natiche piccole, sode e nervose, completamente esposte, la sola stretta striscia arrotolata del fundoshi che saliva fra le natiche ad incontrare l'altra attorno ai fianchi. Minoru deglutì emozionato.

"Ehi, che stai a guardare? Spogliati, dai, svelto. Ah, il fundoshi! Lo portava anche mio nonno e mio padre. Io trovo che più comodo di quelle mutande moderne. Anche il mio fratellino, qui dentro, ci si sente più meglio. Prendi la fiocina, mettiti gli occhialetti e tuffiamoci, dai! L'acqua è splendida." disse il giovanotto tranquillo.

Si tuffarono, nuotarono fra gli scogli: l'acqua era davvero limpida e la scena meravigliosa. E Minoru guardava Shinji nuotare con eleganza incredibile e sentiva di desiderarlo sempre più. Riemersero e si tuffarono parecchie volte e quasi sempre Shinji riemergeva con un pesce o un granchio. Quando smisero, Minoru era riuscito a prendere solamente un granchio, grosso, ma uno solo.

"Bene, per oggi può bastare. Per uno che è principiante, più di così sarebbe troppo." disse il giovanotto issandosi agile sulla barca.

"Hai preso tutto tu, io solo un granchio." disse Minoru seguendolo a bordo.

"Nuotare sott'acqua stanca pure a me, e Shinji adesso si fa un bel sonnellino. Riposati anche te, che poi torniamo."

Shinji si sdraiò supino, le braccia ripiegate sotto il capo, le gambe leggermente divaricate, sotto il sole caldo e chiuse gli occhi. Minoru gli sedette di fronte e lo contemplò a proprio agio. Shinji gli sembrava la bellezza personificata. La fine tela del fundoshi, ora che era bagnata, disegnava ancora più chiaramente di prima la forma dei genitali del giovane. Minoru se ne sentiva terribilmente attratto. Avrebbe voluto salire su quel corpo, abbracciarlo, baciarlo, risvegliarne il desiderio. Si trattenne a mala pena. Il cuore gli batteva forte e come in un'eco gli pulsava il sangue alle tempie e il costume da bagno di lastex iniziava a deformarsi sotto la pressione della sua erezione. Si alzò e si recò dalla parte opposta della barca, dove si stese a sua volta. Non riuscì ad addormentarsi. Il suo pensiero era fisso dall'altra parte della barca, sul corpo da sogno dell'altro, sugli ampi pettorali, sul ventre incavato, sul delizioso rigonfio fra le forti gambe.

Quando Shinji si svegliò, si rivestirono e tornarono all'isola. Uscirono anche quella notte per la pesca notturna. Minoru aveva riempito giorno per giorno tutti i questionari e le schede che gli aveva dato il professore. A volte aveva chiesto informazioni a Shinji che trovava buffo che a Tokyo qualcuno potesse interessarsi a cose che per lui erano così banali, quotidiane, ma che si era fatto in quattro per spiegare bene le cose che il ragazzo gli chiedeva.

Venne l'ultimo giorno di permanenza di Minoru sull'isola. Allora il ragazzo chiese a Shinji se lo portava di nuovo, nel pomeriggio, a fare pesca subacquea. Il giovane accettò volentieri.

Ripartirono dopo pranzo. Pescarono un po' più a lungo della prima volta e Minoru prese anche qualche pesce in più. Quando Shinji disse che era ora di smettere e risalirono sulla barca, gli fece i complimenti, dandogli una leggera pacca sulla spalla. Minoru fremette.

Shinji di nuovo si stese, come la volta precedente, per riposare. Il ragazzo, sedutoglisi di fronte, di nuovo lo contemplò. Era la sua fantasia o era vero? Gli sembrava che le dimensioni dei genitali di Shinji, ben disegnate dalla tela bagnata, fossero lievemente aumentate, come se il giovane avesse un inizio di erezione, Eppure non si muoveva nulla. Forse era il sole più forte. Minoru si sentì la testa girare. Il respiro lieve e regolare dell'altro ne sollevava ed abbassava ritmicamente il bel petto completamente glabro. I ciuffi di peli dai lati del fundoshi promettevano meraviglie: gli sarebbe bastato inginocchiarsi fra le gambe divaricate e penzoloni, allungare una mano. Minoru sudava, ma non era solo il calore della giornata, era ben altro calore che si era risvegliato in lui. Erano soli, nessuno li poteva vedere: perché non farlo?

Lo sguardo del ragazzo era fisso, affascinato, sul fundoshi rigonfio. No, non era la sua fantasia, c'era stato un breve guizzo, inequivocabile. Shinji stava avendo un'erezione. Minoru sentì il cuore battergli come un tamburo, la testa girargli come se fosse ubriaco. S'inginocchiò sull'assito della barca, senza fare rumore, avvicinandosi a quel miraggio. Sollevò lentamente le mani, tremante. Un nuovo guizzo: ora il turgore era evidente. Minoru posò lieve le mani ai lati del membro semiturgido e vi posò le labbra, sfregandole dolcemente contro la fine e tesa bianca tela bagnata e sentì il sapore del mare. Non vide Shinji aprire gli occhi di colpo, sorpreso, socchiudere la bocca come per dire qualcosa, bloccarsi immoto quando le labbra del ragazzo si posarono di nuovo sul suo turgore che dette un altro forte guizzo. Le dita di Minoru allora si infilarono sotto la tela, s'impadronirono, sicure ma lievi dell'asta e la liberarono: quant'era bella! Il rumore del mare si univa al pulsare delle tempie del ragazzo, che non capiva altro che il proprio desiderio di dare piacere a quella carne fremente.

Tenendo il bel membro dritto, il ragazzo ne prese fra le labbra il glande gonfio e lo leccò. In breve il membro aveva raggiunto le sue piene dimensioni. Shinji, come inchiodato sul legno della sua barca, tratteneva il respiro. Non aveva mai provato nulla di simile in vita sua. Minoru abboccò il bel palo ritto e scese con il capo, cominciando a pomparlo, leccarlo, mentre carezzava le cosce ed il ventre del giovanotto, dimentico di tutto, conscio solo del piacere che stava provando e del fatto che il bel pescatore non si sottraeva al piacere che lui gli stava dando. Vi si dedicò con vera devozione, gustandosi per tutta la lunghezza quel palo di carne fremente, spingendoselo in gola, finché Shinji emise un lungo lamento e si scaricò tremante nella bocca vogliosa dello studente di Tokyo. Minoru bevve avidamente tutto il liquore asprigno e gli sembrò delizioso. Poi finalmente lasciò quel membro ancora palpitante, felice di avergli potuto dare piacere, e vi appoggiò la guancia per alcuni minuti. Restarono così, immobili.

Il membro di Shinji tornò lentamente alle dimensioni normali. Minoru si sollevò restando inginocchiato davanti all'altro e lo guardò con apprensione. Questi tirò su le gambe, senza dire nulla si girò dall'altra parte, si sciolse il fundoshi e lo ricinse stretto.

Minoru allora disse incerto: "Domani prima di pranzo parto. Devo tornare a Tokyo. Volevo ringraziarti... a modo mio."

Shinji non ripose. Minoru, sentendosi improvvisamente molto triste, si alzò ed andò a rivestirsi. Quando si girò, anche il giovanotto s'era rivestito. Mise in moto e fece ripartire la barca. Senza dire una sola parola, senza guardare il ragazzo. Questi non era pentito, ma non sapeva che fare, che dire. Avrebbe voluto una qualche reazione, magari anche un pugno, non quel silenzio.

Attraccati, Shinji gli disse: "Ti aspetto stasera qui, per l'ultima pesca."

"Non vieni a cena?"

"No, ho da fare."

"Questa notte non vengo, dormo. Domani il viaggio è lungo."

"Ah." disse semplicemente Shinji. Poi aggiunse quasi a bassa voce: "Buon viaggio, allora."

"Grazie di tutto." rispose Minoru e corse via verso il ryokan prima che l'altro vedesse le sue lacrime.

Fece un lungo bagno. Cenò. Compilò gli ultimi moduli ed andò a dormire. Ma non riuscì ad addormentarsi.

"Perché non mi ha detto niente? Magari che non dovevo farlo. Dirmi cosa aveva pensato, provato. Che era incazzato con me... Non è venuto neppure a cena. Buon viaggio, nient'altro. Eppure mi ha lasciato fare."

Minoru non capiva.

Dormì fino a mattina inoltrata. Si rivestì, preparò lo zaino, salutò la padrona del ryokan che gli dette una borsa di plastica con il cibo per il viaggio e gli disse di tornare.

Arrivò all'imbarcadero un'ora prima del traghetto. La casa di Shinji era poco lontana, la vedeva. Del giovanotto neppure l'ombra. Provava voglia di andarci, con la scusa di salutarlo, di vederlo ancora, di costringerlo a dirgli qualcosa, fosse pure di non farsi vedere mai più...

Arrivò il traghetto. Vi salì e mentre si allontanava dall'isola guardava la casa di Shinji, sperando che si affacciasse alla finestra, che facesse un gesto di saluto col braccio, ma il paesino scomparve alla vista senza che avvenisse nulla.

Minoru non poteva sapere che Shinji s'era svegliato tardi, che aveva visto il traghetto arrivare, che s'era rimesso in gran fretta il fundoshi, s'era infilato i jeans, aveva cercato il pacchetto che aveva preparato la sera prima come regalo per il ragazzo e s'era precipitato lungo la via del villaggio verso l'imbarcadero. Ma quando era arrivato, il traghetto era già lontano. E Minoru, che guardava la casa, non aveva visto il giovane sedersi sconsolato sull'imbarcadero.

"Proprio oggi che Shinji doveva svegliarsi tardi?" gemette ad alta voce il giovane scuotendo la testa.

Shinji, il pomeriggio del giorno prima, era rimasto scosso da quanto era successo, da quello che aveva fatto il ragazzo. Scosso perché non se l'aspettava, scosso perché gli era piaciuto, scosso perché qualcuno aveva voluto fare sesso con lui. Quel bel ragazzo gentile, educato, istruito, che sapeva anche come dare piacere ad un uomo e aveva voluto darlo a lui.

Sì, gli era piaciuto. Non aveva saputo cosa dirgli, come dirglielo: lui non sapeva dire belle parole. Le aveva cercate per tutto il ritorno. Grazie... banale. Sono contento... stupido. Mi è piaciuto... beh, se n'era accorto di sicuro. Cosa si dice per queste cose?

Poi gli aveva detto che non andava a cena, perché aveva pensato di preparargli il regalo per fargli capire quanto era contento per quello che era accaduto. Voleva darglielo quando fosse andato a pescare con lui, aveva poco tempo per prepararlo. Poi Minoru aveva detto che preferiva dormire: meglio, avrebbe avuto più tempo per preparare un bel regalo. Tirò fuori tutte le conchiglie che aveva ed iniziò a montarle su una base di legno in modo di costruirci un ranocchio: il simbolo della sua speranza che Minoru tornasse a trovarlo.

Era venuto bene, il ranocchio, era soddisfatto. Trovò anche una scatola adatta, anche se era quella delle scarpe che s'era comprato cinque anni prima. E un furoshiki per avvolgerla. Poi aveva preso la penna ed aveva tracciato il proprio nome, più volte su diversi pezzi di carta, finché fu soddisfatto del risultato, e lo mise nella piega del furoshiki, quindi si spogliò nudo, tirò fuori il materasso ed andò a dormire. Ripensando pieno di gratitudine e di piacere al godimento che Minoru gli aveva dato. E pensò anche che Minoru era un gran bel nome.

Ma si era svegliato troppo tardi! E Minoru, che cosa avrà pensato di lui? Che era un ingrato. Che non aveva apprezzato quello che il ragazzo aveva fatto per lui? Non sarebbe certo più tornato a trovarlo come lui sperava.

Tornò a casa sconsolato. Ma Shinji non era un tipo che si arrendeva facilmente. Il giorno dopo ebbe un'idea. Prese la barca ed andò in città alla cooperativa dei pescatori.

"Oh, Shinji-san! Com'è andata col tuo primo studente?"

"Eh, molto bene. Davvero bene. Volevo proprio parlarti di questo, Tetsu-san, se hai tempo."

"Qualche problema?"

"Eh, il ragazzo ha dimenticato una cosa sua, volevo spedirgliela ma non ho l'indirizzo."

"Non te l'ha lasciato?"

"Eh? No. Non glie l'ho chiesto, c'ho mica pensato, prima. Mica che me lo puoi dare tu."

"Non posso, mi dispiace. Se te l'aveva dato lui..."

"Ma io gli devo restituire la sua roba, come faccio adesso senza il suo indirizzo? Dove gliela spedisco?"

"Beh, posso darti l'indirizzo della sua scuola: potresti spedirgli lì quello che ha dimenticato."

"Eh, mi va bene. Me lo scrivi su un foglio?"

Uscì soddisfatto dall'ufficio. Tornò a casa e si mise a scrivere una lettera. Stracciò e riscrisse la missiva più volte, finché pensò che fosse abbastanza ben scritta. La mise nella scatola, la riavvolse col furoshiki, riprese la barca e tornò in città. Andò all'ufficio postale. Qui gli diedero una scatola in cui mettere il pacchetto. L'impiegato a cui mostrò il foglietto, scrisse l'indirizzo del destinatario, poi il nome e l'indirizzo del mittente. Il pacchetto costava abbastanza caro per le povere finanze di Shinji, ma spese felice quei soldi e cominciò ad attendere con vera ansia la risposta.


Minoru era tornato a scuola. Aveva raccontato ad Akira quello che era successo.

Questi, alla fine, gli disse: "Bah, levatelo dalla testa. Se gli andava bene, te lo diceva subito. È stato zitto per non essere rude. Chiaro che a quello non gli interessi né tu né quello che hai fatto."

"Però se l'è lasciato fare."

"Beh, una goduta gratis non si rifiuta mai. In quel momento ce l'aveva duro, hai detto. Ma dopo deve essergli seccato di essersi lasciato andare con un maschio. Sai come sono a volte nei paesini. Dimenticalo."

"Fosse facile! Io credo di essermene innamorato."

"Aah, dimenticatelo." ripeté l'amico scuotendo la testa.

Minoru sapeva che Akira aveva ragione, ma...

Si rimise a studiare. Il professore lodò la sua relazione: esauriente, accurata, scritta in buono stile, a tratti forse un po' troppo letteraria, poetica, comunque ottima. Magra consolazione, pensò Minoru triste.

Non faceva che ripensare a Shinji. Non fece altro per giorni, fino a che fu chiamato in segreteria.

"Un pacchetto postale per lei, Shiba-kun. Ma non si faccia spedire corrispondenza a scuola. Se mai, al dormitorio. Lo conosce il regolamento, no?"

"Mi dispiace, non aspettavo nessun pacchetto." disse prendendolo in mano.

Lo sguardo gli corse sul mittente e il cuore gli dette un sussulto violento: Katsuzaka Shinji! Un pacchetto da Shinji! Uscì dalla segreteria col cuore in tumulto. Voleva aprirlo subito, ma non gli andava di farlo davanti ai compagni. Non poteva ancora andare nella propria stanza al dormitorio, era troppo presto. Andò al gabinetto, si chiuse dentro, e aprì il pacchetto con mani febbrili. Un furoshiki, lo sciolse, una scatola da scarpe, e dentro un ranocchio di conchiglie ed un foglio. Lo lesse.


-Maggio è un gran bel mese che proprio il tempo è dolce e bello tanto più bello adesso che c'è stato Minoru-kun che io mi dispiace che ho rimasto a dormire e non ci ho potuto dare il regalo del buon viaggio che la rana vuol dire che io spero tanto che Minoru-kun ritorna a trovare Shinji che davvero è stato tanto contento che ha conosciuto a Minoru-kun. Che quella pesca subacquea che poi è finita così che io proprio non pensavo ma che ero tanto emozionato che era proprio bello che Minoru-kun lo sa che io non ho mai avuto emozioni così proprio mai e lui è il primo che mi ha dato emozioni così belle. Che io non me le merito da uno come Minoru-kun, che mi viene da piangere da quanto sono felice. E vorrei che Minoru-kun torna alla mia isola che è un buco ma adesso che ricordo Minoru-kun è l'isola più bella del Giappone. Che io non so scrivere bene e nemmanco parlare bene come Minoru-kun ma spero che capisce quello che voglio dire. Che le sue labbra e le sue mani e tutto mi fa ancora tremare tanto era bello che io come faccio che a dire grazie non basta? E allora penso che se Minoru-kun mi scrive e dice che mi perdona che non l'ho salutato io sarei felice e se poi dice che torna io sarei felice ancora di più. E che se proprio lui ci piace la mia piccola casa può stare da me che io adesso sul materasso da solo sì che mi sento solo come che mi aveva chiesto che adesso mi manca Minoru-kun. E ho finito così che se continuo dico le stesse cose. E che aspetto che Minoru-kun mi scrive una risposta che spero che è gentile. E tante scuse perché scrivo proprio male.

A Shiba Minoru-sama da Katsuzaka Shinji.-


Minoru lesse e rilesse quella lettera e la baciò e la strinse al petto. Poi la ripiegò, la mise nella tasca interna della giacca, richiuse il pacchetto e, felice come mai era stato, tornò in classe.

Quando finalmente poté tornare al dormitorio, nella propria stanza, prese subito carta e penna e rispose.


-Maggio è davvero un gran bel mese, pieno di luce e colori, profumi e fiori. E da quest'anno Maggio sarà senz'altro il mese più bello dell'anno perché è il mese in cui ho conosciuto una persona splendida come Shinji-kun. La tua lettera è bellissima e mi ha riempito di gioia. Come dire l'emozione a leggere che vuoi ancora incontrarmi, che vuoi ospitarmi, che vuoi dividere con me il tuo letto? Il solo ricordo del tuo corpo bellissimo mi riempie di gioia. Avevo avuto paura che ti fosse dispiaciuto quello che era successo dopo la pesca subacquea, ma ora sono tranquillo e mi dispiace di non averlo fatto il primo giorno e tutti i giorni dopo. Se Shinji-kun lo desidera, spero di poter tornare presto e farlo di nuovo. Perché Shinji-kun mi piace moltissimo e lo sogno giorno e notte.

Grazie per i giorni bellissimi che mi hai fatto passare e per tutte le cose che mi hai insegnato. Scrivimi presto, perché anche io mi sento solo lontano da Shinji-kun e una tua lettera mi farà sentire che mi sei vicino. Ti scrivo qui sotto l'indirizzo del mio dormitorio e della mia casa e in che giorni mi puoi scrivere in dormitorio e in che giorni a casa.

Aspetto una tua lettera. Riguardati e pensami.

A Katsuzaka Shinji-sama da Shiba Minoru.


-Imbucò la lettera la mattina dopo presto prima delle lezioni, e fu la sua volta di mettersi in attesa della lettera di Shinji. In camera leggeva e rileggeva la lettera del giovane e guardava il ranocchio di conchiglie che aveva posto sulla scrivania in modo di vederlo sia mentre studiava sia quando andava a dormire.

Quando Akira lo invitò ad andare con lui nella rimessa, Minoru gli disse di no.

"Ehi, Minoru, che ti prende? Hai trovato di meglio? Volti le spalle ai vecchi amici? È perché non mi lascio prendere da te?"

"No, è che sono innamorato e allora, capisci, non mi interessa più nessun altro. Senza offesa."

"Ah, capisco! Chi è? Lo conosco? Saburo per caso?"

"No, non lui. È Shinji, il pescatore di Kojima."

"T'ho detto di dimenticartelo, quello neanche sa neanche più che esisti. Sei stato solo un incidente, tu, per lui."

"Ti sbagli. Mi ha scritto. Dice che vuole rivedermi."

"Eh? Ma comunque, tu qui a Tokyo, lui nel Kyushu. Non lo capisci che è un amore impossibile? D'accordo, gli è piaciuto, lo rifarebbe. Fine del discorso, no? Ehi, Minoru, metti la testa a posto."

"No. Io lo amo. Voglio rivederlo, parlargli, farci l'amore."

"Farci l'amore? Quello ha solo voglia di farselo succhiare gratis, te lo dico io."

"Vedremo."

"Mah. Innamorato come una ragazzina! Attento, Minoru, rischi di prenderti una bella delusione."

"Grazie, Akira-kun. Prendo atto della tua opinione." rispose un po' secco Minoru e, salutatolo, si allontanò. Akira scosse la testa ed andò a cercarsi un altro compagno con cui divertirsi. Non gli mancavano certo, anche se Minoru gli piaceva molto.

Arrivò in dormitorio la seconda lettera di Shinji. Minoru corse in camera e l'aprì.


-Maggio sta per finire ma io non lo dimenticherò mica mai perché è vero che è un mese come dice Minoru-kun pieno di odori e colori ma il colore più bello è gli occhi di Minoru-kun. Che è molto gentile a dire che la mia lettera scritta prima è bella ma mica come la tua che io la leggo sempre anche quando vado a letto che accendo apposta la lanterna vicino per leggere bene tutto che poi scrive elegante mica zampe di gallina come Shinji. Che io ho pensato tanto che mica è giusto che Minoru-kun mi dà il piacere e io solo che lo prendo, che anche Minoru-kun forse gli piace il piacere e io allora posso darglielo no? Anche se mica sarò bravo come Minoru-kun ma come lui vuole imparare da me a pescare io voglio imparare da lui quello che gli piace a Minoru-kun che sarò bravo a imparare lo giuro che spero che Minoru-kun mi crede che sono proprio sincero che poi io prima facevo tutto da solo ma adesso no perché penso a quella volta e mica è la stessa cosa come prima che spero che Minoru-kun viene presto a trovarmi che ogni giorno è anche troppo. Voglio dire di stare senza Minoru-kun.

Che poi magari Minoru-kun mi insegna anche come che si scrive bene mica così che io prima di fare una lettera brutta come queste devo provarci tante volte che consumo più carta che roba da mangiare scherzo però.

Ti mando tanti saluti e non mi dimenticare che io voglio essere sempre nel tuo ricordo.

Da Shinji a Minoru-sama. Ti penso.-


Le vacanze erano ancora lontane, pensò Minoru. Ma se lui fosse partito il venerdì sera e se Shinji fosse andato a prenderlo alla fermata dell'autobus e poi a riaccompagnarlo, poteva stare forse una ventina d'ore con Shinji prima di tornare. Doveva risparmiare i soldi per pagarsi il viaggio, ma se mangiava un po' di più in mensa, non si comprava i sandwich e le bevande, se non andava al karaoke con gli amici... Si mise a fare i conti e vide che poteva fargliela: sì, una volta al mese, fino alle vacanze. Ma come poteva giustificare con i suoi che non sarebbe tornato a casa per quel week end? Poteva chiedere ad Akira se poteva dire ai suoi che andava a passare il week end da lui a Yokohama. Chissà se Akira avrebbe accettato? Già, ma se i suoi l'avessero cercato a casa di Akira? Non poteva neanche dire che Akira non aveva il telefono, sapevano che l'aveva. Chiederlo a Kenji? Ma non aveva voglia di spiegare tutto a Kenji, e non erano neppure abbastanza amici. Poteva comunque parlarne con Akira, chiedergli consiglio, aiuto.

Andò a cercare l'amico. Era in camera sua. Gli espose il suo progetto.

L'amico lo ascoltò, poi disse: "Tu sei tutto matto. Mah, che posso dirti? Tanto, se non ti aiuto, tu lo fai lo stesso e magari ti metti nei pasticci. Lasciami parlare con i miei. Abbiamo una casetta a Kanazawa, senza telefono. Posso dire ai miei che ci andiamo una volta al mese a preparare i test, a studiare. Così, se loro sono d'accordo..."

"E tu andresti a Kanazawa da solo per coprirmi?" chiese stupito Minoru guardandolo incredulo.

"Ma no, certo, ne approfitto anche io. C'è un ragazzo che mi piace un sacco, Kaoru, del primo anno. Lo convinco a venire a Kanazawa con me, per studiare... anatomia." disse ridendo Akira, "Anzi, ti ringrazio per l'idea. Sarà solo una volta al mese, ma meglio che dietro le barche coi soli calzoni giù. Staremo a letto tutto il tempo, nudi, e faremo cose folli, mentre tu le farai col tuo Shinji."

La famiglia di Akira disse di sì, quella di Minoru pure, e anche quella di Kaoru, così Minoru scrisse a Shinji.


-... Questa lettera per dirti che arriverò con l'autobus alle nove di mattina di sabato e che dovrò riprendere l'autobus alle undici di mattina di domenica. Se tu potessi venirmi a prendere e a riportare con la tua barca a motore, potrei fermarmi a casa tua tutto il sabato e la notte fra sabato e domenica. Potremmo stare assieme, anche se solo per una giornata e una notte. Questo sarebbe possibile una volta al mese, fino alle vacanze, che cercherei di passare con te. Fammi sapere se per te va bene, così mi preparerò e verrò.

Sto già mettendo da parte i soldi per il viaggio. E questa volta voglio portarmi la macchina fotografica, così potrò avere le tue foto da guardare mentre siamo lontani. Non vedo l'ora di vederti, di stare di nuovo insieme, per farti sentire un po' meno solo e sentirmi un po' meno solo. Cerca di stare in salute. Spero di vederti presto.

Da Minoru a Shinji.-


La risposta arrivò a stretto giro di posta.


-Minoru-chan!!!

Io la tua lettera è come uno che crede di sognare e invece è tutto vero che mi ha fatto tanto felice che tutti al villaggio si sono accorti e mi dicevano e che hai vinto alla lotteria che sì è più meglio che vincere alla lotteria la notizia che tu vieni presto da me e io Minoru-chan può giurarci che io sarò alla fermata dell'autobus col vestito da festa a aspettare Minoru-chan che il tempo non passerà mai e voleremo a tutto gas con la barca a casa mia che gli faccio revisionare il motore così va più veloce e sentirò le labbra di Minoru-chan ma che più di tutto io che ce le voglio fare sentire a Minoru-chan quelle di Shinji che non vede l'ora davvero. E Minoru-chan ha avuto una bellissima idea di portare la macchina per farci le foto che anche io mi sogno di avere la foto di Minoru-chan per baciarla quando sarò solo che così allora mi pare che sono un po' meno solo. Che spero che non ti fa ridere ma io dormo sempre da una parte del letto che penso che lì c'è il posto di Minoru-chan e io lo carezzo come se c'è davvero Minoru-chan che presto c'è davvero che io sono emozionato solo a pensarlo ma anche il mio fratellino dovresti vederlo che fatica a stare fermo tanto è contento che capisci no? quando che io dico il mio fratellino che voglio dire? ma io ancora purtroppo non conosco il tuo di fratellino e voglio fare la conoscenza e dargli il benvenuto appena che siamo soli che non vedo l'ora e allora io ti aspetto anche se non ricevo più tue lettere che non so se fa in tempo a arrivare che io ci conto e mica mi far aspettare che non vieni che io mi sentirei morire.

Da Shinji a Minoru-chan. Vieni presto vieni presto!!!-


Venerdì Minoru mise nello zaino la macchina fotografica, un regalino per Shinji, un ricambio di emergenza, il costume da bagno, e poche altre cose e si recò a prendere il treno. Questo secondo viaggio verso Kojima gli sembrò bellissimo, anche se il tempo scorreva più lento di quel che avrebbe voluto. Ma si avvicinava alla piccola isola, al piccolo villaggio e al suo grande uomo. Lui lo amava. Shinji non aveva parlato di amore nelle sue lettere, ma neanche lui d'altronde aveva avuto il coraggio di scrivere quella parola. Ne avrebbe potuto parlarne con lui; ma se anche lui avesse voluto soltanto divertirsi come pensava Akira, ne sarebbe valsa la pena.

Questi ed altri pensieri alla rinfusa si agitavano e s'intrecciavano nella testa di Minoru mentre la notte si faceva fonda ed il treno sfrecciava rapido avvicinandolo a Shinji.

Si addormentò, e si svegliò solo quando era quasi ora di scendere. Era contento di aver riposato: non voleva sprecare dormendo le poche ore che poteva passare con Shinji. Avrebbe dormito di nuovo al ritorno e comunque arrivava in tempo per poter dormire anche in dormitorio ed essere fresco e riposato il lunedì mattina in classe.

Prese l'autobus che seguiva la costa illuminata dal sole ed ammirò quel bel mare che gli aveva donato Shinji. Era una giornata chiara, luminosa, come i pensieri di Minoru. Guardò l'orologio: ancora dodici minuti. Meno tempo mancava all'incontro con Shinji più i minuti sembravano scorrere lenti, forse perché guardava troppo spesso l'orologio, ma non riusciva ad evitare di farlo. Si chiese se a Shinji sarebbe piaciuto il regalino che gli aveva portato: non aveva potuto spendere molti soldi, ma sperava che il giovane l'avrebbe apprezzato ugualmente perché gli avrebbe ricordato lui. D'altronde non conosceva ancora abbastanza i gusti o i desideri del bel pescatore per comprargli qualcosa di più personale.

L'autobus entrò in città: ormai era questione di poco. Minoru seguì le svolte dell'autobus cercando di ricordare le vie, per valutare quanto distava ancora il capolinea, ma non riusciva a riconoscere nulla: gli parevano tutte uguali le costruzioni che vedeva scorrere dietro i vetri dell'autobus.

E finalmente dall'altoparlante la voce registrata annunciò il capolinea. Minoru cercò con lo sguardo, mentre l'autobus girava nella piazza e lo vide. S'era davvero vestito a festa, sì che in un primo momento non fu neppure sicuro che fosse lui, ma poi riconobbe il volto teso verso l'autobus, dalle belle sopracciglia folte, dalla bocca morbida e sensuale.

Era vestito con un completo scuro, con camicia e cravatta, che lo faceva sembrare un incongruo impiegato. Ma Minoru capì che s'era vestito così per lui ed apprezzò il gesto.

Shinji lo individuò dietro il finestrino dell'autobus e gli fece un ampio sorriso, inchinandosi lievemente in un saluto mentre l'autobus si accostava al marciapiedi e si fermava.

Minoru fu uno dei primi a scendere e si trovò di fronte il sorridente Shinji. L'abito ne nascondeva completamente le forme, notò con lieve rammarico il ragazzo, ma gli dava una certa aria elegante che non gli stava per niente male.

"I bagagli?" chiese Shinji.

"Tutto qui." rispose Minoru sollevando la borsa che aveva in mano e sorridendogli. La voce calda e bassa del giovane gli piaceva, lo faceva fremere.

"Fatto buon viaggio Minoru-kun?"

"Ottimo: venivo da te!" disse Minoru sorridendogli.

Il pescatore sorrise visibilmente compiaciuto e mormorò: "Grazie. Andiamo? La barca è di qua."

"Sei molto elegante."

"Per accogliere te un po' più meglio che dell'altra volta. Ma l'altra volta era solo uno studente qualsiasi, adesso invece sei te." disse Shinji e Minoru ebbe l'impressione che fosse lievemente arrossito.

Arrivarono in pochi minuti in riva al mare. Il pescatore lo guidò finché giunsero alla barca legata ad un pontile. Shinji vi saltò dentro agile e tese la mano per aiutare Minoru a scendervi. Quindi si tolse la giacca, la piegò accuratamente, sciolse la barca, mise in moto e manovrando s'allontanò verso il mare aperto.


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