Si rivestirono, andarono a mangiare. Prima di cena Shinji chiese alla proprietaria del ryokan se potevano usare il bagno per togliersi di dosso il sale dell'acqua di mare. "Sì, certo, è pronto. E non c'è nessuno, potete rilassarvi tranquilli." disse la donna.
Minoru ebbe l'impressione che la padrona avesse intuito quella che c'era fra loro due, ma gli stava bene. Se anche fosse stato così, la donna non pareva metterci malizia né tanto meno critica.
Nel bagno, quando si immersero nell'acqua tiepida corrente dopo essersi lavati e risciacquati, Shinji fece sedere il ragazzo fra le sue gambe, la schiena appoggiata al suo petto, e gli carezzò il corpo dolcemente.
"Così mi fai venire voglia." protestò felice Minoru che sentì l'erezione dell'altro premergli nel fondo schiena.
Shinji, sott'acqua, gli mise una mano sui genitali e una sul petto e chinò il capo a baciarlo dolcemente: "Anche a me fa venire voglia. Adesso andiamo a mangiare in fretta, poi torniamo a casa."
"E lì sarò tuo." sospirò beato il ragazzo.
"E lì sarai mio." gli fece eco con voce sognante Shinji.
Si asciugarono l'un l'altro, baciandosi per tutto il corpo, e solo lo stretto fundoshi fece sì che non si potesse notare la forte erezione che avevano, una volta rivestiti. Andarono a mangiare. Si guardavano sorridenti, ben consci l'uno del desiderio dell'altro. Dopo mangiato la padrona si fermò a parlare con i due giovani per alcuni minuti. Minoru si convinse che davvero la donna aveva capito di loro due, specialmente quando disse, tranquilla: "Ah, sono contenta che Shinji-san abbia trovato un buon amico. Era così solo qui al villaggio. Ora invece ha Minoru-san: è bello guardarvi, si vede che state bene assieme."
Tornarono in casa di Shinji. Questi accese le lanterne, e poi, senza dire nulla, s'accostò al ragazzo ed iniziò a levargli di dosso i vestiti. Gli si accoccolò davanti e prese a leccarlo fra le gambe. Allora Minoru lo fece stendere su un fianco e si unì a lui nella posizione del sessantanove. Shinji capì e i due si succhiarono a vicenda in pieno abbandono, carezzandosi il corpo.
"Prendimi, Shinji, fammi tuo." chiese Minoru fremente, stendendosi.
Il pescatore gli mise il cuscino sotto le reni, mentre il ragazzo si tirava le gambe sul petto e gli porgeva il tubetto di gel. Il giovanotto gli spalmò un po' di crema sul buchetto, e vi spinse dentro un dito, come prima aveva fatto il ragazzo con lui, preparandolo ad accoglierlo. Minoru fremette di nuovo, gustandosi quel dito che gli annunciava ben altra visita.
"Ti piace, Minoru?" chiese premuroso il giovanotto.
"Sì, sono pronto: prendimi."
Shinji si lubrificò accuratamente la lunga e grossa a asta quindi la puntò sul foro voglioso. Il ragazzo si rilassò completamente aspettando la spinta, che non tardò ad arrivare. Si sentì dilatare: era davvero grosso, il più grosso che avesse mai accolto, e gli faceva un po' male, ma il piacere e il desiderio di accoglierlo era tanto e tale che Minoru ansimò: "Spingi, forte, non aver paura di farmi male."
"Non è troppo grosso? Fatica ad entrare, lo sento." disse esitante Shinji, ma Minoru gli pose le mani a coppa sulle natiche e lo tirò a sé con forza. Shinji gli affondò dentro gemendo: "Ooooh, che... che bello, Minoru! Che bello..." ansimò tremando per l'emozione.
"Dai, anche a me piace. Dai, fammelo sentire tutto, muovimelo dentro; fammi godere e godimi dentro, dai..."
"Davvero ti piace? A me pare di essere in paradiso."
"Sì, Shinji, è davvero bello. Dai... dai..."
Allora il pescatore, afferratolo saldamente per la vita, iniziò a pompargli dentro, dapprima quasi con cautela, poi, vedendo l'espressione beata dell'amico, con crescente vigore: "Oooh, è... è... proprio bello, così... Mi piace, Minoru... è bello... sei mio! Sì... sei mio..." mormorò emozionato, lanciandosi in una vigorosa cavalcata piena di passione, e provocando così un intenso piacere anche al corpo del ragazzo.
Minoru guardava tutti i muscoli del corpo del suo bel pescatore contrarsi e distendersi ad ogni affondo, in una specie di danza erotica, e si gustava quella massiccia e soda presenza in sé. Altro che Akira e gli altri: questo sì che era un maschio, questo sì che era essere posseduti. Il piacere che Shinji stava provando lo contagiava, s'aggiungeva al suo piacere. Shinji, continuando a pompargli dentro con vigore, si chinò a baciarlo sulle labbra, e le due lingue giocarono fra loro. Minoru posò una mano sulle spalle del bel maschio in calore, carezzandogli la schiena, mentre con l'altra si massaggiava il membro spingendolo a sfregarsi contro il ventre teso e incavato del suo appassionato pescatore.
Il corpo di Shinji iniziò ad essere percorso da forti tremiti, che ne preannunciavano l'imminente orgasmo. Infatti il suo ritmo forte e regolare, si spezzò, si fece scoordinato ma più appassionato, il giovanotto iniziò ad emettere un lungo basso gemito e si tese, si tese, si tese come per resistere disperatamente all'esplosione che stava innescandosi in lui, poi cedette di colpo, con un forte affondo e si scaricò nelle profondità del ragazzo, mentre anche questi veniva fra i due ventri compressi, guizzante e felice.
Si abbandonarono esausti sul materasso, ancora strettamente allacciati, rilassandosi a poco a poco. Poi mormorò: "Minoru-chan, è troppo bello. Come farò, senza di te, i prossimi giorni? Ora che ho scoperto quanto è bello? Mi piaci troppo! Sentirti in me, sentirmi in te, bere il tuo liquore che sa di maschio, darti il mio. E poi abbracciarci, carezzarci, leccarci, baciarci. Non so neanche io quale è l'emozione più forte, più bella."
"Oh, Shinji! Anche per me sarà dura: sei un amante meraviglioso, tu. Sei l'amante ideale."
"Anche tu. Neanche nei miei sogni più belli avevo saputo immaginare che esiste una persona come te e che l'avrei davvero incontrata un giorno. Perché abitiamo così lontani? Tornerai a trovarmi, vero? Non ti stancherai di me, vero?"
"Certo che tornerò e che non mi stancherò. E tu di me?"
"Sei la cosa più meravigliosa che c'è nella mia vita, tu. Mi stancherò di vivere, prima di stancarmi di te."
"Ripuliamoci, adesso."
"Purtroppo non ho il bagno, qui da me."
"Una pezzuola bagnata."
"Vieni di là, al lavandino. Io pulirò te e tu me."
Prendendolo per mano, Shinji lo guidò nell'altra stanza, un'ampia cucina con un grande lavello di pietra. Prese due piccoli asciugamani, aprì il rubinetto, li bagnò, li strizzò e ne porse uno all'amico. Si pulirono l'un l'altro, a lungo, con delicata attenzione, guardandosi sorridenti.
"Mi piace di guardarti nudo." disse Shinji.
"Anche a me." rispose il ragazzo.
"Qui in casa, possiamo stare sempre nudi, allora."
"Ma se viene qualcuno?" chiese Minoru.
"Non viene mai nessuno. E poi, posso tenere due yukata pronti, in un attimo li possiamo indossare, caso mai. Ma non viene mai nessuno, non c'è pericolo."
Tornarono nell'altra stanza. Sedettero sul letto, vicini e semiabbracciati.
"Non vai a pescare, stanotte?"
"Scherzi? Sto qui con te. È più importante che pescare. E più bello, anche. Non hai sonno, tu?"
"No, per nulla. Ma, dimenticavo, ho portato la macchina fotografica. Ci prendiamo delle foto, ti va?"
"Nudi?" chiese Shinji, "E poi, non c'è troppo poca luce?"
"Anche nudi, e anche col fundoshi addosso. Ho il flash. Poi ne prendiamo altre domattina. Aspetta."
Tirò fuori la macchina fotografica. Gli scattò alcune foto, gli spiegò come scattarle a lui, poi, montandola sul cavalletto, prese alcune foto di tutti e due con l'autoscatto.
"Me le manderai, poi, quelle in cui ci sei tu?" gli chiese Shinji quando la posò.
"Certo. Ma la prossima volta ne faremo altre, le faremo anche all'aperto, sulla barca."
"Quelle in cui siamo nudi, che dirà quello del negozio delle foto? Non sarà strano?"
"Ormai sono sviluppate e stampate completamente da macchine, non le vedrò nessuno. Le prime le ho prese che avevamo addosso il fundoshi. E poi, che mi importa, non lo conosco nemmeno. Andrò da un qualsiasi fotografo di Tokyo."
"Io forse mi vergognerei lo stesso, che vede il mio corpo nudo un estraneo."
"Ai bagni pubblici, alle terme ci si vede tutti nudi anche con gli estranei, no?"
"Beh, è vero. Anche tra pescatori, a volte, ci si cambia uno davanti all'altro senza farci caso. Mi piace proprio tanto guardarti nudo. Poter guardare anche il tuo fratellino e sapere che è mio. Ho voglia di baciartelo di nuovo."
"Abbiamo ancora molte ore; più tardi, magari. Anche a me piacerebbe, prima di tornare a Tokyo, gustare ancora il tuo sapore di maschio, baciare ancora il tuo Taro."
"Chi è Taro?" chiese incuriosito Shinji.
"Il tuo fratellino. È giusto che abbia un nome, no?"
"E il tuo, allora? Come lo chiamiamo?"
"Il mio è più piccolo del tuo."
"Ma è un caro amico. Yusuke? Lo chiamiamo Yusuke?"
"Eh, perché no?" rispose sorridendo divertito Minoru.
Chiacchierarono, scherzando, raccontandosi brani delle loro vite, tenendosi teneramente abbracciati.
La luna inargentava il mare tranquillo e il mormorio delle onde accompagnava le loro voci sommesse. Una lieve brezza entrava dalla finestra aperta carezzando i loro corpi nudi.
Ripresero a baciarsi e a poco a poco le loro membra si intrecciarono ancora, finché si trovarono di nuovo allacciati in un appassionato sessantanove. Minoru si sentiva piacevolmente sopraffatto dall'inesauribile desiderio sessuale del suo splendido pescatore e dalla prorompente sensualità che aveva saputo risvegliare in lui in quell'assolato pomeriggio dopo la pesca subacquea.
Quante volte erano già venuti? si chiedeva Minoru gustandosi ancora fra le labbra quel poderoso palo fremente. Lo succhiava, lo leccava, lo mordicchiava delicatamente, suggeva ora un testicolo ora l'altro, in preda ad un intenso e profondo piacere, mentre Shinji gli prodigava le medesime attenzioni. Davvero non c'era paragone con le sue precedenti esperienze con i compagni di scuola.
Si succhiarono con calma, non avevano fretta di venire. Volevano godersi l'un l'altro il più a lungo possibile. Si portavano sull'orlo dell'orgasmo per poi rallentare e prolungare così quel piacere intenso quasi di mutuo accordo.
Ma finalmente non furono più capaci di controllarsi, di trattenersi e si lasciarono andare ad un orgasmo dolce e tranquillo, effondendosi l'uno nella bocca dell'altro non nei getti forti delle altre volte, ma con la lenta e inarrestabile forza di un fiume che straripa o dell'alta marea che invade la spiaggia.
Venne il nuovo mattino e il sole li trovò che stavano ancora teneramente abbracciati, parlando del loro prossimo incontro.
"Minoru, non andare via."
"Non posso, purtroppo."
"Lo so, lo capisco... ma..."
"Dobbiamo vestirci."
"Purtroppo."
Shinji lo riaccompagnò in città con la sua barca a motore. Minoru gli volle offrire la colazione in un bar accanto al capolinea dell'autobus. Venne l'ora della separazione. Minoru salì sull'autobus e sedette accanto al finestrino. Dall'altra parte Shinji lo guardava in silenzio. Entrambi sentivano la tristezza della separazione.
L'autobus mise in moto e chiuse la porta. Shinji salutò mentre l'automezzo si avviava. Minoru lo vide fermo a guardare finché l'autobus girò e si allontanò veloce.
Ancora un mese di attesa, pensò Minoru sentendosi il cuore pesante. E lui non aveva avuto il coraggio di dire a Shinji che lo amava, e di chiedergli se anche lui provasse lo stesso sentimento. Ma se lui amava Shinji, che cosa sarebbe stato disposto a fare per lui? Sarebbe andato a vivere con lui in quell'isolotto sperduto, in quella casa povera? Sì, ci sarebbe andato. Avrebbe fatto il pescatore con Shinji, se solo fosse stato sicuro di essere amato da lui. Non poteva chiedere al giovane di venire a Tokyo. Doveva essere lui a spostarsi. Ma come l'avrebbe presa la famiglia? Doveva ancora finire gli studi. Ancora un anno, poco meno. Beh, frattanto avrebbe avuto tempo di capire se anche Shinji lo amava o se semplicemente gli piaceva divertirsi con lui, come a lui era piaciuto divertirsi con Akira o con Saburo, senza per questo essere affatto innamorato. In quel caso, beh, si sarebbe goduto il bel pescatore finché durava, sperando che durasse a lungo, comunque.
In treno si addormentò subito profondamente. Fece tutto un sonno, fino a Tokyo. Lo svegliò la vicina di sedile. Un po' intontito, prese la metro ed andò fino al dormitorio. Aveva pensato di vedere se Akira fosse tornato, ma preferì andare a letto e si riaddormentò subito.
Il mattino dopo, mentre si stava preparando per andare a lezione, bussarono alla porta. Era Akira.
"Allora?" gli chiese entrando.
"È stato bellissimo. E a te, come è andata?"
"Ah, un sogno. Ti lascio immaginare che cosa abbiamo fatto io e il mio Kaoru. Quel ragazzino, se lo lasciavo fare, non si sarebbe più staccato dal mio cazzo! Non ho mai goduto tanto. Ma tu, Minoru, piuttosto, raccontami."
"Mi piace troppo, Shinji. Sto bene con lui."
"Ma avete fatto l'amore, no?"
"Certo. E ne sono più innamorato che mai. Se tu lo vedessi, è così bello, te ne innamoreresti anche tu.."
"Ma prima non aveva mai fatto l'amore con un maschio, lui, no? E l'ha fatto senza problemi? Tutto?"
"Tutto, e gli piace, e lo fa bene."
"Beh, anche il mio Kaoru, ma lui lo faceva anche prima. Sai che lui ha cominciato a undici anni a succhiarlo ai compagni delle elementari e a tredici anni se lo faceva già mettere dai suoi compagni della scuola media? Hai già deciso quando andrai di nuovo a Kojima? Kaoru non vede l'ora di tornare a Kanazawa con me. Sai, a letto è mille volte meglio che in piedi là dietro le barche."
"Lo so, lo so." rispose sorridendo Minoru, "Vado fra quattro settimane, la seconda domenica di luglio."
Andarono in classe. Nel pomeriggio, Minoru cercò un laboratorio che facesse sviluppo e stampa rapida. Avute le foto, tolse quelle in cui erano completamente nudi, scelse una foto di Shinji e una sua in fundoshi e ne chiese un ingrandimento. L'avrebbero fatto per il giorno dopo. Tornò in dormitorio. Si riguardò con calma, gustandole, le foto. Alcune erano venute molto bene. Prese carta e penna e si mise a scrivere a Shinji, continuando a guardare le foto sparse sulla scrivania.
-Sta per arrivare la stagione delle piogge ed il caldo qui a Tokyo si fa sentire. Spero che ti riguardi in modo di mantenerti in buona salute.
Io sono tornato ai miei studi, alla mia solita vita e mi pare un sogno le ore che ho potuto passare con te. Qui è tutto grigio e noioso, non luminoso e bello come nella tua bella isola. Dalla finestra vedo solo il cortile, pochi alberi e muri vecchi. Non il mare come quando ero da te. Il bel mare che mi ha permesso di incontrarti. Spero che queste quattro settimane che mancano per il nostro nuovo incontro passino in fretta. Mi manca il tuo sorriso e tutto il resto che hai saputo darmi.
E mi manca Taro, il tuo bel fratellino. Vorrei tanto baciarlo ancora, giocare con lui. Se tu avessi il telefono, potrei almeno risentire la tua voce.
Ho fatto sviluppare le foto e te ne mando una copia assieme a questa lettera. Almeno anche tu potrai guardarle come le sto guardando io ora. Anche quelle in cui siamo nudi, nessun problema, come immaginavo. Così potremo farne altre le prossime volte.
Ti manco anche io come mi manchi tu? Oggi a lezione quasi non riuscivo a stare attento, perché pensavo sempre a te. Anzi, a noi due assieme. Ho pensato che devo impegnarmi di più ai corsi di nuoto, almeno sarò più bravo e potrò nuotare con te senza fare brutta figura. Pensa che quando mi avevano detto, per la golden week, che dovevo venire a Kojima e pescare con un certo Katsuzaka-san, ero scontento! Non sapevo ancora che eri tu. Ora sono felice che non mi abbiano tirato a sorte per andare su un peschereccio come invece avevo chiesto io. Sono stato davvero fortunato. Con questo chiudo questa lettera.
Mi sembra che vorrei dirti tante cose, come quando sono con te, ma non riesco. Mi limito a sognarti. Spero di ricevere presto tue notizie. Esco subito ad imbucare, almeno ti arriva prima. Stammi bene.
Da Minoru a Shinji.-
Mise le foto in una busta e questa, assieme alla lettera in un'altra busta, scrisse l'indirizzo e scese ad imbucare.
Mentre rientrava incontrò Saburo: "Minoru-kun, non ti si vede più. Stai bene?"
"Sì, grazie, e tu?"
"Di', ti andrebbe di fare un salto con me fino al deposito delle barche?" chiese il ragazzo al suo compagno anziano.
"No, Saburo-kun."
"Ho voglia: faccio tutto quello che ti piace, lo sai; vieni."
"No Saburo-kun. Cercati un altro compagno, d'ora in poi." gli disse con gentilezza Minoru.
"Ma tu mi piaci più di tutti, lo sai, no? Ti prego."
"Saburo-kun, verrei volentieri con te, ma mi sono innamorato e non posso più, capisci?"
"Innamorato? Di uno dei nuovi?" chiese il ragazzo facendogli un po' il broncio.
"No, uno di fuori. Non lo conosci. Mi dispiace, Saburo-kun, sono stato bene con te."
"Anche io. Mi piaceva come... come lo facevi tu. Pazienza."
"Ci sono altri, no?"
"Sì, certo. Se cambiassi idea, comunque..." disse il ragazzo allontanandosi.
Minoru tornò in camera sua e si mise a studiare. Quell'anno avrebbe avuto l'esame finale e doveva uscire con un buon risultato, se voleva trovare un buon lavoro. Sempre che non decidesse di andare a fare il pescatore con Shinji. E la sua testa abbandonò i libri per fantasticare sul suo bel pescatore. Poi si scosse, e si rimise a studiare, cercando di non distrarsi. Ma era tutt'altro che facile.
Il giorno dopo Akira gli chiese che cosa avesse.
"Niente, perché?"
"Ti conosco bene, non è vero che non c'è niente. Sei strano, hai la testa altrove. Ah, pensi a lui!"
"Mhmh."
"Proprio innamorato, eh?"
"Mhmh."
"Ma come farai? Non lo capisci che questa è una storia senza futuro? Non sarebbe meglio che te lo togliessi dalla testa? Lui non può certo venire qui e tu, laggiù, che faresti?"
"Il pescatore con lui."
"Sì, a morir di fame in due? Non hai scritto nella tua relazione che l'isolotto si sta spopolando e che il tuo lui ha appena di che sopravvivere? Minoru-kun, torna sulla terra. Per quanto sia bello, vedrai che ti passerà."
"Guarda..." gli disse allora porgendogli una foto di Shinji. Era in fundoshi, seduto sul davanzale della finestra, il cielo chiaro dell'alba alle spalle, la sua figura rischiarata dal lampo del flash.
"Ehi, un fotomodello da rivista gay! Ma che ci sta a fare in quell'isola sperduta un maschio così? Capisco che hai perso la testa. Bello, bello davvero! Che corpo!"
"È splendido, e non solo per quel che si vede dalla foto."
"Vuoi dire che ha un bel cazzo? Si può intuire, è bello pieno il fundoshi..."
"Ma pensi solo a quello, tu? Voglio dire come persona, come carattere... è davvero splendido..."
"Beh, ti credo, ma mica mi vuoi dire che un bell'arnese guasti, no? E lui è bello gonfio. Avresti dovuto fotografarlo nudo."
"L'ho fotografato anche nudo..." disse Minoru a mezza voce.
"Wau! E fammele vedere, no? Ce l'hai su in camera? Saliamo, dai!"
"No, quelle non le faccio vedere a nessuno..."
"E dai! Siamo amici o no? Proprio fra noi due, mica ti metti a fare storie, no? Io ti copro, quando vai da lui, no? Vuoi mica farmi questo torto. Mica te lo porto via, no? Dai, fammele vedere!"
"Ma... Akira-kun..."
"Andiamo, dai. Tra noi due ci conosciamo bene, anzi, direi piuttosto profondamente, no?" sorrise il compagno per quel gioco di parole con cui alludeva alla loro relazione.
Salirono, e Minoru gli mostrò anche le foto in cui Shinji era nudo. Akira le guardò ed emise un basso fischio di ammirazione. Specialmente quando vide quella in cui Shinji mostrava una fiera erezione, sorridendo verso l'obiettivo, in una posa talmente naturale e tranquilla da essere procace.
"Cavolo, che maschio! E tu, davvero tu ti sei preso tutta questa stanga? Banzai, Minoru-kun!"
"E è stato anche bello." rispose con fierezza il ragazzo accarezzando con gli occhi quella foto.
"Ma lui lo prende anche da te?" chiese allora Akira continuando a guardare le foto.
"Certo e gli piace. Mica fa il difficile come te."
"Beh, ognuno ha i suoi gusti, no? Comunque complimenti, ti sei trovato proprio il tipo giusto, a quanto pare. Capisco che ne sei innamorato. Però, resta una cosa difficile. Cavolo, ti invidio sai?"
"Tanto tu mica te lo saresti fatto mettere da lui, no? Perciò mica so se lui ci si sarebbe messo, con te." disse con un certo gusto Minoru riprendendo le foto e mettendole via.
"Beh, certo, specialmente un pilastro di quelle dimensioni." disse Akira, poi aggiunse: "A me va a pennello Kaoru: a lui piace solo essere passivo come a me piace essere attivo, perciò anche noi due siamo ben accoppiati. E credo che Kaoru si stia innamorando di me. Si è messo a scrivermi poesie."
"E tu sei innamorato di lui? O ti ci diverti solo come facevi con me? Io almeno non ero innamorato, però."
"Beh, mi piace un sacco. Innamorato... è una parola seria. A marzo usciamo da questa scuola, lui invece ci deve restare ancora altri due anni."
"Potreste vedervi lo stesso, se per te lui fosse davvero importante. Ma sono affari tuoi."
"Chissà dove troverò lavoro. Non voglio ancora legarmi, in fondo ho solo diciott'anni e lui sedici. E poi, prima o poi dovrò sposarmi. Anche se spero che sia poi."
"Sposarti? Io non mi sposerò mai."
"Prova a dirlo ai tuoi!"
"Certo che glielo dirò, quando saranno loro a parlarmene."
"Ma allora parli sul serio quando dici che vuoi andare a vivere con lui." disse incredulo Akira.
"Certo. Se anche lui mi dirà di essere innamorato di me." rispose deciso Minoru.
Il giorno seguente Minoru andò dal fotografo a prendere i due ingrandimenti fotografici ed andò a comprare due belle cornici. Quella con la foto di Shinji l'avrebbe tenuta per sé, l'altra l'avrebbe portata in regalo al suo Shinji quando fosse andato a trovarlo. Al ritorno in dormitorio trovò la lettera di Shinji. Minoru corse a chiudersi in camera per leggerla.
-Il caldo aumenta giorno per giorno che pare che ogni anno deve essere più caldo di quello prima e oggi sta pure piovendo che mica è ancora cominciata la stagione delle piogge ma io penso che meno male che piove oggi ma che ha fatto bello quando Minoru-chan era qui che se anche pioveva per me era bello lo stesso perché il mio sole è proprio Minoru-chan che volevo dirglielo quando era qui ma io lo sai che non sono bravo a parlare. Infatti volevo dirti una cosa che io sento dentro di me che mica so spiegarmi bene e figurati se la saprò spiegare a te ma però io ci provo lo stesso che quello che volevo dirti è che sento dentro al cuore come una canzone che canta il nome di Minoru-chan che è la canzone più bella e allora io queste ore che sei andato via ci ho pensato tanto che mica mi voglio sbagliare e ti prego di non ridere di me ma io penso proprio che io ti amo.
Ecco che ci sono riuscito a dirla quella parola che mi piace e mi fa paura perché io non lo so se si può dire fra uomini ma io sento proprio così e non lo so se a te ti sembra strano che vorrei sapere sincero che cosa ne pensa Minoru-chan che ha studiato e capisce queste cose più meglio di me che sono un semplice pescatore di un'isola dimenticata come che diceva il mio povero nonno buon'anima. Minoru-chan è comparso nella mia vita e tutto è cambiato all'improvviso e mi pare come se comincio a vivere solo adesso e mi manca tanto Minoru-chan e il suo sorriso e allora guardo i due delfini del regalo così bello che mi ha fatto e io mi sogno che possiamo sempre nuotare così tutta la vita e non so se Minoru-chan pensa come Shinji che se pensa come Shinji allora Shinji è l'uomo più felice che c'è ma poi penso che come può Shinji sperare che Minoru-chan nuota con lui tutta la vita?
Minoru-chan è uno di città che ci farebbe qui in questa piccola isola e Shinji invece morirebbe a vivere in una città ma forse se ci fosse lavoro in città pure per un pescatore magari potrei pure provarci ma sono tutte fantasie che magari Minoru-chan ci ha altri progetti che io cosa c'entro? E allora adesso mica so neppure se devo spedire questa lettera ma però la spedisco lo stesso perché Minoru-chan deve sapere tutto quello che c'è nel cuore di Shinji e poi farne quello che vuole. Perciò mando i miei saluti più belli e anche Taro saluta tanto Yusuke il suo compagno di giochi che spera di rivedere presto anche se Minoru-chan legge questa lettera e non è contento ma spero di no.
Da Shinji a Minoru-chan.-
L'aveva scritto! "Io ti amo" e diceva che sognava di passare la vita con lui. Che altro? Shinji lo amava, contava solo questo. Tutto il resto sarebbe venuto di conseguenza. Quando fosse tornato da lui, gli avrebbe detto che voleva vivere con lui, che avrebbe fatto il pescatore con lui, per sempre. E se Shinji gli diceva di sì, avrebbe terminato gli studi, poi avrebbe comunicato ai suoi la sua decisione. Avrebbe anche rinunciato a terminare gli studi, veramente, ma in quel caso i suoi si sarebbero opposti con tutte le forze. Mentre, se avesse finito, poteva cominciare ad andare dicendo ai suoi che aveva buone prospettive di lavoro, e poi bastava tirarla per le lunghe finché fosse stato maggiorenne.
Minoru era eccitato e felice. Si mise subito a scrivere a Shinji: ora poteva finalmente scrivergli tutto ciò che pensava, tutto ciò che provava per lui, i suoi sogni, i suoi progetti chiedendogli di pensarci bene e di dargli la risposta quando si fossero rivisti.
Finalmente poté tornare a Kojima dal suo bel pescatore innamorato. Appena salirono nella sua stanza, Shinji lo prese fra le braccia e lo baciò stringendolo a sé: "Oh, mio Minoru, ti amo! Che bello potertelo dire adesso che so che pure tu mi ami. Ti amo, ti amo, ti amo." gli ripeté felice come un bambino. Quello che Minoru si sentiva premere contro era tutt'altro che un membro da bambino. Scese con una mano a carezzarlo fra le gambe, palpando il vigoroso turgore del suo amante. Shinji sospirò dolcemente: "Ti voglio."
"Prendimi." rispose Minoru cominciando a sbottonargli i pantaloni, pieno di desiderio.
"No, volevo dire che io ti voglio dentro di me! Dopo, se vuoi, ti prendo io, ma non vedevo l'ora di sentirti in me di nuovo. Aspetta, però, ho una sorpresa per te." disse andando ad aprire l'armadio.
"Anche io." disse Minoru aprendo il borsone e tirando fuori il pacchetto con la cornice.
Shinji richiuse l'armadio: "Allora vediamo prima il tuo regalo." disse sorridente. Prese il pacchetto ed iniziò ad aprirlo. Quando vide la cornice con la foto ingrandita di Minoru in fundoshi il suo sorriso si fece luminoso: "Questo sì che è un regalo! La terrò sempre bene in vista, per vedere il mio bell'amante anche quando sarà lontano." disse e baciò la foto.
"Ma adesso, fammi vedere la tua sorpresa." disse Minoru contento per la reazione dell'altro. Shinji riaprì l'armadio e tirò fuori un bel materasso nuovo a due piazze coperto da una allegra stoffa azzurra a fiori e lo stese.
"Ecco, ho pensato che così staremo più comodi, sia per fare l'amore sia per dormire. E poi il mio materasso era vecchio, non andava bene per il mio amante."
"Ma avrai speso una cifra! È così bello. E poi, che avrà detto la gente dell'isola che ti compravi un materasso matrimoniale tu che sei solo?" chiese Minoru.
"Era il più bello. L'ho comprato in città, mica lo sa nessuno. E poi, pensano quello che vogliono. A me mi interessa solo che Minoru sia contento." disse Shinji stendendovi sopra il lenzuolo.
Minoru riprese allora a sbottonare gli abiti del suo bel pescatore, che a sua volta spogliò il ragazzo. Quando furono nudi, si strinsero l'uno all'altro, premendosi le erezioni contro e baciandosi pieni di desiderio. Poi Shinji scivolò in ginocchio e prese a suggere il membro ritto e fremente dell'amante. Quando lo sentì pronto, prese il tubetto di gel che la volta prima Minoru aveva lasciato e gli lubrificò bene tutta l'asta con amorosa cura.
Si stese, si mise il cuscino sotto le reni e si lubrificò il foro, quindi disse a Minoru: "Eccomi, vieni, amore mio, prendimi. Fammi sentire il tuo bel fratellino quanto che mi desidera."
Il ragazzo si inginocchiò davanti al bel sedere che gli si offriva e lo infilò con un appassionata serie di spinte.
"Aaaah... che bello... Oh Minoru, amore, quanto che mi piace. Dai, fammi tuo, fammi sentire quanto che mi ami." disse il bel pescatore pieno di passione.
"Ti amo, sì... Ti amo tanto, Shinji..." mormorò il ragazzo sentendosi al settimo cielo.
Fecero l'amore pieni di passione tutti e due, finché entrambi ebbero placato il primo forte desiderio alimentato da quelle quattro settimane di lontananza e poterono abbandonarsi a più tenere e dolci intimità.