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una storia originale di Andrej Koymasky


pin CONTANDO FINO A DIECI
(ipnosi)
CAPITOLO 7
IL GRANDE TADDEO

Quando Nando salì sul letto il ragazzo lo accolse con piacere. Nando si chinò su di lui e scese a baciarlo. Taddeo sporse appena la lingua e l'altro ci giocò con la propria, suggendola a tratti, finché le loro bocche si premettero con dolce forza. Quindi Nando scese a suggere i piccoli capezzoli turgidi del ragazzo che fremette gemette contento.

Taddeo allungò una mano ed afferrò il membro fremente del suo amante e, palpandolo con piacere, mormorò: "Mi prenderai, questa volta?"

"Lo desideri? Vuoi essere mio?"

"Sì, lo voglio tutto dentro di me. Lo voglio tutto! Voglio sentire che ti appartengo, che sono tuo." ripeté con espressione sognante masturbandolo delicatamente, poi aggiunse: "Perché io sono tuo, non è vero?"

"Sì, Taddeo, tu sei mio, tutto mio."

"E voglio essere solo tuo. Adesso so che è possibile e sono felice." mormorò il ragazzo con occhi luminosi.

Nando si infilò fra le gambe del ragazzo che subito le ripiegò sul petto offrendoglisi prontamente. Con una mano guidò il membro del suo amante in sé e, quando lo sentì iniziare a premere, si rilassò ed emise un sospiro deliziato.

"Oh, Nando... tu eri nelle mie fantasie anche prima di conoscerti..." mormorò il ragazzo mentre lo accoglieva pian piano in sé.

Il giovanotto provò un lieve senso di rimorso: lui sapeva che quei ricordi erano stati inseriti nel ragazzo da Ken grazie all'ipnosi. Si chiese se doveva dirlo al ragazzo, ma ora era troppo preso dall'intensità di quello che provava prendendolo.

Taddeo gli si agitava sotto in preda ad un piacere crescente, intenso, ed era felice nel sentirsi dominato da quel maschio che gli si muoveva sopra eccitato. Si godeva l'espressione compiaciuta di Nando e pensava che avrebbe voluto che quello che stavano facendo non finisse mai, o almeno non troppo presto. Ne carezzò il bel corpo godendone il calore e il guizzare dei muscoli.

"Ti piace il mio culetto?" gli chiese con un sorriso.

"Sì, ma mi piace tutto di te, davvero tutto."

"Ma sei contento di prendermi?"

"Certo, mi piace tanto."

"Non venire troppo in fretta, allora."

"No, d'accordo."

"Mi piace come mi stai prendendo. Sei forte, sei bello." mormorò Taddeo felice.

Nando lo baciò continuando a muoverglisi dentro. Il ragazzo lo stringeva a sé carezzandogli la schiena e gustando le spinte appassionate dell'altro. Le loro lingue giocavano incessanti e il reciproco piacere aumentava lentamente ma inesorabile.

Quando le loro bocche si separarono, Taddeo sospirò: "Sono tuo!"

"Sì."

"Oh dio, che bello!"

"Sì..."

"Più forte, Nando, più forte."

"Non ti faccio male?"

"Mi piace. Così, Nando... che bello!"

Continuarono finché finalmente raggiunsero il piacere entrambi, in una sinfonia di gemiti appassionati. Allora si stesero abbracciati e si addormentarono appagati e felici.

La mattina dopo Ken si svegliò e pensò ai due ragazzi e provò il desiderio di fare sesso con loro. Scese da letto ed entrò nella camera di Nando per svegliarli. Li vide nudi, teneramente allacciati sul letto e tornò sul proprio letto, dove iniziò a masturbarsi immaginando di stare con i due ragazzi e di piegarli alle proprie voglie.

I due furono svegliati dalla voce di Ken. Lo sentirono che diceva: "Succhialo, succhialo Taddeo, che poi inculo il tuo Nando. Bravo, ragazzo, così..."

Scesero assieme dal letto e spiarono dalla porta socchiusa: l'uomo stava in ginocchio sul suo letto, e si masturbava velocemente, convinto di star godendo la sua piccola orgia privata.

I due si sorrisero con aria complice: "Funziona davvero..." disse Taddeo sottovoce, un po' stupito.

"Certo. E a guardarlo così, m'ha fatto venir voglia."

"Di lui?" chiese leggermente allarmato il ragazzo.

Nando sorrise scuotendo la testa e carezzò il sedere nudo dell'amico: "No, non di lui, di te. Vieni sul nostro letto, dai, ho voglia di prenderti ancora."

"Bene." disse sorridendo felice il ragazzo e andò con lui e guardò con piacere l'incipiente erezione del suo bel compagno.

Nando notò lo sguardo di Taddeo e sorrise compiaciuto. Salirono sul letto e furono subito l'uno nelle braccia dell'altro, pieni di reciproco desiderio. Taddeo si offrì prontamente a Nando, ma questi gli disse di aspettare. Prima voleva godersi un bel sessantanove con il suo amante. Si unirono e si succhiarono a vicenda con forte piacere, quasi assetati l'uno dell'altro. Si carezzavano, mugolando il loro piacere. Poi, finalmente, Nando accontentò il suo amante, e si immerse in lui, felice. Gli piaceva guardare gli occhi luminosi con cui il ragazzo lo accoglieva in sé... Gli si immerse tutto dentro, lentamente, con calma, mentre Taddeo, entrambe le mani sulle sue natiche, lo tirava a sé, impaziente di essere finalmente riempito dal suo amante. E finalmente Nando fu completamente immerso nel suo ragazzo e prese a muoversi avanti e dietro.

"Dio, Nando, non avrei mai creduto che si potesse essere così felici! Quando ti sento dentro di me, sto cosi bene... Dai, fammi sentire quanto ti piace prendermi! Vai più forte, dai, fammelo sentire tutto..."

Nando gli sorrise e prese a stantuffargli dentro con maggior vigore. Frattanto il ragazzo gli sfregava i capezzoli, gli carezzava la schiena, i fianchi, le natiche, le cosce.

"Mi piaci tanto, Taddeo, mi piaci così tanto.... tu mi hai stregato!"

"Ma non ipnotizzato..." rispose con un sorriso dolce il ragazzo, muovendoglisi lievemente sotto, per godere meglio quella appassionata cavalcata.

Sentirono nella stanza vicina Ken gemere: "Ah, prenditelo tutto!... Sei mio, Nando... sei mio! E tu, ragazzino... continua a suchiarmi i capezzoli... così..."

I due ridacchiarono, continuando indisturbati a fare l'amore.


Nando guidò Taddeo, e, attraverso lui, anche Ken. Per prima cosa fece convincere Ken a dare un normale stipendio sia a lui che a Taddeo. Poi anche ad insegnare al ragazzo la sua arte, E Ken docilmente obbedì a tutti gli ordini ipnotici ricevuti e fece senza problemi tutto quanto gli veniva richiesto. In breve tempo Taddeo sviluppò ed imparò a controllare perfettamente e ad usare la sua dote di ipnotizzatore, diventando presto più bravo del suo stesso maestro, che continuava a desiderare i due ragazzi e, appena ne vedeva la nudità, andava nel suo letto a soddisfarsi da solo, fermamente convinto di fare l'amore con loro.

Taddeo era contento perché Nando non approfittava del suo talento per strafare. Stava solamente preparando la loro strada per giungere ad essere presto entrambi completamente indipendenti dall'uomo. Taddeo era sempre più innamorato di Nando e questi di lui.

E finalmente venne il giorno in cui Ken non ebbe più nulla da insegnare a Taddeo. Allora i due giovani lasciarono l'uomo, che non poté opporsi, e Taddeo finalmente iniziò a dare spettacoli in proprio. E presto divenne famoso, richiesto e conteso dai migliori agenti teatrali. Anche la sua giovane età e la sua avvenenza contribuirono a renderlo famoso, e presto la sua fama offuscò anche quella del grande Ken.

Nando aveva ancora un problema: sentiva che, proprio per l'amore che provava per Taddeo, doveva dire al ragazzo come, con l'aiuto di Ken, l'avesse portato a desiderarlo. Temeva un po' quella confessione e perciò l'aveva rimandata di giorno in giorno, pur ripetendosi che doveva farla.

E finalmente, un pomeriggio, dopo aver fatto l'amore con il suo ragazzo, trovò il coraggio di affrontare l'argomento.

"Taddeo?"

"Sì, amore?"

"C'è una cosa che devo dirti."

"Cosa?"

"Ma ho un po' paura a dirtela."

"Perché? È una cosa brutta?" gli chiese il ragazzo un po' allarmato.

"Non lo so. Un po', forse..."

"Non mi tenere sulle spine, ora. Che cosa è?"

Nando non sapeva da dove cominciare. "Anche se... anche se ti arrabbierai con me, Taddeo, mi prometti che mi perdonerai? Che non mi rifiuterai, dopo?"

"Mi hai tradito? Hai fatto l'amore con un altro?" chiese il ragazzo quasi trattenendo il respiro.

"No, davvero no, mai."

"Allora?"

"Tu, prima di me, non avevi mai avuto rapporti sessuali, desiderio per un uomo, vero?"

"No mai. Ma neppure per una donna. E tu sei il mio primo uomo, lo sai. E a parte una volta con Ken, tu sei l'unico mio uomo."

"E non ti sei mai chiesto come mai ha improvvisamente provato desiderio per me? Come mai, se prima non t'era mai successo? Perché, appena ti ho detto che ti desideravo, m'hai subito invitato a casa tua e ti sei dato a me senza esitare?"

"No... semplicemente ho sentito di desiderarti. E così, quando anche tu m'hai detto di desiderarmi, mi è sembrata una bellissima coincidenza."

"In realtà non era affatto una coincidenza."

"Cioè? che vuoi dire?"

"Che io, dal primo momento che t'ho visto ti ho desiderato. Allora l'ho detto a Ken e lui t'ha ipnotizzato e così, in una serie di sedute, senza che tu te ne rendessi conto, ti ha portato a desiderarmi." disse tutto d'un fiato Nando guardando preoccupato l'espressione dell'altro.

Taddeo lo guardò come cercando di capire, poi chiese: "Ma Ken m'ha detto che non si può far fare a nessuno qualcosa che nel suo profondo non farebbe. Non è così?"

"Sì..."

"Allora, Ken non ha fatto che portare alla superficie qualcosa che era già presente in me, profondamente sepolto. Di che ti preoccupi?"

"Dovevo dirtelo."

"Comunque io ora sono più che felice di stare con te."

"Ma io dovevo dirtelo." ripeté Nando, sorridendogli però rasserenato.

"Bene. Se per te era importante dirmelo, hai fatto bene a dirmelo. Ma per me non cambia niente. Ti amavo, ti amo. Spero che sapremo amarci sempre. Sto troppo bene con te, specialmente ora che siamo solo noi due."

"Davvero non sei arrabbiato con me?"

"No, assolutamente. Anzi, forse se tu non avessi chiesto l'aiuto di Ken, ora non saremmo assieme. Prima o poi la mia sessualità sarebbe stata risvegliata, ma magari da un altro. Io sono contento che sia stata invece risvegliata da te, anche se per mezzo dell'ipnosi."

"Sei caro, Taddeo."

"Ne dubitavi?" chiese scherzoso il ragazzo appoggiando la guancia sul petto del suo amante e carezzandolo con dolcezza. Poi aggiunse: "E magari si potrebbe davvero usare l'ipnotismo per aiutare altri a tirar fuori i loro profondi desideri ed imparare ad esprimerli, non credi?"

"Ken diceva, riguardo a te, che era importante cementare il subconscio con il conscio."

"E pare che ci sia riuscito bene. Almeno di questo gli devo essere grato, anche se ha cercato di profittare di me. È grazie a lui se possiamo stare assieme, ora."

"E è grazie al tuo talento, se possiamo stare tranquilli." gli disse Nando carezzandolo dolcemente.

"Già, chi l'avrebbe mai detto che io avessi questa dote. E che poi il grande Ken fosse così facile da ipnotizzare. Non ha dell'incredibile?"

"Probabilmente perché lui non se l'aspettava, chissà. E anche perché tu sei molto più forte di lui."

"Forte io?" chiese Taddeo sorridendo e scuotendo la testa.


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