Renzo e Valerio hanno studiato nella stessa classe per tutti i cinque anni del liceo. Sono diventati amici. Quest'anno, dopo essersi ben preparati assieme, hanno passato la maturità con buoni voti. Ora si godono le meritate vacanze. Assieme, logicamente. Hanno preso in affitto una stanza alla Pensione Miramare: ogni mattina vanno in spiaggia a nuotare e a prendere il sole, il pomeriggio girano per la piccola città balneare, a sera vanno a ballare con gli amici e le amiche che si sono fatti sul posto.
Ora sono nella cabina per gli uomini dello stabilimento balneare "Da Martino". Come ogni mattina, si stanno spogliando per mettersi il costume da bagno. Ma chissà per quale motivo, stamattina Valerio è in stato di erezione. Si vergogna leggermente dell'amico, perciò, per spogliarsi, si gira verso la parete della cabina.
"Ehi, che fai? Di colpo mi diventi pudico? Come se non ce lo fossimo visto mai!" lo prende in giro Renzo e lo costringe a girarsi.
Valerio arrossisce. Renzo ride e dice: "Ah, ti si è svegliato l'uccelletto, eh? E te ne vergogni? Quanto sei tonto!"
"No... è che..." balbetta Valerio senza saper trovare una giustificazione.
"È che hai paura di fare brutta figura in confronto al mio, di' la verità." lo celia l'amico.
"Ma va là! Ti pare sottosviluppato, questo?" chiede fingendo di essere offeso Valerio e guarda dritto fra le gambe dell'amico il membro morbido di questi, quasi a far vedere che lui non si vergogna proprio per nulla, "Mi pare che non ho davvero niente da invidiarti."
"Già, perché adesso ce l'ho molle. Aspetta solo un momento e poi vediamo chi ce l'ha più grosso." ribatte Renzo ed inizia a massaggiarselo ed a palparselo sotto lo sguardo dell'amico, con un sorrisetto sulle labbra, finché il suo membro comincia ad inturgidirsi, a palpitare ed a rizzarsi.
Valerio pensa confusamente che è un vero spettacolo: sta diventando proprio bello grosso e, a differenza del suo che punta in avanti, dritto, perpendicolare, quello dell'amico sale, sale, fino ad essere quasi parallelo al ventre.
"Allora," dice Renzo con fierezza, "chi ce l'ha più grosso?" e così dicendo inarca lievemente il corpo in avanti come a mostrare meglio la propria virile dotazione all'amico visibilmente sorpreso.
Questi, pur avendolo visto nudo non poche volte, non l'aveva mai visto in stato d'erezione e guarda affascinato. Poi, lentamente, allunga una mano, lo sfiora, quasi volesse rendersi conto che è vero, reale. Renzo, a questo spontaneo gesto di ammirazione dell'amico, sorride soddisfatto.
"Cavolo, che stanga!" mormora Valerio a bassa voce, "Quello, quando ti si drizza, non ti sta neppure nelle mutande!"
"Per questo devo sempre comprare costumi da bagno di lastex robusto. Sai com'è: sarebbe piuttosto imbarazzante se dovesse fare capolino dall'elastico della cintura mentre siamo in spiaggia!" dice ridacchiando Renzo.
Valerio lo prende a piena mano, delicato: "Quasi non riesco a tenerlo in mano! Lungo e grosso!" mormora sempre più ammirato.
"Beh, ventiquattro di lunghezza e ventuno di circonferenza." dice con orgoglio l'amico.
"L'hai misurato?" chiede stupito Valerio stringendolo appena e lo sente palpitare nella mano, caldo, forte, duro.
"Sì, certo. Perché, tu non te lo sei mai misurato?" ribatte Renzo allungando a sua volta una mano come a misurare il membro dell'amico e glielo afferra. Questi ha un lieve sussulto, ma non dice nulla. "E poi..." rincara la dose Renzo, "quando mi faccio seghe, vedessi quanti litri ne escono..."
Valerio scivola lentamente in ginocchio: "E è bello, proprio bello!" dice pieno di ammirazione.
Renzo lo guarda un po' sorpreso, ma, tutto sommato la palese ammirazione del compagno gli dà un vago senso di fierezza, di piacere.
Valerio avvicina il capo, quasi voglia guardarlo più da vicino, e mentre le sue mani si poggiano a coppa sui piccoli e sodi glutei dell'amico, vi poggia le labbra ed inizia a baciarlo.
"Ehi! Ma che fai?" dice Renzo preso alla sprovvista, con una espressione sorpresa e cerca di sottrarsi, di indietreggiare. Ma Valerio, le mani salde sul suo sedere, lo tira a sé e inizia a leccarglielo con vigore. "Smettila, dai! Che t'ha preso stamattina?" protesta Renzo a voce bassa ma decisa.
Valerio sembra quasi impazzito: lecca, mordicchia, bacia la poderosa asta del compagno. Questi cerca ancora di sottrarsi, ma al tempo stesso inizia a provare sensazioni a dir poco piacevoli. Freme, ma ancora cerca di reagire.
"Piantala, dai, Valerio! Non mi fare incazzare! Ooooh..." geme, però sente che il piacere si sta facendo intenso. "Ehi, dai, mica... mica sarai... frocio, no?" chiede con voce soffocata, cercando in qualche modo di indietreggiare ancora. Ma Valerio non lo molla e Renzo ormai si trova con le spalle contro la parete di legno della stretta cabina.
"Molla, Valerio... oh dio!... e smetti, dai... oooh!" ansima irrigidendosi, ma l'amico ora gli poggia le labbra sul glande paonazzo e comincia a farselo scivolare pian piano in bocca.
"Oh dio... ooooh... no... dai.... noooo... oh cazzo... ma che fai?..." mugola Renzo sottovoce, e si sente cedere le gambe per il piacere sempre più intenso. Valerio ora muove rapidamente la testa avanti e indietro su quel palo infocato. Renzo si sente debole, scivola lentamente a sedere sul pavimento della cabina, le ginocchia divaricate. Valerio non lo molla: segue la traiettoria discendente dell'amico, tirandolo a sé, e continua a succhiare golosamente.
"Smetti, dai.. oooh... oooh dio.... nooo... no, smetti..." ansima Renzo il cui corpo è tutto un fremito. Valerio è completamente sordo a quelle preghiere, continua a spompinare l'amico con passione crescente e sentendo che l'altro sta finalmente cedendo, sfrega ad arte con le dita gli scuri capezzoli sodi sull'ampio petto ansimante di Renzo.
"No, Vale... dai, nooo... ooooh... oooh... sì... siiii... che bello..." mormora l'altro arrendendosi infine al piacere intenso che sta provando.
Lui non l'ha mai fatto con un ragazzo, non ci ha neppure mai pensato a farlo... Guarda la testa dai capelli ricciuti del suo amico che si agita velocemente su e giù sul suo grembo, l'ampia, forte e liscia schiena ricurva fra le sue gambe che tremano per il piacere, la vita snella, la curva dolce dei glutei di Valerio... Non aveva mai sospettato che con un maschio si potesse provare un tale piacere! Non aveva mai immaginato che all'amico piacesse fare quelle cose. È sorpreso, deliziato e sorpreso. Le sue mani scorrono sulla schiena del compagno, si china sul corpo chino sul suo grembo, raggiunge i glutei sodi e li palpa: sente che l'amico freme. Spinge più giù una mano, un suo dito esplora il solco, si sofferma sul punto caldo e morbido, lo sfiora, lo stuzzica e lo saggia...
Non è un gesto voluto, pensato, gli è venuto istintivamente, infatti non pensa a nulla, non riesce più a pensare a nulla, il piacere inatteso ed intenso che l'amico gli sta dando è troppo forte, tanto da non fargli capire più niente, da obnubilargli il cervello...
Sente la rosetta di carne palpitare, quasi invitarlo, allora spinge, la sente cedere, la falangetta vi scivola dentro...
Valerio, d'improvviso, toglie il capo dal grembo di Renzo, e si rizza sulle ginocchia. Renzo toglie precipitosamente le mani dal sedere del compagno, vergognandosi a morte: pensa in modo confuso che ha superato limiti che non doveva, è imbarazzato, sente che chiedergli scusa, se non è troppo tardi...
Ma vede sorpreso che Valerio sorride. Questi si stende sulla schiena, si tira le gambe sul petto e gli sussurra: "Prendimi..."
Renzo lo guarda incredulo, poi guarda quel sedere offerto: l'eccitazione che ha indosso è fortissima, non pensa, agisce d'impulso guidato dal desiderio di godimento che l'altro gli ha fatto nascere, crescere dentro. Si mette in ginocchio, si addossa al culetto proteso, guida la sua vigorosa asta sul bersaglio, ve la punta, spinge... e vi si sente affondare dentro, liscio liscio. Sente una vampata di calore, poi un piacere intenso che gli serra la gola, gli fa martellare le tempie. Affonda ancora nel caldo, stretto, accogliente canale del compagno, ancora, ancora...
"Fottimi, dai..." mormora Valerio tirandolo a sé per la vita.
"Sì... oh sì..." geme Renzo e raccogliendo le forze si lancia in un galoppo sfrenato e monta con vigore l'amico.
"Oh, che bello!" dice Valerio scuotendo la testa riccioluta a destra e a sinistra.
"Sì..." ansima Renzo senza rallentare e si chiede confusamente perché non sia capitato prima, e da tanto che sono amici, ma è anche felice che l'amico gli si stia dando: gli pare che la loro lunga amicizia abbai fatto ora un salto di qualità e si sente grato all'altro per l'intimità a cui l'ha portato. Lo guarda sorridere sotto di sé e pensa che è bello, che gli piace, che ora che l'ha 'trovato', non vuole perderlo mai più...
"Oh come mi piace!" rantola Valerio che si sente prossimo ad un forte orgasmo.
"Siiii... siii..." geme Renzo tutto sudato mentre gli martella dentro con immenso gusto.
Renzo sente che l'orgasmo sta per scatenarsi e raccoglie le ultime forze. Valerio se ne rende conto e si masturba velocemente e fa palpitare l'ano sulla grossa asta che lo riempie. Questo aumenta ancora di più il piacere di Renzo, che non capisce più nulla. Sente come una scossa elettrica scaturire dalla nuca, scendere veloce lungo la spina dorsale, rimbalzare in su e dalla sua poderosa verga violenti getti di seme zampillano, uno dopo l'altro nelle profondità dell'amico che a sua volta eiacula con forti contrazioni.
Fuori dalla cabina dei maschi s'è intanto formata una coda di bagnanti che devono cambiarsi. Uno di loro, dopo un po', decide di bussare...
"Sì... veniamo... veniamo..." dice Renzo con voce strozzata mentre sente fluire da sé le ultime ondate di tiepido seme che irrorano le calde intimità del suo amico.
"Stiamo venendo..." gli fa eco Valerio, appagato e felice.
I due amici scoppiano a ridere, si infilano lesti il costume da bagno guardandosi con aria complice, Renzo da un rapido bacio a Valerio, sulla bocca, raccolgono le proprie cose ed escono con aria indifferente.
Si, sarà proprio una gran bella vacanza.