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una storia originale di Andrej Koymasky


pin RACCONTI DI SPIAGGIA RACCONTO 8
IL CHIOSCO

Dove la piccola città di mare si sta sviluppando con nuove case, per lo più di villeggianti, sulla spiaggia Luigi ha aperto un chiosco delle bibite. È una piccola costruzione di legno, aperta dal lato verso il mare dove c'è il bancone. Ci sono tre frigoriferi, per i gelati, per le bibite analcoliche e per il necessario per i panini, la macchina per il caffè, un fornelletto, la piastra per preparare gli hot dog e per scaldare le pizzette. Sui tre lati, a parte la porticina sul retro, scaffali pieni di bottiglie, confezioni di cose varie da sgranocchiare. Al centro rimane appena giusto giusto lo spazio per muoversi per Luigi.

Spera che gli affari vadano bene, così magari nel giro di pochi anni, potrà farsi costruire un chiosco più bello e più grande. Per fare questo ha dovuto investire tutti i propri magri risparmi e in più fare un prestito. Ma Luigi è un giovane intraprendente e pieno di fiducia nella vita. E pieno di iniziativa.

È anche un tipo simpatico, Luigi, lega facilmente con la gente. Piace soprattutto alle ragazze: ha un gran bel corpo ed un volto che è una piacevole mistura di fresca gioventù e adulta virilità, occhi luminosi e profondi, un sorriso dolce e birichino al tempo stesso.

In breve il chiosco di Luigi diventa una specie di punto di ritrovo della gioventù dei villeggianti. "Ci troviamo da Luigi." diventa una specie di parola d'ordine. Luigi ha un'altra freccia nella propria faretra: visto un volto, sentito un nome, non lo dimentica e ai giovani piace sentirsi salutare per nome.

Man mano che la stagione turistica avanza, perciò, gli affari per Luigi vanno di bene in meglio. È un lavoro un po' stancante dover stare in piedi dalle otto di mattina alle otto di sera, ma Luigi è forte. Comunque pensa di portarsi nel chiosco uno di quegli sgabelli alti, rotondi, girevoli, così si stanca un po' di meno: anche quando è seduto pare che stia in piedi, a parte che le ginocchia stanno sotto il largo bancone. Di lì può anche prendere la roba dagli scaffali, dai frigoriferi e così via, senza alzarsi.

Luigi ha fatto amicizia con un ragazzo di città della sua età, un universitario di nome Nicola, simpatico ed estroverso e che non gli fa pesare la differenza di cultura. Nicola è sempre il primo ad arrivare la mattina, appena lui apre. Chiacchierano un'oretta, poi, quando la spiaggia inizia ad affollarsi, Nicola va a nuotare, prendere il sole. Lo rivede due o tre volte durante la giornata, poi Nicola saluta poco prima dell'ora di chiusura e torna a casa per cena.

"Ciao Luigi."

"Oh, Nicola. Tutto bene?"

"Benone, e a te?"

"Sempre bene."

"Ma, di' un po', Luigi, ce l'hai la ragazza tu? Non t'ho mai visto con nessuna..."

"No... e chi c'ha tempo? Tutto il giorno qui e poi la sera aiuto mio padre che c'ha una piccola officina meccanica. Ti puoi immaginare se c'ho tempo per pensare alle ragazze. Amico di tutte e di nessuna, qui in spiaggia. E tu, Nicola?"

"Neppure io, sai?"

"Eppure tu sei un gran bel fusto..." gli dice Luigi con un sorriso malizioso.

"Ma sai, non è che mi manchino poi così tanto. Gli studi, lo sport, mi assorbono abbastanza..." risponde Nicola appoggiandosi al bancone.

"Però," dice Luigi abbassando il tono della voce, "a me, certe volte tira... a te no?"

"Eh certo che tira, ma sai... c'è sempre la vecchia, collaudata tecnica del cinque più uno..." risponde Nicola ammiccando.

"Eh?" chiede Luigi senza capire. Nicola mostra la mano semichiusa a pugno e le muove su e giù. I due giovani ridono.

"Ah sì, la uso anch'io, spesso," dice Luigi, "anche qui, sotto il bancone sai. Nei momenti di noia... Tanto non vede nessuno. La parete qui davanti è già tutta sbrodolata..." dice ridendo.

"Ma va! Davvero?" dice Nicola con espressione incredula.

"Eh, che non ci credi? Vuoi controllare?"

"Perché no..."

"Allora vieni, se riesci a contare le schizzate ti offro gratis una bibita al giorno finché resti qui..." dice allegro e malizioso Luigi.

Nicola gira dietro, Luigi gli apre. Nicola si infila sotto il bancone e guarda. Sente Luigi che saluta qualcuno. Si gira e vede le gambe aperte del giovane e, in centro, il rigonfio della patta. Allora allunga una mano e palpa. Luigi sta servendo, ma mette rapido sotto una mano e scansa la sua. Nicola torna alla carica. Sente che il rigonfio cresce rapidamente di volume. Allora apre la patta e vi fruga dentro. Nuovi clienti impediscono a Luigi di fermarlo. Questi glielo tira fuori, lo carezza, vi poggia le labbra, lo ingoia, comincia lentamente a succhiarlo e pomparlo con gusto.

Finalmente i clienti se ne vanno e Luigi, guardando sotto il bancone e cercando di allontanare quella testa, imbarazzatissimo, mormora: "Ma che fai... su molla... sei matto? Che ti prende..." ma arrivano altri clienti e lui, cercando di fare l'indifferente, li serve.

Nicola gli carezza ad arte le cosce, i testicoli gonfi e succhia, succhia... Luigi si sente andare in pallone. Fatica quasi a parlare coi clienti, mentre lì sotto l'altro gli sta dando sensazioni sempre più intense e piacevoli.

"Cazzo," pensa confuso, "Nicola è frocio... però... quant'è bravo... oh dio... sto per venire..."

Proprio mentre sta versando una bibita a un cliente, Luigi viene: sussulta, la mano gli trema, ne versa sul bancone: "Oh, scusa." balbetta Luigi pulendo mentre sente tutte le sue energie fluire da sé e scorrere nella calda bocca attaccata al suo palo come una piacevole ventosa.

Non ce n'è più una sola goccia, ma Nicola succhia ancora e le sensazioni di piacere di Luigi diventano così intense da essere quasi dolorose. Il membro, che dopo essersi vuotato si stava ammosciando, torna su dritto e duro nella bocca esperta.

"Nicola... non c'è nessuno... esci, svelto..." gli sussurra Luigi chinandosi sotto il bancone.

Nicola esce e gli dice con un sorriso: "Allora, t'è piaciuto? Meglio che una sega da soli, no?"

"Cazzo, sì, ma tu sei matto..." dice Luigi richiudendosi la patta, "Perché l'hai fatto?"

"Perché ne avevo voglia da un pezzo, mi piaci."

"Ma tu... sei..."

"Sì, sono gay... ti dispiace?"

"No..."

"Me lo farai succhiare ancora, vero?" chiede Nicola, che frattanto è uscito e sta al bancone, con un sorriso malizioso.

"Io..." comincia Luigi ma si interrompe: arrivano altri clienti.

"Allora?" insiste Nicola sorridente quando sono di nuovo soli, "Ti è piaciuto, no?"

"Sì, ma..."

"Se vuoi, ogni mattina, là sotto..." dice Nicola invitante.

"Ma io..." ribatte Luigi imbarazzato, esitante.

Nicola capisce che ha vinto. Altri clienti impediscono ai due di parlare ancora.

"Ci vediamo più tardi. Ripensaci." dice Nicola con un sorriso e si allontana veloce.

Luigi è un po' scombussolato: piacergli, gli è piaciuto, mica può negarlo a sé stesso. E in fondo non l'ha chiesto lui a Nicola e se a Nicola piace... Cazzo, ma quello è matto, lì davanti a tutti... Va beh che nessuno ha potuto sospettare niente... Ancora un po' rovesciava tutto addosso a quel cliente, ripensa sorridendo divertito.

Nicola torna, al solito, a prendere da bere. C'è molta gente, ora. Luigi gli dà la lattina di Fanta e con la mano allontana la mano di Nicola con i soldi.

"Offre la ditta..." gli dice facendogli un lieve sorriso appena imbarazzato.

"Ah, grazie... a buon rendere..." dice Nicola guardandolo negli occhi malizioso.

Luigi si sente quasi arrossire ma annuisce.

La mattina dopo, quando va ad aprire, Nicola è già lì.

"Ciao Nicola..."

"Ciao, Luigi... posso entrare, no?"

"Sì, svelto... finché non c'è nessuno... Ma non mi fare più lo scherzo di farmi venire proprio mentre sto servendo..."

Nicola s'infila sotto il bancone, Luigi siede sull'alto sgabello ed allarga le gambe. Nicola gli carezza a lungo il pacco, finché lo sente in forma. Allora apre la patta, estrae il bel palo fremente, lo carezza, lo bacia, lo lecca, quindi inizia a succhiarlo golosamente. Luigi è tutto un fremito e, per dimostrare all'amico l'apprezzamento per quella piacevolissima prestazione, gli carezza in un istintivo gesto affettuoso la testa, la nuca, le spalle.

"Salve Luigi. Una gran bella giornata, eh?" gli dice un cliente appena arrivato.

"Sì, è bella davvero. Cosa prendi Sandro?" risponde Luigi con un gran sorriso.

"Un caffè freddo, grazie."

"Sì, subito."

"Ti vedo in forma, oggi..."

"Eh, al posto mio, chi non lo sarebbe!?" dice convinto Luigi, godendosi il bel servizio che Nicola gli sta dispensando sotto al bancone.


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