Il comune da tre anni, ogni estate indice il concorso "Miss Ondina" per tutte le villeggianti fra i sedici ed i ventidue anni. I premi sono abbastanza allettanti e quest'anno c'è pure la TV. Quindi le concorrenti sono numerose. E parecchie sono decisamente belle.
Fervono i preparativi. Al bar dell'Hotel Excelsior, il più lussuoso della cittadina, c'è una giovane coppia: lui elegante, tutti abiti firmati, curato, volto virile, un gran bel ragazzo di venticinque anni che trasuda salute e benessere. Lei ha diciotto anni, è molto ben fatta, ha un corpo sensuale, un visino d'angelo. Lui le carezza un braccio, la guarda con un sorriso possessivo ma tenero, lei gli carezza lieve una mano, ma ha un'espressione lievemente imbronciata. Stanno parlando, sottovoce ma non troppo.
"Voglio vincere, capisci?"
"Tesoro, domani vincerai, ne sono sicuro, ma anche se non fosse... sai che io ti posso far avere le stesse cose no?"
"Ma non è lo stesso, non capisci? Se vinco... c'è anche la TV quest'anno. Te l'ho detto, se io facessi l'amore con te solo perché mi dai quelle cose, mi venderei... Se invece vinco..."
"Se vinci... lo fai finalmente l'amore con me?"
"Certo, te l'ho detto no? Lo sai che mi piaci tanto no? Ma è una questione di principio."
"Vincerai, ne sono sicuro, tesoro. Tu sei bellissima."
"Lo dici perché sono la tua ragazza. Ma la giuria... Specialmente il giudice di gara..."
Sì, perché quest'anno la giuria sceglierà le dieci più belle ma la vincitrice sarà decisa da un solo giudice: una personalità, che è ancora segreta, del mondo dello spettacolo. Poi la giuria assegnerà alle altre i premi minori.
I due giovani discutono ancora, ignari di essere ascoltati attentamente da un distinto ed elegante signore sui quarant'anni, che indossa un abito gessato, seduto alle loro spalle, che sta fingendo di leggere il giornale.
La ragazza guarda l'orologio: "Oh dio, chicco! L'appuntamento con il parrucchiere dell'albergo, devo scappare. Dove ti trovo dopo?"
"Per che ora finisci?"
"Oh... forse per l'una."
"Allora ti aspetto al ristorante, va bene amore?"
"Sì, ciao." dice, gli dà un bacio veloce sulle labbra e scappa.
Il signore mette via il giornale.
Mentre il ragazzo si alza, si alza anche lui e gli si accosta: "Scusami, senza volere ho sentito il vostro colloquio. La tua fidanzata è una concorrente per Miss Ondina, vero?"
"Sì..." dice il ragazzo studiandolo incerto.
"Lo immaginavo già prima di ascoltarvi. È molto bella."
"Certo..."
"E... ci tiene molto, logicamente, a vincere, no?"
"Si capisce..."
"Già," dice l'elegante uomo con un sorriso, "usciamo a fare due passi, ti va?"
"Veramente... non ci conosciamo..."
"Capisco... mi presenterei, ma, vedi, ho promesso che avrei mantenuto l'incognito fino al giorno della gara." dice con un sorriso l'uomo.
Il ragazzo spalanca gli occhi: "Lei, per caso..."
"Sssst, ti prego..." l'interrompe precipitosamente l'uomo corrugando le sopracciglia e scuotendo la testa.
"Sì, certo..." dice il ragazzo guardandolo ora con interesse ed attenzione.
Escono. Il ragazzo chiede incerto: "Secondo lei... la mia ragazza..."
"È molto bella."
"Sì, vero? Ma... crede che potrebbe anche vincere..."
"Mi stupirei che non fosse scelta fra le dieci..."
"Ho visto le altre concorrenti, sono sicuro che..."
"Anche io."
"Però non basta, ce ne sono altre due o tre che potrebbero piacere. Per me logicamente è lei la più bella, ma... Secondo lei?"
"Ci tenete tanto, vero?"
"Beh, certo... lei sarebbe molto contenta e..."
"E anche tu, di conseguenza, no? Ho sentito la promessa che ti ha fatto, ti capisco..." il ragazzo arrossisce ma annuisce con una certa fierezza.
"Mah, non ti resta che attendere il giorno della gara ed incrociare le dita..."
"Sì, però... per me è davvero molto importante. Se solo potessi fare qualcosa. Lei cosa mi consiglia di fare, per assicurarle la vittoria?" chiede il ragazzo con aria casuale, ma guardando intensamente l'uomo negli occhi.
"Beh, proprio a me lo chiedi?" dice l'uomo con un sorriso e scuote la testa.
"Lei è un uomo di mondo, credo che possa consigliarmi bene. Non sono i mezzi che mi mancano e se potessi fare qualcosa..."
"Tu, per esempio, che cosa penseresti di fare?" chiede l'uomo studiandolo, ma con un sorriso incoraggiante.
Il ragazzo capisce che l'altro ha capito: "Non saprei così su due piedi, ma... tutto quello che è in mio potere, certamente..."
"Per esempio? Parla liberamente, siamo fra gente di mondo, no? Per esempio? Così, tanto per parlare, si capisce..." incoraggia l'uomo con un sorriso complice.
"Si potrebbe andare a fare un po' di shopping, io e lei..." butta lì il ragazzo.
"Bah, sai, è una piccola città, non è che ci siano negozi interessanti..." dice l'uomo.
"Beh, la gioielleria in piazza del municipio... Hanno dei bei Rolex, e anche altra roba di valore, mi creda..."
"No, non mi pare una buona idea..."
"Non saprei, lei al posto mio che farebbe? Mi suggerisca lei, qualcosa allora."
"Tu hai qualcosa che potrebbe allettare molti."
"Sì? Che cosa? La mia fuoriserie forse?" chiede con una certa apprensione il ragazzo.
"No..."
"Allora? Ah, un assegno?" dice ora con chiarezza guardandolo con un sorrisetto furbo.
"Ma no... via!" dice quasi offeso l'uomo.
Il ragazzo si morde la lingua, ma si riprende: "Dica lei, io non saprei... dica lei, qualsiasi cosa..."
"Qualsiasi cosa! Parlate in fretta voi giovani."
"Ha detto lei che ho qualcosa che potrebbe... Che cosa?"
"È la tua bellezza." dice l'uomo guardandolo dritto negli occhi, serio.
"La mia... non capisco, è lei che deve concorrere, non io..."
"Ma tu sei un gran bel ragazzo, affascinante. Mi piaci..." dice l'uomo a voce bassa e chiara.
Il ragazzo arrossisce: ha capito. "Io... veramente..."
"Non ti interessa che lei vinca e che quindi... ti dia quello che ti ha promesso?"
"Sì, sì certo... ma..." dice nervosamente il ragazzo.
"E allora... Una volta sola con me, contro chissà quante volte con lei... Mi pare un prezzo ragionevole, no?"
"È che io..." si schermisce il ragazzo imbarazzato.
"Beh, lasciamo perdere. Non ci siamo visti, non ci siamo parlati. Ci sono altre ragazze molto belle, e con ragazzi più decisi e disponibili di te..." dice l'uomo con indifferenza.
"No, aspetti. Solo che io non avevo pensato a una cosa così e... ma per una volta, forse..." dice il ragazzo visibilmente combattuto.
"Per l'una sarai al ristorante con lei, e potrai sapere dentro di te che sei a fianco di Miss Ondina..." dice tentatore l'uomo.
"Ecco... certo, sarebbe bello... Per una sola volta, no?"
"Sì, certo, una sola volta, un paio di orette, che vuoi che sia, per te. Un piccolo sacrificio per un gran premio." dice l'uomo guardandolo sempre dritto negli occhi.
Il ragazzo esita a lungo. "Dove?" chiede con voce flebile alla fine.
L'uomo lo riporta in albergo: abitano entrambi lì. Salgono senza problemi nella camera del ragazzo: una piccola, elegante matrimoniale al settimo piano. Il giovane chiude a chiave la porta. Si accostano al letto. L'uomo inizia a spogliarlo e si spoglia. Il ragazzo lascia fare, imbarazzatissimo. L'uomo sorride, mentre lo denuda lo accarezza, quindi lo sospinge sul letto, gli sale sopra.
Gli si inginocchia fra le gambe e tenta di allargargliele.
Il ragazzo resiste: "Ehi, mica vorrà..." dice allarmato.
"Certo, no? quello che tu farai con la tua ragazza dopo, ora lo voglio fare io con te..."
"Ma..."
"Dai, solo una volta, no?"
"No... senta se vuole glielo succhio..." mormora il giovane arrossendo come un peperone.
"Anche, perché no," dice l'uomo sorridente, "ma poi, ti voglio anche prendere."
"No, quello no..." geme il giovanotto scuotendo la testa.
"Senti, sei tu ad avermi detto che eri disposto a tutto. Se non è così me ne vado e non se ne fa niente." dice l'uomo spazientito facendo il gesto di scendere da letto.
"No, aspetti..." dice il ragazzo trattenendolo, "Se questo è il prezzo... ormai che siamo arrivati fin qui..."
"Bravo ragazzo. Come ti chiami?"
"Filiberto... Fil..."
"Bravo Fil. Comincia a succhiarmelo, allora." gli dice guidandogli la testa sul proprio pube.
Il giovanotto si dà da fare, non è male. L'uomo gli afferra a piena mano il membro e lo masturba. Frattanto, insalivatosi un dito, comincia a stuzzicargli l'ano. Il giovane s'irrigidisce, ma continua a succhiare. Dopo un po' l'uomo lo fa mettere a quattro zampe e gli si inginocchia dietro.
"Mi farà male..." dice il giovanotto tremante.
"Può darsi. È la tua prima volta, no?"
"Sì, certo."
"Lo insaliverò bene, ma tu... resisti... e rilassati, lo sentirai di meno." dice l'uomo, si infila un preservativo e poi, con le dita insalivate, lo prepara all'atto finale.
Lo sente tremare all'azione combinata delle sue mani sui genitali e nell'ano. Gli è addosso, gli punta l'arnese duro fra le piccole sode natiche inviolate, spinge.
"Aaaahi..." geme il ragazzo e si irrigidisce.
"Rilassati!" dice deciso l'uomo spingendo più forte.
"No! no, fa male!"
"Le vuoi bene, Fil? Vuoi che vinca?" dice l'uomo tenendolo per le anche e tirandolo a sé mentre spinge con maggiore energia.
"Sì ma... aaaahia!"
"Rilassati... e non gridare o ci sentono..." dice l'uomo dando un altro colpo di reni.
"Aaaahiaaaa..." grida il giovanotto.
L'uomo gli mette una forte mano sulla bocca e dà un altro forte colpo.
"Mmmh! Mmh! Mmmmh..." mugola Filiberto dimenandosi.
Ma ormai l'uomo l'ha espugnato, lo sta conquistando centimetro a centimetro, e quando gli si è immerso tutto dentro, inizia a battergli dentro metodicamente, vigorosamente. Il corpo del giovanotto è completamente coperto di minute gocce di sudore. L'uomo vede riflesso allo specchio dell'armadio il bel volto maschio contratto in una smorfia di dolore in cui però ha l'impressione che a tratti affiorino anche lievi ondate di piacere.
Filiberto spera che sia una cosa veloce, si sente il sedere in fiamme e il cervello vuoto. Ma l'uomo, pur dandogli dentro con evidente gusto, pare dotato di una notevole resistenza. Il giovanotto, tremante, artiglia il lenzuolo e tenta invano di rilassarsi. L'uomo ha un'aria trionfante, compiaciuta, il suo forte corpo nervoso guizza ad ogni colpo... e finalmente, dopo una cavalcata che sembrava non dovesse avere mai fine, si scarica nello strettissimo canale con un lungo mugolio di intenso piacere, stringendo a sé il corpo atletico del giovane. Poi si rilassa ansante e soddisfatto e si toglie di dosso all'altro, scende dal letto.
Si rivestono. Il ragazzo ha un'aria da cane bastonato.
L'uomo gli scompiglia i capelli e gli dice: "Bene, scrivimi il nome della ragazza qui, Fil."
Il ragazzo si riassetta i capelli, scrive sul foglietto che l'altro gli ha porto.
"Mi garantisce che..."
"Certo, stai tranquillo Filiberto. Non dimenticherò quello che hai fatto per la tua Stefania. Io scelgo lei, parola d'onore."
"Grazie." mormora il ragazzo.
"Non dire niente a lei, logicamente."
"No no, certo..."
"E fai finta di non conoscermi, se ci incontrassimo prima del concorso."
"Si capisce. Grazie..."
"Grazie a te, Filiberto. È stato un vero piacere conoscerti."
Il giorno dopo, tutte le concorrenti sono schierate sul palco: sono tutte smaglianti di bellezza, eccitate. Stefania cerca con gli occhi il suo ragazzo. Sì, se vince sarà sua. Ma solo se vince. Lui pare così sicuro... molto probabilmente, pensa, quella sicurezza è perché avrà allungato una bustarella per lei: in fondo è o non è ricco sfondato? I soldi a che servono se non per ottenere quello che si vuole?
Filiberto, seduto in prima fila, guarda la sua Stefania con occhi adoranti: oggi stesso l'avrà, finalmente. Lei vincerà e così finalmente accetterà di andare in camera sua: sì, ha fatto proprio bene ad aver prenotato una matrimoniale da solo! E anche se il sedere gli fa ancora male, lo dimenticherà completamente quando sarà fra le braccia di lei, quest'oggi stesso, dopo i festeggiamenti.
La presentatrice sta annunciando i nomi dei componenti della giuria che sfilano fra gli applausi e prendono posto. Poi, dopo un rullo di tamburi e fra squilli di trombe, entra in scena, inquadrato dai riflettori, il giudice unico: è l'idolo di tutti, dice la presentatrice, è l'attore Massimo Vertmüller! Che prende il microfono e saluta la platea che sembra in delirio.
Filiberto si sente mancare, impallidisce, trema: oh dio! non è possibile! Ma allora... chi era quell'uomo che lui... che gli ha... da cui si è lasciato...
E tutto per niente! È proprio il caso di dire che è stato inculato, realmente e metaforicamente. E lui, come uno scemo, lo ha anche ringraziato. Non gli resta che sperare che lei vinca ugualmente, almeno potrà dimenticare quella disavventura. S'è lasciato fregare proprio come un pivellino, c'è cascato come un fesso. Il sedere ora sembra che gli faccia ancora più male, che bruci non solo per la solenne fottuta, ma più ancora per la fregatura di cui è stato oggetto.
Sul rapido che corre veloce verso il sud, un viaggiatore di commercio sui quaranta anni, nel suo elegante abito gessato, guarda gli appunti sulla prossima tappa. Un foglietto scivola a terra. Lo raccoglie, lo guarda, legge il nome che vi è scritto e sorride fra sé e sé. Guarda l'orologio: è quasi l'ora...
"Mah, per me, io scelgo la tua Stefania, Filiberto..." mormora cacciandosi in tasca il foglietto col nome della ragazza, chiude gli occhi e rivede il bel corpo maschio che ha piegato alle sue voglie, l'intenso godimento che ne ha tratto e ripensa che una simile fortuna non gli capiterà certo una seconda volta.
"Ah, Filiberto, bello, ricco e ingenuo ragazzo. Ti auguro proprio di cuore che la tua Stefania sia eletta Miss Ondina: in fondo te lo sei meritato..." e pensò che il giorno dopo avrebbe dovuto comprare il giornale per verificare chi era stata scelta come Miss Ondina...