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una storia originale di Andrej Koymasky


pin UN GIORNO DI CARNEVALE CAPITOLO 2
L'USSARO SBAGLIA PIERROT

Cammina un po' scoraggiato, cercando con lo sguardo una cabina telefonica. Altro che divertimento. Vede girare poco lontano un altro personaggio in maschera: questo è vestito da ussaro.

Il tizio appena lo vede gli corre incontro gridando: "Ehi tu! Ti ho trovato finalmente! Adesso facciamo i conti, non mi scappi..."

Bene. Avrete capito che l'ussaro è Raffaele e che vedendo Renzo, pensa che sia la sua Barbara: lo stesso costume, la stessa corporatura.

Ma Renzo, logicamente, non sa niente di tutto ciò: vede uno sconosciuto corrergli incontro, gridare, minacciarlo. Ha paura, si gira e fugge.

Raffaele, a questa reazione, è ancora più convinto che sia la sua ragazza.

Si lancia all'inseguimento del Pierrot, gridando di tanto in tanto: "Fermati... tanto ti prendo..."

Il Pierrot scappa, gira per un vicolo, per un altro, si gira di tanto in tanto e vede che l'ussaro non molla, anzi, sta guadagnando terreno. Che vuole quello? Sarà ubriaco anche lui? Renzo è impaurito, ce la mette tutta. Gira ancora a caso. Un vicolo cieco! Il cuore gli batte all'impazzata. Vede uno steccato con un asse smosso: disperato ci si infila e si trova in una specie di ampio cortile con pile e pile di grosse casse di legno. Si guarda attorno smarrito: deve trovare un'uscita, un nascondiglio.

Sente che l'altro sta arrivando: deve aver capito di dove è passato. Renzo vede una porta aperta, vi si infila, si trova in una specie di deposito. Vi si inoltra sperando di trovare un'altra uscita, ma l'unica porta pare essere quella da cui è entrato. Si gira e vede la sagoma dell'ussaro stagliarsi sulla porta.

Raffaele si rende conto che ormai il suo Pierrot non può sfuggirgli. L'inseguimento l'ha eccitato: si sente il membro premere con forza contro la tela dei calzoni dell'uniforme. Le farà vedere, a quella piccola smorfiosa: o si lascerà fare da lui o la mollerà. E se ha paura di restare incinta, ha solo da dargli il culetto: lui può anche accontentarsi, purché gli permetta una buona volta di scoparla.

Avanza verso il Pierrot che aspetta immobile, sapendo di non avere scampo. Raffaele si sente come il gatto che sta per prendere il topo e si eccita ancora di più.

"Allora, hai smesso di scappare?" dice avanzando lentamente. Il Pierrot non risponde. "Perché fuggivi, eh? Lo sai che mi hai fatto incazzare?" dice, però sorridendo.

Renzo si rende conto che è giovane, e che è bellissimo. E nota con un nodo alla gola che fra le gambe gli si disegna, netta, grande, la forma del membro turgido. Nonostante sia impaurito, si eccita.

Raffaele si avvicina ancora, lentamente, pronto a scattare se lei tentasse la fuga, ma il Pierrot non si muove. Nota, nella semioscurità del locale, gli occhi brillare dietro la maschera nera, e si rende conto che sono fissi proprio sulla sua vistosa erezione.

Sorride di nuovo: "Hai visto che cosa mi hai fatto? Me l'hai fatto venire di nuovo duro... Ti voglio, non puoi continuare a dire di no, a sfuggire..." dice arrivandogli di fronte.

Tende le braccia e il Pierrot ha come un sussulto, ma non fugge. Lo prende fra le braccia e si china a baciarlo sulla bocca. Sente che il Pierrot resiste la frazione di un secondo, ma poi risponde al bacio. Bene, pensa Raffaele, e comincia a carezzare la schiena del Pierrot. Lo sente fremere.

Raffaele, sempre più eccitato, mordicchia un orecchio al Pierrot e sussurra con voce calda e sensuale: "Allora, Pierrot? Voglio fare l'amore con te, e adesso lo facciamo, vero? Tranquillo, mio dolce Pierrot, per questa volta mi accontento del tuo culetto. Vero che me lo darai senza storie? Che non mi farai più incazzare? Vedrai che sarà bello..."

A Renzo non pare vero: quello è il principe azzurro dei suoi sogni e gli sta dicendo che vuole fare l'amore con lui. Allunga una mano e palpa fra le gambe dell'ussaro e lo sente fremere.

"Sì, Pierrot, così..." dice Raffaele fremendo, "tiramelo fuori dai..." e per facilitare la cosa, si slaccia i calzoni, se li apre e Renzo si trova in mano la verga palpitante, dura, forte, calda. Allora scivola in ginocchio e si mette a leccarla, a succhiarla.

Raffaele ha un sussulto di piacere: "Oooh, sì... oooh, il mio Pierrot si è arreso, finalmente... Ooooh sei bravo, Pierrot, sei bravissimo..."

A Renzo sembra di star sognando. È troppo bello, da dove è spuntato quell'ussaro che assomiglia al suo attore preferito?

Glielo succhia con vera e propria golosità, devozione finché Raffaele mormora: "Basta, Pierrot, o mi fai venire... dammi il tuo culetto, adesso... girati..."

Renzo non se lo fa dire due volte, si alza, si gira e si scopre veloce il sedere offrendosi all'ussaro. Raffaele afferra il Pierrot per la vita e gli comincia a frugare con la punta dell'asta fremente fra le natiche. Renzo spinge in dietro una mano per guidarlo.

"Bravo, Pierrot, così... Oooh che bello, ooooh..." geme il bell'ussaro mentre scivola dentro il caldo e stretto canale del suo disponibile Pierrot. Renzo lo sente entrare, sodo, deciso, forte, caldo e freme tutto per il piacere. "Oooh Barbara... che bello..." geme l'ussaro iniziando a pompare con energia.

Renzo crede di aver sentito l'altro dire "Barnaba" ed è stupito: come può quello sconosciuto conoscere il suo vero nome? Confusamente pensa: è un miracolo! e si gode quella virile verga che gli si agita dentro. E quando Raffaele esplode in un forte orgasmo, anche Renzo, pur senza essersi nemmeno toccato, viene.

Ansanti, i due si staccano lentamente. Raffaele è contento, soddisfatto. Renzo si tira su i calzoni e si gira. Guarda con occhi sognanti il suo principe azzurro che si è fatto carne per lui. Raffaele allunga una mano e toglie la maschera al Pierrot, sorridente.

E spalanca gli occhi: "Ma... ma tu... non sei Barbara! Sei un maschio!" esclama completamente confuso.

Renzo, di colpo, capisce che c'è stato un equivoco, vede lo sbigottimento negli occhi dell'altro e ha paura. Fugge.

"Ehi, aspetta... non scappare, aspetta!" grida Raffaele trafficando per rimettersi il membro ancora semieretto negli attillati calzoni dell'uniforme da ussaro. Finalmente ci riesce, e corre fuori per inseguire il Pierrot. Ma non c'è più traccia di lui, non riesce a rintracciarlo.

Raffaele si ferma ansante. Era un ragazzo... e l'ha fatto godere in un modo incredibile! Come baciava, come glielo succhiava, come se lo faceva mettere! Non avrebbe mai creduto che con un ragazzo potesse essere tanto bello. Baciava proprio come Barbara, ma, a differenza di questa, si era prodigato per farlo godere. Ma chi poteva mai essere quel ragazzo? Perché era scappato via? Avrebbe voluto parlargli...

Raffaele decide di tornare a casa. Va a prendere la sua auto e rientra. Si spoglia, si butta a letto. Ripensa a quella incredibile avventura. Gli è veramente piaciuto... beh, pensava che fosse Barbara, certamente era per quello. In fondo, una bocca, un culo... non c'è molta differenza, no? Se avesse saputo che era un maschio, non gli sarebbe nemmeno venuto duro, si dice. Si mette l'anima in pace e si addormenta. Sogna Barbara in abito da sposa. Sono accanto a un letto. Lei si spoglia e... ha un cazzo enorme, eretto, e lo obbliga a chinarglisi davanti a succhiarglielo, poi lo prende di brutto, lo getta sul letto, gli strappa di dosso i calzoni e lo incula senza pietà... si sveglia con i sudori freddi: per fortuna era solo un sogno.

Raffaele rivede Barbara. Lei è tranquilla, come se non fosse accaduto nulla. Non parla dell'incidente in giardino. Raffaele le è grato per questo. Filano come prima. Come prima, lei lo ferma quando si spinge troppo avanti e, come prima, lui si lascia fermare.

Il manager di Raffaele parla con Barbara: non sarebbe bene che pensaste a sposarvi? Sì dice lei senza esitazione, ma lui non si decide a chiedermelo... Ci penso io, dice il manager. Il matrimonio di Raffaele è la notizia che ci vuole per riempire di nuovo i mass media dell'immagine del giovane attore, per fargli arrivare altre proposte di films, altri contratti, altre scritture. Parla a Raffaele, lo convince. Si mette in moto la macchina delle nozze e della pubblicità.

Ma Raffaele ha altri sogni strani: questa volta è lui vestito da Pierrot e è legato ad un palo. Un ussaro gli arriva davanti, con la spada gli trancia i calzoni che gli cadono ai piedi e lui si trova nudo. L'ussaro lo bacia in bocca e a lui si rizza il membro. L'ussaro allora gli si inginocchia davanti e glielo succhia, fino a farlo venire. Si sveglia di nuovo e si accorge di aver avuto una polluzione notturna: è venuto davvero.

Poi sogna di essere sul set, di girare un film. Un film di guerra. È in trincea, aspettano il nemico. Un soldato accanto a lui gli dice: ci faranno fuori. Lui risponde: prima di morire voglio farlo ancora... e si mettono a fare l'amore, e lo fanno davvero, sotto gli occhi del regista, degli operatori che girano tutte le scene: lui che scopa il compagno, poi il compagno che scopa lui. Esplode una bomba vera, stanno morendo, ancora uno dentro l'altro...

I mass media annunciano a grandi titoli le nozze di Raffaele di Capri. Viene fissata la data. Da quella notte di carnevale sono passati due mesi. Il manager gli sottopone un calendario di attività: visita ad un orfanotrofio, intervista alla TV di stato in uno special, visita ad un liceo, uno spot per la Gilera... Raffaele è sempre più sulla cresta dell'onda.

E Renzo? Non riesce a dimenticare la sua incredibile avventura. Tornato a casa va a cercare le foto di Raffaele di Caprio: è tale e quale all'ussaro con cui ha fatto l'amore... e allora si ricorda: la sua ragazza si chiama Barbara, quindi ha detto Barbara, non Barnaba... quindi era davvero Raffaele di Capri! È eccitato, vorrebbe poter dire a tutti che lui ha fatto l'amore col suo attore preferito... o almeno a qualcuno... ma a chi? Non gli crederebbero.

Legge la notizia che Raffaele e Barbara stanno per sposarsi. Si sente geloso... Poi legge nell'albo della scuola l'altra notizia: Raffaele di Capri andrà a visitare la loro scuola. Gli studenti, ma specialmente le studentesse, preparano una grande festa. Renzo si sente emozionato: lo rivedrà, da vicino. Raffaele lo riconoscerà? No, sono in tanti e poi, figurarsi se si ricorda di lui! Renzo comunque passa giorni febbrili in attesa della visita e con gli altri prepara le trionfali accoglienze.

Viene il giorno della visita di Raffaele al liceo di Renzo. Questi è emozionato. Raffaele arriva, seguito dal solito codazzo di fotografi, reporter, cameramen. È subito circondato dalle studentesse in delirio. Il saluto del preside, la sua risposta, la visita ai vari locali, il rinfresco. Raffaele distribuisce sorrisi, strette di mano, autografi. Renzo si tiene sempre in secondo piano, ma ha il cuore in gola, è terribilmente emozionato.

Durante il rinfresco, ad un tratto i due studenti davanti a Renzo si spostano, quelli che stavano parlando con Raffaele si allontanano ed i loro sguardi si incontrano. Renzo trema. Raffaele gli va incontro. Renzo vorrebbe fuggire ma i suoi piedi sembrano incollati in terra.

Raffaele gli si ferma davanti e gli dice a voce bassa ma chiara: "Ciao, Pierrot."

Renzo trema ancora di più: Raffaele l'ha riconosciuto, si ricorda di lui.

L'attore gli sorride appena e gli dice: "Vieni... ti voglio parlare..." e lo prende per un braccio.

Renzo lo segue come in trance. Raffaele si accorge che, riconosciuto il Pierrot, avvicinatoglisi, toccatolo appena, gli ha provocato una erezione che per fortuna gli abiti che indossa non rivelano.

"Perché sei scappato?" gli chiede sottovoce.

"Io... quando hai capito che non ero Barbara..." balbetta Renzo.

"Perché mi hai lasciato fare?" chiede ancora Raffaele.

"Io sono... mi piace..." mormora con voce impercettibile Renzo.

"Il bello è che anche a me è piaciuto. Voglio parlarti dove possiamo stare tranquilli, qui non si può. Prendi, questo è il mio biglietto. Vienimi a trovare, ma telefona prima."

"Sì..."

"Ci conto..."

"Sì..."

"Guarda che ormai so dove trovarti..." dice Raffaele lasciandolo.

Raffaele si avvicina ad un professore e gli chiede qualcosa: il professore guarda Renzo e risponde. Raffaele scrive nella sua agenda... Renzo continua a tremare come una foglia. Quando Raffaele lascia la scuola di Renzo, cerca con gli occhi il ragazzo e gli fa l'occhiolino.

Renzo torna a casa. Si sente la testa girare come se fosse una trottola: l'ha riconosciuto, vuole parlargli, gli ha sorriso. Non riesce a studiare, a fare niente. Si getta sul letto ripensando solo a Raffaele e a quella notte di carnevale, senza riuscire a prendere sonno...

Anche Raffaele non fa che ripensare a quella notte di carnevale. Si rigira sul proprio letto, inquieto. "Quel" Pierrot, aveva saputo, si chiamava Barnaba... L'aveva ritrovato quando meno s'aspettava. E vederlo, gli aveva procurato una forte eccitazione. Anche ora è eccitato: possibile che un ragazzo possa fargli un simile effetto? Non gli era mai capitato... Si masturba ripensando a quanto gli era piaciuto quel che avevano fatto...

Renzo aspetta fino al sabato, quindi telefona a Raffaele. Risponde lui direttamente.

Renzo ha il cuore in gola: "Pronto? Sono io, Renzo..." dice.

"Renzo? chi Renzo?" chiede Raffaele.

"Sì... sono io, il Pierrot..." dice il ragazzo quasi faticando a parlare.

"Ah, sei Barnaba!" dice allora l'attore.

"Sì, ma mi chiamano tutti Renzo..."

"Ah, capisco... Allora, quando vieni?"

"Quando vuoi... anche ora se vuoi..."

"Perfetto. Ti aspetto. Hai l'indirizzo, no?"

"Sì..."

Raffaele lo aspetta: ed è nuovamente eccitato all'idea che l'avrebbe rivisto. Pensa: devo provarci di nuovo con lui, devo capire. Possibile che mi piaccia tanto quel ragazzo? Allora, poteva essere il fatto che credevo fosse Barbara, poteva essere l'astinenza, ma ora? Infatti, finalmente, ora che le nozze erano fissate, Barbara gli si era finalmente concessa... Aveva fatto l'amore con lei solo due giorni prima... Allora, perché adesso è eccitato alla sola idea che avrebbe rivisto quel ragazzo?

Suonano alla porta. Risponde al citofono: "Sì?".

Una voce esile dice: "Sono Renzo... Barnaba."

"Sali." risponde Raffaele e si sente come emozionato.

Gli apre, lo fa entrare. È carino, pensa. Lo fa accomodare in salotto. Gli offre da bere. Tutti e due sono imbarazzati.

Raffaele lo studia, poi dice: "Possibile che tu mi attrai tanto?" Renzo arrossisce e freme. Raffaele continua: "Mi è piaciuto, quella notte."

"Anche a me..." balbetta il ragazzo.

"Devo capire. Nessun ragazzo mi ha mai fatto un effetto così. Anche adesso, aspettarti, vederti, starti vicino... ho voglia di fare l'amore con te." Renzo non riesce a parlare. "Voglio capire... vieni di là, facciamo di nuovo l'amore..."

"No..." geme il ragazzo.

"Perché? Anche a te era piaciuto, no?"

"Troppo..."

"Allora?"

"No dai..."

"Perché no? Ti prego, ancora una volta..." dice Raffaele e gli mette una mano su un braccio.

Renzo trema, sente che non è capace resistergli. Raffaele lo fa alzare, lo sospinge fino alla propria camera da letto, comincia a spogliarlo. Renzo lo tocca fra le gambe e sente che è già in piena erezione. Raffaele si spoglia. Lo porta sul letto.

Lo accarezza: "La tua pelle è liscia come seta..." gli dice e lo bacia in bocca. Le loro lingue si cercano, giocano, si suggono a lungo. "Mi piace come baci..." sussurra l'attore.

Renzo freme in preda al delirio dei sensi. Raffaele si stacca da lui, guarda quel corpo indubbiamente maschile, il membro eretto di Renzo e scende a carezzarlo, a palparlo, e quasi si stupisce nel provare piacere a sentire sotto la mano un membro virile. Renzo si spinge fino all'asta di Raffaele ed inizia a baciarla, succhiarla, leccarla.

Lo sente fremere, gemere: "Dio come sei bravo... mi piace troppo..." mormora Raffaele con voce roca carezzandogli la schiena e il sedere.

Poi, esitante, Raffaele si spinge fra le gambe di Renzo: guarda quel membro eretto e gli pare bello! Lo carezza, lo saggia timidamente con la punta della lingua e lo sente fremere. Lo prende in bocca e lo succhia: è una sensazione strana, piacevole. Confusamente pensa: ho un cazzo in bocca, mi piace. Continuano per un po' in quel sessantanove, finché Raffaele si stacca da lui, con dolcezza gli fa cambiare posizione; Renzo capisce, lo asseconda mettendosi sulla schiena, portandosi le gambe sul petto, gli si offre fremente; Raffaele gli si inginocchia davanti, gli divarica appena le piccole natiche sode, gli cerca con la punta dell'asta il caldo foro, preme e lo prende. Vede l'espressione estatica sul volto di Renzo e questo lo eccita ancora di più. Gli si spinge dentro con tenero vigore. Si sente accettato, desiderato, voluto, accolto. Gli scivola dentro a poco a poco. Renzo si sente letteralmente portare in paradiso. Sente l'asta virile incunearsi in lui, riempirlo, calda e palpitante.

Raffaele gli sorride e mormora: "Mi piace. Mi piaci."

Renzo sente che l'altro finalmente gli è tutto dentro. Sente che sono uniti, una carne sola. Raffaele inizia a muoversi avanti e dietro con lievi ondeggiamenti delle anche, aumentando così il piacere reciproco.

Gli accarezza il membro rigido, gli stuzzica i capezzoli piccoli e duri, si china a baciarlo: "Mi piaci..." sospira.

Renzo pensa che non è stato mai così bene. Carezza il forte petto, il ventre incavato, i fianchi snelli, l'ampia schiena, le gambe poderose del suo principe azzurro e gli sorride e risponde ai suoi baci appassionati, e si gode quel palo forte, virile, che continua a danzargli dentro.

Raffaele si sente sciogliere per l'emozione, per il piacere: quel corpo maschile gli pare bellissimo, dolcissimo. Gli piace sentire l'asta turgida del ragazzo che gli sfrega sul ventre, la carezza, la palpa, gli piace quel petto liscio, piatto, con i pettorali finemente cesellati, gli piacciono quelle labbra morbide, calde voluttuose, quegli occhi limpidi, che esprimono gioia, piacere. Gli piace sentirsi inguainato nel caldo canale del ragazzo, che lo sta accogliendo con gratitudine...

"Mi piaci..." mormora di nuovo.

Renzo sente l'altro fremere, ne vede il volto bellissimo che si colora di un'espressione intensa, sente che l'orgasmo dell'altro si sta avvicinando, questo dà il via al suo e i due vengono assieme in una sinfonia di gemiti e di fremiti. Raffaele gli si spinge dentro, lui gli si stringe contro: è il culmine, è la festa, è il delirio. Le loro bocche si sigillano una sull'altra, le loro lingue impazzano. Poi, fremiti sempre più lievi e brevi...

Mentre si rilassano ansanti, felici, Raffaele continua a muoverglisi dentro lentamente e gli carezza il petto. Renzo chiude gli occhi. Il loro respiro torna calmo, ma il cuore di Renzo batte ancora furiosamente.

Raffaele lo carezza ancora e dice come riflettendo fra sé e sé: "Mi è piaciuto... dio se mi è piaciuto! Eppure tu sei un maschio... Anche a te è piaciuto, vero?"

"Sì, mi è piaciuto..." mormora il ragazzo riaprendo gli occhi e guardandolo.

"Ma tu lo sapevi già che era così bello, vero?" gli chiede Raffaele.

"Sì... io sono gay, però..." mormora il ragazzo.

"E io?" chiede allora Raffaele. Ma Renzo capisce che la domanda la sta facendo a sé stesso, non è rivolta a lui. Poi Raffaele gli dice: "Mi è piaciuto troppo... ti voglio ancora... tornerai?"

"No." dice con dolcezza e tristezza, tremando, Renzo.

"Perché no?"

"Perché... perché tu non sei gay, ti stai per sposare."

"Ma mi piaci..."

"Anche tu, troppo. Io... se ci vedessimo ancora... se lo facessimo ancora... potrei innamorarmi di te... Ma tu no, per te è solo divertente... Non potresti mai amarmi... Sarei per te solo un diversivo... Ci starei troppo male..."

Raffaele non sa che dire. Però, quel ragazzo gli piace troppo e non vorrebbe rinunciare a lui, ora che l'ha scoperto, ora che sa. Ma capisce quello che Renzo gli ha detto. Non insiste. Dopo poco si rivestono. Raffaele vuole avere l'indirizzo di Renzo. Questi esita, ma poi glielo dà: tanto Raffaele ormai potrebbe anche trovarlo da solo...

"Possiamo almeno sentirci, vederci qualche volta..." propone Raffaele.

"Credo che sia meglio di no, davvero..."

Si salutano. Renzo esita, gli chiede una foto. Raffaele gliene dà una, molto bella, che firma. Si salutano di nuovo. Nessuno dei due ha voglia di separarsi dall'altro, ma infine Renzo esce, torna a casa...

Renzo si sente felice e triste al tempo stesso: felice, perché il suo principe azzurro esiste, ha voluto fare l'amore con lui, è stato bellissimo, molto più che in quella notte di carnevale. Triste, perché sa che non dovrà rivederlo mai più, se non di lontano, se non nei suoi sogni. La foto di Raffaele è molto bella: è in costume da bagno, il suo corpo perfetto, abbronzato; sta appoggiato languido ad un basso parapetto dietro cui si indovina il mare, un bicchiere in mano come se stesse brindando e sorride all'obiettivo: è come se stesse sorridendo a lui, per lui...

Raffaele si sente turbato. Sì, certo, Barbara gli piace, ma quel ragazzo... Si interroga: sarà solo un'infatuazione passeggera o io sono attratto dai ragazzi? Non avrei mai creduto che potesse accadere una cosa del genere... non a me... Non mi era mai successo, prima, di provare qualcosa del genere per un maschio. Cosa mi sta succedendo? Si sente confuso.

Fa di nuovo l'amore con Barbara, ma questa volta, mentre la prende, pensa a Renzo... e si sorprende a pensare che Renzo è più attraente, più dolce, più... Ha l'impressione che Barbara sia fredda: pensa che lei ci stia con lui solo perché si aspetta in cambio qualcosa... Renzo, invece, gli si è donato senza riserve... Barbara gli ha ceduto solo quando è stata sicura del matrimonio, Renzo anche sapendo che non si sarebbero mai più rivisti... Ma a lui, piacevano davvero i maschi?

Ecco, pensa Raffaele, questo forse è il punto. Allora una sera esce in macchina. Sa dove può trovare. Va in cerca. Vede un bel ragazzo che evidentemente sta battendo. Gli si ferma accanto.

Il ragazzo lo riconosce e si illumina: "Raffaele di Capri..."

"Sì... ti va di venire con me?"

"Eccome! Dove vuoi tu..." Il ragazzo sale in macchina.

Raffaele se lo porta a casa. Passa la notte con lui, ci fa l'amore, prende il ragazzo più volte. Sì, il corpo maschile gli piace molto, non può negarlo, ma pensa che con Renzo era meglio.

Allora cerca una ragazza: non gli è difficile. Altra notte di sesso... piacevole, ma...

Il secondo ragazzo. Questo non lo riconosce. È un ragazzo tutto fuoco, lo fa eccitare molto, eppure ha un corpo virile almeno quanto il suo. Un membro di tutto rispetto che Raffaele quasi fatica a tenere in bocca. Un sedere piccolo, sodo, accogliente. Quella notte fanno l'amore per ben tre volte: il ragazzo sa farlo eccitare moltissimo, sa dargli un piacere incredibile. La mattina dopo Raffaele è soddisfatto e appagato... ma sente di desiderare Renzo.

Raffaele rivede Barbara... no, non gli basta... gli piace, certo, ma... sente che qualcosa gli manca, che lei non sa, non può dargli... D'accordo, gli piacciono sia i ragazzi che le ragazze... forse un po' più i ragazzi, sta scoprendo, ma quello che lui vuole, è Renzo. Ormai lo capisce chiaramente.

Allora telefona al ragazzo. Lo sente emozionato. Renzo però rifiuta di andare a casa sua. Raffaele insiste: vuole vederlo, deve parlargli. Lo invita ad incontrarsi in un bar del centro. Renzo alla fine accetta.

Si incontrano, parlano a lungo. A Raffaele, Renzo piace sempre più. Non parlano di sesso, parlano di loro due, come due amici che si incontrano dopo tanto tempo e che vogliono far sapere l'uno all'altro di sé... è una sensazione piacevolissima, per Raffaele. E per tutto il tempo che stanno assieme, Raffaele è eccitato, arde dal desiderio. Ma sa che Renzo gli direbbe di no, non dice nulla. Gli chiede di incontrarsi di nuovo. Renzo sembra indeciso, ma accetta.


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