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una storia originale di Andrej Koymasky


pin CHIPI - 2574 d.C. CAPITOLO 8
CHIPI DIVIENE CAPO DEI SAGGI
E COL LORO AIUTO LIBERA KLARE

Chipi chiese al ragazzo di accompagnarlo fino alla cascata. Là accanto c'era la casupola e sulla porta era seduto il vecchio. Chipi disse al ragazzo di tornare a casa e di lasciarlo solo col vecchio e si avvicinò. Il vecchio lo guardò senza dire nulla. Chipi lo salutò, il vecchio rispose al saluto.

"Vivi solo, qui?" gli chiese Chipi.

"Sì."

"Da quanto?"

"Da tanto."

"E come vivi?"

"Perché fai tutte queste domande?" chiese il vecchio con aria sospettosa.

"Così. Pensavo di venire ad abitare qui..."

"Qui? Perché?"

"Mi piace."

"Non c'è niente di interessante qui."

"Se ci vivi tu da tanti anni, vuol dire che ci si sta bene."

"Da dove vieni tu?"

"Da lontano."

"Dalle rovine di qualche agglomerato, vero?"

"Perché dici così?"

"Non sei un ragazzo di campagna. Che cosa cerchi?"

"Tranquillità."

"No, che altro?"

"Perché fai tutte queste domande?" chiese Chipi con un sorriso ironico

Il vecchio lo guardò con aria strana, poi gli disse: "Per caso anche tu sei venuto a cercare i Saggi? Non saresti il primo."

"I Saggi? Non sei tu un saggio? Dicono che la saggezza sia patrimonio dell'età."

"Non giocare con le parole, ragazzo."

"Non ho altro con cui giocare."

"Se cerchi qui i Saggi, non li troverai. Torna per la tua strada."

"La mia strada finisce qui. Come te, mi costruirò una capanna, un riparo. Ma di qui non mi muovo."

"Non voglio vicini di casa."

"Dovrai rassegnarti."

"Sei testardo, ma ti servirà a poco."

"Può darsi. Specialmente se tu sei un Saggio."

Il vecchio fece spallucce e girò altrove lo sguardo come a dire che non aveva altro da dire. Chipi sedette sull'erba continuando a guardarlo. Il vecchio si alzò, portò dentro lo sgabello e chiuse la porta. Chipi sorrise. E fu l'ultima cosa che ricordò.

Quando riprese coscienza, era steso su una specie di letto in un locale chiuso, ampio. E si accorse di essere nudo. Si alzò a sedere. Una strana luce verde colorava tutto di sinistri colori, anche la sua pelle. Scese dalla piattaforma e si accorse di avere due bracciali neri ed una fascia nera attorno alla testa. Appena la toccò, improvvise, dentro la sua testa, sorsero voci, decine di voci. Eppure lui era stranamente in grado di ascoltarle tutte contemporaneamente, e stavano parlando di lui. Anche se non facevano il suo nome, ne era certo, lo sapeva, era di lui che parlavano.

... non può sbagliare, l'abbiamo sempre accettato, no? Cambierà un sacco di cose, non l'avete capito? È chiaro, ma tutti i parametri sono perfetti. Troppo perfetti, mi fa paura. Lo aspettavamo da sempre. Mi piace, guarda che corpo. Non sarà certo facile, specialmente per i più vecchi. Gli altri centri hanno avuto i dati. È il capo perfetto, cento in tutti i parametri. È l'amante perfetto, cento in tutti i parametri. Ci darà del filo da torcere. Lo vorrei come amante. Mi piace come capo. È fedele a quel Klare. Era fedele anche a Aska. Non resta che formarlo. Affidarlo al centrale per il programma alfa. Per me gli cedo volentieri il comando. Gli altri centri non possono che accettare. Non è detto che non possa avere fortuna con lui...

Chipi ascoltava ed il quadro che gli si formava in mente lo stupiva: e ad un certo punto pensò: Ehi, ma io non voglio affatto essere il loro capo! Tutti i pensieri tacquero per un attimo poi uno disse: perciò sarai un ottimo capo. Ma io non so niente di voi. C'è il programma alfa, per questo. Il programma riservato per i capi. Ma se io non accettassi? Accetterai. Come potete esserne sicuri? E dove siete? Chi siete? Tu ci hai cercati per liberare quel Klare. Se tu diventerai il nostro capo, potrai farlo senza problemi, se no, no. Fatevi vedere, fatemi capire, come posso fidarmi di voi? Leggi i nostri pensieri, non potremmo nasconderti niente, come tu non puoi nascondere niente a noi. Che ne so se è vero? Chipi stava ritto nel centro della stanza, guardandosi attorno quasi a cercare i suoi invisibili interlocutori. La voce riprese nella sua testa: Non siamo qui vicini. Ognuno di noi è nella propria stanza. Leggete proprio tutto? Più che leggere, sentiamo, ti ascoltiamo. Grazie alle fasce che hai attorno al capo ed ai polsi. Allora anche voi avete le stesse fasce? Certo, le abbiamo. È svelto ad afferrare le cose. Ti stupisci? Basta, per favore, non sono abituato a comunicare così, voglio vedervi in viso. Certamente, capisco, ti manderemo a prendere. Ci troviamo fra dieci minuti nella sala del gran consiglio. Datemi quindici minuti, sono al centro B. D'accordo, a fra un quarto. Mica mi lascerete nudo, no? Perché no? anche noi lo siamo, quando non lavoriamo.

Chipi vide una sezione del muro aprirsi e comparve un uomo vestito con una tuta verde. Non sei nudo, pensò, ma non gli giunse risposta. Notò che non aveva le fasce nere.

"Non sei nudo..." gli disse allora.

L'altro sorrise: "Sono un tecnico in servizio. Vuoi seguirmi? Mi hanno ordinato di portarti alla sala del gran consiglio. Per di qua."

Chipi lo seguì un po' imbarazzato. Passarono in un corridoio illuminato da una chiara luce dorata, con stanze a destra e sinistra divise dal corridoio da ampie vetrate, piene di macchine strane con luci colorate lampeggianti e uomini che vi lavoravano. Chipi guardando ammutolito quella scena per lui incredibile, dimenticò la propria nudità e se ne ricordò solo quando negli occhi di diversi di quegli uomini lesse un chiaro apprezzamento.

Arrivarono davanti ad una porta che si aprì quando il suo accompagnatore appoggiò un dito su una luce verde. Entrarono: era una stanzetta così piccola che uno non avrebbe potuto neppure sdraiarvisi.

"Che stanza è questa?"

"Un trasportatore." rispose l'uomo e premette un'altra luce in una fila di luci.

La stanza si mosse verso l'alto. Chipi si resse alle pareti lievemente spaventato, ma poi si calmò vedendo l'aria tranquilla dell'altro. La porta si aprì di nuovo e si trovarono in un corridoio simile al primo, ma senza le pareti di vetro. A metà corridoio c'era una grande porta. L'uomo si fermò e mise il dito su una luce di fianco alla porta. Questa si aprì e l'uomo fece cenno a Chipi di entrare.

Era una stanza semplice, chiara, con un tavolo a C in centro con undici sedie e in alcune erano seduti uomini, quasi tutti nudi.

"Benvenuto, Chipi. Tra poco arriveranno anche gli altri consiglieri. Se vuoi sederti là." disse l'uomo seduto al centro indicandogli una sedia sul lato aperto della C.

Chipi sedette ed accavallò le gambe per coprire in qualche modo la propria nudità. A poco a poco arrivarono anche gli altri uomini finché tutti i sedili furono occupati.

Allora l'uomo seduto al centro, disse: "Ecco, il gran consiglio è al completo. Io sono il capo Kao, e dalla tua destra, in ordine, Itoz, Oneg, Kawa, Dekay, Mate, Katak, Shire, Dane, Ippo e Tora che rappresentano tutte le scienze che coltiviamo. Alle mie spalle c'è CC1AA... non è un uomo, è la nostra intelligenza centrale, è lui che ha deciso che tu sei il capo, che devi cioè prendere il mio posto."

Chipi aveva ascoltato in silenzio. "Prendere il tuo posto? Tu sei il capo di tutti i Saggi e mi cedi il posto?"

"Noi non ci chiamiamo Saggi, ma scienziati. E sì, ti cedo volentieri il mio posto. CC1AA ha deciso così e le sue decisioni sono giuste, da almeno trecento anni."

"Ma che cosa è Cicciunoaa? Non capisco. Dici che non è un uomo ma prende decisioni? Com'è possibile?"

"Te lo dirà lui stesso, è più semplice. Se sei pronto, ti colleghiamo con CC1AA."

"Collegare? in che senso?"

"Come prima parlavi con noi senza parole, mentalmente, così puoi comunicare con CC1AA. E lui risponderà a qualsiasi tua domanda, e anche di più. Allora, accetti?"

"Se accetto, mi aiuterete a liberare Klare?"

"Non ci sarà bisogno: se accetti di diventare il nostro capo, avrai a disposizione tutti i nostri mezzi e nessuno potrà impedirti di liberare il tuo amante."

"Mi dai la tua parola che è così?"

"Sì, certo."

"Già. Comunque, se non accetto non riuscirò a liberare Klare... Che fareste, se non accetto?"

"Saremmo costretti a farti dimenticare tutto, specialmente la nostra esistenza."

"E siete in grado di farlo..." affermò Chipi a se stesso. Rifletté un poco, poi disse: "Bene, non ho niente da perdere, mi pare. Collegatemi con Cicciunoaa, qualunque cosa voglia dire."

"Porta i polsi a contatto con le tempie... così..." disse Kao e d'improvviso Chipi fu in contatto con CC1AA.

Fu come trovarsi sospeso nel vuoto, e vedere, o sentire, o udire (lui stesso non avrebbe saputo dirlo) miliardi di notizie al tempo stesso. Come essere in una giungla fitta, impenetrabile e misteriosa che per un attimo lo sopraffece e gli dette un senso profondo di timore e stupore. Ma poi gli sembrò quasi di imboccare un sentiero, e capì che CC1AA lo stava guidando. Si rilassò ed iniziò una viaggio incredibile. E a poco a poco tutto gli fu chiaro.

Quando ebbe coscienza di essere di nuovo nella stanza, sapeva moltissime cose, anche se capiva di sapere una piccola parte dello scibile e che non avrebbe mai potuto capire tutto. Ma aveva capito il necessario.

"Allora?" chiese Kao.

"Va bene. Accetto." disse Chipi con voce tranquilla. Poi aggiunse: "Se quella macchina si sbaglia, non è colpa mia, però."

"Ti capisco. Anche io, quando CC1AA disse che ero il nuovo capo, mi sono sentito come te ora. Ma avevo il vantaggio di essere già uno scienziato, perciò per me fu più facile. Bene, Chipi, se vuoi prendere il mio posto, ora è tuo."

"CC1AA dice che tu resti nel gran consiglio come mio secondo."

"Lo so, va bene."

"Possiamo tornare a comunicare con la telepatia." disse Chipi usando quel termine, che pochi attimi prima non conosceva, con estrema naturalezza.

Terminata la riunione, in cui Chipi soprattutto ascoltò e fece domande, fu accompagnato in quello che sarebbe stato il suo appartamento. Se quello di Klare gli era sembrato bello, lussuoso, questo era inimmaginabile: comodo, dotato di mille accorgimenti. CC1AA gli spiegò in pochi minuti l'uso di tutte le possibilità, dalla sala da bagno con un'ampia vasca di acqua calda corrente e possibilità di crearvi una gradevole pioggia della temperatura e della forza voluta fino a diventare una vera cascata, al gabinetto, dalla stanza da pranzo che forniva deliziose vivande in pochi minuti, ad una lastra di vetro su cui poteva far comparire immagini e scene in movimento o vedere qualsiasi locale della città sotterranea, ad un vetro su cui poteva far comparire testi o disegni, al grande letto di una comodità incredibile, di cui poteva modulare la superficie col solo pensiero, alle luci che poteva rendere intense o soffuse sempre col solo pensiero. Gli pareva quasi di vivere in un sogno.

Molte cose ancora non capiva, ma gli bastava mettersi in comunicazione con CC1AA per saperle. Decise di passare cinque giorni nella centrale, poi sarebbe partito per liberare Klare e sarebbe tornato con lui. I cinque giorni gli erano necessari per impratichirsi delle cose che avrebbe usato per liberare il suo amante. Nel frattempo chiese a Kao di continuare a dirigere lui il centro con CC1AA come aveva fatto fino ad allora.

Chipi si sentiva in una strana posizione: era diventato di colpo il capo della più potente organizzazione di quella parte del mondo eppure era un principiante. A parte l'età, coi suoi ventuno anni era il membro più giovane del consiglio, aveva ancora infinite cose da capire, da imparare. In quei cinque giorni comunque si sottopose ad un allenamento intensivo. Con CC1AA elaborò il piano per liberare Klare.

Quindi si accinse a partire. Riebbe i suoi abiti, solo che ora portava indosso alcuni minuscoli attrezzi che gli davano poteri speciali. Di notte, un tecnico lo accompagnò con un trasvolatore fino a Niokko: vi arrivarono in sole due ore. Lo lasciò fra le rovine.

"Quando vuoi che ti venga a prendere, sai come devi fare, no?"

"Sì, certo."

"Vado, allora."

"Sì, grazie." rispose Chipi e guardò il veicolo oscurarsi e scomparire nel buio del cielo notturno.

Era poco distante dal centro di rieducazione Polychia: sperava che Klare fosse là dentro. Azionò lo scudo di energia al minimo e si avviò. Giunto in vista della costruzione, quando fu a pochi passi dalle sentinelle le immobilizzò con i raggi paralizzanti: funzionavano in modo simile a quelli del matra ma venivano dal bracciale che indossava. Passando loro accanto usò i raggi che annullavano la memoria ed entrò: le sentinelle avrebbero ricordato di averlo visto avvicinare, poi più nulla, quindi avrebbero creduto che fosse improvvisamente scomparso. Entrato, per sicurezza lasciò inserito il raggio paralizzante mentre si avviava alla stanza del responsabile di servizio. Lo trovò al tavolo, immobile. Gli mise sul capo ed ai polsi i bracciali ed entrò in contatto con la sua mente. Gli chiese se fra i prigionieri vi fosse Klare, il boss dei Bakji, l'uomo con la giacca bianca e verde. La risposta fu che era stato lì fino a tre giorni prima. ma era stato trasferito. Dove? chiese Chipi allarmato. Non so, rispose il pensiero dell'uomo e Chipi sapeva che non mentiva. Come posso sapere dove l'hanno portato? È venuto a prenderlo il capo Gharke. Dove trovo il capo Gharke? Nella sede di Farval, disse il pensiero dell'uomo e Chipi vide dove era la sede. Quindi uscì e si avviò. Dopo poco i raggi avrebbero terminato il loro effetto e gli uomini non avrebbero ricordato nulla.

Chipi giunse alla sede di Farval che il sole era alto. Per via aveva incontrato gente, ma senza problemi. Alla sede Farval entrò col solito metodo, ma c'era troppa gente in attività, non poteva addormentare o paralizzare tutti. Lo videro improvvisamente e lo circondarono:

"Chi sei, come hai fatto ad entrare?" chiese uno degli agenti puntandogli contro il matra.

Chipi azionò lo scudo di energia: "Sono venuto a prendere il prigioniero Klare." disse.

"E chi credi di essere per venire a prendere un prigioniero?" chiese con ironia l'uomo.

"Dov'è?" chiese Chipi.

L'uomo gli puntò contro il matra e lo azionò. Non accadde nulla: il suo scudo di energia bloccava i raggi. L'uomo per un attimo sembrò sorpreso, poi disse agli altri agenti:

"Il mio matra è scarico. Paralizzatelo!"

"È inutile, non funziona con me." disse Chipi con un sorriso e a sua volta paralizzò l'uomo, quindi gli si avvicinò e lo incluse nel proprio scudo di energia.

Gli altri gli si lanciarono contro ma cozzarono sulla parete invisibile. Chipi mise le fasce sul capo e sui polsi dell'uomo e gli lesse nel pensiero. Vide dove era Klare. Si avviò. Gli altri frattanto cercavano di fermarlo, di prenderlo e, vedendo che non riuscivano, chiamarono rinforzi. Chipi uscì dalla stanza, Ora gli agenti erano numerosi e lo circondavano da ogni parte, premendo con i corpi contro l'invisibile barriera, sì che per Chipi era difficile muoversi. Allora potenziò la barriera allargandola e gli uomini si sentirono spingere lontani da Chipi, assieme a sedie e tavoli, verso le pareti della stanza. La forza della barriera era notevole, attorno a Chipi si creò il vuoto e gli uomini, terrorizzati, si sentivano comprimere sempre più con forza contro le pareti.

"No, basta!" urlò uno degli agenti.

"Lasciate le armi o vi schiaccio tutti!" disse Chipi.

Ad uno ad uno gli agenti abbandonarono le armi. Allora Chipi fece tornare lo scudo d'energia alle dimensioni minime ed uscì dalla stanza. Alcuni agenti chiusero una porta per impedirgli di scendere alle celle sotterranee. Chipi con la forza del pensiero fece saltare la serratura della porta e l'aprì.

Sentì un colpo alle spalle: un agente gli aveva lanciato un'arma da punta che però era rimbalzata sul suo scudo. Chipi sorrise all'aria esterrefatta dell'agente e cominciò a scendere la scala. Immobilizzò gli agenti di guardia del sotterraneo e da uno si fece dire dove era Klare. Fece saltare la serratura ed entrò: Klare era lì, legato su un lettino.

Quando lo vide entrare, lo guardò con occhi spalancati: "Chipi."

"Sono venuto a liberarti." disse il ragazzo avvicinandosi a lui. Sciolse le corde.

"Come hai fatto a venire fin qui?"

"Le spiegazioni a dopo. Vieni, ora."

Uscirono dalla cella. Risalirono la scala ma la porta era bloccata dall'esterno. Chipi pensò un attimo, poi, disinserito lo scudo, disse a Klare di stargli sempre a contatto. Reinserì lo scudo e gradualmente ne aumentò il raggio. Per un po' non accadde nulla, ma poi le pareti ai lati della scala e la stessa porta furono premute con una forza incredibile ed iniziarono a cedere. Klare guardava le pareti curvarsi, scricchiolare, riempirsi di fessure e sussurrò:

"Come fai? È magia, questa?" e proprio in quel momento la porta parve esplodere verso l'esterno, caddero calcinacci che scivolarono sullo scudo di energia ed il passaggio fu libero.

Chipi ridimensionò lo scudo e, con Klare, entrò nella stanza. Dietro di lui continuavano a cadere calcinacci dalle pareti semisfondate.

Gli agenti erano in parte spaventati, in parte ancora tentavano di fermarli, erano tutti ammassati lungo il cammino verso l'uscita. Premevano sulla invisibile parete di energia impedendo ai due di avanzare. Chipi li irrorò di raggi paralizzanti. Aveva ancora parecchie cariche. Klare si teneva attaccato a lui e guardava stupito, incredulo la scena. Chipi si divertì a fermarsi in ogni porta e ad aumentare lo scudo fino a farne crollare gli stipiti e parte dei muri: si sarebbero ricordati per un pezzo di lui, con i danni che si lasciava dietro, poiché non usò i raggi che cancellavano la memoria.

Usciti all'aperto, dopo aver divelto anche la porta d'ingresso e fatto crollare il tratto di muro in cui questa era, Chipi guidò Klare lontano dalla sede dei Polychia. Klare non parlava, lo seguiva in silenzio. Quando furono lontani, Chipi si guardò attorno: non c'era gente vicina. Allora si fermò, tirò fuori dalla giacca le bende per i polsi e le tempie che aveva portato per Klare e gli disse:

"Lasciati mettere queste: così potremo comunicare con la mente, senza parlare."

"Con la mente? Senza parlare?" chiese stupito l'uomo, ma lo lasciò fare.

Chipi le azionò e pensò: ti amo, Klare.

"Anche io ti amo, Chipi." disse l'uomo.

No, non parlare. Non c'è bisogno. Davvero? Mi senti lo stesso? Certo, come tu senti me. Ma che diavoleria è questa? Un dono dei Saggi. Allora esistono, li hai trovati? Che significa che ne sei diventato il capo? Come hai fatto? pensò Klare confuso. Chipi gli raccontò rapidamente i fatti: col pensiero era più semplice ed efficace che con le parole. Klare pensò, ad un certo punto: Me lo spiegherai poi... dove andiamo? Voglio fare l'amore con te. Anche io: ne ho bisogno, ma dovremo aspettare. Non ho voglia di aspettare, troviamo un posto. Là, fra quei cespugli? Se viene qualcuno? Che ti importa, non possono che guardarci, siamo dentro lo scudo. E che ci guardino, a me non importa. Nemmeno a me, amore. Vieni, ho voglia di succhiartelo. E io di sentirlo dentro di me.

Parlavano per immagini, per desideri ed erano entrambi eccitati quanto mai. Poter comunicare così intimamente, chiaramente, poter leggere ognuno il nudo desiderio dell'altro era un'esperienza di per sé estremamente erotica.

Entrarono fra i cespugli, Chipi regolò lo scudo in modo che creasse attorno a loro una vasta zona di sicurezza, quindi iniziarono a spogliarsi l'un l'altro febbrilmente, baciandosi, leccandosi, godendo l'uno i pensieri e le emozioni dell'altro. Ognuno dei due sentiva subito ogni minimo desiderio dell'altro e lo poteva perciò esaudire immediatamente. Chipi, oh Chipi. Sì amore mio. Non ho mai provato niente di simile. Neppure io, amore. Ti voglio in me. Prendimi prima tu, amore.

Si unirono a lungo, anche nei pensieri, felici, donandosi l'uno all'altro con passione: ognuno dei due sapeva ora perfettamente come dare all'altro il massimo del piacere. Quando furono finalmente entrambi appagati, si strinsero l'uno all'altro ansanti e soddisfatti. È stato bellissimo. Sì, amore e d'ora in poi potremo farlo sempre così, uniti corpo e mente. Chipi... Sì, certo, amore. Oh, Chipi...

Si rivestirono e ripresero la strada. Frattanto comunicavano e Chipi raccontava a Klare altri dettagli sugli scienziati sul loro centro, sui loro meccanismi straordinari. A sera furono ai limiti dell'agglomerato di Niokko e le rovine cedevano sempre più spazio ai campi. Chipi scelse un punto distante da ogni costruzione abitata ed aspettarono la notte. Azionò il comunicatore per segnalare la loro posizione ed attesero.

Arrivò quasi d'improvviso, ne videro le luci accendersi quando era a pochi metri da loro, librato sul prato. Si avvicinarono e salirono a bordo. Il trasvolatore partì a razzo verso il cielo e Chipi sorrise per il vago senso di paura che sentì in Klare e, mentalmente e stringendogli un braccio con un gesto affettuoso, lo rassicurò.

Una sezione della montagna, fra rocce a strapiombo, si aprì ed il trasvolatore vi entrò. La montagna si richiuse e si accesero le luci nell'ampia caverna. I due scesero e nelle loro menti alcune voci dettero loro il benvenuto. Chipi... queste voci... mi pare quasi di impazzire... Ti abituerai, amore. Sono amici... e il pensiero non può mentire. Ora andiamo nel mio appartamento. Domani ti farò conoscere gli altri. E ti farò comunicare con CC1AA. Sono qui, Chipi. Sì, CC1AA, lo so, ma aspetta, lascia in pace Klare, per stasera. Ma... tutti ci ascoltano? Certo Klare. È necessario? No, basta che dica a CC1AA di isolarci e comunicheremo solo noi due, anche se non è cortese verso gli altri. Non importa Chipi: capiamo che vorrete la vostra intimità in questi momenti. Ci sentiamo domani. Ora riposate, fate l'amore.

Chipi guidò Klare fino al loro appartamento. Chipi, ero il tuo boss, ora invece sei tu il mio. Ti dispiace? Affatto, è la vita. Ma io sono sempre tuo, come prima; non è cambiato nulla. Lo so, amore e per questo ti amo ancora di più. Sei bello, Klare; solo guardarti mi sento ardere di desiderio; ma che ti hanno fatto, i Polychia? Hanno cercato di convertirmi, ma con me non ci sono riusciti: piuttosto sarei morto. Ma così io ti avrei perduto. Avevo saputo che non eri tra i prigionieri, pensavo ti avessero ucciso. Sono stato fortunato. Anche io, ad incontrare te. Veramente sono io che ti ho cercato e han fatto del tutto per non farmi incontrare con te. Ma ci sei riuscito, per fortuna; è morbido, questo letto, pare quasi fatto apposta per fare l'amore; vieni.

Si unirono con tenera passione, a lungo, finché raggiunsero l'acme della felicità e del piacere. Si addormentarono strettamente allacciati, stanchi per il viaggio e per le emozioni. Ci sei, CC1AA? Sì Chipi. Klare dorme: non puoi iniziare ad istruirlo? Prima dovrei valutarlo, come ho fatto con te. Fallo. Qui non posso, Chipi, dovresti portarlo nella sala endoscopica. Dove avevo preso conoscenza io? Sì. Ma potrò stargli vicino? Solo mentre lo addormento, poi dovrai uscire. Va bene. Ora lo sveglio e lo porto giù.

Klare, quando Chipi gli spiegò dove lo portava, si sentì inquieto.

"È necessario?" chiese.

"Sì, ci sono passato anche io, ci sono passati tutti, qui. CC1AA deve conoscerti bene, analizzarti."

"Se me lo chiedi tu... ma mi sento strano all'idea che una macchina possa conoscermi meglio di quanto mi conosca io stesso."

"Ma dopo anche tu ti conoscerai meglio e conoscerai meglio anche me."

"Questo mi piace." disse Klare con un sorriso dolce.

Giunti nella stanza, assistiti da un tecnico, Klare dovette denudarsi e sdraiarsi sulla specie di lettino. Chipi gli mise le fasce alle tempie ed ai polsi, quindi, tenendogli una mano, gli disse col pensiero: Ora ti addormenterai. Quando ti sveglierai io sarò qui accanto a te. Sì, Chipi... fu l'ultimo pensiero cosciente di Klare. Puoi uscire, ora dorme. Va bene CC1AA, esco; durerà molto? Circa sei ore; se vuoi, puoi restare collegato, mentre lo analizzo, ma ti stancherà molto. Preferisco così. Va bene.

Chipi uscì e il tecnico gli fece cenno di sedere su un comodo sedile. L'esame iniziò. E Chipi ebbe la sensazione di essere diventato Klare: i suoi pensieri, le sue idee, le sue esperienze erano lì, aperte come un grande panorama in cui lui, assieme a CC1AA poteva aggirarsi liberamente. Chipi, fra le molte altre cose, sentì anche l'intensità dell'amore che Klare aveva per lui e ne fu commosso. CC1AA esplorava metodicamente i più remoti anfratti della personalità di Klare e, man mano, compilava le tabelle di valutazione. Come leader Klare era ad un livello 73, come amante ad un livello 100, ma la sorpresa fu che come creatività Klare ottenne un 98. Avrebbe potuto essere un grande artista. Parecchi parametri erano alti e anche sulla capacità all'astrazione Klare aveva un 82, più alto di cinque punti rispetto al parametro di Chipi. Avrebbe potuto diventare un buon collaboratore di Dane, pensò Chipi. Il pensiero di Kao si inserì: Sì, il tuo Klare è una persona straordinaria. Ci sarà prezioso. Siamo contenti che tu l'abbia portato. Sì, Kao, grazie...

CC1AA disse a Chipi di rientrare nella grande stanza: dopo poco avrebbe risvegliato Klare. Quando riprese coscienza, sorrise a Chipi: È finita, vero? Sì, amore, possiamo tornare. È andato bene l'esame? Ottimamente, puoi vedere i risultati, se vuoi. CC1AA te li spiegherà e ti istruirà a poco a poco. Lo sai che potresti diventare uno scienziato e un artista? Tu come mi vuoi? Nudo, rispose ridendo Chipi. Lo sono. disse Klare scendendo dal lettino ed abbracciando Chipi. Il loro desiderio si accese immediato. Forse è meglio che andiate nella vostra stanza. suggerì CC1AA. Klare sorrise: Sei invidioso di noi, CC1AA? Non posso essere invidioso, non ho questo programma. Scherzavo, CC, non hai neppure il programma del senso dell'umorismo, tu? pensò Klare e Chipi sorrise.

Chipi, il giorno dopo, riprese le redini dell'organizzazione degli scienziati. Per prima cosa volle capire come fossero collegate le nove sedi sparse per il paese e seppe che era proprio CC1AA a garantire i collegamenti. Tutte e nove le sedi avevano conservato il più stretto segreto sulla loro esistenza ed ubicazione. Erano state costruite prima dell'olocausto e quindi anche prima dell'ultimo crollo che aveva fatto scomparire la vecchia civiltà. Proprio subito dopo l'olocausto gli scienziati erano riusciti ad estromettere militari e politici e ad impadronirsi delle nove sedi che ancora esistevano. E avevano deciso di dedicarsi a conservare le conoscenze scientifiche ma di non metterle a servizio di nessuno per paura che se ne ripetesse il cattivo uso.

Avevano sviluppato le scienze ed avevano scoperto il modo di rendere possibili telepatia, telecinesi, analisi della personalità. Ed avevano trasformato il vecchio sistema di computer in CC1AA. L'uso oculato della telepatia aveva permesso di eliminare gli elementi non sinceri, con mire personali, infatti con la comunicazione telepatica era impossibile mentire.

Proprio questo fatto fece chiedere a Chipi che bisogno ci fosse ancora di tutta quella segretezza.

"L'umanità soffre, là fuori vige la legge del più forte e si stanno formando gruppi sempre più forti che lottano per l'egemonia, per spartirsi il poco che resta. Con le nostre conoscenze, con i nostri mezzi, potremmo dare alla gente benessere, sicurezza, salute. Che senso ha tenere tutto questo per noi soltanto? Poteva avere senso quando temevate un uso improprio del potere che la scienza può dare, ma ora? Mi pare che sia il momento giusto per cambiare. Molti vivono ancora di raccolta, di scavi, di caccia e pesca, ma qualcuno sta cominciando a coltivare, a costruire: perché non aiutarli? Perché non difenderli dai predoni e dalle bande?"

Chipi fece un lungo discorso al gran consiglio, collegato anche con i responsabili delle altre otto sedi. Le opposizioni furono poche, soprattutto quando Chipi fece intervenire CC1AA a cui aveva chiesto una simulazione di sviluppo, con tutte le controindicazioni ed i pericoli che potevano esserci nell'aprirsi al mondo.

La simulazione elaborata da CC1AA assieme a Chipi, convinse quasi tutti della bontà e fattibilità del piano, che si doveva svolgere in cinque fasi corrispondenti a cinque generazioni, cioè a circa cento anni.

"Tutti noi saremo morti, allora. Ma sorgerà una nuova civiltà, di cui noi saremo i padri."

"Gruppi come erano i miei Bakji, o gli stessi Polychia possono diventare preziosi alleati nel momento in cui sapremo tirarli dalla nostra parte. E grazie a CC1AA potremo essere sicuri che siano veri alleati." disse Klare.

CC1AA leggendo nella mente di tutti gli scienziati comunicò che il 79 per cento era d'accordo col piano, che del restante 21 per cento solo il 10 per cento era risolutamente contrario. Quindi il gran consiglio decise che quel 2,1 per cento del totale fosse privato della memoria per tutto quanto riguardava gli scienziati e fosse estromesso. CC1AA eseguì rapidamente l'ordine.


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