7.1: Yude imperatore. Nuove riforme.
L'imperatore Waka convocò Yude e gli chiese se fosse pronto ad ascendere al trono: lui si sentiva stanco e vecchio, si sarebbe ritirato da qualche parte. Yude chiese se il consiglio della corona non avrebbe avuto obiezioni, ma Waka lo tranquillizzò: "L'impero ha bisogno di un uomo come voi: accettate la corona, vi prego." Yude alla fine accettò.
Fu riunito il consiglio che, questa volta, non avendo pretendenti da opporgli, su pressione di Waka, accettò la decisione del vecchio imperatore. Questi abdicò e si ritirò nel castello della Spada. Yude fu incoronato imperatore dalla vecchia nobiltà imperiale adunata per l'occasione. Furono fatte feste per un intero mese. Il nuovo imperatore ricevette l'obbedienza della nobiltà di corte, della nobiltà militare, delle varie categorie della popolazione, nonché dei barbari colonizzati e dei pirati alleati.
Yude aveva in mente altri grandi cambiamenti. Per prima cosa nominò generalissimo Ario e reggente Kimi. Quindi, riesumata una vecchia legge che era caduta in dimenticanza, abolì tutti i titoli nobiliari, lasciando come contentino a tutti il titolo di nobiluomo, ma con la condizione che non fosse ereditario. Se i loro figli aspiravano al titolo di nobiluomo, dovevano meritarselo, salendo alle massime cariche dello stato.
Quindi spostò, lasciando loro le funzioni che avevano, i nobili che occupavano cariche nello stato, cioè i governatori regionali ed i prefetti provinciali. Tutti i governatori di origine non nobile ricevettero il titolo di nobiluomo, come anche tutti i generali ed i magistrati a capo delle divisioni regionali.
Ma il più grosso cambiamento lo fece nel 1505, quando ormai si sentiva sicuro sul trono: stabilì che il vecchio consiglio della corona fosse sostituito da due organismi: il consiglio privato, formato dal generalissimo, dal reggente, dal capo dell'amministrazione e dal capo della magistratura, ed un consiglio plenario, composto da tutti i responsabili regionali: i reggenti regionali, i comandanti regionali dell'esercito ed i capo-magistrato di ogni regione. Il consiglio Plenario doveva proporre le leggi all'imperatore che, firmandole, le avrebbe rese esecutive. Infine stabilì una Grande Legge, che nessun imperatore avrebbe potuto cambiare, ma solo il grande consiglio plenario con una votazione di almeno il 75% di sì del totale dei membri: in questa, oltre ad alcuni principi come la non ereditarietà di nessuna carica, la proibizione di qualsiasi esercito privato, si stabiliva che l'imperatore avrebbe nominato undici grandi elettori. Questi, alla morte dell'imperatore, avrebbero scelto fra di loro il nuovo imperatore con votazione segreta. Il nuovo imperatore era eletto con sette voti su undici, e ballottaggio fra i due più votati se nessuno raggiungeva la quota richiesta. In caso di ballottaggio i due votati non votavano e la maggioranza diventava di cinque su nove.
L'isola dei pirati fu l'unica che non accettò questi cambiamenti, allora Yude mandò tutta la flotta imperiale che sopraffece la flotta dei pirati. Quindi, sbarcati su Rone, la ridussero all'obbedienza. Il capo dei pirati tentò la fuga verso il nord dove c'era una base di pirati, ma la sua nave fu intercettata ed i fuggitivi riportati indietro prigionieri. Rone divenne una normale regione dell'impero come tutte le altre.
Quindi, nel 1506, Yude ordinò una spedizione contro il territorio compreso fra le due colonie: questo era retto da un regno barbaro che aveva unificato tutte le tribù della lunga e diramata valle del suo territorio. La valle era ricca di metalli e d'oro. Il re barbaro, pur avendo unificato il territorio, non aveva formato un unico esercito. L'esercito imperiale s'impadronì prima di una valle laterale, poi attaccando contemporaneamente dal mare e da tre passi alpini, dopo una serie di battaglie furiose, s'impadronì dell'intero territorio. Una volta soggiogati i barbari, il territorio fu diviso in regioni ed annesso all'impero e vi furono fondate diverse città, lasciando liberi i barbari di restare nei loro villaggi o di andare in città. Ad ogni villaggio fu assegnata una porzione del territorio in proporzione agli abitanti che aveva ed il resto fu assegnato a coloni.
Tutta la parte orientale del nord barbaro era ora annessa all'impero. Nella parte occidentale vi era un altopiano confinante con il vecchio impero a sud e con i nuovi territori ad est, quindi due ampie valli che confluivano in una profonda baia biforcuta, in mano ai pirati, poi altre due zone in mano ai barbari.
Yude chiamò a corte Meta e Khnis e chiese loro di scegliere ventimila soldati e di ritentare l'esperimento che aveva portato alla pacifica annessione della loro zona. Khnis accettò con entusiasmo. Per prima cosa tornarono nei loro territori e scelsero fra i loro uomini quelli fra i volontari che reputavano più adatti allo scopo. Erano circa tremila uomini quelli che alla fine portarono con sé. Ne fecero altrettanti agenti arruolatori che mandarono a visitare tutte le sedi dell'esercito imperiale, ma anche città e villaggi per arruolare altri ventimila soldati. Radunatili tutti, li sottoposero ad un intenso allenamento durante il quale a poco a poco rimandarono indietro i tremila meno adatti. Nel 1506 erano pronti per tentare l'esperimento.
Divisero le loro forze in tre gruppi, mettendo a capo di due i più capaci fra i veterani, quindi si infiltrarono nell'altopiano, appena finito il disgelo, dai tre passi montani che confinavano con i territori imperiali. Il piano era quello di ripetere, con gli opportuni adattamenti, lo schema della prima infiltrazione avvenuta quattordici anni prima nel territorio dei Porls.
A differenza della prima volta, non dovevano tornare indietro per le provviste ed i collegamenti: tre volte l'anno, ad inizio primavera, a metà estate ed a fine autunno l'esercito portava loro rifornimenti e notizie delle altre due colonne.
Il contatto con i barbari in due casi fu simile a quello che speravano di avere, nel terzo caso invece fu un attacco furioso, facilmente respinto. I barbari dell'altopiano parlavano una lingua diversa da quella di Khnis e con varianti locali. Comunque, pur denominandosi con nomi diversi, formavano un insieme di comunità nettamente separate ma di cultura abbastanza omogenea. Gli scontri armati cessarono abbastanza presto, quando Khnis fece sapere che i suoi uomini, a parte le tre prime installazioni accanto ai passi, si sarebbero installati solo nei terreni concessi loro dai vari villaggi.
A mezza estate avevano un incontro generale nella pianura centrale, dove c'era una specie di tempio. In questo incontro scambiavano beni, avveniva la cerimonia della maggiore età e si combinavano i matrimoni, rigidamente esogami. Inoltre i campioni dei vari villaggi si affrontavano in elaborati duelli rituali regolati da norme precise, in base a cui si decideva quale villaggio sarebbe stato considerato a capo della comunità per un anno. In realtà non era altro che una carica onorifica, perché ogni villaggio, che aveva un territorio fisso, godeva di piena e completa autonomia.
Una cosa che incuriosì Meta e Khnis fu che i giovani, pena la morte, non potevano avere rapporti prematrimoniali fra i due sessi e il matrimonio non avveniva mai prima dei venti anni. Questo faceva sì che i rapporti omosessuali prima del matrimonio fossero cosa normale, addirittura incoraggiata dagli adulti. Ma questo faceva sì che anche dopo il matrimonio non fosse raro che questi rapporti continuassero, sia pure in modo più discreto. Anzi, c'era anche un detto che recitava: la moglie per far figli, l'amico per il relax, entrambi per il piacere. Anche perché erano vietati i rapporti fra i due sessi durante i periodi mestruali e durante le gravidanze.
I soldati che lo desideravano, quindi, iniziarono ad avere rapporti sessuali con i giovani dei villaggi con molta facilità. Questo fu uno dei motivi che permise il contatto fra le due culture più rapidamente di quanto avessero pensato. I soldati impararono abbastanza presto anche che, quando un uomo sposato diceva loro: sai, mia moglie è tabù in questi giorni, era un chiaro invito ad avere un rapporto sessuale. Ma impararono anche, a loro spese, che l'unico modo per dire no senza offendere l'altro, era rispondere: ho un amico geloso, insopportabile. Ogni altra risposta era considerata un'offesa che spesso portava anche a spargimenti di sangue.
La cosa che divertì i soldati era che, anche se tutti sapevano che loro non erano sposati, nessun barbaro si stupiva a sentirli dire: sai, mia moglie è tabù in questi giorni. Quelle frasi erano altamente ritualizzate.
Come era avvenuto con i Porls, parecchi ragazzi che non avevano intenzione di sposarsi, perché preferivano il rapporto fra uomini, chiesero di diventare soldati.
Ma quanto ad accettare di entrare a far parte dell'impero, sembravano del tutto refrattari. Praticamente non avevano nemici, anche i pirati da cui li divideva le montagne a nord, non sembravano avere interesse a quelle terre.
Khnis propose di far iniziare i viaggi di giovani barbari nell'impero. Nel frattempo continuava l'opera di acculturazione: i soldati stavano imparando la lingua locale ed insegnando quella dell'impero, insegnando tecniche nuove ed imparandone.
Tra il 1507 e il 1510 Yude aveva mandato altre spedizioni ed ormai tutto il nord barbaro, compresa la doppia valle dei pirati, erano conquistate ed annesse all'impero. Solo l'altopiano, su richiesta di Meta, venne considerato territorio indipendente. Il territorio dell'impero, comunque, era più che raddoppiato, dando nuove risorse all'impero e respiro alla popolazione che poté installarsi nelle nuove vaste terre poco popolate.
L'altopiano finiva verso il mare con un'ampia cascata a mezzaluna, seguita da un'altra serie di cinque cascate, che formavano uno spettacolo meraviglioso: i barbari consideravano che fosse loro territorio solo quello che finiva nella cascata più a monte; il territorio con la serie di cascate successive fino al mare non era abitato e non lo consideravano loro. La cascata più bassa finiva direttamente in mare ma era facilmente raggiungibile dall'ex territorio dei pirati.
L'imperatore Yude, quando fu informato della bellezza e della maestosità del luogo, volle visitarlo. Ne rimase fortemente impressionato e decise di farvisi costruire un palazzo per il riposo dalle cure di stato. I lavori furono terminati nel 1511 ed il palazzo inaugurato con grandi feste.
Frattanto Yude aveva nominato gli undici grandi elettori dell'imperatore: Buga, Ario, Kimi, Meta, Khnis, ed altri sei scelti fra i migliori funzionari dello stato: Kuole, Fit, Nami, Nerz, Bare e Nyoo. In questo modo anche la carica imperiale era escluso che fosse ereditaria e si garantiva l'elezione del più valido come suo successore. Nello stesso tempo, essendo scelto fra le persone scelte dal vecchio imperatore, si garantiva una certa continuità all'opera intrapresa da ogni imperatore quando questi avesse abdicato o fosse morto.
7.2: La storia di Nyoo. L'altopiano.
Nyoo era il più giovane dei Grandi elettori: era un giovane proveniente da un piccolo villaggio all'interno di Usaer, un ex marinaio che si era distinto con una serie di atti eroici durante le guerre di conquista dei territori barbari, facendo una folgorante carriera nell'esercito e dimostrando, oltre ad eroismo, abilità strategica, senso di organizzazione, senso di responsabilità.
Quando era stato segnalato all'imperatore, questi aveva voluto conoscerlo e ne era rimasto particolarmente impressionato. Quindi, quando aveva scelto l'ultimo dei grandi elettori, s'era detto che un giovane così brillante poteva ben figurarci. La cosa che l'aveva colpito era stata l'espressione di paura quando l'aveva fatto andare alla sua presenza e gli aveva detto che l'impero aveva bisogno dei suoi servizi... Comunque il giovane, dopo un po' di insistenza da parte di Yude, aveva finito con l'accettare.
Quello che Yude non sospettava, era che Nyoo altri non era che Funan. Era cresciuto sano e forte, ora era un bel giovanotto che scoppiava di salute, ben diverso dal Funan quindicenne gracile e timido. Nyoo, infatti, era vissuto per tre anni con il suo soldato, crescendo e rafforzandosi. Con questi era ripartito per la guerra, ma in una delle prime battaglie il suo uomo era morto.
Proprio la morte del suo uomo, se da una parte gli aveva procurato dolore, dall'altra l'aveva fatto crescere più in fretta: ora doveva badare a se stesso, non aveva più nessuno alle spalle. S'era dato alla guerra con tutte le sue energie, dedicandoci anima corpo e intelligenza. Quando, aveva ormai ventitré anni ed era capodivisione, avendo ai suoi ordini diecimila uomini, s'era distinto in modo particolare nella guerra contro i pirati,
Mentre avanzava lungo la valle cacciando gli ultimi pirati, avevano fatto prigionieri diversi pirati. Fra questi aveva notato un ragazzo di diciotto anni, di nome Freyr. Era di una bellezza incredibile e Nyoo, che in quegli anni era passato da un'avventuretta ad un'altra, si disse che doveva conquistarlo.
Lo fece portare nella propria tenda e, restato solo con lui, iniziò ad interrogarlo. Seppe che era stato rapito dai pirati sulle coste del grande continente quando aveva cinque anni. Era stato portato là come schiavo da uno degli uomini. Era vissuto nella sua casa e, quando aveva dieci anni, era stato violentato dal figlio del pirata, un ragazzo di quattordici anni, che aveva profittato di lui per tre anni, portando anche i suoi amici a "divertirsi" con lo schiavetto.
Ma quando aveva tredici anni, uno degli amici del figlio del padrone, un giovane pirata di diciannove anni, aveva chiesto al padrone di venderglielo. Compratolo, l'aveva portato a casa sua e ne aveva fatto il proprio amante. Era gelosissimo di lui: o lo voleva accanto a sé, o lo chiudeva a chiave quando non poteva averlo accanto. Però lo trattava bene. Quando erano fuggiti, l'aveva preso e portato con sé. Poi erano stati presi ed ora erano prigionieri.
Nyoo gli chiese se fosse innamorato del suo padrone. Il ragazzo rispose di no, che gli era grato per averlo trattato bene, che non gli dispiaceva affatto farci l'amore, ma che non lo amava: lui era solo il suo schiavo. Nyoo gli chiese se, potendo scegliere, avrebbe preferito aver sesso con una donna. Il ragazzo rispose che non aveva mai provato, ma poi aggiunse che non gli interessava neppure molto provare.
Nyoo allora gli disse che gli piaceva molto e chiese a Freyr se voleva diventare il suo amante. Il ragazzo rispose che era uno schiavo, un prigioniero, e che perciò poteva fare di lui quello che voleva. Nyoo, poiché il ragazzo in realtà non era un pirata ma un loro prigioniero, lo liberò, dicendogli che era libero di andare dove volesse. Freyr rispose che non sapeva dove andare, che fare: non aveva famiglia, amici, casa, mezzi...
Nyoo gli propose di arruolarsi, di fare il soldato. Il ragazzo accettò. Nyoo lo congedò e gli augurò buona fortuna.
Freyr lo guardò sorpreso e gli chiese: "Ma non avevi detto che mi volevi fare tuo?"
"Ora sei un uomo libero, non posso avere nessun diritto su di te. Vai tranquillo." Il ragazzo lo ringraziò e andò a raggiungere la decina a cui era stato assegnato.
Nyoo in seguito lo rivide spesso. Lo guardava con crescente desiderio, anche perché Freyr a poco a poco aveva ritrovato il suo sorriso ed era affascinante più che mai, ma non disse più niente al ragazzo. Finché un giorno, circa otto mesi dopo, gli dissero che un soldato chiedeva udienza. Aveva tempo libero e disse di farlo entrare: era Freyr. Quando furono soli il ragazzo gli disse che era molto felice di essere diventato un soldato, che si era fatto molti amici, stava bene, e che questo lo doveva a lui, perciò lo ringraziava di tutto cuore.
Poi senza esitare gli chiese: "Non vuoi più fare l'amore con me?"
Nyoo gli sorrise: "Certo. Anche più di prima."
Allora il ragazzo gli disse: "Vorrei provarci con te... Forse tu sei diverso..."
Nyoo si alzò ed andò ad abbracciarlo. Freyr gli si strinse addosso e Nyoo sentì che era già eccitato. Lo baciò e il ragazzo rispose al bacio con passione. Lo portò fino al proprio letto, si spogliarono, il ragazzo ammirò il corpo atletico e virile del giovane e, con evidente desiderio e piacere, si tuffò a suggerne il bel membro vigorosamente eretto. Nyoo non aveva mai avuto nessuno così passionale e caldo, così assetato di amore. La forza del desiderio di Freyr lo travolse, lo infiammò, e quando il ragazzo, senza parlare, gli si offrì, lo prese con vero entusiasmo. Il ragazzo gli sorrideva radioso, gli carezzava il corpo, assecondava le sue spinte mugolando di piacere e gemendo sottovoce "Sì... sì..."
Quando, finalmente appagati, giacquero abbracciati, ansanti, carezzandosi dolcemente, il ragazzo lo baciò in bocca e mormorò: "Con te è meraviglioso."
"Freyr, vuoi essere mio?"
"Lo sono: lasciami restare con te."
"Vuoi essere il mio amante?"
"Lo voglio."
"Bene. Allora vestiti, vai a prendere le tue cose: ti trasferirai qui da me."
"Grazie." rispose felice il ragazzo. Nyoo era conquistato dalla sensualità prorompente del suo ragazzo, questi era affascinato dalla virilità dolce del suo uomo, ne era completamente sedotto.
Quando, finita la campagna contro i pirati, soggiogato tutto il territorio, Nyoo fu nominato generale ed incontrò per la prima volta l'imperatore, temette di essere riconosciuto. Ma sembrò che nessuno collegasse il giovane generale a Funan. Ma quando poi l'imperatore lo volle alla sua presenza e gli disse che l'impero aveva bisogno di uomini come lui, e gli propose la nomina a Grande elettore, Nyoo ebbe un momento di panico: fra i grandi elettori c'era gente che lo conosceva... Poi pensò che in realtà lo stesso Yude lo conosceva eppure non l'aveva riconosciuto... così, sia pure con un certo timore, accettò. Quando incontrò gli altri grandi elettori, sembrò che nessuno lo riconoscesse. Nyoo si tranquillizzò completamente.
Nessuno conosceva le sue vere origini, tutti credevano che fosse davvero il giovane soldato del territorio di Usaer, dove diceva di essere stato portato dai genitori quando aveva otto anni. Gli chiesero i suoi genitori da dove provenivano. Aveva conosciuto una coppia di contadini al villaggio che avevano un figlio della sua età, che provenivano dall'isola di Rosti, così diceva di essere nato in quell'isola. Tutti gli credettero.
Ma un giorno, ad una festa a palazzo imperiale, vide sua madre. Ebbe l'impulso di andarla ad abbracciare, ma sapeva che non poteva farlo e cercò di evitarla. E quando la donna, pensando di aver riconosciuto il figlio, gli si avvicinò e in un sussurro gli chiese se lui fosse Funan, il giovane, facendosi forza, le rispose che il suo none era Nyoo, che si sbagliava... La donna rimase interdetta, ma gli credette. Nyoo ne provò dolore: ma aveva rinunciato ad essere Funan anni prima e non voleva ritrovarsi coinvolto nelle beghe di palazzo, per nessun motivo. Nessuno conosceva la sua vera identità, neppure il suo amato Freyr. Ora lui era Nyoo e basta.
Essendo un Grande elettore, alla morte dell'imperatore poteva anche essere eletto lui imperatore: sperò che non capitasse e decise che comunque avrebbe rinunciato. Gli piaceva moltissimo stare nell'esercito, gli bastava avere il suo Freyr, non voleva altro.
Nel 1512 vi furono, nella parte vecchia dell'impero, diverse sollevazioni fomentate dalla vecchia nobiltà, con la scusa delle tasse. L'esercito le sedò con una certa facilità e senza troppi spargimenti di sangue. Parecchi nobili finirono in prigione. Yude comunque volle che fosse rivisto il sistema di tassazione, perché aveva capito che alla base dello scontento ci dovevano essere problemi reali. Si fecero alcune modifiche in modo di renderlo più giusto.
Dai territori del nord venivano metalli e oro, e questo aumentò il benessere della popolazione. La specializzazione delle regioni e delle province in base alle risorse naturali dei luoghi, rese più florida sia l'agricoltura che l'industria artigiana, aumentando ulteriormente il benessere della popolazione e rendendo le varie parti dell'impero più strettamente interdipendenti. Yude era soddisfatto. Ora voleva iniziare un sistema scolastico nuovo.
Per prima cosa cercò nell'impero gli uomini più istruiti e saggi nelle varie discipline, teoriche e pratiche. Fra questi parecchi ex monaci. Li radunò e fondò il "Centro imperiale dell'educazione". Chiese a quegli uomini di stilare un programma di istruzione in quattro grandi sezioni: l'istruzione base dai sei agli undici anni, l'istruzione normale dai dodici ai sedici, l'istruzione media dai diciassette ai venti anni e l'istruzione alta dai ventuno anni ai ventiquattro.
Frattanto, nel 1513 dette inizio ad un programma di costruzioni delle scuole dei quattro tipi: un'Alta scuola in ogni regione, comprese le regioni del nord, una Scuola media per ogni provincia, una Scuola Normale per ogni città ed una Scuola base per ogni villaggio e quartiere di città. Frattanto nel Centro imperiale dell'educazione si stavano formando i futuri insegnanti.
Nel 1514 furono aperte contemporaneamente in tutto l'impero duemilatrecentoventisette scuole dei vari tipi, in cui insegnavano circa ventimila insegnanti. Proseguivano sia le costruzioni che la formazione di nuovi insegnanti a ritmo serrato. In quell'anno Yude fondò anche un Istituto centrale di ricerca per le arti e le scienze. La capitale stava diventando il centro culturale ed artistico dell'impero: vi affluivano spontaneamente i migliori ingegni, anche perché Yude, nel 1514 fece raccogliere dai vari castelli di tutto l'impero i libri e li fece radunare nella "Biblioteca imperiale" a cui era annesso il centro di copisti, per farne copie per ridistribuirle nelle varie ragioni che ne facessero richiesta.
Le sedi delle nuove istituzioni, costruzioni realizzate senza badare a spese, moderne e molto belle, progettate dai migliori architetti dell'impero, immerse nel verde, sorsero nella periferia sud della capitale che si espanse.
Tutto ciò creò nuovi lavori, nuove occupazioni, nuova ricchezza. Yude era soddisfatto: stava trasformando l'impero in una entità florida, ricca, pacifica. I tempi delle cruente battaglie parevano lontani. L'agricoltura migliorava, il commercio prosperava, le arti fiorivano ed il nuovo sistema di tassazione permetteva investimenti sempre maggiori per la floridezza della nazione.
Nel 1515 il territorio autonomo dell'altopiano chiese all'impero l'apertura di scuole nel suo territorio: Yude acconsentì volentieri: questo avrebbe accelerato e facilitato il futuro inserimento dell'altopiano nel resto dell'impero.
Khnis aveva convinto le libere tribù dell'altopiano a federarsi e darsi un organismo centrale con poteri molto blandi, ma che erano l'abbozzo di un'unità reale. Le nuove generazioni, formate nelle scuole che avevano programmi unici, con borse di studio nell'impero per i migliori, avrebbe spinto naturalmente la società ad una sempre maggiore unione e ad organizzarsi, pian piano, in modo analogo al resto dell'impero.
7.3: Buga imperatore. Il continente.
Nel 18o giorno del 5o mese del 1516, l'imperatore Yude, che aveva settantatré anni, si spense serenamente nel sonno. Furono fatti funerali splendidi e si costruì il suo mausoleo al centro della parte nuova della capitale, fra le costruzioni che lui aveva voluto. Fu pianto da moltissimi, al suo funerale giunse gente da tutto l'impero e si contò che sfilassero davanti al suo catafalco circa sette milioni di persone dalle più umili alle più importanti dello stato.
Nel 6o mese si riunirono i grandi elettori. Alla prima votazione Buga ebbe otto voti su undici e fu proclamato imperatore. La fastosa cerimonia di intronazione fu eseguita il 18o del 6o mese. Una volta eletto il nuovo imperatore, gli altri dieci grandi elettori presentarono le dimissioni nelle mani di Buga. Questi li avrebbe riconfermati tutti, ma Meta, Ario e Kimi, ormai vecchi, pregarono di non essere rinominati. Così Buga confermò gli altri sette e nominò altri quattro nuovi grandi elettori.
La successione avvenne senza portare cambiamenti nella politica imperiale, avendo condiviso Buga per anni i progetti di Yude. Buga potenziò le nuove province del nord facendo costruire grandi strade e porti, ed il grande porto di Yuder nella baia dei pirati, con un altro cantiere navale.
Nel 1518 morì Meta. Fu sepolto nella piana dell'altopiano, e l'imperatore chiese alla federazione il permesso di partecipare alle esequie. Fu accolto con grandi onori dai capi della federazione. Il suo buon carattere e la sua calda personalità impressionarono molto i capi della federazione e quando l'imperatore li invitò ad andare a trovarlo nella capitale, accettarono.
Questo segnò l'inizio di relazioni sempre più strette fra impero e il territorio autonomo dell'altopiano. I capi della federazione apprezzarono molto quando Buga offrì loro la libera circolazione della gente dell'altopiano nel territorio imperiale senza chiedere la controparte.
Nel 1520 Buga, in una grande cerimonia dichiarò Gano, Usae e Yude "padri dell'impero" e fu costruito un grande monumento in loro onore davanti al castello della Spada. Il castello stesso fu trasformato in centro di studi storici e museo storico dell'impero.
Nel 1521 furono soppresse le ultime scuole degli asili: ormai il nuovo sistema scolastico era in piena funzione. Gli asili furono riorganizzati e ristrutturati come centri ospedalieri. Buga destinò il castello della Picca come centro di studi per la medicina e l'igiene. L'idea di Buga era di convertire pian piano tutti i castelli in centri di studi e di arte: ormai l'impero non aveva più guerre interne, aveva un esercito unico centralizzato e ben strutturato, quindi i castelli non avevano più ragione di esistere come mezzi difensivi. Affidò all'esercito solo i castelli che sorgevano lungo le rive del mare, perché, se un pericolo un giorno ci fosse stato, sarebbe potuto venire dal mare, dal grande e lontano continente.
Nyoo si era illuso di non essere stato riconosciuto, ma in realtà sia Ario che Kimi erano quasi certi che fosse Funan. Ario svolse delle indagini e scoprì che in effetti il ragazzo, quando aveva cambiato nome, aveva preso quello di Nyoo. Questo fatto, e soprattutto il fatto che ora il pretendente al trono fosse diventato addirittura un grande elettore, lo turbarono. Così, d'accordo con Kimi, una volta invitò tutti i grandi elettori nella sua villa nell'isola di Tuna, la piccola isola fra Fago e Chicha. Durante il ricevimento, pregò Nyoo di seguirlo nel suo studio privato. Qui Ario e Kimi che li aspettava, quando Nyoo fu entrato, gli si prostrarono ai piedi. Il giovane li guardò preoccupato e chiese che facessero. Ario disse: "Voi siete Funan, l'unico legittimo erede al trono. Noi siamo vostri fedeli servitori."
Nyoo negò, ma quando Ario gli disse che avrebbe chiamato sua madre per confermarne l'identità, il giovane ammise: "Ma Funan non c'è più, sul trono siede il legittimo imperatore. Vi prego, dimenticate chi ero."
Ario e Kimi insistettero, ma Nyoo fu irremovibile. Allora Ario gli disse: "Alla morte dell'attuale imperatore, potremmo cercare di fare in modo che siate eletto voi, per rimettere sul trono la vostra famiglia."
"Vi prego! Se anche fossi eletto, rinuncerei. Sto bene come sto, il fatto che sia nato nell'ex famiglia imperiale non è che un caso, non ha nessuna importanza. L'attuale impero e imperatore hanno tutta la mia fedeltà. E non ha senso ristabilire il sistema ereditario. Vi prego, dimenticate per sempre chi sono stato. Non ditelo a nessuno, o mi costringerete a fuggire di nuovo."
Nyoo non sapeva che queste sue parole gli avevano salvato la vita, infatti, se avesse mostrato la minima intenzione di riprendere il trono, Ario era deciso ad ucciderlo. Così Nyoo poté tornare tranquillamente alla sua vita, dopo essersi fatto giurare che non avrebbero svelato a nessuno la sua antica identità.
Dal continente, a volte, iniziavano a giungere grandi navi mercantili, ora che l'impero aveva liberato le sue acque dalle orde dei pirati. Buga capiva che doveva creare una nazione forte, in modo che i mercanti, tornando in patria, non parlassero dell'impero come di una terra di facile conquista.
I mercanti stranieri portavano interessanti macchine e nuovi prodotti, ma acquistavano anche più che volentieri i prodotti agricoli ed artigianali dell'impero. Gruppi di studiosi dell'impero, curiosi riguardo al continente, ottennero passaggi, tornando uno o due anni dopo, con abbondanza di notizie, di idee e di proposte.
Nel 1521 arrivò con le navi dei mercanti una nave riccamente addobbata: vi era una delegazione del re di una nazione costiera che chiedeva di formare un'alleanza. Buga li accolse con tutti gli onori, fece loro visitare l'impero, disse loro che voleva avere buoni rapporti con tutte le altre nazioni, ma che non vedeva l'utilità, almeno per il momento, di un rapporto privilegiato. Propose comunque lo scambio di rappresentanze permanenti e quando partirono, inviò ricchi doni al loro re.
Ormai la via di collegamento con il continente era aperta. Dopo secoli, riprendevano le relazioni che il moltiplicarsi dei pirati aveva impedito. Quando Buga formò la rappresentanza da inviare al continente dal re di Kokren, chiese a Nyoo di guidarla. Questi chiese allora di poter portare con sé Freyr sia perché non voleva separarsene sia perché il ragazzo era originario dal continente. Buga lo concesse ed anzi nominò Freyr consigliere di Nyoo.
Giunti nella capitale, Sull, la delegazione fu accolta con tutti gli onori ed alloggiata in una sontuosa villa. Freyr, quando sentì la parlata del posto, iniziò a ricordare e, in pochi giorni era in grado di capire e parlare abbastanza bene. Re Brayd dette una grande festa per la delegazione, quindi volle parlare con Nyoo, che portò con sé Freyr. Il re voleva un'alleanza militare con l'impero, per due scopi: finire di sgominare gli ultimi pirati ed avere un aiuto contro i vicini reami. Nyoo invece era andato a chiedere di poter accedere alla cultura ed alla tecnica di Kokren. Discussero i vari punti, quindi Nyoo, lasciati nella villa gli altri delegati, con Freyr tornò a corte per conferire con Buga.
Dopo diversi viaggi, giunsero ad un accordo parziale fra i due stati: collaborazione piena per dare la caccia ai pirati, regolari scambi commerciali e culturali con l'apertura di un fondaco nelle rispettive terre e di un centro studi, ma non ancora una vera e propria alleanza militare.
Nyoo e Freyr, ora, vivevano tre mesi a Kokren e tre nella capitale dell'impero. Una volta Nyoo chiese a Freyr se desiderava tornare a vivere per sempre nella sua terra d'origine. Il ragazzo gli rispose che l'unico suo desiderio era vivere dove stava Nyoo, e questi ne fu estremamente felice.
Nel 1524 arrivò un'altra delegazione da un altro regno: da Chakh. Tutto si ripeté come la prima volta e si decise di scambiare rappresentanti anche con questo regno, che confinava con Kokren. Buga chiese a Nyoo di andare ad aprire la nuova sede di rappresentanza presso re Fuirl per stabilire buone relazioni anche con questo re. I due regni confinanti, pur non essendo in guerra, non erano in buoni rapporti, ma Nyoo riuscì abilmente a tenersi fuori dalle beghe fra le due nazioni.
Frattanto a corte continuavano a giungere notizie da parte di viaggiatori, mercanti che stavano dando il quadro della situazione nel continente, almeno per la parte prospiciente l'impero. Anno dopo anno arrivavano altre ambascerie, altri rapporti si allacciavano. Ogni volta Buga mandava Nyoo a spianare la strada per le relazioni, dato che questi pareva avere un dono innato per la diplomazia.
Nel 1530 Buga chiese a Nyoo di restare nella capitale per coordinare tutte le delegazioni all'estero e mantenere i rapporti con le delegazioni estere presenti nella capitale. Nyoo accettò. Doveva anche coordinare l'azione combinata della flotta imperiale per la caccia ai pirati e contrattare, una volta conquistata un'isola dei pirati a quale nazione questa isola dovesse appartenere. Le potenze straniere asserivano che dovessero appartenere alla nazione che le avesse conquistate, Nyoo che dovessero appartenere alla nazione più vicina, infatti temeva che una delle nazioni continentali spingesse la sua zona troppo vicino all'impero.
Questo dette origine ad una lunga querelle che rischiò di raffreddare le relazioni, specialmente con Chakh. Ma anche qui Nyoo dimostrò la sua abilità: si risolse il problema, dopo estenuanti trattative, decidendo che le isole dovevano appartenere alla nazione più vicina, ma che, se fosse stata presa da un'altra potenza, questa poteva pretendere un risarcimento, per le vite e per le navi perse per conquistarla, dalla nazione cui l'isola apparteneva.
Nyoo, che in realtà aveva questa soluzione in mente fin dall'inizio, chiese a Buga di far partire immediatamente tutta la flotta imperiale, ormai notevole, per investire le isole dei pirati, iniziando proprio dalle isole più lontane dall'impero. La flotta era già pronta da tempo, partì immediatamente e conquistò per prima l'isola nel territorio di Burrer. Le perdite furono minime, Burrer le riscattò volentieri. Allora la flotta investì le tre isole fra Chakh e l'impero, le prese senza grandi difficoltà e consegnò a Chakh le due isole che le appartenevano, dietro pagamento di due terzi dei danni.
Frattanto i pirati sfuggiti dalle isole conquistate stavano ammassandosi nelle restanti tre isole, di cui una apparteneva a Kokren e due all'impero. Nyoo ordinò l'attacco della sola isola di Kokren, che fu facilmente conquistata e Kokren la riscattò pagando i danni. Restavano ora da espugnare le ultime due isole, che brulicavano letteralmente di pirati e delle loro navi.
La flotta imperiale circondò le due isole, divise da uno stretto braccio di mare, facendo un blocco completo. I pirati che erano riusciti a sfuggire erano non solo i più fortunati, ma anche quelli che avevano navi migliori e più manovrabili. Per questo Nyoo aveva voluto che le due isole, che costituivano un ottimo rifugio, restassero per ultime: aveva in mente di conquistare il più possibile intatta la flotta dei pirati e il maggior numero possibile di pirati vivi da disperdere e mandare a colonizzare il vasto nord.
Per questo aveva messo a punto quella che chiamava la sua "arma segreta". Aveva fatto raccogliere dalla popolazione dell'impero migliaia di serpenti velenosi vivi, che aveva fatto rinchiudere in anfore chiuse da una robusta tela. Il morso di questi serpenti non era mortale ma provocava una fortissima febbre. La sua idea era di lanciare dalle proprie navi sulle navi dei pirati le anfore che, infrangendosi al suolo, avrebbero liberato i serpenti che avrebbero aggredito i pirati dando loro del filo da torcere.
Ma questi serpenti avevano un nemico mortale in una specie di grosso gatto che se ne nutriva e Nyoo aveva fatto raccogliere anche centinaia di gatti che teneva in gabbie nelle navi. Una volta che una nave pirata si fosse arresa, prima vi avrebbero fatto salire a bordo i gatti, quindi, quando potevano essere relativamente sicuri, ne avrebbero fatto sbarcare tutti i pirati prendendoli prigionieri e si sarebbero impadroniti della nave.
C'era certo un minimo rischio anche per i marinai imperiali che dovevano salire a bordo, ma il gioco valeva la candela, anche perché la violenta febbre comunque durava solo un paio di mesi poi scompariva senza lasciare conseguenze se non una grande debolezza. Il morso dei serpenti poteva essere letale solo per bambini piccoli e persone molto deboli, ma non era certo il caso dei combattenti.
Così la flotta imperiale strinse il blocco a poco a poco, avvicinandosi alle navi dei pirati. Questi si prepararono ad arrembare le navi imperiali: era questo il modo di combattere. Quando però le navi imperiali furono a distanza di lancio, una pioggia di anfore si abbatté sulle navi pirate, mentre le navi imperiali si allontanavano velocemente. L'effetto fu quasi immediato: videro i pirati correre qua e là dando la caccia ai serpenti, poi parecchi gettarsi in acqua. Quindi videro che a poco a poco le navi stavano andando alla deriva non più governate: i serpenti avevano fatto il loro lavoro.
Raccolsero i pirati che s'erano gettati in acqua e li fecero prigionieri, ed attesero che sulle navi alla deriva i serpenti finissero il loro lavoro. Quindi le avvicinavano e vi gettavano le gabbie dei felini. Attesero che anche questi facessero il loro dovere. Quindi arrembarono le navi, prendendo facilmente prigionieri i pirati debilitati dalle forti febbri. E mandarono le navi dei pirati, cariche di prigionieri legati, al porto di Yuder.
Ora le isole in pratica non avevano quasi più protezione navale. Quindi attaccarono, sconfissero le ultime navi e sbarcarono sulle isole. I pirati, tanto prima erano stati sicuri di vincere, tanto ora erano demoralizzati e si arrendevano a gruppi, lottando sempre meno. Furono presi tutti prigionieri, comprese le donne ed i bambini e trasportati, a gruppi, in vari porti dell'impero.
Quindi sulle isole, praticamente deserte, iniziarono a sbarcare famiglie di coloni e soldati a cui assegnarono le nuove terre. Prima di ciò, perquisendo accuratamente le isole e con la collaborazione di alcuni prigionieri, trovarono i tesori nascosti dei pirati: una quantità d'oro da ripagare più che abbondantemente i costi di tutta l'operazione, che aveva impegnato la flotta imperiale per sette mesi.
Quando Nyoo tornò alla capitale l'imperatore gli tributò un vero trionfo: l'impero, grazie a lui, aveva acquistato altre tre isole, parecchie decine di ottime navi ed un tesoro immenso, oltre a prestigio di fronte alle nazioni del continente. E soprattutto i pirati erano stati completamente spazzati via dai mari che dividevano l'impero dal continente.
Le tre isole inoltre costituivano un ottimo avamposto nel caso in cui le relazioni con una delle nazioni del continente si potessero deteriorare. L'impero non aveva mire espansionistiche, ma voleva, ed ora aveva, confini precisi e sicuri.
Le relazioni con il continente continuavano a far progredire le scienze e le tecniche dell'impero, che si stava rafforzando. L'introduzione della tecnica costruttiva di grandi carri e dei cavalli da tiro migliorarono anche le connessioni stradali. Anche la tecnica di perforazione della roccia, imparata nel continente, permise di costruire gallerie stradali che facilitavano i collegamenti attraverso le barriere montane che percorrevano il paese.
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