8.1: L'imperatore Nami. L'imperatore Grude.
Infine, nel 1546 l'altopiano, dopo un referendum, chiese di diventare una regione dell'impero a tutti gli effetti e così, anche al suo interno, l'impero fu completamente unito in una unica nazione. Ma questo non poté essere visto dall'imperatore Buga, che era morto nel 1544, all'età di settantasette anni. Nell'altopiano, in seguito, durante il regno del successore di Buga, Nami, si scoprirono ricche e preziose miniere e divenne una delle regioni più importanti e ricche dell'impero.
Della generazione che aveva unificato l'impero ormai non c'era più nessuno ancora in vita, ma tutti cantavano le epiche gesta dei padri dell'impero e dei loro uomini ed i ragazzi le studiavano nelle scuole. Morto anche l'imperatore Nami nel 1562, il nuovo imperatore eletto era un giovane di ventinove anni, si chiamava Grude ed impersonava in pieno le nuove realtà dell'impero: aveva studiato nelle nuove scuole imperiali ed era figlio del vecchio e del nuovo impero, infatti era nato nella provincia di Nethe, figlio di un soldato imperiale e di una donna indigena che discendeva dai barbari che avevano accolto Meta.
Inoltre, provenendo dalla tradizione dell'esercito e delle scuole imperiali, pur essendo sposato ed avendo tre figli, come già suo padre lui pure aveva anche un amante maschio, un ex compagno di studi di tre anni più giovane di lui di nome Razel. Si erano conosciuti nella scuola normale, quando Razel aveva dodici anni e Grude quindici. Razel era appena entrato e come tutte le matricole, era un po' sperso.
Ogni scuola aveva le sue tradizioni, gelosamente conservate e trasmesse da allievo in allievo. Nella scuola dei due ragazzi, ad esempio, vi era la tradizione che le matricole andassero a fare il bagno dopo che l'avevano fatto i compagni delle quattro classi superiori. Nessuno l'aveva spiegato a Razel che perciò tranquillamente andò a farsi il bagno con i più grandi. Quando questi lo videro entrare lo circondarono e gli dissero che una matricola non aveva diritto di farsi il bagno con i più grandi. Razel si scusò e fece per uscire, ma uno dell'ultimo anno lo afferrò per un braccio e gli chiese con arroganza dove credeva di andare. Razel si scusò di nuovo, dicendo che non lo sapeva e che perciò andava via per aspettare il suo turno.
Ma quello, ridendo con aria di scherno, gli disse che doveva punirlo per la sua infrazione e, fra le risate dei compagni, gli carezzò il culetto cercando di infilarci un dito. Il ragazzino fece uno scarto cercando di sottrarsi, ma altri lo bloccarono e lo misero in posizione in modo che il più grande potesse prenderlo. Razel, che non aveva mai avuto un rapporto sessuale, invano pregò di lasciarlo andare: l'altro tentò di penetrarlo fra i lazzi dei compagni.
Razel stava piangendo in silenzio, subendo quella gratuita violenza, quando entrò Grude. Il ragazzo, visto il piccolo in lacrime tenuto fermo dagli altri e che il più grande tentava di violentare, s'infuriò: Grude era il campione della scuola nella lotta a corpo libero, perciò preso l'altro e toltolo di dosso dal piccolo, dopo una breve lotta, liberò Razel. Lo portò fuori dal bagno e gli disse di rivestirsi, si rivestì anche lui e lo portò nella sua stanza. Qui si fece spiegare che cosa fosse successo. Razel singhiozzando glielo raccontò. Grude lo carezzò per calmarlo e gli disse che un vero uomo non piange per una cosa del genere. Ma gli promise che non gli sarebbe mai più capitato niente di simile. Grude odiava la violenza gratuita.
Razel divenne così il protetto e l'amico di Grude. Nessuno si azzardò più a sfiorarlo. Ma Razel, a poco a poco, rendendosi conto che il suo amico aveva rapporti sessuali con diversi compagni, cosa normale all'interno delle scuole, si chiese perché Grude non ci avesse mai provato con lui. Iniziò ad essere geloso degli altri: Grude era gentile con lui, a volte lo carezzava anche, ma non succedeva mai nulla, neppure quando erano soli.
Allora, un giorno, verso fine anno scolastico, mentre erano soli, Razel chiese a Grude se pensava che lui fosse brutto.
"No, affatto." disse sorridente Grude.
"Allora perché non fai mai l'amore con me?" gli chiese il ragazzino.
"Perché sei ancora troppo piccolo." gli rispose Razel a cui piacevano i ragazzi già ben sviluppati.
Razel non disse più niente, né quell'anno, né l'anno dopo. Quando Grude passò alla scuola media, si persero di vista. Grude non pensava più a quel ragazzino. Ma dopo tre anni se lo ritrovò nella sua scuola: ora Razel aveva diciassette anni e Grude venti. Razel era cresciuto, s'era sviluppato ed era un bel ragazzo molto ben fatto.
Appena Razel vide Grude gli andò incontro con un gran sorriso: "Mi riconosci? Ti ricordi di me?" gli chiese.
"Razel! Anche tu qui? Mi fa piacere... come stai?"
"Bene, grazie. Sono cresciuto, vedi?"
"Sì, certo, ti sei fatto un gran bel ragazzo."
"Allora, adesso mi vuoi?" chiese subito Razel.
Grude scoppiò a ridere: "Non mi dire che in questi anni hai pensato solo a quello."
"Sì..." disse diventando serio il ragazzo. Poi chiese: "Hai già un ragazzo, forse?"
"Sì, certo. Tu non l'avevi un ragazzo?"
"No, io aspettavo te: avevi detto che ero troppo piccolo, ma ora... Io volevo essere tuo."
"Ehi, che è? Mica sarai innamorato di me, no?"
"Ti pare tanto strano?"
"Beh, tu mi eri simpatico, ma... mi dispiace Razel, davvero."
"Lo ami?"
"Chi? Hannu? Beh, è il mio ragazzo da un anno. Sto con lui, capisci?"
"Sì, capisco. Scusami, allora." disse mogio mogio Razel.
"Beh, comunque, possiamo essere amici, no?"
"Grazie."
"Non fare quella faccia, dai! Trovati un buon compagno, dai retta a me. Se vuoi ti presento ai miei amici."
"Non importa, grazie." rispose Razel deluso.
Comunque diventarono buoni amici. A Razel, Hannu non piaceva, anche se a volte si chiedeva se non era solo la gelosia a fargli sentire così. Per far piacere a Grude, non lo dette mai a vedere. Ma Hannu non gli ispirava né fiducia né simpatia. Si chiedeva che cosa ci trovasse Grude. Non che Hannu non fosse un bel ragazzo, questo non poteva negarlo, ma... Forse a letto era bravo... lui invece, non avendo avuto mai nessun amante, probabilmente non sarebbe stato neppure capace di accontentare Grude, se anche avesse voluto provarci.
Allora Razel prese una decisione: da allora avrebbe detto di sì a tutti quelli che gli facevano capire che volevano farlo con lui, così almeno avrebbe imparato a fare l'amore bene e dopo avrebbe portato via Grude ad Hannu. Razel, quando aveva un'avventura, ci stava finché sentiva che non aveva più niente da imparare, poi lo mollava per passare ad un'altra avventura. In questo modo si fece la fama di essere un ragazzo instabile, poco affidabile.
Passò un anno e Grude passò all'Alta scuola. Hannu, più giovane di un anno, restò nella scuola media. Razel calcolò che quando anche lui fosse salito nell'Alta scuola, Grude, che era molto bravo e perciò non perdeva mai un anno, ne sarebbe giusto uscito: quindi non aveva la possibilità di essergli di nuovo compagno di scuola, di viverci assieme. Ma l'alta scuola era poco distante dalla scuola media ed anche i due dormitori.
Perciò Razel, dopo essersi informato in che camera dormiva Grude, una notte scavalcò il muro di cinta del proprio dormitorio, andò fino al dormitorio di Grude, ne scalò il muro e, scivolando nell'ombra, col cuore in gola, salì nel dormitorio silenzioso, ne percorse i corridoi fino a trovare la stanza di Grude. All'ultimo momento pensò che poteva anche non essere solo, poteva essersi già fatto un amante nonostante la scuola fosse appena cominciata, ma alla fine decise che, arrivato fino a lì...
Bussò lieve alla porta, grattò più volte per non fare troppo rumore, ma non riceveva risposta. Stava per rinunciare, quando la porta si socchiuse e un Grude seminudo, gli occhi addormentati, aprì chiedendo chi fosse. Quando riconobbe Razel spalancò gli occhi e gli chiese che facesse lì.
"Volevo vederti."
"Entra, svelto! Se ti vedono... Ma sei matto?" disse con tono urgente tirandolo dentro e chiudendo silenziosamente la porta. "Vuoi essere espulso dalla tua scuola? Vuoi mettermi nei pasticci? Ma che ti ha preso?"
"Grude, io ti amo, voglio essere tuo!" mormorò il ragazzo con le lagrime agli occhi, poi aggiunse: "Non mi sgridare."
Grude lo guardò scuotendo la testa: "Sei completamente matto, tu."
"Ti amo." ripeté Razel gurdandolo con occhi imploranti.
Grude si sentì improvvisamente intenerito, lo abbracciò e lo carezzò: "Non avresti dovuto." lo rimproverò dolcemente. Poi gli disse: "Devi tornare al dormitorio... e speriamo che non ti peschino. Aspetta che mi vesto e vedo se la via è libera."
"Grude, perché non mi vuoi?"
"Razel, mi piaci molto, davvero. Ti vorrei anche, ma..."
"Allora, visto che sono qui, non mi mandare via subito: fai l'amore con me, ti prego."
Grude sembrò indeciso, carezzò pensieroso il ragazzo, poi gli sussurrò: "Va bene, vieni. Ti accompagnerò dopo." e lo guidò fino al proprio letto. Lo spogliò carezzandolo, e quando l'ebbe denudato, anche lui era eccitato. Si finì di spogliare e salì sul letto portandoci il ragazzo. Cominciarono a fare l'amore e Razel ce la mise tutta per conquistare il giovane che da anni amava. E lo conquistò, non tanto perché sapeva fare l'amore bene, quanto per l'amore, la passione e la gioia che ci metteva.
Quando giacquero appagati, Grude lo carezzò dolcemente e gli disse: "È stato molto bello. Davvero vuoi essere il mio ragazzo?"
"Sì, ti prego."
"Mi piaci. Mi piaci molto, Razel." disse Grude pensieroso continuando a carezzargli il corpo nudo con profondo piacere.
"Allora mi vuoi?" chiese con un filo di speranza nella voce il ragazzo.
"Sì, ti voglio. Però devi promettermi una cosa."
"Tutto quello che vuoi!"
"Non farai mai più una simile pazzia!"
"Ma io voglio vederti."
"Anche io, ora. Troverò io il modo, ma tu non devi mai più fare una cosa così pericolosa."
"Ma come?"
"Fidati di me. Voglio vederti di nuovo anche io, ma devi promettermi che tu non farai niente finché non ti farò sapere come potremo vederci."
"Sì, te lo prometto."
"Anche se passeranno dei giorni."
"Sarà dura, ma aspetterò."
"Bene. Ma c'è un'altra cosa che devi sapere: io il mese scorso mi sono sposato."
Razel lo guardò impallidendo: "La ami?" gli chiese in un sussurro.
"No. Semplicemente desideravo avere dei figli. Lei lo sa che io preferisco gli uomini, gliel'ho detto, ha accettato."
"Lei ha accettato?" chiese stupito Razel.
"Sì, perché anche lei in realtà preferisce far sesso con le donne, ma anche lei voleva avere dei bambini. Perciò abbiamo deciso di sposarci. Ma sarei felice se tu fossi il mio amante."
"Sono tu, Grude."
"Ottimo. Ma ora vestiamoci, ti riaccompagno indietro."
Razel riuscì a rientrare nel proprio dormitorio e nella propria stanza senza essere scoperto. Si sentiva felice: finalmente c'era riuscito. E fare l'amore con Grude era stato anche più bello di quanto avesse immaginato, più bello che con chiunque altro. Attese. I giorni passavano e non aveva notizie di Grude, ma, anche se si sentiva sempre più inquieto, attese. Qualche compagno tentò un approccio con lui, ma Razel non gli dette corda: continuava ad aspettare Grude.
Passò un mese e già Razel stava diventando triste, cominciò a dubitare che Grude gli avesse fatto fare quella promessa solo per toglierselo di torno. E invece, gli arrivò una lettera di Grude. Questi gli diceva che gli era mancato molto (e il suo cuore sussultò di gioia) che non vedeva l'ora di rivederlo, ma che ancora non aveva trovato un modo sicuro. Ma, aggiungeva, stava facendo del proprio meglio. Lo pregava di pazientare ancora un po' e di fidarsi di lui.
Razel, di nuovo pieno di speranza, si immerse negli studi, sia per far passare il tempo sia perché voleva fare bella figura col bravissimo Grude. Dieci giorni dopo arrivò una seconda lettera: Grude gli spiegava che, quando lui era allievo della scuola in cui ora era Razel, c'era la possibilità, per chi lo chiedeva al responsabile della scuola, di poter andare a consultare la biblioteca imperiale. Grude aveva un amico nella biblioteca, che gli avrebbe assegnato uno dei cubicoli per copiare i testi in cui potevano chiudersi: si sarebbero potuti trovare là ogni giorno di riposo della scuola con la scusa di consultare testi. Grude sapeva quali erano i giorni di festa della classe di Razel: l'avrebbe atteso in biblioteca.
Razel era felice. Andò subito dal responsabile e chiese il permesso giustificandolo con una ricerca sui padri dell'impero. Il responsabile gli fece il permesso. Quindi aspettò il primo giorno di riposo e si recò in biblioteca. Grude era già là davanti che lo attendeva. Si salutarono con gioia. Grude lo portò dal bibliotecario che controllò i loro permessi e li fece entrare. Allora Grude andò dal suo amico che li guidò fino ad uno dei cubicoli riservati ai copisti consegnando loro i libri che Razel aveva richiesto e li chiuse dentro dicendo di chiamare quando avevano finito e aggiungendo con un sorriso malizioso di non farsi sentire.
"Finalmente. Qui possiamo stare tranquilli. Non è proprio comodo, qui, ma... vieni..." disse il giovane allargando le braccia in un gesto d'invito.
"Grude, io devo fare le copie per giustificare che vengo qui... avremo poco tempo..." disse Razel andando fra le braccia di Grude.
"Bene, risolveremo anche questo problema. Dopo segna le parti che ti interessano: per la prossima volta ti farò trovare le copie. Adesso non pensarci, godiamoci il tempo che abbiamo..." gli disse baciandolo ed iniziando a spogliarlo.
Razel, felice, spogliò Grude e si misero a fare l'amore pieni di desiderio e di passione.
Si videro tutti i giorni di vacanza, regolarmente. Facevano l'amore, poi l'amico di Grude consegnava a Razel le pagine copiate e questi poteva tornare a scuola soddisfatto e felice. I due si amavano sempre più e, nonostante il cubicolo li costringesse a fare l'amore in piedi, erano sempre pieni di desiderio di stare assieme anche solo quelle poche ore ogni cinque giorni.
Per quasi tre anni si videro in quel modo, poi Grude finì l'alta scuola e Razel vi entrò. Grude era stato il migliore del corso così ottenne subito un ottimo posto nell'amministrazione imperiale, come assistente del governatore regionale. Ora Razel aveva più libertà di movimento, perciò, senza bisogno di inventare scuse, nei giorni liberi da scuola poteva andare a casa di Grude. Ora potevano fare l'amore con tutta comodità nel letto di Grude, e stare a carezzarsi e parlare per ore tranquilli. Grude era sempre più preso da Razel, lo amava tanto profondamente che quando gli proposero un trasferimento alla capitale, rifiutò per non allontanarsi dal suo amante.
Questo, invece di danneggiare la sua carriera, la migliorò, anche se in un primo momento poteva sembrare il contrario. Infatti il governatore poté avere più tempo per apprezzare a fondo le qualità di Grude, a cui affidava compiti di sempre maggiore responsabilità. Finalmente Anche Razel si diplomò. Gli fu offerto un buon lavoro come coordinatore provinciale delle scuole normali. Grude gli chiese di andare a vivere a casa sua e Razel accettò felice: finalmente potevano dormire assieme ogni notte. La moglie di Grude lo accolse con simpatia, e Razel si affezionò subito ai due figli di Grude.
Proprio l'anno del diploma di Razel, a Grude fu offerto il posto di governatore regionale dell'isola Fago. Razel allora chiese trasferimento ed andò anche lui a lavorare a Fago e si poterono trasferire tutti assieme.
L'imperatore aveva una villa invernale in Fago, così, quando vi si recò, Grude andò ad accoglierlo al porto come era suo dovere e lo scortò fino alla villa. L'imperatore, durante il tragitto, parlò con Grude chiedendogli notizie della situazione dell'isola e fu colpito dall'analisi profonda e precisa che il giovane gli fece. Volle incontrarlo ancora, parlò con lui di vari problemi amministrativi dell'impero e di mille altre cose. L'imperatore era sempre più pieno di ammirazione per Grude.
Quando uno dei Grandi elettori morì, l'imperatore lo nominò grande elettore e lo volle come governatore della regione della capitale. Qui Grude ebbe il terzo figlio. Frattanto, come governatore della capitale, si distinse ulteriormente per la sua opera, sì che presto divenne famoso ed ammirato in tutto l'impero. Lo stesso imperatore lo convocava spesso a corte per discutere con lui problemi di politica, e infine lo nominò primo consigliere.
La sua rapida carriera, la sua capacità, lo imposero all'attenzione degli altri grandi elettori, sì che quando l'imperatore morì, alla prima votazione ebbe cinque voti, quattro un altro e due il terzo. Si dovette procedere al ballottaggio fra i primi due, e nel ballottaggio Grude ebbe otto voti su nove e fu eletto imperatore: aveva solo ventinove anni.
Logicamente si portò a palazzo imperiale la moglie, i tre figli e Razel. La moglie ed i figli dell'imperatore, per tradizione, avevano automaticamente il rango di principi imperiali. A Grude sembrò ingiusto che anche Razel non avesse lo stesso rango. Ne parlò al suo consiglio, e questi gli dissero che poteva nominarlo principe.
Ma Grude non era contento: "Non si tratta di una mia decisione: gli dovrebbe spettare di diritto, è il mio compagno proprio come lo è mia moglie."
"Ma lei, l'avete sposata." fece notare un consigliere.
"Bene, allora sposerò anche lui."
"Ma non esiste il matrimonio fra due persone dello stesso sesso." obiettò uno dei consiglieri.
Grude allora chiamò gli esperti di diritto e chiese loro di verificare se qualche legge si opponeva al matrimonio fra persone dello stesso sesso. Gli esperti fecero ricerche e conclusero che nessuna legge si opponeva al matrimonio fra due persone dello stesso sesso, né nessuna legge prescriveva chiaramente che si sposassero solo persone di sesso opposto. Ma, gli fecero presente, c'erano leggi precise che proibivano la bigamia o la biandria.
Grude chiese di vedere i testi delle leggi in questione. Le lesse attentamente, poi fece notare che la legge diceva che un uomo non può sposare una seconda donna né una donna un secondo uomo. Quindi, concluse, anche senza fare leggi speciali, lui avrebbe potuto sposare Razel. I consiglieri gli fecero presente che così, però, un uomo avrebbe potuto sposare una sola donna e molti uomini, o viceversa: lo scopo della legge era quella di evitare matrimoni multipli, comunque.
Grude non voleva fare una legge apposta per se stesso, ma nello stesso tempo voleva che Razel non avesse un rango inferiore alla moglie o ai figli. Allora i giuristi proposero che le leggi sui matrimoni fossero così spiegate: "Visto che la legge non specifica che una persona debba sposare una persona di diverso sesso, si intende che anche il matrimonio con una persona del proprio sesso sia possibile; ma visto che la legge proibisce di sposare una seconda donna o un secondo uomo, si intende che ogni persona possa sposare sia un uomo che una donna, ma uno solo per ogni sesso".
Questa chiarificazione delle leggi esistenti suscitò molte discussioni, ma la grande maggioranza dei giuristi dell'impero ammise che l'interpretazione era corretta, quindi la chiarificazione fu inserita nel corpo di leggi con vigore di legge.
Grude celebrò lo sposalizio con Razel e dopo di lui furono moltissimi i cittadini che chiesero di celebrare matrimoni con persone del proprio sesso. Una situazione di fatto esistente da secoli fu così finalmente sistemata ed ufficializzata. Dove si celebrarono soprattutto matrimoni non misti fu nell'esercito e nell'Alta scuola, dove le relazioni fra persone dello stesso sesso avevano una lunga tradizione.
Per il giorno del matrimonio, Grude e Razel si fecero fare due abiti identici, e questa presto divenne la moda per i matrimoni fra persone dello stesso sesso. E dopo il matrimonio Razel ebbe automaticamente il rango di principe imperiale come aveva desiderato Grude. Un'altra usanza che iniziò con Grude, fu il simbolo del matrimonio: fino ad allora gli sposi, all'atto del matrimonio, si cingevano reciprocamente il polso sinistro con un bracciale. Grude e Razel si cinsero il polso destro con il bracciale. Così, da allora, nacque l'abitudine di dire lo sposo di sinistra per indicare quello di sesso diverso e lo sposo di destra per dire quello del proprio sesso.
Grude volle fare anche il viaggio di nozze con Razel e gli offrì un viaggio in tutte le regioni dell'impero. Quando giunsero a Nethe, Grude volle alloggiare nella sua vecchia stanza del dormitorio della scuola media, dove per la prima volta avevano fatto l'amore. Furono accolti con grandi ovazioni dagli studenti e non era raro vedere coppie di ragazzi tenersi teneramente per mano mentre i due sposi imperiali passavano salutando tutti.
"Ti ricordi di quella notte, Razel?"
"Certo che mi ricordo, e ricordo anche che tu mi avevi sgridato."
"Però è proprio in questa stanza, e in quella notte, che ho cominciato a sentire che ti amavo."
"Nonostante avessi fatto una pazzia?"
"Forse proprio perché avevi fatto quella pazzia, per me. E perché ho sentito che eri diverso da tutti gli altri."
"Perché io ero pazzamente innamorato di te..."
"E ora?"
"Ora? Più che mai, Grude." rispose Razel con un sorriso dolce, tirando a sé il suo amato e cominciarono a fare l'amore nel piccolo letto del dormitorio, con la stessa passione di allora ma con molto, molto più amore.
8.2: Conclusione di questa storia.
Ecco, questa è la parte della storia dell'impero che volevo raccontarvi. A dire il vero ci sono molte altre cose interessanti nella storia dell'impero, sia prima che dopo questo periodo, e se volete un'altra volta ve le racconterò. Ma questa parte della storia che va da Gano a Grude credo che sia la più interessante di tutte, perché nel giro di circa un secolo l'impero raggiunse la maturità. Come, non vi ho mai detto il nome dell'isola? Beh, è conosciuta oggi con molti nomi: Atlantis, Autzlan, Atlantide... sorgeva nell'oceano che ancora porta il suo nome, l'Oceano Atlantico. Il vicino continente è l'Africa, che anche conserva un ricordo dell'impero nella catena dei monti che ha nel nordovest: i monti dell'Atlante. Ciò che ne resta sono le isole Canarie, che erano allora le isole dei pirati...
Perché è scomparsa Atlantide e quando? Scomparve per un cataclisma di dimensioni planetarie, circa millecinquecento anni dopo Grude e circa mille anni prima della guerra di Troia. Cioè nel periodo che la Bibbia ricorda col nome di Diluvio Universale. E in realtà Noè era un abitante di Atlantide, dell'altopiano, che si salvò con i suoi tre figli... ma questa è un'altra storia, che, se volete, vi racconterò un'altra volta.
Atlantide sprofondò nel mare nel giro di due sole generazioni a causa della deriva dei continenti: si era aperta una enorme falla nella crosta terrestre a ovest dell'isola, sul fondo dell'oceano, e l'isola di Atlantide vi scivolò dentro ineluttabilmente. No, in realtà non si salvò solo Noè, ma è vero che la maggioranza dei cittadini volle restare sull'isola, non credendo che avrebbe continuato a sprofondare. E Noè costruì la sua Arca sull'altopiano, attendendo che le acque sommergessero anche quell'ultima parte dell'isola.
In realtà, infatti, non erano le acque che salivano, ma l'isola che scivolava in mare lentamente ed inesorabilmente. Ed è inutile che cerchino l'Arca sull'Ararat: questa si incagliò molto lontano da lì, sulle coste africane e Noè ed i figli ne usarono il legname per costruirsi la loro prima casa, quindi l'Arca non esiste più.
F I N E
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