È un quadernetto con la copertina di tela beige, con le pagine finemente quadrettate in celeste chiaro, chiuso da una fascetta elastica pure beige.
È il diario di papà, che però va solo dal 4 settembre 1990 al 14 aprile 1991. Non so perché abbia sentito l'esigenza di scriverlo, visto che non ci sono suoi diari né precedenti né successivi fra le sue carte. Forse voleva, scrivendolo, vederci chiaro in quello che provava in quel periodo della sua vita, per certi aspetti così particolare, diverso dal solito.
L'ho ritrovato un paio di settimane or sono riordinando le sue cose per decidere che cosa tenere e che cosa gettare. Leggerlo mi ha fatto conoscere più intimamente papà, anche se forse, purtroppo, un po' tardi, e ha risvegliato in me mille memorie, mille pensieri. Allora, prima che svaniscano di nuovo ho deciso di mettere nero su bianco ed ecco qui, assieme alla trascrizione delle pagine del suo breve, intenso diario, le mie riflessioni, i miei ricordi. Le dedico a te, Silvio, perché sei quello, dopo di me, che lo conosce meglio. Ci sei anche tu, in queste pagine. Anche tu imparerai a conoscerlo meglio, come me a capirlo meglio, a volergli ancora un po' più bene nel profondo del tuo cuore, perché lui, ormai, per noi sopravvive solo nei nostri ricordi, nel nostro cuore.
- 4/9/1990, giovedì
- San Carlo
Sto facendo il filo a tre ragazzi contemporaneamente!
Il primo si chiama Livio Ferrero, ha diciannove anni e frequenta l'ultimo anno di liceo. L'ho conosciuto l'8 luglio, martedì: è un mio allievo al liceo del corso facoltativo di pittura.
Il secondo si chiama Orlando (non ne conosco il cognome) ed ha ventisei anni. È amico di Gianni, che ho conosciuto rispondendo ad un'inserzione. Gianni me l'ha presentato giovedì 28 agosto ed abbiamo passato la serata tutti e tre assieme; Orlando ha offerto la cena ed è stata una serata molto piacevole.
Il terzo si chiama Nuccio (neanche di lui so il cognome), ha ventidue anni ed è operaio. L'ho conosciuto al Triangolo Rosa il 30 agosto, alle 21,30 circa.
Livio non è gay: sta facendo un po' il filo ad una compagna di scuola di cui mi ha fatto vedere la foto. È un ragazzo molto carino, Livio, con un sorriso luminoso e dolce. È bravo, studia disegno e pittura davvero con impegno ed è molto simpatico. Così l'ho invitato a venire a casa mia per vedere i miei quadri. Ha accettato subito, con piacere.
Giovedì 7 agosto è venuto alle dieci, abbiamo cominciato a guardare le mie opere, quadri e sculture. Faceva molto caldo così gli ho proposto di spogliarci un po'. Ha accettato subito. Si è tolto tutto meno i jeans. Un bel corpo: gioca a pallavolo e si vede che fa ginnastica. Ma sudava ancora molto, aveva i jeans zuppi specialmente alla cintola e sul sedere allora gli ho proposto di toglierli e lui senza problemi è rimasto in boxer. Sudava ancora abbondantemente, allora ho preso un asciugamano umido e gli ho detto di sdraiarsi sulla panca in modo che potessi frizionarlo. Contrariamente a quanto pensavo, ha accettato subito ringraziandomi. Si è steso e io, inginocchiatomi accanto a lui, ho iniziato a frizionargli il petto, le braccia, i fianchi, il ventre, le cosce e frattanto con l'avambraccio sfregavo lieve, come casualmente, sul pisello che, sotto i boxer, gli si è lievemente inturgidito. Allora gli ho di nuovo frizionato il ventre e gli ho spinto in giù i boxer a poco a poco, finché gli ho visto il pisello (bello!) e gli ci ho passato sopra l'asciugamano umido. Solo allora lui ha reagito: si è tirato su i boxer dicendo che si vergognava.
Io ero molto eccitato e volevo quasi forzarlo a lasciarmi fare, prenderglielo con la mano, magari succhiarglielo, abbracciarlo, stringerlo, ma non l'ho fatto. Non mi va di forzare nessuno, non mi pare giusto. Lui si è rimesso seduto dicendo che ora si sentiva proprio bene e ringraziandomi con un sorriso. Allora gli ho detto che non aveva niente da vergognarsi: in fondo eravamo due maschi e amici. Quando faceva la doccia in palestra, ho aggiunto, non si spogliava nudo davanti a tutti? Ma lui, sorridendo, mi ha detto che lì non si vergognava perché lo facevano tutti ed erano fra coetanei, ma che ora era diverso. Dopo poco sudava di nuovo e allora l'ho convinto a lasciarsi frizionare ancora. Stranamente ha accettato. Questa volta non gli ho tirato giù i boxer ma col braccio gli sfregavo lieve sul pisello che gli si è inturgidito di nuovo. Allora lui mi ha fatto smettere dicendo che andava bene così.
Ma era carino e sorridente come prima, come se non fosse accaduto niente. Dopo siamo andati a fare una lunga passeggiata ed abbiamo chiacchierato a lungo dei suoi progetti e io gli ho proposto di venire a studiare pittura anche nel mio studio, gratuitamente: sembrava interessato. Poi mi ha chiesto quali sono i miei sogni e mi ha parlato dei suoi. Io ad un certo punto gli ho detto che volevo diventare suo amico e di darmi del tu; ha subito accettato. Dio, che voglia di baciarlo, in quel momento!
Il 28 agosto è venuto nuovamente a casa mia io gli ho insegnato alcune tecniche. Di nuovo si è messo tranquillamente in boxer e l'ho rivisto seminudo, ma questa volta non l'ho toccato: voglio fargli prendere più confidenza con me prima di provarci di nuovo. Ma mi piace davvero molto! E in settembre dovrebbe venire di nuovo a dipingere qui da me. Non so se riuscirò mai a farci l'amore, comunque anche se non dovessi riuscirci lo aiuterò ugualmente a imparare a dipingere bene, perché è un ragazzo che merita. E mi piace molto come carattere. E m'attrae molto fisicamente. Ma il fatto che si metta così facilmente in boxer mi fa sperare. Credo che ormai abbia intuito chiaramente il mio desiderio per lui.
Orlando invece è gay. Se ne è reso conto solo un anno fa. Credo che sia l'amante di un certo Willy che dev'essere un inglese sui sessant'anni. È un ragazzo molto dolce, non veramente bello ma molto carino e allegro. Ha un sorriso che mi piace da matti. Un corpo snello ma non magro.
Quando Gianni m'ha detto che voleva farmi conoscere un suo amico e m'ha dato appuntamento davanti al cinema Lux, mentre li aspettavo mi chiedevo che tipo potesse essere. Poi, tra la gente, ho visto un ragazzo ed ho pensato: magari fosse quello l'amico di Gianni! Era infatti un ragazzo snello e sensuale, con indosso calzoni neri, una canottiera nera molto attillata e scollata ed un gilè nero: belle braccia, un bel petto glabro e ben disegnato, ma soprattutto un volto interessante.
Era proprio lui! Siamo andati al ristorante assieme. Mentre Gianni era al gabinetto, ne ho approfittato per dirgli che mi piaceva molto e che quando l'avevo visto, prima di vedere Gianni, avevo sperato che fosse proprio lui l'amico di Gianni: lui è arrossito appena e mi ha ringraziato. È molto gentile, molto attento a me. Siamo stati bene assieme, per cinque ore. Per poterlo rivedere li ho invitati a venire da me a vedere i miei quadri. Hanno accettato. Allora ho dato a Orlando il mio numero di telefono perché potesse avvertirmi se per caso avesse avuto qualche contrattempo. Lui non mi ha dato il suo (come invece avevo sperato).
Ma la mattina seguente, alle 8,30, mi ha telefonato per dirmi che era stato molto bene con me la sera prima e per darmi il suo numero di telefono e confermarmi che sarebbe venuto con Gianni da me. Così oggi sono venuti assieme a due ragazze loro amiche. Orlando si è presentato con una pianta con i fiori in boccio per me. Avrei voluto averlo da solo, ma... Siamo andati nello studio. Lui era come al solito molto carino, attento a me. Poi, mentre si chiacchierava tutti attorno al tavolo del soggiorno e lui era seduto accanto a me, io sotto il tavolo ho cominciato a carezzargli lieve lieve una gamba. Lui, niente. Ho continuato per un po', non visto dagli altri. Lui dopo poco ha messo giù le mani per sistemarsi i calzetti e allora io ho messo nuovamente la mano sotto il tavolo e gli ho carezzato le dita. Non si è tolto, mi ha lasciato fare, ma senza nessuna reazione, come se niente fosse. Ad un certo punto ho avuto l'impressione che le sue dita spingessero lievi contro le mie, ma non ne ero sicuro. Mi chiedevo se non si sottraeva per pura gentilezza, per timidezza o perché gli piaceva.
Poi, verso le cinque mi hanno lasciato. Ma verso le 22,30 Orlando mi ha telefonato per ringraziarmi molto per l'accoglienza. Abbiamo parlato. Io gli ho detto che ero stato molto bene quel pomeriggio e che nel cuore ancora mi cantava la felicità; allora lui mi ha chiesto se li avrei di nuovo invitati. Ho detto di sì ma ho aggiunto che mi sarebbe piaciuto anche poter vedere lui da solo, una volta. Ha detto di sì. Quando? gli ho chiesto io. Lui mi ha detto che tutti i pomeriggi dopo le 17 è libero, ma purtroppo non sono libero io, almeno per questa settimana. Così siamo rimasti d'accordo che ci telefoneremo la prossima settimana per decidere quando incontrarci: sia da soli che con gli altri, ha detto lui. Non può non aver capito che mi piace. O forse sì? Non lo so. Certo che mi piacerebbe moltissimo mettermi con Orlando. Anche se è l'amante di Willy... o no? E se lo è, io gli interesso ugualmente o no? È solo molto gentile ed attento per carattere oppure prova qualcosa per me? A volte mi fa complimenti molto carini, ma... Se son rose, fioriranno.
E veniamo a Nuccio. Ero andato al bar del Triangolo Rosa e lui era seduto al bancone accanto a me. Era il più carino nel bar affollato. Dimostrava un diciannove, venti anni. Avevo voglia di agganciarlo, ma non sapevo come fare, al mio solito. Poi lui prende una sigaretta e fa per accenderla ma il suo accendino non funziona, così gliela accendo io. Lui mi sorride (un sorriso dolce, luminoso, incantevole!) e attacca bottone. Ma dopo un po' mi dice che sta aspettando un amico. Gli chiedo se è il suo amante e lui dice che non lo capisce ancora, perché lo conosce da poco. Mi dice che gli piacciono molto i miei baffi e barba. Quando sente che sono pittore mi dice che gli piacerebbe imparare a dipingere. Allora gli do il mio indirizzo e numero di telefono proponendogli di telefonarmi per incontrarci ancora. Mi dice di sì. Gli dico della trasmissione televisiva sul restauro della Cappella Sistina in cui comparirò il giovedì seguente: mi promette che la guarderà. Chiacchieriamo per un'oretta poi arriva il suo amico. Nuccio mi saluta e si sposta a sedere accanto a lui, di fronte a me.
Per un paio di ore ci guardiamo di lontano. O meglio, io lo guardo e lui, ogni volta che incontra il mio sguardo, mi fa un sorriso dolce e luminoso. Il suo amico non mi piace. È un tizio sui quaranta anni, con baffi e pizzo. Non mi piace non perché sia geloso di lui ma perché, mentre stava con Nuccio, lo trascurava spesso per parlare con vari amici, e quando parlava con lui lo trattava un po' dall'alto in basso come si fa con un ragazzino di dodici anni.
Poi io mi alzo per andare via. Allora Nuccio si alza, viene svelto accanto alla porta per dirmi con un sorriso dolce: "Ti chiamerò, promesso!"
Infatti mi telefona il giovedì sera, dopo la trasmissione, per dirmi che l'ha vista. Parliamo un po' poi io lo invito a venire a casa mia per vedere i miei quadri. Accetta subito e con evidente piacere, così fissiamo l'appuntamento per sabato pomeriggio alle 16,30 qui da me: lo aspetto con ansia. Credo che gli dirò che mi piace molto, che gli farò il filo. Se diventasse il mio amante... Sto già sognando!
Ma, mi chiedo, chi mi piace più dei tre? Non lo so davvero: sono molto diversi e mi attirano molto tutti e tre. Di Livio ho visto "tutto", degli altri poco o niente. Ma ognuno ha qualcosa che mi attrae parecchio. Mi piace il sorriso di tutti e tre, quello dolce e luminoso di Livio, quello birichino e dolce di Orlando, quello dolce e timido di Nuccio.
E va a finire che non combinerò niente con nessuno dei tre: Livio perché è etero, Orlando perché deve essere innamorato di Willy e Nuccio... chissà? Forse è il più abbordabile, visto che con quel tizio si sono conosciuti da solo due o tre settimane (anche se ci ha già fatto l'amore da quello che ho intuito, anche quella sera, dopo, andava a casa del tizio dove avrebbe passato la notte...) e che mi ha detto che non capisce se fra loro ci sia qualcosa di serio oppure no...
O invece magari va a finire che ci stanno tutti e tre e allora mi troverò nella difficoltà di dover fare una scelta che si annuncia problematica.
Per ora non mi resta che aspettare sabato prossimo, poi i giorni seguenti e vedere come evolvono le cose sui tre fronti... certo è che sto passando un periodo molto lieto, perché la speranza di poter amare ed essere amato si è riaccesa nel mio cuore. Mio figlio proprio stasera mi ha detto che da alcuni giorni sono luminoso e mi ha chiesto se per caso sono innamorato...
Mi ricordo di averglielo chiesto e allora era stata quasi una battuta. Non vivevamo più assieme, perché io ero andato a vivere col mio uomo, ma ci vedevamo abbastanza spesso. In quei giorni papà sembrava davvero rinato, ringiovanito, era una gioia vederlo. Non si confidò subito con me, probabilmente, pur nella gioia del ritrovato innamoramento, era un po' sconcertato per quella sua triplice infatuazione. Forse si vergognava anche un po' di me, perché lui aveva sempre sostenuto che l'amore è una cosa seria, con cui non si deve giocare, e che quando si ama una persona non deve esistere nessun altro.
Io che lo conosco, in queste pagine leggo un senso di stupore e confusione, misto a gioia nel sentire di poter sperare ancora nell'amore. Forse in cuor suo, dopo che era stato lasciato da te, Silvio, aveva rinunciato a sperare. E ora sentiva riaccendersi non una, ma tre fiammelle. Doveva esserne contento ma anche confuso. Doveva sentirsi quasi come uno scolaretto che scopre l'amore.
Certo è che a poco a poco mi resi conto che doveva davvero essere innamorato: aveva ricominciato a curarsi, a tenere in ordine la casa e persino l'atelier, era allegro e sereno, almeno agli inizi di questo periodo. Allora iniziai ad aspettare che me ne parlasse, che condividesse con me la ritrovata gioia di vivere. E lo studiavo con piacere.
- 6/9/1990, sabato
- Sant' Eleuterio
Che dire di Nuccio Livraghi? È venuto a casa mia, mi ha portato un dolce che ha fatto lui (e perciò è andato a dormire alle due e moriva dal sonno): è molto carino, molto. Dice che amava il suo amante ma ora lui lo trascura per parlare con gli amici (come avevo notato) e questo lo ha deluso e che domenica scorsa è mancato all'appuntamento. Ha accettato che io gli insegni pittura qui da me, ma quando io gli ho detto che lui mi piaceva molto, lui ha detto che c'è troppa differenza di età fra noi due (il suo amante ha trentadue anni, a me ne da una quarantacinquina...) e quando l'ho carezzato lievemente sul petto nudo (s'era tolta la camicia per il caldo, ha un corpo piacevole) mi ha detto che lui ha già l'amante e che perciò... ma poi giocava con le mie dita e quando è andato via gli ho dato un bacio (lieve) sulle labbra e lui me l'ha reso...
Avevo una gran voglia di abbracciarlo, di baciarlo, di coccolarlo; mi sono trattenuto con difficoltà. Quando gli carezzavo un braccio, una gamba, lui mi lasciava fare e sorrideva appena. Quando s'è steso per riposare un attimo sulla stuoia in terrazza mentre io cuocevo la pasta (l'avevo convinto a fermarsi a mangiare con me), avevo una gran voglia di stendermi su lui e di stringerlo a me, di farlo mio, di conquistarlo in qualche modo. Le sue labbra piene attiravano la mia bocca, i suoi piccoli capezzoli piatti e dolci le mie labbra, il suo piccolo ombelico la punta della mia lingua, le sue gambe appena divaricate attiravano le mie mani sulla patta liscia per saggiare i suoi tesori nascosti; mi sono limitato ad ammirarlo e a carezzargli i capelli.
Tornerà il 27 di questo mese: prima non può perché fa straordinari e poi, probabilmente, verrà a lezione di pittura una volta a settimana se non due. Mi piace molto. È davvero dolce, pulito, carino, semplice: mi attrae proprio. Di nuovo, se son rose, fioriranno. Mah!
Mentre era qui ha telefonato Orlando dicendo che mi aveva procurato le buste di plastica che desideravo e voleva venire a portarmele stasera. Gli ho detto di venire lunedì alle 19,30 e di fermarsi a cena da me. Ha accettato. Così lunedì il secondo round con Orlando. Mi sa che a tenere i piedi in troppe scarpe resterò scalzo. D'altronde ancora nessuno m'ha detto di sì e io ho bisogno di qualcuno da amare, da coccolare, da cui essere amato e coccolato. E anche con cui fare l'amore, certo, ma vorrei che fosse la stessa persona.
A Nuccio ho regalato una mia minuscola scultura in legno di rosa ed è sembrato molto contento. Ne regalerò una anche a Orlando. Per certi aspetti mi attrae di più Orlando ma per altri mi piace di più Nuccio. E poi Livio, il più difficile da conquistare ma chissà che sarà invece proprio lui un giorno ad accettare la mia corte? Per essere etero, si mette troppo facilmente in boxer e si lascia frizionare da me con piacere... Ed è proprio ben fatto nonostante sia davvero ancora così giovane. Sì, anche Livio è più che desiderabile.
Ma dovrei decidermi, fra i tre... Se solo uno dei tre mi desse un segno di essere interessato a qualcosa di serio con me. A dire il vero Nuccio mi ha dato piuttosto un segno contrario, eppure da come mi guarda, mi sorride, ho l'impressione che io gli interessi parecchio... Mi fa sentire desiderabile, in qualche modo, ed è una piacevole sensazione.
Avevo incontrato Nuccio probabilmente proprio quel giorno all'uscita della casa di papà ed avevo pensato che era uno dei suoi allievi privati. Non avevo pensato ad altro perché papà, specialmente con i suoi allievi, era sempre stato estremamente corretto e sapevo che non ci avrebbe mai provato (anche se con Livio poi invece lo ha fatto...) e anche perché comunque sapevo che a papà piacevano ragazzi più maturi.
L'avevo trovato piuttosto carino. A me piacciono i ragazzi giovani, anche se in realtà ho scelto di stare con uno che ha sei anni più di me. Non sospettavo davvero che papà potesse essersene innamorato.
Una cosa strana è anche che papà, sia con Nuccio che con Orlando, abbia deciso di fargli il filo nonostante sapesse che entrambi avessero già un uomo: anche questo non era da lui. Non gli sono mai piaciuti i "guastacoppie" come li chiamava lui. Ma forse, in qualche modo, sentiva la vita sfuggirgli ed allora è sceso a compromessi con se stesso, non so.
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