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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL PIEDE IN TROPPE SCARPE PARTE 5

  • 11/10/1990, sabato
  • Sant Alessandro

È già un po' che non scrivo: sono accadute alcune cose. Orlando non si è più fatto vivo. Mi manca da matti ma mi sa che devo rinunciare a lui.

Silvio si è innamorato cotto e sono felice per lui. Sta sperimentando quello che io provavo per lui: trepidazione, amore intenso, incertezza; ma è felice e spero davvero che lo possa essere il più a lungo possibile e che questa sua prima esperienza di intenso amore lo aiuti a crescere e a rafforzarsi. Gli voglio tanto bene e vorrei davvero che fosse felice, che avesse finalmente quella felicità che avrei voluto dargli io e che non ho potuto.

Al pub Garibaldi ho conosciuto un giovane di ventisette anni, carino anche se non bello, simpatico, con cui abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Si chiama Carlo. Mi ha fatto capire che mi desiderava. Non è esattamente il mio tipo ma... è venuto a casa mia la notte fra sabato e domenica. Abbiamo dormito assieme. Ci siamo carezzati, baciati a lungo: era piacevole. Ma non abbiamo fatto veramente l'amore. Poi, la notte fra domenica e lunedì sono stato io da lui. Tutto si è ripetuto come la notte precedente con due sole differenze: che lui mi pareva un po' più carino e che alla fine siamo venuti masturbandoci. Ci sto bene ma non credo proprio che potremo mai diventare amanti. Non lo so, ma sento qualcosa che mi trattiene e che forse lo trattiene. È dolce, ma... a parte che fisicamente non mi attrae in modo particolare, c'è qualcosa altro che ancora non capisco e che mi frena nei suoi confronti. Forse il fatto che è molto riservato, direi chiuso? O che altro?

La notte scorsa sono tornato al Triangolo. Qui il gestore mi ha fatto sedere accanto due filippini: Sam, di trenta anni, un sorriso bello che mi attrae molto, e Jose di ventidue, grazioso ma un po' troppo ragazzino nel modo di fare. Jose, che era seduto accanto a me, mi ha praticamente abbordato subito. Quando m'ha chiesto com'era il mio tipo e gli ho detto che era sulla ventina, lui ha detto: "Allora io ci sono..." Gli ho chiesto come fosse il suo tipo e lui, con aria birichina, mi ha detto: "Sulla sessantina, italiano e con la barba..." e mi toccava, mi carezzava.

Io sinceramente avrei preferito il suo amico Sam, ma... Poi mi ha accompagnato fino alla fermata e si è scusato di non poter venire a casa con me, ma non voleva lasciare solo l'amico. Ci siamo dati appuntamento per domani pomeriggio alle sei e verrà a casa mia.

Non mi spiace affatto Jose, ma mi sento più interessato ed attratto dal suo amico Sam, che pure si è mostrato molto carino con me. Ma non capisco se a Sam sono solo simpatico o se prova attrazione per me. Mi piace come parla, come ragiona, come sorride ed è anche bello e sembra molto dolce. Mah, vedremo che cosa accadrà. In un certo senso mi sento un po' confuso. Non riesco a togliermi dalla testa Orlando, anche se ormai non ho più speranze.

Ieri, con Sam e Jose, dopo il Triangolo siamo andati in una discoteca. Sam ballava davanti a me: si muove in modo molto sensuale. Ho ballato anche io, dopo anni, e mi sono divertito. Quant'è grazioso Sam. Li ho invitati tutti e due a pranzo a casa mia per il 23.

Mentre mi accompagnava alla fermata Jose ha voluto che entrassimo al gabinetto pubblico perché ha detto che voleva guardarmelo. Un po' vergognoso, un po' compiaciuto, l'ho seguito e me lo sono tirato fuori; mi parevano quelle cose fra ragazzini delle medie: me lo fai vedere? "Ora è piccolo, ma..." ho detto io e lui: "No, è già grosso così..." ha detto con aria ammirativa e profittando del fatto che eravamo soli ha allungato la mano a saggiarne la consistenza. Mi piaceva sentire la sua mano lì, e il suo sguardo compiaciuto. Poi, guardando i peli sale e pepe che mi uscivano dalla scollatura della canottiera mi ha detto che sono molto sexy, che gli piaccio molto. Avevo voglia di baciarlo, ma non mi andava di farlo lì nel cesso: certe cose vanno fatte in ambienti meno squallidi. Magari fra gli alberi di un parco, anche nella sessualità senza amore deve esserci poesia. Deve esserci rispetto per se stessi e per l'altro, deve esserci affetto.

Di nuovo ho la sensazione di avere i piedi in troppe scarpe. E che alla fine rimarrò scalzo. Comunque domani Jose verrà da me e vedremo che cosa accadrà. Ho l'impressione che abbia voglia di fare l'amore anche più di me. O solo di giocare?

E Carlo? Credo che se a lui andrà bene resteremo semplicemente amici. Come persona, per parlarci, mi piace. Fisicamente non mi dispiace ma non mi attira. Orlando, anche fisicamente, mi faceva eccitare moltissimo.

Mah, aspettiamo domani ed i giorni seguenti.



Questa di Jose non la sapevo e mi ha fatto tenerezza: papà che si lascia guardare e toccare e che ha paura di averlo troppo piccolo... Davvero come un ragazzino. Ma specialmente quando si innamorava, papà era davvero come un ragazzino. Ne sai qualcosa anche tu, no, Silvio?

La prima volta che papà si era veramente innamorato di un uomo è stato quando aveva ventidue anni. Si chiamava Sergio, era un giovanotto di ventotto anni, che aveva conosciuto in piscina. Per Sergio probabilmente papà era solo un'avventura, infatti la loro storia durò circa un anno, poi Sergio lo lasciò: il primo grande amore e la prima cocente delusione.

Papà dice che solo chi si illude va incontro alle delusioni, e che perciò la colpa della delusione non è dell'altro ma nostra. Ma ci rimase molto male quando Sergio gli disse che era finita.

Certo, non quanto ne ha sofferto con te. Lo sai bene. Ma tu sei stato il suo più grande amore, molto più grande di qualunque altro, anche di quello che lo sia stato mamma. Te, ti aveva amato profondamente fin dal primo momento in cui ti aveva visto, lo sai. Il classico colpo di fulmine. E per gli undici anni in cui siete rimasti assieme, il suo amore per te si è rafforzato...



  • 12/10/1990, domenica
  • Sant' Edoardo

Jose era in anticipo e questo mi ha fatto piacere. Grazioso. Siamo venuti a casa, abbiamo chiacchierato. Poi gli ho proposto di giocare a strip-poker. Lui faceva il vergognoso ma ci stava. A poco a poco siamo finiti nudi e allora lui è andato a stendersi sul sofà. Mi sono seduto accanto a lui ed ho cominciato a carezzarlo e lui mi lasciava fare, completamente passivo. Poi mi ha chiesto di succhiarglielo: gli ho detto di sì, ma se anche lui lo faceva a me. Lui ha detto che non se la sentiva: era troppo stanco! Che buffa scusa. Allora gli ho detto che forse era meglio smettere e preparare la cena. Con niente indosso, ho cucinato; abbiamo mangiato, chiacchierato. Lui si è steso di nuovo, con la testa sul mio grembo e mi carezzava il viso, le mani. Io ho fatto lo stesso a lui, senza andare oltre. Poi mi carezzava il membro, allora io lo carezzavo a lui. Pur desiderandolo, volevo che fosse lui a fare i passi che si sentiva di fare. Verso le nove ha detto che doveva rientrare; ci siamo rivestiti e l'ho accompagnato fino alla fermata ed eccomi qui.

Non lo so: è molto carino, ha un corpo abbastanza ben fatto ed attraente. Ma che cosa vuole? Se pensa che io sia disposto a farlo godere senza che lui partecipi minimamente, sbaglia di grosso. Forse è un ragazzino viziato, non so. O forse è davvero un po' vergognoso e ci vuole più tempo? Ma ieri al gabinetto non pareva affatto vergognoso. Non gli piace baciare, almeno così pare. A un certo punto mi ha chiesto se avevo voglia di fare l'amore: gli ho detto di sì, ma che mi pareva che lui non avesse voglia, per cui... Allora mi ha chiesto se ero triste ad essere solo. Gli ho detto di sì. Ha chiesto se volevo un amante. Ho detto di sì. E lui mi chiede: "Non ce l'hai?" "No." "Perché no?" "Pare che nessuno mi voglia." gli ho risposto. Lui non ha detto niente, ma poi mi carezzava la barba, il naso, le sopracciglia e mi diceva che gli piacevano molto, e i capelli e diceva che sono morbidi mentre i suoi sono duri. Mentre mi carezzava era molto dolce e mi guardava con un sorriso caldo. Ma appena io spingevo un po' più in là le mie carezze, si metteva a scherzare come uno stupidello e allora io smettevo. Forse andavo troppo svelto per lui? O si aspettava altro?

Chissà perché dobbiamo essere tutti tanto complicati? Io per primo, forse. Comunque ha detto che vuole rivedermi. Il 23 verrà a pranzo da me con Sam. Io ho voglia di rivedere Sam prima del 23 e da solo. Mi piace di più ed è più maturo e forse... chissà? Jose sa che Sam mi piace: me l'ha chiesto e gliel'ho confermato: d'altronde non potevo dirgli una bugia, non sarebbe stato giusto. Forse per questo faceva un po' il prezioso? Può darsi. Gli ho spiegato che non li conosco ancora nessuno dei due e il fatto che sia lui che Sam mi piacciano è solo una prima impressione esterna. Perché uno mi piaccia davvero, gli ho spiegato, deve anche saper fare l'amore. Non ha detto niente.

Così siamo di nuovo da capo. Comunque, anche solo come amico, Jose mi piace abbastanza: è dolce, grazioso, carino. Ma mi sa che domani sera tornerò al Triangolo o al Garibaldi.



  • 16/10/1990, giovedì
  • Santa Margherita

Sono stato al Garibaldi e ho rivisto Sam e Jose che erano con un tizio e mi è sembrato che fosse, con quello, come con me quando ci si era incontrati: Sam grazioso e sorridente, Jose che lo toccava intimamente sotto il tavolo... Mi hanno salutato da lontano. E quando se ne sono andati non sono neppure venuti a salutare. Mah, chissà? Però mi è parso strano.

Sul tardi ha attaccato bottone con me un giovanotto sui trenta anni, molto carino, che si chiama Gustavo. Non mi ha dato il suo indirizzo ma io gli ho dato il mio e ha promesso che mi telefonerà per andare a vedere assieme il balletto classico. Mi piace.

Orlando non telefona e neppure Mik si fa vivo. Credo che a questo punto telefonerò io, anche se non ne sono del tutto convinto. Non farei meglio ad arrendermi? Quanto a Nuccio, dopo una telefonata registrata, non si è più fatto vivo.



Ho telefonato a Mik e Orlando e c'era la segreteria telefonica. Ho lasciato un messaggio dicendo semplicemente che avrei voluto notizie da tutti e due... Vedremo se per caso uno dei due chiamerà. Mi batteva il cuore nella speranza-timore che mi rispondesse proprio Orlando.



Stavo addormentandomi, quando, poco fa, ha chiamato Nuccio. Siamo d'accordo che verrà qui da me sabato e si fermerà dalle 17 alle 19 per la lezione di disegno. Dice che al lavoro dovrà ancora fare altri straordinari per tutto il mese di ottobre, ma che verrà da me. Aveva una voce dolce e calda che mi ha fatto fremere e mi ha dato un gran senso di tenerezza. Mi ha fatto molto piacere sentirlo per telefono; immaginavo il suo sorriso e... Non so se fra me e Nuccio nascerà mai un qualcosa ma comunque, se davvero vuole imparare a disegnare, lo aiuterò. Se poi dovesse accettare il mio amore... Mah, per ora sono solo sogni, desideri. E intanto mi sento terribilmente solo.



  • 18/10/1990, sabato
  • San Luca

Sto aspettando Nuccio: dovrebbe arrivare fra una mezza oretta. Sono eccitato all'idea di rivederlo finalmente. È molto grazioso e dolce e ben fatto. Gli devo fare la corte? Devo lasciargli il tempo? Non lo so: vedrò quando arriva, se questa volta arriva, anche in base al suo comportamento. Certo è che l'idea di vederlo mi aiuta a dimenticare Orlando.

Fra mezz'ora, se ancor non sarà qui, inizierò a contare i minuti ed a temere che non venga. Il fatto è che ho davvero bisogno di qualcuno da amare e da cui essere amato e con cui fare l'amore e Nuccio mi attrae tantissimo. Possibile che sia così difficile trovare un amante vero? Ci deve pur essere qualcuno che ha bisogno proprio di uno come me, che possa e sappia amarmi ed accettare il mio amore.

Il conto è presto fatto: in città ci sono 1.0000.000 di abitanti. Metà sono donne e ne restano 500.000; tolti i troppo giovani ed i troppo vecchi ne resta almeno 200.000. Di questi solo il 10% è gay e ne restano 20.000; di questi diciamo che ne me ne piacerebbe solo uno su 10 e ne restano 2.000. Di questi diciamo che io possa piacere solo a uno su 100 e ne restano pur sempre 20. Ma dove sono questi 20? A me ne basterebbe 1!

Mah, non resta che aspettare e vedere.



È arrivato puntualissimo. Ho iniziato ad insegnarli disegno. Gli carezzavo lieve una gamba e mi lasciava fare. Poi, dopo la lezione, mi ha detto che il suo boy-friend si trasferirà all'estero per lavoro il prossimo marzo. Non so se questo significa che poi sarà "libero" (per me), ma da come l'ha detto forse intendeva proprio questo... È comunque davvero grazioso e lo aiuterò, che sia o no il mio amante. Sì, è proprio carino da matti. Ci vediamo fra quindici giorni perché la settimana prossima fa straordinari. Poi, ha detto, il prossimo anno non andrà più in palestra la sera e potrà venire a studiare anche due volte alla settimana. E non avrà più il suo boy-friend... chissà? Compie venti anni il 19 aprile 1991, quindi è nato il 19/4/1971.

Sì, mi piacerebbe molto che diventasse il mio ragazzo. Devo solo dargli tempo, forse. Mi guardava con quel suo sorriso che pareva mi carezzasse... Vedremo...

E nel frattempo? Continuo a cercarmi un amante, o a sognare di ritrovare Orlando (anche se davvero credo che non ci sia più niente da fare: nonostante il mio messaggio non ha ancora chiamato). Sì, è davvero tutto complicato. Forse devo smettere di sognare Nuccio e Orlando e cercare in piena libertà. Ma in fondo mi sento almeno in parte legato a questi due ragazzi. A Livio ho già quasi rinunciato, benché anche lui mi attiri non poco. Ma forse ora la graduatoria vede Nuccio e Orlando primi a pari merito e abbastanza dopo Livio.

Ieri notte mi ha telefonato Carlo per invitarmi ad un party, scusandosi per non essersi più fatto vivo, ma ha avuto molto da fare. E poi aspetto di vedere se mi telefona Gustavo: questo mi piace più di Carlo, per quel poco che gli ho parlato. Ma fra questi, più Sam e Jose che fa 7, c'è il mio futuro amante? O sarà ancora un altro? O nessuno?

Stasera comunque esco e vado al bar. Non si sa mai. Anche se comunque non farò tardi. Adesso mangio qualcosa e poi...



  • 23/10/1990, giovedì
  • San Giovanni

Gustavo non ha ancora telefonato. Né tanto meno Orlando! Giovedì sono andato con Carlo al party e mi sono distratto, anche se non proprio divertito. Sabato notte al Garibaldi ho conosciuto un francese, Fabrice, simpatico, che studia Opera. Dice che ci andremo insieme. Poi ho conosciuto un ragazzo di 23 anni (13 luglio 1967) di nome Igino, carino. Ma non sono riuscito a capire se gli piacevo o no. A volte sembrava darmi segno di sì, ma poi non rispondeva alle mie (timide) avance. Alle 3,40 ha deciso di tornare a casa, e visto che abita oltre me, mi ha offerto un passaggio fino a casa mia in taxi. Dice che a novembre andrà in Inghilterra per un mese e a dicembre a New York per un anno... Va matto per "Comme des garçons" (ne aveva il profumo e una giacca). Mah...

Poi, stamattina, sono andato alle 11 all'appuntamento con Sam e Jose per il pranzo a casa mia: ho aspettato dalle 10,55 alle 11,35, ma non si sono visti. Non so perché, ma me lo aspettavo. Eppure Sam mi aveva assicurato che non mi avrebbe fatto il bidone, e sembrava serio e sincero. Ho provato a telefonargli a casa ma non rispondeva nessuno.

Adesso ho pranzato e ho voglia di stendermi un po' e dormire (stanotte ho dormito sei ore scarse e mi sono svegliato più volte e ora sono un po' stanco). Non lo so se stasera esco di nuovo: sto cominciando a conoscere gente, ma pare, almeno per ora, senza alcun risultato pratico. Tutta questa gente che promette di telefonare e poi non si fa più viva... proprio non capisco perché agiscano così.

Ah, ieri sera, prima di andare al bar, ho conosciuto Gianna, l'amica di Nuccio: molto simpatica, credo che diventeremo amici. Inoltre lei è molto affezionata a Nuccio; che sia la porta per far breccia in lui? Nuccio mi attrae moltissimo ma mi sento combattuto.



Sorpresa, sorpresa, sorpresa!

Sono tornato a casa alle 22,30 e c'era un messaggio sulla segreteria telefonica. Lì per lì ho pensato che fosse forse Sam che si scusava o Raffaele, o... e invece era Orlando!!! che si scusava per il lungo silenzio e diceva che (erano le 17,00 quando ha telefonato) sperava che io avessi tempo libero per passarlo assieme (anche a Mik, comunque assieme!) e che gli dispiaceva di non avermi trovato, ma che mi avrebbe telefonato di nuovo!

Dunque, non si è dimenticato di me, non si è stancato di me! Mi vuole ancora vedere! E, se lo conosco abbastanza, forse sente ancora attrazione nei miei confronti!

Sto sprecando i punti esclamativi, ma davvero non ci speravo più e mi sento proprio felice. Dunque, almeno sul piano dell'amicizia, non ha deciso di non vedermi più come avevo temuto io. Sì, mi sento davvero meglio. E ora mi dispiace di non essere rimasto a casa oggi. Ma posso recuperare. E ora posso tirare di nuovo fuori la sua fotografia ed ammirarla tranquillo.

Adesso mi sento un po' stanco, perciò vado a dormire, ma mi addormento sereno, questa volta. Mi dispiace che invece Silvio in questi giorni non sia sereno a causa del suo Danilo che non capisce se lo vuole vedere o no, e spero di tutto cuore che anche per lui torni il bel tempo. Vorrei davvero che fosse felice come era quando l'aveva conosciuto. Sabato vado da lui quindi non posso essere libero per Orlando, e sono impegnato tutta la settimana, ma vedrò di tenermi libero nelle prossime settimane per Orlando, evidentemente. E penso che Silvio abbia bisogno di vedermi, di sfogarsi un po' con me. Voglio molto molto bene a Silvio e vorrei davvero tanto che fosse felice, che trovasse finalmente il vero amore come sembrava aver trovato con Danilo. In fondo Danilo si sta comportando con Silvio come Orlando con me... Ma Silvio ne sta soffrendo molto.

Beh, per ora: buona notte, Gian Maria!



Quando una volta ho chiesto a papà se fosse ancora innamorato di te, mi rispose di no. Forse anche lui ne era convinto, ma io non è che lo fossi molto. Credo che papà, pur essendosi rassegnato, non abbia mai cessato veramente di amarti e forse tutto questo suo cercare un nuovo amore era più un modo inconscio per staccarsi veramente da te. Lui a me diceva che semplicemente ti voleva molto molto bene: "Non si possono cancellare undici anni di intenso amore, né voglio farlo. Ma è finita, non mi illudo." Ma io ricordo molto bene quando mi diceva: "L'amore non è una lampada con un interruttore: click, la accendi, click, la spegni..."

Per quanto facesse "click" quella lampada non credo che si sia mai spenta. Ci aveva solo messo uno spesso paralume attorno sì che si illudeva lui stesso che fosse spenta. Questa almeno è la mia impressione, ma forse mi sbaglio: è tanto difficile leggere nel nostro stesso cuore, credo che sia quasi del tutto impossibile leggere fino in fondo nel cuore di un altro, sia pure qualcuno che amiamo.



  • 25/10/1990, sabato
  • San Crispino

Sono tornato a casa stasera alle 23,17 ed ho trovato registrata sulla segreteria telefonica un'altra telefonata di Orlando. Questa volta era a casa (sentivo lo stereo) ed era da solo, non con Gianni. Mi diceva che avendo cambiato orari di lavoro e tornando a casa alle 12,30, non ha potuto mai telefonarmi e si scusava. Poi diceva che vuole dare un party per il suo compleanno, ma non sa ancora in che giorno può darlo, comunque non prima del 30, ma spera che io possa parteciparvi. Dice anche che ha un brutto raffreddore (si sentiva) e che non sta tanto bene. Una lunga telefonata, che m'ha fatto tanto piacere e mi dispiace solo che non ero in casa per rispondergli. Non so se ora scrivergli o telefonargli o cosa...

Ma vorrei tanto rivederlo: ormai è un mese circa che non lo vedo più e mi manca tanto. Era così carino, al telefono, mi pareva di vederlo quando parla col suo sorriso dolce e birichino.

Anche stasera vado a letto sereno.

Mi dispiace solo che Silvio stia tanto soffrendo per il suo Danilo che non si fa più vivo. Gli ho consigliato di scrivergli. Certo che è giù e non poterlo aiutare mi dispiace. Silvio, per me, resta ancora terribilmente importante: gli voglio un sacco di bene...



Papà mi aveva parlato della tua storia con Danilo e il modo accorato con cui me ne parlava come minimo conferma che ti voleva davvero "un sacco di bene".

Quando tu l'hai lasciato, papà aveva cercato di reagire razionalmente, di accettare l'inevitabile, ma si sentiva finito. Non ti incolpava di niente, anzi, ti giustificava. Diceva che avevi fatto la cosa più giusta per te, onestamente. Ammirava in te la sincerità, l'onestà e sapeva che a te dispiaceva fargli del male, ma che non potevi fare diversamente. Questo suo giudizio, secondo me, era dettato dal suo amore per te. Glielo dissi, ma lui mi rispose che era solo un atteggiamento obiettivo il suo, che non era dettato da amore. Ma era spento...

E prima che iniziasse a sperare di nuovo di trovare l'amore, passò un anno di quasi apatia: solo la sua pittura e la scultura, la scuola lo tenevano ancora vivo e vi si gettò quasi a corpo morto. E poi questi mesi di speranza, di desiderio, di trepidazione. Di stupita confusione, anche.


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