- 17/11/1990, lunedì
- Santa Elisabetta
Oggi è venuto Nuccio a lezione, perché sabato io non potevo. Abbiamo fatto un'ora e mezza, poi ho visto che era stanco e ho detto: smettiamo. Gli ho chiesto se voleva riposare. Lui si è messo con le braccia sul tavolo e la testa sopra. Lo carezzavo appena appena. Lui mi ha preso una mano e con le sue dita giocava con le mie.
Allora gli ho detto: "Vieni qui..." Ero seduto accanto a lui, e allora lui si e chinato e si è accucciato con la testa sul mio grembo. L'ho carezzato un po' sul petto (attraverso il maglione) e su una guancia. Lui si è girato col volto in su. Allora mi sono chinato a baciarlo: ha risposto pienamente al mio bacio, gli piaceva, gemeva appena. Ero terribilmente eccitato, sono sceso con la mano, lentamente, lui non mi ha fermato. Sono giunto fra le sue gambe ed ho carezzato la sua forte erezione. Gemeva felice, mi si stringeva contro. Allora, baciandolo, carezzandolo, palpandolo, gli ho aperto i calzoni, gli ho carezzato il (piccolo ma piacevole) membro nudo, i testicoli, il solco fra le natiche e lui era sempre più eccitato. Sono sceso a succhiarglielo e lui sembrava impazzire per il piacere. Allora a poco a poco l'ho spogliato lentamente e lui collaborava. Nudo, è venuto a sedersi sulle mie gambe, sul mio membro nudo (solo quello, sopra ero vestito), ci siamo baciati ancora profondamente, carezzati, si stringeva a me, pareva contento, cercava con le piccole natiche sode il mio turgore, voleva chiaramente farsi prendere da me. Mi muovo in modo di fargli scivolare il mio membro fra le piccole sode natiche e lui ha collaborato muovendo il bacino finché mi ha accolto in sé. Mi si agitava in grembo in modo di sentirmi completamente in sé e mi sorrideva con dolce piacere. Mi baciava, gli occhi chiusi, ansando lieve con un'espressione di intenso piacere sul bel volto. Mugolava sottovoce agitandosi sul mio grembo e mi suggeva la lingua. Ero felice.
Ma poi...
Lo vedo di colpo diventare triste, capisco che sta per piangere. Gli chiedo che c'è, lo abbraccio, si stringe a me. Allora gli chiedo: "Ho fatto qualcosa che non dovevo?" "No, sono io ad aver fatto una cosa che non dovevo." "Cosa?" "Io ho il boy-friend, non dovevo farlo." "Scusa, lo sapevo ma non ci ho pensato, perché tu mi piaci molto." "Anche tu mi piaci molto, ma io ho il boy-friend." "Allora smettiamo qui."
"Sì, grazie." ha detto, però è rimasto, nudo, seduto su di me, senza sfilarsi dal mio membro. Abbiamo parlato: "Nuccio, tu mi piaci molto, io credo che potrei innamorarmi di te. Magari quando a marzo il tuo amico va all'estero..." "Non lo so, forse... ma io lo amo e forse non posso ugualmente." "Non importa: vorrei che tu capissi bene una cosa: io non voglio fotterti e basta, mi piacerebbe fare l'amore con te, è diverso, lo capisci? Ma la mia amicizia ed affetto per te non dipendono dal fatto che tu venga a letto con me. Se un giorno tu vorrai amarmi, ne sarei felice, ma non è essenziale. Però io ti voglio bene, mi piaci. Mi permetti solo di darti qualche bacetto, qualche piccola carezza?" "Sì." "E se un giorno mi vorrai, me lo farai capire?" "Certo." "Allora va bene così." gli ho detto. Il mio membro frattanto si era ritirato ed era scivolato via da lui. Lui mi restava seduto in grembo mentre parlavamo e mi carezzava lieve la schiena.
Sono suonate le sette. Si è rivestito dopo avermi dato appuntamento per la lezione sabato prossimo. Poi, poco prima di uscire, mi ha abbracciato forte forte, mi ha dato un bacetto sulle labbra e con un gran sorriso mi ha detto: "Grazie, Gian." e è andato via...
Nuccio ha un carattere che mi piace, un corpo che mi piace e un boy-friend! Non sono proprio fortunato, a quanto pare. Ma la speranza è l'ultima a morire.
Orlando? Nuccio? Nessuno dei due? Che storia complicata!
- 21/11/1960, venerdì
- Presentazione di M.V.
Mi ha telefonato Nuccio che domani non può venire a lezione perché deve andare con la famiglia. Dice che viene martedì prossimo. Dalla voce non sembrava una scusa: era carino come il solito. Spero che non sia per quello che è accaduto sabato scorso, ma non credo. Bene, staremo a vedere sabato prossimo, dunque.
Papà mi parlò di Nuccio e di quella volta in cui avevano iniziato a fare l'amore. Era davvero confuso. Si sentiva attratto da tutti e due i ragazzi, anche se in fondo credo che avrebbe preferito Orlando.
Questa situazione mi ha fatto venire in mente quando mi raccontò come mamma lo avesse "conquistato". Anche allora, almeno inizialmente, si sentiva confuso. Non so come fosse andata realmente, so come lui l'aveva vissuta. Erano in montagna, un gruppo di amici, ragazzi e ragazze. I suoi amici non sapevano che lui fosse gay.
Stavano in baita e, quella volta, erano soli lui e mamma. Stavano seduti sul letto inferiore dei letti a castello, semisdraiati, e chiacchieravano. Mamma gli parlò di una sua precedente storia finita da poco e della sua delusione. Anche papà era reduce della delusione avuta da Sergio e, senza dirle che "anche nel mio caso era un uomo" le disse che la capiva perfettamente. E tra loro nacque una specie di complicità, il fatto di condividere una simile delusione fresca, ancora dolorosa, li spinse in qualche modo l'uno verso l'altra. Inizialmente era solo il senso di amicizia, di solidarietà, di condivisione, ma presto subentrò qualche cosa d'altro: affetto, triste dolcezza, bisogno di sentirsi meno soli, e si abbracciarono ed i loro corpi si eccitarono e, forse senza neppure capire loro come e perché, si trovarono uniti e fecero l'amore.
Papà, dopo, non era né pentito né entusiasta: era stato bello, era capitato, e basta. Ma per mamma invece era stato qualcosa di speciale, così aveva fatto in modo di portarlo a fare di nuovo l'amore con lei. Papà sentiva il suo desiderio, il suo affetto e lo accettava. E le dava la sua amicizia oltre a rispondere al suo desiderio fisico con piacere.
Finché, appunto, fui concepito io...
- 26/11/1990, mercoledì
- San Massimo
Tornato a casa ho trovato nella segreteria telefonica un messaggio di Orlando. Si scusava per il lungo silenzio (sono esattamente dieci giorni che non mi chiamava), mi dice che dovrà parlarmi per quell'idea del basket, e poi, col suo solito tono dolcissimo, mi dice che ha voglia di venirmi a trovare presto, se per me va bene. Il che, se comincio a conoscerlo, vuol dire che ha voglia di venire a fare l'amore con me. Non ne vedo l'ora. Far l'amore con Orlando è una delle cose più belle che ci siano: si eccita così tanto quando lo bacio, lo stringo, lo prendo. Ha un corpo che mi fa impazzire, un sorriso che mi fa sciogliere. Solo pensarlo, mi eccita.
Dice che mi ritelefonerà presto. Purtroppo domani ho promesso a Silvio che passo la giornata con lui: Il purtroppo non è certo per Silvio, sono contento di stare con lui, ce la passo volentieri la giornata, ma desidero Orlando. Vorrei tanto che si decidesse a diventare il mio amante. Passare una notte intera con lui: farci l'amore, farlo addormentare fra le mie braccia, svegliarlo a suon di baci la mattina e rifarci l'amore. Se lui accettasse di essere il mio ragazzo, guarderei solo lui, gli sarei fedele al 100%, perché so che riempirebbe la mia vita, le darebbe gusto, sapore.
Vorrei poterlo fotografare una volta completamente nudo, mentre dorme languidamente: è così bello! Fra Orlando e Nuccio, tutti e due sono molto caldi, appassionati quando fanno l'amore, tutti e due sono molto dolci, mi piacciono tutti e due molto, ma Orlando è forse più adatto a me, più adulto, più uomo, più maschio, come piace a me.
- 29/11/1990, sabato
- San Saturnino
È venuto Nuccio a lezione. Carino. Ci si è abbracciati e dati un bacetto. Gli carezzavo una coscia e lui mi lasciava fare. Avevo preparato un dolcetto e succo d'arancia e lui era contento. Quando, verso la fine della lezione, parlando un po' del più e del meno, lui ha detto che ama molto il calcio, io gli ho promesso che gli faccio avere l'abbonamento omaggio per un anno per le partite di calcio. Lui era incredibilmente felice, mi ha abbracciato stretto e mi ha dato un bacio (del tutto casto, purtroppo) sulle labbra. Dice che la prossima settimana potrà fare solo un'ora di lezione. Il disegno gli sembra difficile, ma sta imparando bene. Ed è terribilmente desiderabile.
Verso le 22.30 ho telefonato a Orlando. Ho sentito un'altra voce, credo che avesse qualcuno in casa, forse Gianni; era di poche parole. Quando gli ho chiesto se avesse trovato lavoro, ha detto di sì. "Che cosa?" gli ho chiesto. Lui ha risposto che non aveva voglia di parlarne. "E per il basket?" gli ho chiesto. Mi sbagliavo, era la pallavolo. Dice che ancora non si è deciso nulla. Allora gli ho chiesto: "Col nuovo lavoro, non avrai molto tempo libero." "No, perché? Ho tempo libero." "Mi piacerebbe incontrarti." "Ah, sì, anche a me." "Quando?" "Ti telefonerò." mi ha detto. Allora ho capito che non aveva voglia, o non poteva, parlare. Così gli ho chiesto scusa per il disturbo ed ho riagganciato. Ma ero sinceramente un po' deluso. Mi aspettavo un po' più di calore. Orlando mi è sembrato imbarazzato. Chissà. Aspetto che mi telefoni lui. O magari invece lo chiamo di nuovo io?
- 6/12/1990, sabato
- San Nicola
Orlando non telefona. Chi ci capisce è bravo.
Oggi Nuccio è venuto per restituirmi il libro d'arte che gli avevo prestato e si è fermato solo mezz'ora, perciò abbiamo chiacchierato e mangiato gli chou à la crème. Io, al solito, gli carezzavo una gamba. Poco prima di andare via, mi è venuto in braccio senza che glielo chiedessi, mi ha abbracciato e ci siamo dati qualche bacetto. Quanto è dolce, e carino, Nuccio. La prossima settimana viene di martedì perché lunedì ha un impegno. È stanco, e giocando a pallone, si è fatto male di nuovo. Ho tanta voglia di abbracciarlo, baciarlo, farci l'amore, ma non lo voglio forzare. Sbaglierò, ma ho l'impressione che anche lui mi voglia bene e si senta attratto da me. Aspettiamo che la cosa maturi: ancora circa tre mesi, forse.
Non so se devo rinunciare a Orlando, a questo punto. Non lo capisco, non so proprio che cosa pensare. Aspetto. Per Nuccio rinuncerei a Orlando, comunque.
- 9/12/1990, martedì
- Santa Valeria
Orlando ancora non telefona. Quando torno a casa spero sempre che la segreteria telefonica lampeggi, ma se anche qualcuno ha chiamato, non è Orlando.
Oggi a lezione con Livio, in aula, eravamo soli: gli altri allievi non sono venuti perché stanno preparando la festa di fine anno e in ufficio erano andati via. Allora io, che gli stavo alle spalle dandogli consigli sul suo disegno, gli ho carezzato le spalle, poi sono sceso a carezzargli il petto attraverso la maglia di lana. L'ho sentito fremere, allora mi sono fatto coraggio e sono sceso con la mano fra le sue gambe ed ho sentito che era eccitato. Lui dopo un po' mi ha chiesto, con dolcezza, di smettere. Ma non ha cambiato assolutamente atteggiamento nei miei confronti: è sempre carino, gentile, sorridente. Comunque penso che con lui non ci sia niente da fare. Quindi non mi resta che sperare in Orlando o in Nuccio, anche se, al momento, il più probabile e desiderabile mi pare Nuccio.
Che fare? Ricominciare ad andare ai bar? A parte che mi dà l'impressione di sprecare i soldi, che mi stanco, non so se ne vale la pena: pare che non riesca a trovare nessuno. E, comunque, Nuccio mi piace molto. Sto pensando ai regali di Natale per Nuccio. Per ora gli ho comprato due confezioni di cioccolatini Ferrero, e una sono Baci: un messaggio per ricordargli il mio desiderio e il mio amore per lui. Ma voglio comprargli anche qualcosa altro. Vedremo.
Gli cioccolatini Ferrero mi fanno pensare a Livio... Chissà perché non ha reagito subito, perché all'inizio mi ha lasciato fare? Non aveva il coraggio di dirmi di no? Eppure poi me l'ha detto. Gli piaceva ed era combattuto? Certo è che era eccitato. Devo provarci ancora o lasciar perdere? "Non mi tocchi così, per favore." mi ha detto, ma erano parecchi minuti che lo stavo toccando. E me l'ha detto guardandomi dritto negli occhi, con un sorriso così dolce che più di ogni altra cosa mi ha disarmato, ma mi ha fatto provare ancora più desiderio per lui. Forse dei tre è quello che ha il corpo più atletico e ben fatto. Indubbiamente anche Livio mi attrae molto e mi piace anche il suo carattere.
Ero passato da papà che mi disse: "Oggi a scuola ho fatto una cosa che in trenta anni di servizio non mi sarei mai sognato di fare: ho palpato fra le gambe un mio allievo dell'ultimo anno!" "Chi, Livio?" "Sì, lui. Eppure so che ha la ragazza, e comunque è un mio allievo. Che mi sta prendendo?" "Ti piace molto." "Sì, ma..." "E gli altri due non ti danno molte speranze. Ma il ragazzo, come ha reagito?" "In modo strano: mi ha detto di smettere, ma dopo parecchi minuti che lo carezzavo e palpavo. E me l'ha detto con un sorriso talmente pieno di dolcezza che l'avrei baciato, invece di smettere." "Ma hai smesso." "Certo. Ma secondo te, perché all'inizio mi ha lasciato fare?" "Probabilmente perché gli piaceva. Forse anche lui è combattuto, forse è un'esperienza nuova, lo attrae e lo preoccupa al tempo stesso, non credi? Se gli avesse dato veramente fastidio, credo che avrebbe reagito in modo più immediato e più brusco, no?"
Papà mi chiese sorridendo se lo stavo spingendo a provarci di nuovo. Poi aggiunse: "Ma io vorrei un po' di amore, non solo sesso." "Chiedi proprio la cosa più difficile da dare." gli dissi io sorridendo. "Perché? È la più bella, dovrebbe essere la più facile, non la più difficile." "Perché un'ora di sesso non coinvolge quanto un minuto di amore. Un'ora di sesso può essere fine a se stessa, l'amore no, mai. Conosco parecchia gente che ha paura dell'amore." Mi guardò come se avessi detto un'enormità, poi disse: "Forse hai ragione tu, purtroppo." e sembrava addolorato.
Certe volte sembrava davvero ingenuo, mio padre. Poi mi chiese: "Ma almeno, voi due, vi amate?" "Sì, papà. E ho seguito il tuo consiglio, ed avevi ragione tu." "Consiglio?" "Gli ho fatto sentire che lo desidero, e si è calmato: adesso facciamo l'amore solo due o tre volte al giorno." "Beh... beati voi giovani, che considerate calma farlo tre volte al giorno." mi disse sorridendo. "Non è che veniamo ogni volta, è bello anche farlo senza venire." "Sì, hai ragione. Sei felice?" "Sì. E tu?"
"Non lo so ancora." mi rispose con una lieve alzata di spalle.
- 19/12/1990, venerdì
- San Graziano
Arrivato a casa alle 21,40 ho trovato un messaggio di Orlando, che si scusava per il lungo silenzio (20 giorni, questa volta) e che dice che gli dispiace che non sono in casa, ma che mi ritelefonerà presto. Io, lì per lì, una gran voglia di chiamarlo subito, ma poi mi sono detto: no, aspetta che richiami lui. Già stavo pensando che non si facesse più sentire, e invece... Ogni volta che sento la sua voce mi emoziona. Ma a che gioco sta giocando con me? Ha semplicemente di nuovo voglia di fare una scopata? Io vorrei avere un rapporto diverso con lui, più di amicizia, non solo di sesso (anche se mi piace un sacco, devo ammetterlo! E comunque, dopo, parliamo abbastanza). Vorrei parlare, andare in giro assieme, pensare un po' di più l'uno all'altro. Vorrei fare progetti con lui. Va già bene che non mi ha cancellato dai suoi pensieri, è vero, ma... Non mi pare di chiedere troppo. Forse dovrei dirglielo, parlargliene. Ma non so neppure se riuscirei a dirglielo nel modo giusto. Seguito ad avere una gran voglia di telefonargli subito, ora che ho risentito la sua voce così dolce e sensuale, ma forse gli telefonerò domani. È meglio. Anche se mi costa.
Oh, Orlando, Orlando...
- 20/12/1990, sabato
- San Liberato
Oggi, giornata piena! Alle 10 è venuto Nuccio per la consueta lezione di disegno. Leggermente in ritardo perché era passato a fare gli auguri al suo boy-friend. Abbiamo fatto lezione fino alle 11,50 e poi, siccome era stanco, si è steso un po', accucciato a me. Gli ho carezzato la nuca, poi gli ho dato lievi baci in volto. Ho sentito che si stava eccitando, allora l'ho carezzato più intimamente e lui mi si stringeva contro. Gli ho infilato una mano sotto il maglione e la camicia e l'ho carezzato sulla pelle nuda sul petto, sul fianco, sulla schiena e l'ho baciato a fondo nella bocca: lui mi carezzava il corpo attraverso i vestiti, si aggrappava a me, gemeva felice. Finché gli ho infilato una mano nei calzoni scendendo lentamente e infine gli ho carezzato l'erezione baciandolo. Gli faceva piacere, mi stringeva, gemeva. Gli ho chiesto: "Va bene?" e lui, con un bellissimo sorriso e con occhi luminosi, mi ha sussurrato: "Sì."
Si è apertola cintura e sbottonato i calzoni, allora io glieli ho fatti scivolare giù assieme alle mutande e lui mi ha aperto la patta e mi ha carezzato intimamente. Dopo poco eravamo nudi sul divano. Gemeva lieve, sfregandosi contro di me, poi, dolcemente, mi ha guidato in sé allargando le gambe. Mentre lo penetravo lentamente, lui mugolava sottovoce, e mi si spingeva contro, fremente. Allora ho cominciato a prenderlo con lunghi e lenti va e vieni e lui gemeva felice ad ogni mio affondo. Ha cominciato ad ansimare con forza, a stringersi a me convulsamente e, d'improvviso è venuto gemendo e l'intensità del suo piacere ha scatenato il mio.
Dopo siamo rimasti strettamente abbracciati, senza parlare, a carezzarci intimamente e baciarci, fino alle 12,10. È diverso da Orlando, meno appassionato, più tenero, ma altrettanto compiaciuto di accogliermi in sé.
Lui si stava preparando per andare via, quando è squillato il telefono. Era Orlando! Mi ha detto che stava a casa perché stava poco bene, e mi ha chiesto se avevo voglia di andarlo a trovare, se avevo tempo. Gli ho detto di sì.
Nuccio dopo mi ha chiesto se era il mio boy-friend. Gli ho detto una mezza bugia: no, è solo un amico che non sentivo da un mese. Allora Nuccio mi ha chiesto: "Ma hai il boy-friend?" "No, non ce l'ho." "Non vai più al bar gay?" "No, sono quasi due mesi che non ci vado." Avrei voluto aggiungere: per te! Ma non l'ho detto. Nuccio è andato via, sulla porta mi ha abbracciato stretto e mi ha dato un bacio profondo.
Il prossimo sabato alle 12 verrà a pranzo qui, poi faremo la lezione e ha detto che si fermerà fino alle 15. E io ho pensato che, forse, faremo di nuovo l'amore, se lo sentirò nuovamente pronto a darmisi senza problemi come oggi. Desidero tanto poterlo prendere di nuovo, farci l'amore, sentire il suo desiderio di accogliermi in sé.
Mi sono preparato e sono andato subito da Orlando. Per la strada mi dicevo: e tu, come uno stupido, appena ti chiama, corri! Ma ero felice di andare.
Alle 13,15 ho suonato alla porta di Orlando. Mi è venuto ad aprire, in canottiera e calzoni del pigiama. Mi ha chiesto scusa di avermi fatto andare, mi ha ringraziato e mi ha abbracciato, baciato. Ci siamo stretti l'uno all'altro, eccitatissimi tutti e due, lì all'ingresso, io ancora completamente vestito. Poi mi sono tolta la giacca, e l'ho sospinto sul suo letto. L'ho spogliato, carezzandolo e baciandolo per tutto il corpo, mi sono spogliato a poco a poco. Abbiamo cominciato a fare l'amore ed era bellissimo. Nonostante avessi appena fatto l'amore con Nuccio, avere Orlando fra le braccia ha riacceso il desiderio in me in modo incredibilmente forte. Gliel'ho succhiato (quanto mi piace!) gli ho succhiato i capezzoli (quanto gli piace!) gli titillavo il foro con un dito, ci si baciava con passione crescente. Lui (ma non solo lui) era terribilmente eccitato, tutto un fremito, e dopo un po' mi ha pregato di penetrarlo.
Prima gli ho leccato a lungo il foro per prepararlo, poi ho cercato di prenderlo da davanti, ma gli faceva male, eppure mi voleva in sé. Allora mi ha fatto stendere ed ha tentato di infilarsi a smorzacandela, ma ancora gli faceva male e a me tornava molle, perché non mi piace farlo soffrire. Ma lui era davvero molto eccitato e mi voleva assolutamente in sé, così mi ha fatto eccitare di nuovo e, finalmente, stesi su un fianco, io dietro di lui, sono riuscito a penetrarlo e lui mi incitava gemendo basso tutto il suo piacere e mormorando: sì... sì.... Allora si è messo prono e io sopra di lui e l'ho finalmente potuto penetrare a fondo, con vigore e con grande piacere reciproco. Dopo che sono venuto, lui si è masturbato mentre io gli suggevo i capezzoli (dove è estremamente sensibile), lo baciavo e gli titillavo l'ano, finché è venuto. Poi, ci siamo abbracciati e io lo coccolavo e lui mi dava tanti piccoli baci, contento.
Gli ho regalato un po' di Condorelli che mi ha portato Raffaele, gli ho regalato la rivista con la mia intervista sul restauro della Creazione di Masaccio, abbiamo parlato. Allora io gli ho detto: "A me piacerebbe anche andare a passeggio, con te, andare a divertirci assieme, al cinema, non solo fare sesso: perché fare sesso con te è bellissimo, ma io vorrei avere una relazione diversa, perché tu mi piaci, certo e molto, fisicamente, ma soprattutto come persona." Lui mi ha abbracciato e baciato e mi ha detto: "Grazie. Anche a me piacerebbe."
Poi, aveva già preparato il bagno, mi ha chiesto se volevo farlo e dopo l'ha fatto anche lui. Uscendo dal bagno sono scivolato e mi sono escoriato il ginocchio destro e il collo del piede destro. Fanno ancora male. Poi si è addormentato. Pare che dopo aver fatto l'amore dorma. Io sono stato un po' a guardarlo, poi mi sono steso accanto a lui ed appisolato. Lui si è svegliato, mi ha svegliato carezzandomi dolcemente e mi ha fatto andare sotto le coperte con lui e mi si accucciava contro come un micetto che fa le fusa mentre lo carezzavo sul bel corpo nudo. Poi sono uscito a comprare due choux à la crème, quattro budini, un cartone di succo d'arancia ed abbiamo mangiato e bevuto assieme. Poi mi ha voluto di nuovo sotto le coperte con lui, di nuovo il nostro desiderio si è risvegliato, si è di nuovo fatto l'amore con entusiasmo e dolcezza. Se vivessimo assieme, altro che tre volte al giorno!... Abbiamo fatto l'amore fino alle 17,15 quando ho dovuto andare via perché dopo avevo una lezione. Mi ha ringraziato infinitamente di essere stato con lui.
Mentre lui faceva il bagno, avevo notato che aveva sul televisore i due scoiattolini che gli avevo regalato e nello scaffale il bel biglietto di auguri che gli avevo mandato per il compleanno. Ha detto poi che lui vuole sempre prendere lezioni e che dobbiamo metterci d'accordo. Ha trovato lavoro presso un'agenzia pubblicitaria poco lontana da casa sua, quindi è piuttosto comodo, il lavoro gli piace. Lavora dal lunedì al venerdì. Ha detto che a Natale purtroppo deve aiutare un amico per un trasloco e che a Capodanno torna dalla famiglia (e perciò anche dal suo boy-friend...).
Mi piace. Mi piace tanto. Anche io evidentemente piaccio a lui: se non gli piacessi, potrebbe trovare decine di altre persone più che disposte a fare l'amore con lui, e invece continua a cercarmi. Eppure temo che non l'avrò mai tutto per me. Devo accettarlo così come è... o perderlo. Per ora non mi sento affatto di perderlo. Forse ho ancora un filo di speranza che alla lunga si avvicini di più a me.
Mi illudo?
Comunque, almeno per ora, sono deciso a portare avanti sia la storia con Nuccio che con Orlando, sperando che uno dei due, alla fine, voglia diventare il mio amante. Se uno dei due si decidesse, è logico, dovrei lasciare l'altro, ma lo farei volentieri. In questo momento sono attratto e sento di voler bene a tutti e due. Che casino, però! Non mi sono mai sentito così, attratto da due poli.
Era la cosa che lo turbava di più questo fatto di portare avanti le due relazioni assieme, eppure non si sentiva di fare una scelta, per paura che quello che lui sceglieva, prima o poi gli avrebbe detto: no, era solo un'avventura. Aveva paura di restare di nuovo solo. Una volta, in questo periodo, mi aveva detto: "Questa è la mia ultima possibilità. Non ne avrò un'altra, dopo. Perciò devo cercare di non bruciarla, di non chiudermi nessuna porta. Anche se mi sento strano a dire all'uno e all'altro: ti amo. Eppure, credimi Raffaele, non mento quando lo dico. Io li amo tutti e due, anzi, tutti e tre. A volte mi sento un vecchio sporcaccione, però."
"Ma tu mica vuoi profittare di loro, no? Tu stai aspettando solo che uno di loro risponda al tuo amore, no? Perciò, secondo me, non sei per niente un vecchio sporcaccione." "Sei gentile. Dici così solo perché mi vuoi bene." "Certo che ti voglio bene, ma dico così perché ne sono convinto. Vai avanti tranquillo, papà, non ti creare troppi problemi."
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