- 20/2/1991, venerdì
- Sant' Eleuterio
Nuccio non si è più fatto vivo. Orlando ha saltato due lezioni, la prima perché stava male, la seconda perché ha smesso di lavorare ed è tornato al paese. Ma stasera m'ha telefonato per chiedermi se domani posso dare lezione di francese a lui e di disegno a Mik. Così ci vado all'una. Bah, chissà perché mi chiama sempre a dargli lezione con qualcun altro presente? Forse non ne vuole più sapere di fare l'amore con me? Vedremo, comunque mi fa piacere anche solo continuare a vederlo, anche se desidero molto fare l'amore con lui...
- 21/2/1991, sabato
- San Pier Damiani
Quando sono arrivato da lui era solo e mi ha abbracciato e baciato ed era eccitato. Ci siamo carezzati, toccati, stretti. Lui era molto carino e sembrava che avesse una gran voglia di fare l'amore. È arrivata una telefonata. Mi sono tolto il cappotto e mi sono seduto ad aspettare. Poi lui si è seduto accanto a me e di nuovo mi si è accostato a baciarmi e carezzarmi fra le gambe, ma dopo pochi secondi è arrivato Mik e così ci siamo messi a fare lezione. Orlando mi ha detto che alla fine del mese Mik va ad abitare col suo amante e lui resta solo: sarà stata una specie di promessa? Poi mi ha detto che a maggio partirà per l'Inghilterra e ci resterà per tre mesi. Allora gli ho chiesto se dopo non verrebbe con me e così passiamo 3 settimane assieme in giro per l'Italia. Lui ha detto che gli sarebbe piaciuto ma che non crede di avere abbastanza soldi. Allora io gli ho detto che deve spendere solo i soldi del viaggio perché poi mangia e dorme con me e non gli costa niente. Ha detto che ci penserà; mi piacerebbe averlo con me per tre settimane.
La prossima lezione è fra una settimana. Di nuovo all'una. Io penso di andare da lui almeno mezz'ora prima e chissà che, se è solo, facciamo in tempo a fare l'amore. Questa volta infatti sono un po' stupito, perché lui mi ha abbracciato e baciato e carezzato proprio come quando vuole fare l'amore eppure sapeva che Mik stava per arrivare. Non so, davvero non riesco a capire che cosa gli passa per la mente, che cosa prova e sente per me. Mi vuole o no? Che cosa sono per lui? Mah, vedremo. Certo che lo desidero molto e che mi piace molto. E lui mi fa sentire il suo desiderio...
- 28/2/1991, sabato
- San Romano
Oggi sono andato a casa di Orlando alle 12,20 e cioè 40 minuti prima, sperando di trovarlo da solo. E invece lui non c'era e c'erano Mik e Gianni. Un po' deluso ho fatto buon viso a cattiva sorte. Sono stati tutti e due molto carini con me. Poi alle 12,45 è arrivato Orlando. Ha pranzato (mi ha offerto di mangiare con loro ma io avevo appena pranzato) quindi prima ho fatto due ore di lezione di francese con lui, quindi due ore di disegno con Mik. Frattanto Orlando è andato a comprare dei dolci che abbiamo mangiato assieme. Dopo lezione, mentre Orlando studiava francese nella stanza di fianco, ho chiacchierato con Mik. Poi sono arrivate due loro amiche per uscire assieme. Io ho detto che me ne andavo, ma Orlando mi ha detto di restare ancora un po' perché mi avrebbero accompagnato a casa in auto. Così sono rimasto con loro fino alle 7,15. Orlando ha guidato l'auto e mi ha accompagnato fin vicino casa.
Abbiamo appuntamento sabato prossimo alla stessa ora. Non lo so, ma non capisco davvero: perché Orlando l'altra volta m'ha toccato con desiderio, ma poi non fa niente per restare solo con me?
Anche Nuccio non si fa ancora vivo e io non so se telefonargli o no. Probabilmente è meglio che non faccia niente e che viva alla giornata. In altri termini, che non mi aspetti più niente dalla vita e se per caso qualcosa viene... Ma questo mi fa sentire vecchio, come rassegnato: non mi resta che aspettare la morte, in altri termini.
Non che la cosa mi spaventi, affatto. Mi rattrista solo un po' ma... Ho sempre affermato che è inutile agitare le braccia e piangere perché non riesco a volare, visto che non sono un uccello. Così, è forse ora di mettere in pratica quello che ho sempre detto: io vado bene come amico, non come amante, evidentemente. Triste bilancio della vita per qualcuno che, come me, ha sempre creduto ciecamente all'amore. Mah, c'è poco da fare, c'est la vie!
- 5/3/1991, giovedì
- San Giordano
Oggi sono andato a casa di Silvio per aiutarlo a capire come funziona il suo nuovo stereo. Nel pomeriggio, mentre stavamo facendo una pausa, ad un certo punto mi ha detto che aveva voglia di fare l'amore con me e mi si è accucciato contro, chiedendomi se mi dispiaceva, se mi creava problemi. Lì per lì non sapevo che dire, non me lo aspettavo proprio, ero incerto, ma poi mi sono eccitato, perché Silvio continua a piacermi molto e gli voglio bene e così gli ho detto di sì e ci siamo messi a fare l'amore.
Per me è stato piuttosto bello, ma pensavo che per lui forse lo era stato un po' meno, perché so bene che "non sono il suo tipo fisico" però lui mi ha detto che è stato bello perché sente che mi piace e perché faccio l'amore con lui... "con amore". Non so se ho fatto bene o male ad accettare, ma non ne sono affatto pentito. Neanche lui lo era, comunque. Capiterà ancora? Penso forse di sà, non lo so. Ma non sarò certo io a chiederglielo e non per orgoglio ma perché non mi va di metterlo eventualmente in imbarazzo. E forse anche perché ho paura di desiderarlo ancora troppo...
Anche di questo papà non mi aveva parlato. Per me comunque non è stata una vera sorpresa, Silvio, perché ho sempre saputo che la vostra relazione è stata ed è restata molto particolare. So che per lui era molto importante che tu fossi felice, e non solo mentre stavate assieme.
Nel suo portafogli ho trovato la tua fotografia, l'unica che si sia sempre portato dietro: né la mia né quella di mamma né di nessun altro.
- 7/3/1991, sabato
- Santa Felicita
Sono andato a lezione da Orlando: è arrivato con un'ora di ritardo e Mik frattanto ha fatto la lezione di disegno. E c'era sempre gente. Davvero ho l'impressione che Orlando stia un po' troppo profittando di me. Se la cosa si ripetesse gliene dirò quattro e o cambia o buonanotte al secchio.
Si è scusato molto, più volte, con quell'aria da ragazzino colto in fallo...
Però mi piace. Dice Mik che agisce ancora un po' troppo da bambino: credo che non abbia tutti i torti. Adesso ha di nuovo lasciato il lavoro e si fa mantenere dalla famiglia. Poi andrà in Inghilterra a fine aprile per tre mesi a seguire un corso di inglese, sempre a spese della famiglia. Bah!
Sono tornato a casa abbastanza... no, incazzato no, ma...
Alle 23,12 è squillato il telefono. Pensavo fosse Silvio (non certo Orlando che si scusava di nuovo e tanto meno che mi dice che vuole vedermi) e invece era Nuccio! Mi ha fatto un piacere enorme riconoscere la sua voce: non ci speravo più. Si è scusato di non essersi fatto vivo prima. Poi, con la voce di chi teme di sentirsi dire di no, mi ha chiesto che se io ero ancora disposto a dargli lezione: dice che ci tiene a riprenderle. Gli ho detto di sì, solo che dobbiamo vedere bene quando perché ora sono un po' più indaffarato di prima. Era contento. Mi ha detto che ora deve andare fuori per la ditta e che torna il 19.
Gli ho detto di richiamarmi dopo il ritorno. Ha detto che non vede l'ora di incontrarmi. Dice che gli piacerebbe fare le lezioni nel week-end. Una promessa implicita di passare con me un po' più di tempo? O sono io che ricomincio a sognare? Comunque mi ha fatto un piacere incredibile risentirlo e sentire che vuole rivedermi. Anche perché adesso, comunque il suo ex non c'è più e quindi chissà? Sì, indubbiamente sogno di nuovo: Nuccio mi piace moltissimo e forse è più maturo lui di Orlando, nonostante abbia quattro anni di meno. E è molto carino, sia come carattere molto dolce che come fisico. Mah! vedremo: non mi resta che aspettare un paio di settimane.
- 14/3/1991, sabato
- Santa Matilde
Arrivato da Orlando, lui mi ha aperto in mutande e Mik stava facendo la doccia. Orlando si è rivestito mentre io lo guardavo dalla porta aperta con desiderio. Speravo che mi facesse segno di andare in camera sua, ma niente. Rivestitosi è venuto vicino a me con i libri, per studiare. Io gli ho carezzato una mano e lui mi ha baciato. Poi mi ha fatto cenno di andare in camera sua e qui mi ha abbracciato, baciato, e scopertosi il petto mi ha chiesto di succhiargli i capezzoli. Mi si è seduto in grembo per sentire col sedere la mia erezione e si stringeva contro di me facendomi sentire la sua. Mi baciava in bocca gemendo lievemente, palpandomi. Abbiamo continuato così finché abbiamo sentito che Mik chiudeva l'acqua della doccia, allora siamo tornati nella stanza a fare la lezione di francese.
Gli ho chiesto di nuovo se dopo essere andato in Inghilterra, in agosto passa tre settimane con me: ha detto che gli piacerebbe ma che deve ancora decidere, non sa se gli basteranno i soldi. L'ho baciato di nuovo e gli ho detto che lui mi piace molto, poi gli ho chiesto se anche io gli piaccio almeno un po': ha sorriso, mi ha baciato e mi ha detto di sì. Gli ho detto che lo desidero: lui si è di nuovo scoperto il petto invitandomi a leccargli i capezzoli. Ma poi abbiamo dovuto smettere perché Mik stava per uscire. Dio, quanto lo desidero!
Dopo la lezione, mentre davo lezione di disegno a Mik, lui è uscito a comprare delle paste per noi tre. In più ha comprato un dolce apposta per me da portarmi a casa: alla panna con due roselline rosse ed un cuoricino sopra. Dopodomani sera, lunedì, dopo lezione, siamo d'accordo che gli devo telefonare per vedere se posso andare a prendere il suo videoregistratore: che si faccia trovare solo? Ne dubito, ma ci spero. Poi, per via del trasloco, sabato prossimo non possiamo vederci, ma quasi sicuramente vengono a casa mia martedì mattina per la lezione: che lui arrivi prima di Mik? Altra speranza. Io lo voglio, ho tanta voglia di fare l'amore con lui. E anche a lui piace, è evidente.
Oggi, mentre era in mutande, forse invece di limitarmi a guardarlo avrei dovuto andargli vicino e approfittarne. Forse sono troppo rispettoso, forse lui se lo aspettava, ci sperava. Però non mi ha affatto incoraggiato... è vero che dopo è bastato solo che gli carezzassi la mano perché facesse il passo ulteriore e mi invitasse di là per toccarci, baciarci. Forse devo fargli capire in modo più esplicito quanto lo desidero...
- 24/3/1991, martedì
- San Romolo
Orlando è venuto a lezione a casa mia e, appena entrato, mi ha annunciato con un sorriso malizioso: "Mik oggi non viene..." Mi ha abbracciato e mi si è premuto contro facendomi sentire la sua erezione e mi ha dato uno dei suoi baci da mozzafiato.
Allora l'ho guidato fino al mio letto, ci siamo denudati e ci siamo subito messi a fare l'amore. Mi eccita come al solito moltissimo. Ha voluto di nuovo essere penetrato: gli piace come lo prendo, mi ha detto mentre mi guidava in sé. Sì, me ne rendo conto: mugola e geme e mi si spinge contro e ha un'espressione radiosa mentre lo prendo.
E poi la lezione di francese e come al solito non ha voluto che ci rivestissimo. Così la lezione è durata meno del solito, perché presto lui ha ricominciato a carezzarmi e siamo finiti sul divano. Dopo molto che non lo faceva. si è messo a succhiarmelo di nuovo: so che non gli piace molto farlo, ma voleva che mi venisse bello duro, perché mi voleva ancora dentro di sé. Così l'ho preso nuovamente e lui era felice e quando mi ha mordicchiato un capezzolo, sono venuto in lui e lui, che si stava masturbando, è venuto subito dopo.
Dice che verrà la prossima settimana di nuovo qui da me ora che non ha più casa sua e che vive da un'amica, e che mi porta il videoregistratore. Ma la prossima volta verrà con Mik, ha detto. Vedremo. Quando è uscito mi ha ringraziato...
Hai notato, Silvio, che non parla più di amore? Stava cominciando ad arrendersi, probabilmente. Doveva sentire che era meglio per lui "non illudersi, per non autodeludersi".
D'altronde siamo già quasi alla fine di questo breve ma intenso diario. Anche con me, in questo periodo, dimostrava meno entusiasmo del solito. Io, tra l'altro, avevo saputo che Orlando andava a fare il suo viaggio in Inghilterra con Willy. Mi ero chiesto se dirlo a papà, ma non ne avevo avuto il coraggio, temevo di farlo rimanere troppo male. Mi chiedo, comunque, se lui non l'avesse intuito, così come in fondo aveva intuito che le lezioni di francese che Orlando gli aveva chiesto erano giustificate dal fatto che aveva anche quel giovane amante francese, e ciononostante papà si era prestato ad insegnarglielo.
A volte mi era venuta voglia di cercare Orlando per chiedergli che intenzioni avesse nei confronti di mio padre, ma poi mi dicevo che in fondo non avevo il diritto di intromettermi così nella vita di papà.
E veniamo all'ultima parte del diario: entrate brevi, quasi asciutte...
- 30/3/1991, lunedì
- Sant Amedeo
Ha telefonato Orlando che non può venire da me a lezione perché deve tornare al suo paese per preparare i documenti per il suo imminente viaggio in Inghilterra. Mah! Continuo a non capire che cosa pensa, che cosa prova; credo che dopo tutto sarebbe meglio che me lo togliessi dalla testa.
Sempre oggi ho anche avuto un incontro a quattr'occhi con Livio, che in questi giorni a scuola era tranquillo con me come se non fosse successo niente fra noi due. Allora gli ho detto che desideravo poter stare di nuovo con lui e l'ho invitato a venire a casa mia. Lui mi ha risposto con cortesia ma esplicitamente che preferiva non trovarsi di nuovo da solo con me. Perché? gli ho chiesto io allora immaginandone il motivo, ma volevo che me ne parlasse chiaramente.
"Perché preferisco decisamente farlo con la mia ragazza, e poi non mi piace essere penetrato." "Ma in fondo lo volevi, l'hai voluto tu, non è vero forse?" "Volevo provarci, sì, è vero. Così ci ho provato e... non mi va granché. Però sono contento di averci provato con lei, professore, perché la stimo. Vorrei che restassimo amici, se anche lei lo desidera, ma che non ci provasse più con me."
Non ho insistito. In fondo ci tengo alla sua amicizia, perché è un caro ragazzo. E perché ho capito che, comunque, mi accetta senza problemi. Così gli ho promesso di non tentare mai più di farci l'amore. Lui mi ha guardato dritto negli occhi, mi ha sorriso con dolcezza, e mi ha detto: "Mi fido di lei."
- 31/3/1991, martedì
- San Beniamino
Telefonata a sorpresa: Nuccio si è rifatto vivo. Si è scusato per il lungo silenzio e mi ha chiesto se sono ancora disposto a fargli lezione di disegno. Gli ho risposto che ne avrò un grande piacere e lui mi ha ringraziato. Così siamo rimasti d'accordo che verrà giovedì prossimo alle due, quando io sarò uscito da scuola. La vita è buffa: stavo decidendomi a rinunciare ai miei sogni su Orlando ed ecco che rispunta Nuccio, anche se non posso ancora sapere se quello che gli interessa sono "solo" le lezioni di disegno o no. Ma ora il suo ex amante è all'estero per un bel po' di anni, non dovrei più avere problemi...
- 5/4/1991, domenica
- San Vincenzo
Nuccio mi ha telefonato scusandosi ma un contrattempo gli impedisce di venire domani. Così ci siamo dati appuntamento per il 10 aprile, venerdì, all'una circa: mi telefonerà quando partirà da casa. E io ho ricominciato a sognare Nuccio. Certo che mi piace molto e forse ora viene prima di Orlando, che è troppo egoista. Vedremo. Speriamo.
- 9/4/1991, giovedì
- San Dionigi
Ha telefonato Orlando chiedendo scusa di non essersi più fatto sentire, ma ora è al paese. Mi ha chiesto quando mi può portare il videoregistratore, se quando viene in città gli posso dare ancora qualche lezione. In parte lo capisco, sta preparando la partenza per l'Inghilterra, ma in parte ho l'impressione che continui a fare un po' il comodo proprio. E domani viene Nuccio ed ora mi sento preso più da lui che da Orlando, anche se domani devo vedere come si comporterà...
- 10/4/1991, venerdì
- San Terenzio
Sto aspettando Nuccio. Non vedo l'ora di averlo di nuovo qui, di vederlo. Di vedere come si comporterà con me. Certo è che se mi da speranza di voler essere il mio ragazzo, per lui dimenticherei Orlando e chiunque altro. Dovrebbe arrivare fra mezz'ora, spero che non ci siano contrattempi, ma lui di solito se non viene o se ritarda telefona sempre con un certo anticipo, quindi dovrebbe arrivare senza problemi.
Mi sento un po' emozionato, sinceramente...
È appena andato via. Abbiamo fatto proprio solo lezione di disegno. Io gli carezzavo una coscia e lui mi lasciava fare senza reagire né in bene né in male. Ma, a differenza di altre volte che mi carezzava almeno la mano, niente. E quando è andato via non mi ha dato il solito bacetto, ma mi ha stretto la mano. Parlando un po', mi ha detto che ora non ha un boy-friend, ma un "amico" che però abita un po' lontano.
Era un messaggio per dirmi di non farmi illusioni? Chi lo sa. Certo è che si sta facendo ancora più carino e che sento di desiderare il suo amore. Forse deve solo "riabituarsi" a me? Comunque tornerà giovedì a lezione. Dio, quanto lo desidero! Ma mi sa che non accadrà granché, con Nuccio. Vedremo durante le prossime lezioni se cambierà qualcosa: erano tre mesi che non ci si vedeva.
- 14/4/1991, martedì
- San Tiburzio
Ha telefonato Nuccio scusandosi, ma mi dice che non se la sente più di venire da me, perché si sente troppo attratto da me e sa che io sono attratto da lui e lui ora è innamorato di un giovane che ha conosciuto e vuole essergli fedele e...
Aveva la voce triste, ma io mi sono sentito come una mano che mi stringeva lo stomaco. Comunque gli ho detto che lo capivo, e gli ho augurato felicità. Di cuore.
Orlando non si è più fatto vivo. Ieri ho incontrato Mik che mi ha detto che Orlando, in Inghilterra ci va col suo amante, Willy, e che questi vuole che si fermi a vivere là con lui e che Orlando gli è sembrato propenso ad accettare...
Così, è finita. Definitivamente. Sono rimasto scalzo, come avevo previsto. Scalzo.
Papà mi disse che era finita "su tutti i fronti". Me lo disse con serena rassegnazione, mi era parso. Ma in realtà credo che qualche cosa si sia rotto in lui.
Smise completamente di uscire la sera, andava a scuola, poi si chiudeva nel suo atelier a dipingere. Aveva smesso di scolpire. E anche i suoi dipinti, cambiarono. Prima faceva personaggi, con paesaggi sullo sfondo che parevano miniature, ma il centro era la persona ed aveva sempre messo particolare cura nel dipingere la sua galleria di personaggi fortemente espressivi.
Ora invece dipingeva solo paesaggi vuoti, senza un solo essere umano, paesaggi vasti, ariosi, sereni in qualche modo, ma proprio per questo ancora più vuoti. E con colori sempre più chiari, sfumati. Con sempre meno particolari: ben diversi dalle meticolose miniature dei suoi sfondi.
Paesaggi sempre più onirici.
Nel 1992 fece una serie di visite per alcuni disturbi che aveva e scoprì che aveva il cancro. Non me lo disse subito. Per alcuni mesi lo tenne per sé, forse il tempo di digerire la notizia.
Me ne parlò nell'aprile, circa un anno dopo la fine di questo piccolo diario. Con calma rassegnazione, e fu lui a consolare me. Mi disse che non aveva intenzione di permettere ai medici di accanirsi a prolungare la sua vita artificialmente. Avrebbe solo accettato gli analgesici, quando da solo non fosse più riuscito a resistere al dolore.
Io cercai di convincerlo a venire fuori con noi, di farlo divagare, ma lui, ora con una scusa ora con un'altra, rifiutava sempre. A volte semplicemente dicendomi: "Non ho voglia, davvero. Sto bene a casa."
Non volle che io lo dicessi a nessuno: probabilmente non voleva essere compatito, o forse non voleva mettere in imbarazzo gli amici o i parenti: quando la gente sa che qualcuno che conoscono sta morendo, ha reazioni strane. Non riesce a continuare a comportarsi normalmente.
Nel 1994 andò in pensione ed ormai usciva da casa solo per andare in ospedale per i controlli. Continuava a dipingere i suoi paesaggi vuoti, in cui stava mettendo tutte le sue ultime energie. Ogni tela gli prendeva sempre più tempo, credo che in realtà passasse ore davanti alla tela senza aggiungere che qualche rara pennellata ogni tanto.
Aspettava la morte. Apparentemente sereno. Non parlava di sé, della sua malattia, quando andavo a trovarlo, ma di me, di te, di altri amici. E pareva che una sola cosa lo preoccupasse di chiunque altro: "è felice?"
Poi, nel novembre 1994 entrò in ospedale e, come sai, ci restò per quattro mesi, fino alla sua morte il ventitré marzo. Stava per compiere sessanta anni.
La sua ultima tela, non finita, l'aveva intitolata "Perle silenti" e vi sono abbozzate tre perle in una valva di ostrica, poggiata in un angolo del paesaggio. Non so se sia il simbolo di qualche cosa di speciale... forse.
F I N E
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