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una storia originale di Andrej Koymasky


pin INCONTRI LUMINOSI CAPITOLO 8

Dario entrò nel negozio di Saverio. Un commesso giovane e carino lo accolse con uno smagliante sorriso.

"Buongiorno. Posso esserti utile?"

"C'è Verio, per favore?"

"È in laboratorio, ora. Devo chiamarlo?"

"Sì, grazie."

"Chi devo dire che lo desidera?"

"Riccetto, digli solo Riccetto."

"Ah... bene..."

Dopo poco l'uomo scese in negozio.

"Oh, che piacere! Ti sei deciso di venirmi a trovare, finalmente, dopo tanti mesi! Come va? Come stai? Ho sentito che al Giro Jazz siete i primi in classifica, vero?"

"Sì, e ormai si può dire che abbiamo la vittoria in tasca. Ancora solo quattro settimane e tutte con band meno forti della nostra. Senti, per la premiazione vorrei farmi un completo nuovo, così ho pensato a te. Lavorate anche la pelle, voi, no?"

"Sì, certo. Hai già in mente un modello?"

"Non proprio. Tu avresti qualche proposta?"

"Beh... sì. Pelle bianca con borchie argentate e legacci neri. Calzoni fascianti, a pelle, con aperture sui fianchi dalla cintola alle caviglie. Che ti lascino scoperto poco meno di un dieci centimetri di pelle. Chiuse da legacci incrociati, pure di pelle nera. Casacca a doppio trapezio, senza manica, sempre di pelle bianca, aperta sulle spalle e fianchi e anche qui con legacci neri a croce. Ombelico scoperto. Stivaletti morbidi di pelle nera e guanti da ciclista pure di pelle nera. Un basco morbido, sempre di pelle nera. Che ne dici?"

"Mmhh, interessante. Potresti disegnarmi un figurino per capire bene i dettagli?"

"Certo. Dammi due giorni. Ho per le mani una pelle bianca che è una meraviglia, morbida, elastica, forte. Molto bella. Ti calzerà indosso come un guanto e sembrerai nudo pur essendo vestito. Farai prendere un infarto sia alle ragazze che ai ragazzi, te lo garantisco. Sotto, logicamente, non indosserai niente. Se vieni di là, comincio a prenderti le misure."

Prendendogli le misure, Saverio lo toccò più volte in modo provocante.

"Molla, Verio..." disse ridendo Dario.

"E perché? Lo sai che mi piaci, no? Vorrei misurartelo quando è in tiro, ma con la mia bocca..."

"No, dai. Non ti basta il tuo commesso?"

"Quello? No... È una checchina. È solo buono a farmi una pompa ogni tanto, solo per darmi una calmata quando sono troppo su di giri. È bravino, devo ammetterlo, però... E poi tu m'hai tolto Lallo! Dovrò pur ripagarmi, no?"

"Io non t'ho tolto Lallo. Mica eravate amanti, no?"

"No, è vero. Ma mi manca. Era così focoso... Dai... Preferisci mettermelo in bocca o in culo?" insisté l'uomo carezzandolo fra le gambe.

"In nessun posto. Sto con Lallo, ora, lo sai."

"Beh, non mi dire che non vi mettete neanche un cornetto, ogni tanto..."

"Esatto. Neanche un cornetto."

Saverio continuava a carezzargli il pacco in cui stava affiorando una mezza erezione. Dario gli allontanò la mano.

"Piantala, o mi costringi a cambiare sarto!" minacciò semiserio.

"Ma ti si stava rizzando. Non mi piace lasciare i lavori a metà..."

"Non mi va, davvero, Verio."

"Non t'era piaciuto, là sull'isola?"

"Sì, certo, hai un bel corpo, molto virile... è stato bello. Ma adesso ti voglio come sarto, non come maschio."

"Io sono eccitato, però, a questo punto..."

"Se vuoi ti mando di qua il tuo commesso..." rispose ridacchiando Dario.

"Mi sa di sì. M'hai fatto venire una voglia..."

Mentre Dario usciva dal negozio intravide Saverio sospingere il giovane commesso nel retro, e sorrise fra sé e sé.

Quando Dario vide il disegno del figurino, approvò il modello, chiese solo di sostituire la pelle nera con pelle color grigio topo. Saverio approvò il cambiamento ed iniziò a preparare il modello.

L'abito di pelle bianca quando fu finito risultò davvero molto bello. Quando lo indossò in casa per farlo vedere a Lallo, questi sgranò gli occhi.

"Oh cazzo! Ma così ti salteranno addosso tutti appena compari sul palco! Dio che voglia mi fai venire addosso! Adesso te lo levi subito e facciamo l'amore, o te lo strappo di dosso io!"

"No, per carità, costa caro, sai?"

"E chi ti resiste, così? Giurami che lo metterai solo in scena! Né prima né dopo. Giuramelo!"

"Va bene, va bene, te lo giuro..." rispose Dario ridendo e cominciando a sfilarsi il costume di pelle. "Lallo, vai a mettere la bottiglia fuori, o rischiamo di trovarci qui Luca..."

"Che me ne frega! Io ti voglio subito."

"O vai tu a metter fuori la bottiglia, o ci vado io così, nudo." minacciò Dario,

"Va bene, va bene... comincia a metterti sul letto, tu, arrivo subito!"

Lallo tornando verso la camera da letto si spogliò seminando una scia di abiti dietro di sé.

"Oh, Riccetto, tu mi fai perdere il controllo!" gli disse salendo sul letto e mettendosi subito a fare l'amore con lui.

Il Giro Jazz finì ed i Mad Boys vinsero il primo premio. Gli Angels arrivarono terzi. Secondi furono i Si Larri di Cagliari.

Per lo spettacolo di premiazione, trasmesso dal secondo canale della Rai, Dario indossò il suo completo nuovo di pelle bianca, con cui comparve anche nella susseguente tournée europea e sulle copertine dei loro CD, dischi e cassette.

Guadagnarono parecchi milioni, firmarono parecchi contratti e presero Steno come loro impresario fisso. Lallo non poté seguirli in tournée perché il suo lavoro non glielo permetteva.

All'inizio della tournée, Marcello e Tania si sposarono. Gustavo lasciò Letizia e Luca si mise con Gianna, le giovane nipote di Steno e sua segretaria, che li seguì in tournée. Così Dario riprese a dividere una stanza con Gustavo.

"Cazzo, Riccetto, quel tuo costume di pelle bianca è uno schianto. Ci fai scomparire a tutti..." gli disse l'amico una delle prime sere in albergo, mentre si mettevano a letto.

"Ma no, anche i vostri costumi sono molto belli..."

"Ma il tuo è il più sexy. Mi sa che devo anche io andare da Verio a farmene fare uno, la prossima volta."

"Pure quello di Marce è molto sexy..."

"Sì, è vero. Il gilè rosso corto e aperto davanti gli valorizza il torso..."

"Anche i calzoni attillati sul bacino ed aperti in basso gli stanno bene. Tania ha molto gusto."

"Sì, ma gli fa mettere la conchiglia come ai ballerini. A te invece si intravede... the real thing! È più erotico. E poi il bianco... puro e perverso."

Dario ridacchiò: "Puro e perverso?"

"Sì, come sei tu."

"Perverso io? Puro io? Nessuno dei due, mi pare."

"Tu... sei innocente come un bambino, ma sai far eccitare come un'odalisca!"

"Ma piantala!"

"No no. Lo vedo io come ti spogliano tutti con gli occhi, maschi e femmine. Ma sei innocente perché ti esibisci senza... senza esibizionismo. Tu lo faresti tirare anche ad una statua di marmo."

"Hai visto che campagna stampa ci ha montato Steno?"

"Sì... sa il fatto suo. Ma non cambiare discorso, adesso."

"E che altro c'è da dire? Sono sexy, ok. Sono puro e perverso, ok. E poi?"

"E poi... a me mica è passata, sai?"

"Eh?"

"Non far finta di non capire."

"No... ma è solo perché adesso hai mollato Letizia."

"No, non c'entra."

"Ma... mica ho capito perché vi siete lasciati, voi due."

"Parlava troppo di matrimonio, quella. E faceva già troppo la moglie-madre. Metti la maglietta, cambiati i calzini, mangia l'ovetto... mi sono rotto, semplicemente."

"A letto... come era?"

"Calda. E abbastanza disinibita. Ma mica c'è solo il letto per una coppia, no? E poi era gelosa."

"Gelosa? Gliene davi motivo?"

"No, macché! Ma appena scambiavo due parole con una ragazza, lei si fiondava lì e miagolava: non mi lasciare sola, amore mio. E come sottolineava quel mio, quasi a dire all'altra: guarda che questo qui è già preso, è proprietà privata. È già durata troppo, otto mesi."

"Ma non ti manca, adesso?"

"Nooo... per una che perdi ce ne sono mille che aspettano. E aspettino pure, per ora. Mica sono come Marce, io. Quello è un tipo casalingo."

"Però stanno bene, lui e Tania. Sono una gran bella coppia."

"Sì, Tania è intelligente."

"E buona."

"Sì, anche. E dice Marce che a letto... è una bomba."

"Bene. Sono contento."

"Ti manca Lallo?"

"Un po'. Anche lui a letto è una bomba. E mica solo a letto. Ci sto bene assieme."

"Ma siete innamorati?"

"Più o meno. Ci vogliamo molto bene, ecco."

"Più che amici ma meno che amanti?"

"Sì, forse. Ma ci siamo fedeli, come due amanti."

"Se si potesse... lo sposeresti?"

"No, non ancora, credo."

"Mmhh, lo immaginavo."

"Ah sì? E perché?"

"Mah, così... sensazioni. Comunque è molto simpatico, Lallo. Mi dispiace che non sia potuto venire. Per te, dico."

Dopo un lungo silenzio Gustavo chiese: "Dormi?"

"Non ancora."

"Mi prometti che non t'incazzi se ti dico una cosa?"

"Va bene, sputa."

"Luca m'ha detto che una volta tu e lui avevate cominciato a... a fare qualcosa..."

"Sì, è vero."

"Ma che tu poi hai voluto smettere."

"Sì, esatto."

"Perché, dice lui, lui non era pronto a... a mettersi sullo stesso piano con te."

"È così."

"cosa volevi dire, esattamente?"

"Che lui si aspettava da me quello che di solito s'aspettano gli etero dai gay: fammi godere e arrangiati... capisci?"

"Cioè farselo succhiare o mettertelo nel culo, ma non succhiartelo o farselo mettere?"

"Eh, più o meno. O anche solo farsi una sega in due, tanto per sfogarsi."

"Già, capisco. Dice Luca che avevi ragione tu. Che la sua proposta non era giusta nei tuoi confronti."

"Appunto."

"Ti dispiace che Luca me l'abbia detto?"

"No, per niente. Siamo tutti amici, no?"

"Già. Sai che Mario ci ha provato con me?"

"Mario chi?"

"Quello della trattoria toscana. Quasi due anni fa."

"Strano. Credevo che facesse il filo a me. Te, ti trattava con più distacco."

"A causa del mio no. E forse con te non ci ha provato perché aveva paura di un altro no."

"Con te ci ha provato... come?"

"Così. Una volta che tu non c'eri. Mi dice che io sono proprio un bel ragazzo, simpatico eccetera. Io lì per lì manco avevo capito. Allora lui mi chiede se lo aspetto all'intervallo dopo pranzo che mi vuole offrire il cinema. Io dico di sì e penso che forse si sente solo e cerca di farsi un amico. Ma al cinema lui mi mette una mano sul pacco e mi chiede se ho voglia. Io gli ho detto di no, perché non mi va di farlo coi maschi... E così è finita. E dopo con me era... beh, non freddo ma forse solo un po' imbarazzato."

"Già, Solo lui ci ha provato con te?"

"No, parecchi altri. In modo più o meno esplicito... Da quando avevo diciassette anni."

"E tu non ci hai mai provato?"

"No, mai. Non mi tirava neppure..."

"E allora..."

"Con te? Con te è diverso. Non te lo so dire perché, ma è diverso. Forse perché sei un amico, forse perché sei più bello degli altri, forse perché stiamo così spesso assieme... Ma con te... mi tira. E con te... io non farei come Luca... con te... vorrei provare di tutto... alla pari, capisci?"

Dario non disse nulla. Anche Gustavo tacque.

Nei giorni seguenti, durante la tournée, non tornarono più su quell'argomento. Ma quando si spogliavano per andare a letto, Dario era cosciente degli sguardi dell'amico e delle sue mezze erezioni.

Qualche notte Gustavo non tornava in albergo. A volte rimorchiava, o meglio si faceva rimorchiare da una ragazza.

La tournée durò due mesi. A volte Dario riusciva a telefonare a Lallo. Per non far sospettare la sua famiglia, lo faceva chiamare da Roberta, che si prestava volentieri e quando Lallo era in linea, gli passava il telefono.

Sia Gianna che lo zio, Steno, avevano accettato senza il minimo problema che Dario fosse gay e stesse con Lallo. Da certi discorsi ed accenni che Steno aveva fatto, Dario pensò che l'uomo, almeno da giovane, avesse avuto qualche esperienza bisex. Infatti aveva vissuto per tre anni con una coppia di ballerini, marito e moglie, più vecchi di lui, che l'avevano introdotto nel mondo dello spettacolo. E quasi certamente in quei tre anni doveva essere stato l'amante di tutti e due. Anzi, sospettava che avessero sempre dormito tutti e tre assieme.

Dario non aveva approfondito, né fatto domande, ma era quasi certo di aver interpretato correttamente il rapporto di Steno con quella coppia. Steno non s'era mai sposato. Né però l'avevano mai visto appartarsi o filare né con uomini né con donne.

Luca una volta aveva chiesto ai compagni: "Ma secondo voi, Steno ha una vita sessuale?"

Marcello gli aveva risposto: "Chiedilo a Gianna. Forse lei lo sa,"

"No, gliel'ho chiesto. Dice che da quando lei lo ricorda non l'ha mai visto con nessuno."

"Eppure è un bell'uomo, e neppure vecchio."

"Avrà raggiunto la pace dei sensi..." commentò Roberta.

Marcello sorrise.

Gustavo, che aveva ascoltato in silenzio quello scambio di battute, disse: "Non mi pare possibile. Sarà semplicemente molto discreto. Noi mica lo vediamo tutto il giorno, no? E poi lui è d'un'altra generazione..."

"Sia come sia," aggiunse Dario, "con me e Lallo è sempre stato gentile e corretto. E se scopa o no, dopo tutto, sono cazzi suoi. L'importante per noi è che sia un buon impresario. E lo è."

Questo aveva fatto cessare la discussione su Steno.

Finita la tournée, che era andata molto bene, Steno regalò ad ognuno dei cinque membri della band un album a colori con i ritagli di tutti i giornali e le riviste che avevano parlato di loro.

Tornato a casa, Dario cercò subito Lallo. Si ritrovarono e Lallo passò con lui tutto il week-end, in cui fecero l'amore a lungo, quasi a cercare di recuperare i due mesi di separazione.

"Ti sono mancato, Lallo?"

"Sì, anche troppo. Hai avuto qualche avventura, tu?"

"Che, scherzi?"

"Se tu le avessi avute... ti capirei..."

"Perché, le hai avute tu, forse?"

"No, macché... ma due mesi sono lunghi. Non passavano mai. E io lo so come ti guardano durante i concerti, come ti fanno il filo, dopo..."

"Lallo, lo sai che ti sono fedele io, no?"

"Sì, certo. Ma a volte... la carne è debole. Non siamo di pezza..."

"Ti è pesato molto aspettarmi, vero?"

"Sì, molto. E tra poco ci sono le ferie... e ci si deve separare di nuovo..."

"Come, non vieni con me?"

"Non posso. Ho dovuto promettere ai miei che andavo al paese con loro."

"Ma io... io pensavo che andavamo assieme. Pensavo alle Canarie, io e te..."

"Sarebbe bello... ma sai com'è..."

"No, non so com'è. Hai ventisei anni, cavolo! Possibile che tu non riesca a farti la tua vita? A staccarti dai tuoi? Possiamo metter su casa assieme... Ho abbastanza soldi, ormai, e questa la possiamo lasciare a Gus."

"No, Riccetto. Io non me la sento di... troverebbero strano che io vada ad abitare con un uomo. Capirebbero..."

"E allora? Capiscano! Resterai tutta la vita prigioniero della tua famiglia? Dovremo continuare a vederci di nascosto? A me non va, Lallo. Io voglio vivere con te, ormai..."

"Dammi ancora un po' di tempo, per favore. Anch'io vorrei poter vivere con te. Lo sai quanto mi piace stare con te, no?"

"Sì... ma devi prendere una decisione, una buona volta."

"Mi penserai, quando sarai alle Canarie?"

"E che ci vado a fare, da solo? No, se Gus mi vuole, andrò con lui." rispose Dario un po' imbronciato.

Gustavo non aveva fatto piani ed accolse con piacere la proposta di passare le vacanze estive assieme. Decisero di andare a passare tre settimane in Scozia, girandola tutta.

Quando tornarono Dario cercò Lallo. Questi gli disse che ci aveva pensato... ma che non se la sentiva di andarsene di casa. Dario ne fu profondamente deluso. Discussero a lungo ma questo non fece che creare tensione fra i due. Anche il loro fare l'amore ne risentì. E così, inevitabilmente, finirono per decidere di lasciarsi.

Dario ne fu piuttosto amareggiato e solo la vicinanza degli amici e la ripresa dei loro show lo aiutarono a reagire a poco a poco.


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