Il rapporto fra Dario e Gustavo, sul piano fisico, si sviluppò e si completò notte dopo notte. Anche quando giunsero alla penetrazione, Gustavo entrò nell'amico con dolce e tenero vigore, in movimenti quasi solenni nella loro decisa calma, con una passione piena e matura. A Dario piaceva molto il modo di fare l'amore dell'amico. I loro rapporti avevano sempre la solenne calma dell'eternità, non la fretta del momento da cogliere. Erano unioni assaporate a fondo, centellinate, gustate, ma non per questo meno appassionate.
Gustavo aveva anche voluto essere penetrato da Dario. Ma a poco a poco fu Dario stesso a preferire essere penetrato che penetrare, perché sentì che se anche l'amico accettava volentieri la penetrazione, non ne ricavava granché piacere. Era più un'accettazione razionale che non istintiva. Non era e non pareva diventare un desiderio.
Non avevano mai diversi orgasmi in una notte, come invece spesso capitava con Lallo, ma uno solo, dopo un'unione che poteva durare anche ore. Quando erano soli, specialmente dopo che tornarono a casa, una volta finita la tournée, avevano preso l'abitudine di girare per casa nudi e spesso si baciavano, si toccavano, anche senza giungere ad unirsi. Era un tener desto il reciproco desiderio, alimentarlo a lungo, finché giungevano finalmente all'unione e quindi al reciproco godimento.
Si offrivano in continuazione l'uno all'altro ed ogni volta sentivano un po' come se si incontrassero per la prima volta. Come se si toccassero, si scoprissero per la prima volta, come se si vedessero nudi per la prima volta. Come se si unissero per la prima volta.
Per Dario era un'esperienza del tutto nuova, incredibilmente bella. E Dario un giorno si ritrovò completamente innamorato di Gustavo.
"Gus, ho fatto l'amore con decine di maschi, ma tu... tu sei unico."
"Anche tu sei unico, e non solo perché sei il primo maschio con cui faccio l'amore." rispose dolce l'amico sfiorando il corpo di Dario.
"Gus... io ti amo. Vorrei stare con te per sempre..."
L'amico annuì, ma rispose: "Riccetto, non sarà per sempre..."
"Ma possiamo provarci, almeno."
"Io ti voglio molto bene. Sto d'incanto con te. Mi piace molto, moltissimo fare l'amore con te. Ma mi conosco... io ho bisogno di farmi una famiglia, di avere dei figli, prima o poi. È il mio sogno. Perciò, prima o poi, dovrò smettere, con te... Non devi illuderti, non puoi."
"Oh, Gus... ma io ti amo..."
"Anche io, a modo mio. E non è perché sei un maschio, che non mi vai... cioè, vedi, ci sono due cose che mi impedirebbero di stare per sempre con te. Una è appunto di non poter avere figli. Se anche tu fossi una donna, ma sterile, sarebbe lo stesso: prima o poi cercherei un'altra donna con cui fare figli, capisci? E il secondo problema è che non possiamo vivere la nostra relazione alla luce del sole. Vedi, Luca può abbracciare, baciare Gianna ovunque, senza problemi, davanti a tutti. Possono coccolarsi, scambiarsi tenerezze anche in strada, in sala, ovunque. Tra di noi non è possibile. Forse anche per mia vigliaccheria, lo ammetto. Ma non me la sentirei di sopportare le reazioni della gente se lo facessimo. Perciò, Riccetto, questa nostra relazione è bella, bellissima, ma non può durare. Mi capisci?"
"Sì, Gus, ti capisco..."
"So di farti male, dicendoti queste cose. E anche a me fanno male, credimi. Ma questa è la realtà. Potremo stare assieme un anno, due, forse anche di più, ma alla fine... È colpa mia, lo so. Ma io voglio sposarmi, avere figli... Mi dispiace, Riccetto..."
"Va bene così, Gus. Godiamoci il tempo che ci è concesso..."
"Ti ho rattristato, vero?"
"Sei stato onesto."
"Io ti voglio bene, Riccetto, credimi..."
"Si lo sento, lo so. Me lo fai sentire."
"Non è solo voglia di scopare, la mia..."
"Lo so Gus, lo so bene. Io e te facciamo davvero l'amore..."
Dario rifletteva. Per Lallo aveva provato una forte attrazione, ma forse non c'era stato veramente amore. Per Gus invece... Era amore sì. Per la prima volta lo riconosceva. Era talmente innamorato di Gus che lo capiva, capiva che non poteva trattenerlo con sé, per sé. Capiva che la felicità di Gus era davvero una famiglia, dei figli, e lui non poteva dargli questa felicità. Ma lui voleva la felicità di Gus, perché in questo consiste l'amore.
Sapeva che Gus era sincero. Anche quando gli aveva detto, una volta, dopo aver fatto l'amore: "Riccetto?"
"Sì?"
"Io non ti dimenticherò mai, sai? Sarai sempre con me, anche quando troverò la mia donna. I miei figli saranno un po' anche figli tuoi..."
"Miei?"
"Sì, perché ogni volta che facciamo l'amore tu diventi un po' piu parte di me. Quando io bevo il tuo seme, il mio corpo lo assimila e le tue cellule diventano parte del mio corpo. Lo capisci, questo? Io ti sento così..."
Dario tacque, in un misto di emozione, tristezza, commozione.
Gustavo lo baciò, lo carezzò: "Prima o poi smetteremo di fare l'amore. Tu troverai il tuo uomo, io la mia donna. E sia tu che io siamo animali fedeli. Però resteremo legati come mai due esseri sono stati legati, lo sento. Per me è così, lo so. Non cesserò mai di amarti... devi credermi."
"Ti credo..." disse Dario sincero, ma lacrime silenziose gli rigarono le gote.
Gustavo se ne accorse e gliele asciugò con tenerezza: "Ti sto facendo soffrire, vero?" chiese tristemente.
"Non è colpa tua. E io ti amo così come sei, Gus."
"Ma mi vorresti diverso..."
"No. Se tu fossi diverso, non saresti Gus..."
"Sei straordinario, Riccetto. È impossibile non amarti. Prima credevo di conoscerti.. È proprio vero che per conoscersi veramente è necessario fare l'amore... Tu non puoi immaginare quanto ti sono grato per avermi accettato, per accettarmi così."
"Ti amo, Gus..."
"Sì, e forse io non ti amo abbastanza. Vorrei essere capace di rinunciare ad avere una famiglia, dei figli, per te. Ma so che non ci riuscirei. Vorrei saper cambiare, per te..."
"No, Gus. Ognuno di noi è... è come è. Va bene così, Gus..."
"No, lo so che non va bene... Io ti sto facendo soffrire, e non vorrei..."
"Gus! Tu mi stai dando uno dei periodi più belli della mia vita. Tu mi stai dando tutto quello che puoi darmi."
"Troppo poco, vero?"
"Va bene così. Non facciamoci troppi problemi, godiamoci quello che la vita ci offre, finché è possibile. Tu troverai la tua donna, io il mio uomo, come dici tu. Fino ad allora... io sto bene così."
"Anch'io sto bene così, devo ammetterlo. Solo che vorrei essere capace di renderti veramente felice."
"Lo sono."
"Davvero?"
"Sì, Gus, per quanto si può esser felici con tutti i limiti che condizionano la nostra vita. Ma facciamo l'amore, ora, Gus. Ho bisogno di sentirti in me..."
"Anch'io, Riccetto."
Nonostante sapessero che non sarebbe durata, la loro relazione proseguì intatta, forte e bella. La vivevano giorno per giorno, cercando tutti e due di non pensare al futuro, o almeno di non pensarci troppo.
Dario incontrò diverse volte Silvano. E raccontò al professore della sua relazione con Gustavo.
"È un caro ragazzo, mi pare, il tuo amico Gustavo..."
"Sì. Lo amo. Anche lui mi ama, in fondo."
"Sì, lo capisco. Ma evidentemente il suo non è amore pieno, completo. Il vero amore mette l'altro al primo posto ed è disposto a rinunciare a tutto, a tutto davvero, pur di fare felice l'altro..."
"Ma Gus non può rinunciare. Non è che non vuole, non ci riesce."
"D'accordo. Perciò non è in grado di amarti come forse lui stesso vorrebbe."
"Non ne ha colpa.."
"No, sono d'accordo con te. Non è facile essere capaci di amare veramente, totalmente. È una delle cose più difficili nella vita. La si impara a poco a poco... se si crede nell'amore."
"È un po' che non vedo più Giusto..." notò Dario ad un certo punto.
"Mi ha lasciato. Si è messo con Lallo. Credo che siano fatti l'uno per l'altro."
"Oh, mi dispiace, non lo sapevo. E così tu sei rimasto solo..."
"Sarebbe successo, prima o poi. Ricordi che te l'avevo detto?"
"Sì. Ma in fondo, non avevi già rinunciato a lui da tempo?"
"Certo, perché Giusto era invaghito di me, non era innamorato."
"Ma non lo lasciavi un po' troppo libero di fare l'amore con chi voleva?"
"Nel rapporto d'amore non esiste mai 'troppa libertà'. Se anche l'avessi lasciato meno libero, comunque sarebbe finita. Non stava a me limitare la sua libertà. Stava a lui sentirsi talmente libero da scegliere di stare con uno e uno solo. Credo che con Lallo lo stia forse comprendendo."
"Soffri, per averlo perso?"
"No. Non l'ho mai avuto, in fondo, perciò non l'ho neanche perso. Certo, era bello stare assieme a lui. Giuseppe era dolce e caro, ed era anche bello fare l'amore con lui. Era bello parlare con lui... Ma forse quello che io gli offrivo era troppo per lui... per i suoi anni. Siamo stati assieme due anni, comunque. Era troppo giovane, o io troppo vecchio per lui. Come t'avevo detto, in me cercava più il maestro, la guida che non l'amante. Ne sono sempre stato cosciente."
"Ma... perché t'eri messo con un... adolescente? Ti piacciono i ragazzi?"
Silvano rise: "No, affatto. A me piacciono i ragazzi più maturi, almeno della tua età. È stato Giusto che ha fatto del tutto per mettersi con me, finché ho ceduto."
"Era un tuo allievo?"
"No. Ci siamo conosciuti là al fiume. Era amico di Fiore e del suo amichetto di allora. Si è messo a farmi una corte incredibile. Era troppo giovane per me, anche se fisicamente era già ben sviluppato. E sa fare l'amore... aveva già avuto molte esperienze. Pensa che aveva cominciato a fare l'amore appena pubere, prima con un fratello, poi con gli amici del fratello, Anche suo fratello maggiore è gay."
"Non l'ho mai visto, il fratello."
"No, adesso lavora all'estero, in Austria, dove vive col suo amante."
"Mi son sempre chiesto perché lo chiamano Giusto, invece che Giuseppe..."
"Credo che sia un soprannome che gli han dato da piccolo... sai a volte si dice, quello è un giusto, per dire che è una persona in gamba, onesta..."
"Prof, puoi spiegarmi una cosa?"
"Sì?"
"Perché, secondo te, pur sapendo che la mia storia con Gus finirà prima o poi, ogni volta che faccio l'amore con lui mi sento come... rigenerato, arricchito, felice, più forte, più completo? Il fatto di sapere che lo perderò mi rattrista, certo, eppure il rapporto con lui continua ad essere molto bello..."
"È quello che io chiamo un incontro luminoso. È un tipo di incontro non comune ma neppure troppo raro. L"incontro luminoso ti porta fuori dal tempo: il passato, il futuro, si annullano. C'è solo il presente, uno splendido, luminoso appunto, presente. E allora, anche quando questo frammento di presente ha fine, quando torni nella quotidianità, quando ti separi dall'amato, basta che pensi a lui e te lo senti dentro, ti fa compagnia, ti sorregge nelle difficoltà, ti allieta. Gli incontri luminosi lasciano tracce indelebili, per tutta la vita."
"Gus dice che mi amerà per sempre, anche quando saremo separati, anche quando avrà la sua donna, la sua famiglia."
"Sì, lo credo. Anche lui sta sperimentando con te questo incontro luminoso, è evidente. E se ne rende conto."
"Dice anche un'altra cosa... Dice che quando... quando beve il mio seme, le mie cellule diventano il suo corpo e che per questo mi porterà per sempre con sé... che anche i suoi figli saranno un po' miei..."
"È una curiosa immagine biologico-poetica. Non reale ma molto bella. Deve essere un ragazzo straordinario, questo tuo Gus. A modo suo ti sta giurando eterno amore..."
"Ma... se io sono innamorato di Gus, come potrò mai innamorarmi di un altro? Uccidendo il mio amore per Gus?"
"Non necessariamente. Certo, l'amore può anche morire, ma con lui muore anche una parte di noi. Oppure può rifugiarsi in un angolino del nostro cuore. E lasciare spazio ad un nuovo, grande, vero amore. Vedi, ragazzo mio, l'amore non si divide, si moltiplica."
"Ma se io amo ancora Gus, il nuovo amore non sarà completo, totale, vero... O si possono amare più persone allo stesso modo contemporaneamente?"
"Si possono amare tutti, contemporaneamente. Un po' come una madre, quando le nasce un nuovo figlio, lo ama, e certamente non ama di meno gli altri. In questo senso dicevo che l'amore non è come una torta da dividere a fette, ma qualcosa che si moltiplica. L'amore di coppia è un po' diverso però. Infatti, poiché le nostre forze sono limitate, e poiché l'Altro con l'A maiuscola, l'Amato, deve venire prima di tutto e di tutti, pur lasciando vivo l'amore per gli altri, dobbiamo mettere tutto di noi stessi in un solo amore, in uno solo alla volta. È un po' come il senso della vista. Tu puoi vedere tutto, ma devi fissare lo sguardo su un solo punto alla volta. Ma anche quando tutta la tua attenzione è fissa su un solo punto, questo non impedisce che il nostro campo visivo sia molto più vasto di quel singolo punto. Così, quando ti innamorerai di un altro, Gus resterà sempre, per così dire, nel tuo campo visivo."
"Sì, capisco. Come io resterò per sempre in quello di Gus."
"Credo proprio di sì."
"È bello."
"La vita è bella." rispose sorridendo il professore.
"Sì, è evidente che tu vedi bella la vita. Lo si sente anche nei tuoi disegni."
"Anche tu vedi bella la vita, lo posso sentire quando suoni..."
"È vero. Credo che quello che rende bella la nostra musica sia proprio il fatto che tutti e cinque noi amiamo la vita e la sentiamo bella. Credo anche che quello che c'è fra me e Gus potrebbe esserci anche fra tutti e cinque noi, se solo fossimo meno condizionati dalla società. Comunque è splendido che sia nato fra me e Gus. Lui era tanto tempo che lo desiderava... Ero io che facevo resistenza. Buffo, no?"
"Tu sapevi, il tuo subconscio sapeva che una relazione fra voi due non sarebbe potuta durare, e perciò resisteva. Perché vedi, se da una parte l'eterno ci spaventa, dall'altra noi aneliamo all'eterno. La nostra vera natura è vivere nell'eterno."
"Ma allora, perché alla fine ho accettato? Sono forse un po' masochista?"
"No!" rise Silvano. "È semplicemente che è avvenuto l'incontro luminoso e non hai potuto sottrarti."
"Il colpo di fulmine, vuoi dire?"
"No, non esattamente. Il colpo di fulmine è un tipo di incontro luminoso di particolare intensità e violenza. È una rivoluzione. Ma piu che illuminarci, ci abbaglia. C'è invece un incontro luminoso in cui la luce sorge a poco a poco, come il sorgere del sole. È un'evoluzione lenta. Ma ci si trova, alla fine, immersi nella luce intensa, calda, forte tanto quanto quella del colpo di fulmine. Ma duratura. Fra te e Gus è successo questo. Il vostro rapporto non è nato da un fulmine, ma da un'alba..."
"Forse per questo il nostro rapporto sessuale non è focoso ma calmo, anche se intenso?"
"In parte potrebbe essere così. Ma è anche questione di carattere."
"Ma io con Lallo ero scatenato. Con Gus invece sono tranquillo... Come sono io veramente?"
"Ognuno di noi, se non è chiuso in se stesso come un'ostrica, si realizza nella relazione con l'altro. Per questo i rapporti con persone diverse non possono mai essere uguali."
"È molto bello parlare con te, Prof."
"Grazie. Anche con te, Riccetto. Sei un ragazzo molto bello, e non dico solo fisicamente. Sei una gioia per gli occhi e per il cuore."
"Dai! Mi confondi..." rispose Dario arrossendo lievemente, imbarazzato.
"Abbiamo sempre uno strano pudore nel dire all'altro: mi piaci. E così abbiamo lo stesso pudore nel sentircelo dire. Specialmente quando si sente che il complimento viene dal cuore."
"Bene. Allora devo confessarti una cosa, Prof. Quando io ti ho visto la prima volta, là al fiume, non mi sei sembrato particolarmente interessante. Sei ben fatto ma... ero affascinato da Fiore."
"Fiore è affascinante. Lui e Carlo sono assieme da più di tre anni, ormai. Fiore ha un bel corpo ed un'anima bella..."
"Sì. M'attraeva molto, più di tutti gli altri. Ma a poco a poco ho cominciato a conoscerti. E mi sono accorto che tu sei bellissimo. Hai una bellezza particolare, che si manifesta, si svela a poco a poco. Forse è la differenza fra una boccetta di profumo e l'aria pura. Il profumo ti colpisce subito, copre tutti gli altri odori. Ma è l'aria pura quella che rende veramente godibili gli odori, tutti gli odori. Vale molto più l'aria pura del migliore dei profumi."
"Mi stai facendo un bellissimo complimento, Riccetto..."