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una storia originale di Andrej Koymasky


pin LA RUOTA DELLA VITA CAPITOLO 10
MARCO 7 e LUCA 2

Marco

Il giro negli Abruzzi e nel Molise è stato molto bello, non solo perché sono due regioni poco conosciute ma piene di storia, di bei monumenti, di bei panorami e di cose interessanti, ma anche e soprattutto perché Matteo e io siamo potuti stare assieme ininterrottamente per più di un mese.

Era bellissimo non dover condividere solo quelle quattro, sei ore al giorno ma tutte le ventiquattro ore. È stato un mese costellato di momenti speciali. Come quando Matteo mi svegliava in piena notte facendomi sentire il suo desiderio o lo svegliavo io baciandolo e carezzandolo dappertutto. O come quando ci siamo uniti in pieno giorno in mezzo a un campo, nascosti fra le erbe alte, carezzati dal sole e da una brezza fresca, dimentichi di tutto e di tutti.

Momenti speciali come quando siamo andati su una barca di pescatori per la pesca notturna e io, credendo di non essere visto dagli altri, ho cominciato a carezzare Matteo fra le gambe e un giovane pescatore è venuto e ha detto: è meglio che non vi fate vedere dagli altri, non capirebbero. E ci ha fatto spostare in un altro punto e ci ha detto: io non vi guardo e se s'avvicina qualcuno mi metto a cantare... Poi ci ha strizzato l'occhio e s'è allontanato un po' e noi abbiamo fatto l'amore.

Poi, scesi a terra, abbiamo ringraziato Enzo, il giovane pescatore, e lui ci ha detto che anche lui ha il ragazzo. Per farcelo conoscere siamo andati a pranzo assieme: il suo ragazzo si chiamava Tano e altri non era che il portiere del nostro albergo.

Quando siamo tornati a casa abbiamo preparato la stanza per Arne e il suo uomo, poi siamo andati a prenderli all'aereoporto. Abbiamo passato assieme una decina di giorni molto gradevoli. La cosa che più mi è piaciuta in loro è la loro disinvoltura: giravano per casa anche seminudi, si baciavano e si carezzavano anche davanti a noi ma senza sfacciataggine, senza esibizionismo, con l'estrema naturalezza di due che si vogliono bene.

Fisicamente Kaj è notevole, potrebbe essere un modello da rivista. E sembra anche ben equipaggiato a giudicare dal generoso rigonfio che riempiva il davanti dei suoi slip. Ma come personalità mi ha affascinato Arne. È un ragazzo molto sensibile, attento, dalle idee chiare.

Quando l'ho ringraziato per quello che aveva fatto per me, mi ha detto: "Matteo era chiaramente innamorato di te e da quel che diceva mi era sembrato di capire che tu fossi la persona giusta per lui. Perciò mi è venuto spontaneo dirgli di smetterla di crearsi problemi e di dirti finalmente quello che provava per te. E adesso che ti ho conosciuto e che vi ho visti assieme, so di aver fatto la cosa giusta. Sembrate proprio fatti l'uno per l'altro, proprio come due facce della stessa medaglia."

Appena Kaj sarà promosso ufficiale, siccome non sarà più obbligato a dormire in caserma ma potrà vivere per conto suo, Arne e Kaj si sposeranno in municipio e metteranno su casa assieme. Anche questo mi ha fatto desiderare di poter vivere finalmente con Matteo.

Così, quando Kaj e Arne ci hanno lasciato, io mi sono deciso ad affrontare l'argomento con Matteo per chiedergli consiglio. Gli ho detto che da parte mia l'unico problema era che io non volevo vivere alle sue spalle. Lui allora mi ha parlato della possibilità di ottenere l'assegno di studio che non è un vero stipendio ma è sufficiente per pagarmi le spese vive. Che tonto a non averci pensato! Poi lui mi chiede: ma come la metti con la tua famiglia? Io gli ho detto: dirò loro la verità. Tanto lo capirebbero anche se inventassi scuse. E poi io non mi vergogno affatto di essere il tuo amante.

Come immaginavo, mamma ha reagito solo piangendo e sospirando, proprio come quando avevano scoperto che sono gay, e sentendosi una vittima infelice... Papà è stato a sentire, ha detto che non riusciva a capirmi ma che ero libero di fare come volevo e che, comunque, mi vuole bene. Io ho cercato a lungo, per più di due ore, di spiegargli che il fatto di amare Matteo è una cosa bella e giusta e che Matteo è una persona straordinaria. Ma non l'hanno capito. Papà non ha fatto tragedie ma sembrava invecchiato di dieci anni. Mi dispiace molto perché capisco che ne soffrono, ma era tempo che chiarissi con i miei come intendo vivere.

Papà voleva che prendessi dei soldi ma io gli ho detto che preferivo cercare di cavarmela da solo e gli ho spiegato che avrei chiesto il presalario. Papà mi ha detto di non dimenticare mai che quella è casa mia. In altri termini voleva dirmi: prima o poi metterai la testa a posto, capirai l'errore che stai facendo, e allora puoi tornare da noi che sarai sempre il benvenuto. Generoso... ma davvero non ha capito niente. Se fosse stata una figlia che si sposava, mica le avrebbe fatto quel discorso, no?

Così ho portato via tutta la mia roba e ho finalmente cominciato a vivere con il mio Matteo.

Beh, naturalmente c'è voluto un po' di rodaggio, perché vivere assieme, e non in vacanza, ventiquattro ore su ventiquattro vuol dire imparare le mille piccole abitudini e manie dell'altro che in una convivenza part time non vengono fuori e vuol dire, soprattutto, adattarsi all'altro. Ma è proprio l'amore che aiuta a superare questi problemi. Direi che nel giro di pochi mesi ci si è abituati a questa nuova vita. Sicuramente perché i lati positivi, belli, superano abbondantemente gli inevitabili attriti iniziali. E perché Matteo ha un carattere dolce e accomodante.

Sento che sta facendo del tutto perché io mi senta a casa mia, anzi a casa nostra. Certo, all'inizio e un po' ancora adesso, la sentivo più come casa sua. Ma pian piano comincio a sentirla sempre più come casa nostra.

Tramite Gino e Lorenzo abbiamo conosciuto un'altra coppia gay: Mario e Silvio. Vivono assieme da ben dieci anni. Sono simpatici e si sta bene con loro. Silvio, sia pure in modo molto discreto, ci ha provato con me. Gli ho detto chiaro e tondo che io sto bene con Matteo e che non mi interessa niente altro e nessun altro. Non è più tornato sull'argomento e si comporta sempre in modo corretto. Da quello che ho capito a volte a Silvio e Mario piace avere un terzo o un'altra coppia con cui fare l'amore. Credo che qualche volta l'abbiano fatto con Gino e Lorenzo, ma non ne sono sicuro e comunque non è cosa che mi riguardi.

Pare che Silvio, prima di mettersi con Mario, fosse abbastanza un libertino. Ho visto le sue fotografie di quando aveva vent'anni: anche adesso è un gran bell'uomo, affascinante, ma allora con quel suo viso a metà fra il monello e l'adulto, con quel suo corpo perfetto, credo che fossero gli altri a dargli una caccia spietata, che non dovesse neppure cercare lui. Ma a un certo punto ha conosciuto Mario durante una sfilata di moda e per la prima volta ha dato lui la caccia a un altro ma è rimasto "accalappiato" da Mario. Dieci anni assieme: è molto bello. Un terzo circa delle loro vita.

Ora Silvio ha messo su un laboratorio di computer assieme a Mario e pare che facciano buoni affari, anche se ancora ultimamente hanno fatto un servizio fotografico per una linea di indumenti intimi maschili e ora che li conosco mi fa un certo effetto vedere le loro foto, seminudi, nelle vetrine.

Credo che se Matteo facesse qualche volta l'amore con un altro non mi peserebbe troppo ma che, se mi chiedesse di farlo in tre gli direi di no. So che anche lui la pensa così, perciò il problema non esiste. Mi darebbe fastidio farlo in tre perché a me comunque il terzo non interesserebbe e non mi piacerebbe vedere un altro toccare il mio Matteo. Dividere con un altro il mio Matteo. O stare a guardare Matteo che fa l'amore con un altro. No, penso proprio che non lo sopporterei. Forse questo è egoismo, non so. Ne ho parlato con lui e dice che anche per lui è esattamente così e che quindi o siamo egoisti tutti e due o non lo siamo nessuno dei due.

Adesso che vivendo assieme abbiamo più tempo a nostra disposizione, condividiamo più di prima le nostre attività. Io lo aiuto a preparare le lezioni e lui mi aiuta a preparare gli esami. Credo che mi piacerà molto poter insegnare, dopo la laurea. Anche se temo che non sarò mai un insegnante in gamba come Matteo. Lui dice che sarei anche meglio di lui, ma credo che non possa essere oggettivo in questo giudizio, perché è troppo innamorato di me.

I miei esami continuano ad andare bene e fra poco più di un anno dovrei laurearmi. Sto cominciando a pensare alla tesi. Mi piacerebbe farla sui futuristi italiani, ma non so ancora. A Matteo piacerebbe che la facessi su Pasolini, ma a me questo argomento non attrae. Siccome so che, come tutto il resto, anche la tesi la farò assieme a Matteo, dobbiamo trovare un argomento che piaccia a entrambi e che il mio professore accetti.

Non mi dispiacerebbe, in qualche modo, farla su un argomento che mi permetta di analizzare l'omosessualità in letteratura. Pasolini me lo permetterebbe ma vorrei spaziare di più. Solo che credo che il professore non accetterebbe mai un tema di questo genere, essendo un comunista ortodosso. I comunisti puri sono più chiusi, su questo argomento, degli stessi cattolici. Sono omofobi per eccellenza. Chissà perché?

Tony sta organizzando la sua prima mostra. I suoi disegni, specialmente quelli di nudi maschili, sono molto belli. Hanno un'eleganza e una sensualità notevoli, sono essenziali ed esaltano la bellezza maschile con pochi tratti. Ci ha regalato uno dei suoi nudi per il giorno in cui Matteo e io ci siamo scambiati le fedi. Per l'occasione avevamo organizzato un pranzo da noi a cui avevamo invitato Leo e Tony, Mario e Silvio, Lorenzo e Gino. Non abbiamo fatto una vera e propria cerimonia, ma subito prima del pranzo ci siamo semplicemente scambiati le fedi, baciati e promessi reciproco amore.

Lorenzo ha scattato le fotografie: ogni tanto le riguardo e di nuovo provo l'emozione di quel momento.

Amare Matteo, sentire il suo amore, è emozione.


Luca

Se mio cugino Roberto mi ha insegnato a fare sesso per davvero, cioè in un modo più completo che i giochi da ragazzini che facevo prima, in questo anno sono successe tante di quelle cose straordinarie che mi sento molto diverso dal ragazzetto imbranato che s'era fatto sverginare da Roberto senza neanche sapere che fra maschi si potevano fare quelle cose.

Tanto per cominciare, dopo che mio cugino m'aveva spiegato dei parchi in cui si batte e si può combinare una sveltina, io ho cominciato a girarli sperando di trovarci qualcuno, ma forse perché era inverno o forse perché non potevo mai andarci di notte, non ho trovato mai niente.

Dove invece ho trovato, e proprio non me l'aspettavo, è stato al cinema. Ero andato da solo al cinema parrocchiale a vedere un film con Bud Spencer e Terence Hill. Al solito ero andato in galleria e c'era qualche posto vuoto solo nell'ultima fila. Dopo poco, al buio, vedo un uomo sulla trentina sedersi nel posto vicino al mio. Non ci faccio caso e continuo a guardare il film. Poi la sua gamba tocca la mia come si fa se si vuole chiamare il vicino, allora lo guardo ma lui sta seguendo il film, così penso che s'è mosso e m'ha toccato per caso.

Poi sento che mi ha messo una mano sulla coscia, lo guardo di nuovo ma lui continua a guardare lo schermo. A quel punto capisco che sta facendo esattamente come facevo io a letto quando mi veniva voglia di provarci con l'amico con cui dormivo. Quindi se io non mi muovo quello tra poco mi tocca sulla bottega, ho pensato, e subito ha cominciato a venirmi duro. Poi ho pensato che quelli della mia fila potevano vederci e ho controllato. Dalla mia parte c'erano tre posti vuoti, poi c'era gente. Forse non potevano vedere la mano del mio vicino ma forse sì, specialmente nei momenti in cui lo schermo rifletteva più luce. Dall'altra parte non c'era nessuno.

Frattanto la mano dell'uomo saliva, saliva sulla mia coscia e ne sentivo il calore e era eccitante. E ecco che la sua mano s'è posata sulla mia bottega e ne ho sentito il calore e lui ha cominciato a palparmelo. Cazzo, se mi piaceva! Lui allora ha cercato di aprire la cerniera lampo ma allora io l'ho fermato e gli ho sussurrato: ci possono vedere... E lui: mettici sopra il cappotto. Allora ho tolto il mio cappotto dal sedile vicino e l'ho ripiegato sulle mie gambe in modo di nascondere quella mano inquisitrice. Lui me l'ha tirato fuori e ha cominciato a farmi una sega piano piano. Poi anche lui s'è coperto le gambe col suo cappotto, ha preso la mia mano e l'ha guidata lì sotto fra le sue gambe e ho sentito che ce l'aveva già fuori della bottega, dritto e duro e enorme che mi riempiva tutta la mano e guizzava che era un piacere sentirlo.

Provavo come dei brividi per quella sega inaspettata e pensavo che era un peccato farlo lì senza neanche poterci spogliare, potercelo vedere. Il suo, così grosso, avrei voluto poterlo guardare, toccare con tutte e due le mani, magari leccarlo... Poi il primo tempo del film sta per finire e ce lo siamo rimesso rapidamente nei calzoni e ci siamo risistemati appena in tempo prima che accendessero le luci. A me mi batteva il cuore forte forte come un tamburo.

Si è accesa la luce e lui mi dice ciao e cominciamo a chiacchierare. Mi chiede quanti anni ho, come mi chiamo, poi mi dice: vieni con me che andiamo in un posto più tranquillo a divertirci. Io logicamente ho capito come voleva divertirsi e gli ho detto subito di sì. Così siamo usciti, siamo saliti sulla sua macchina e ha guidato fino a un cortile. Ha aperto una portina e siamo entrati nel retro di un negozio di mobili e c'era un letto matrimoniale che non si vedeva dalle vetrine. S'è fatto aiutare da me a stenderci sopra un grande telo color nocciola poi un lenzuolo e mi dice: faccio sempre così quando mi porto qui un ragazzo per fare l'amore, così non rischiamo di bagnare il materasso quando veniamo.

Io gli ho chiesto: ce ne porti tanti di ragazzi qui per scopare? E lui: due o tre alla settimana. Sono sposato e non posso portarmeli a casa, capisci. Ma qui quando il negozio è chiuso si sta comodi e tranquilli e solo io ho le chiavi. Allora ci siamo spogliati nudi: quell'uomo, come corpo e come faccia non era né bello né brutto, ma aveva un cazzo che m'ha lasciato a bocca aperta! Roberto era più bello di lui, ma quell'uomo sapeva fare l'amore in un modo... molto meglio di Roberto.

Solo che quando ha provato a fottermi nel culo, anche se ci aveva messo parecchia vaselina, mi faceva male, era troppo grosso. Mi piaceva anche, sentirlo spingere, ma appena entrava anche solo un po' faceva un male cane e gli dicevo di toglierlo. Lui ci ha riprovato due o tre volte ma lo toglieva appena gli dicevo: fa troppo male. Allora lui ha detto: non c'è nessuna fretta, devi solo abituarti, vedrai che ci riusciremo una delle prossime volte. Così siamo venuti facendo un sessantanove (m'ha spiegato lui che si chiama così) che a me sembrava di affogare tanta gliene è venuta fuori ma era la prima volta che io venivo in una bocca e mi è piaciuto un sacco.

Così poi ci siamo dati appuntamento per tre giorni dopo. Ci siamo visti un po' di volte ma non sono mai riuscito a prenderlo da lui perché ce l'aveva davvero troppo grosso e mi continuava a fare male anche dopo un po' di volte che ci provava. Roberto non mi aveva fatto male neanche un po', ma ce l'aveva parecchio più piccolo. Lui invece l'aveva davvero enorme che anche in bocca mi ci entrava appena e a succhiarglielo mi ritrovavo le mascelle indolenzite tanto dovevo allargarle. Però mi piaceva succhiarglielo e farmelo sfregare addosso, o quando mi faceva incrociare le gambe e tenerle ben strette e lui me lo infilava fra le cosce, sotto alle mie palle, e fotteva in quel modo e il mio cazzo restava imprigionato fra il mio ventre e il suo e fottendo me lo sfregava così venivo anche io senza bisogno di farmi una sega.

Andy (si chiamava Antenore ma si faceva chiamare Andy) una volta m'ha chiesto se mi andava bene che la volta dopo portava anche un altro ragazzo. L'idea m'è piaciuta e così io gli ho detto di sì. Così la volta dopo alle otto quando ho bussato alla portina del retro Andy m'ha aperto e c'era già l'altro ragazzo. Si chiama Renzo, ha due anni più di me e a vederlo pare un tipo timidino ma a letto non lo è per niente. Mi ha stupito vedere con che facilità si lasciava infilare in culo l'enorme cazzo di Andy e come se lo godeva. Io guardavo affascinato quel palo entrare e uscire dalle sue chiappette spalancate e allora Renzo m'ha tirato più vicino e s'è messo a succhiarmelo. Poi Andy ha voluto che fossi io a inculare Renzo e ci sono sprofondato dentro come un dito nella panna montata e era caldo e piacevole e per la prima volta in vita mia ho fottuto un culetto. Cazzo, se è bello!

Quando siamo usciti dal negozio verso le nove io e Renzo abbiamo fatto un pezzo di strada assieme e abbiamo parlato. Renzo fa l'amore da quando aveva dodici anni! Cioè mica i giochini da ragazzini come facevo io un anno fa, ma proprio tutto. Chi gli ha insegnato è stato suo fratello più grande che è gay (parola nuova che ho imparato da Renzo) come lui e con cui ancora fotte. Suo fratello si chiama Lino, ha vent'anni e fa il marinaio nell'esercito e quando torna a casa in licenza fanno sempre l'amore, di nascosto, si capisce.

Con Renzo ci siamo visti il giorno dopo perché è venuto ad aspettarmi all'uscita da scuola. Lui fa il liceo linguistico. È simpatico e a letto fa di tutto ma gli piace solo prenderlo e non metterlo cioè mi ha spiegato che lui è passivo. Gli è piaciuto farlo con me e mi ha proposto di mandare a farsi fottere Andy e di farlo solo fra noi. Mi ha detto che tanto a casa sua possiamo stare tranquilli perché la madre fa l'infermiera in ospedale e ha il turno dalle quindici alle ventitré. Il padre li ha abbandonati sei anni fa e non s'è più visto e la sorella grande s'è sposata l'anno scorso e non sta più con loro.

Così spesso uscito da scuola vado a casa di Renzo e guardando le sue riviste gay fottiamo tranquilli usando il lettone grande di sua madre che dopo rimettiamo di nuovo a posto così non si vede che l'abbiamo usato. Renzo dice che per la mia età ho un bell'uccello e che gli piace come glielo muovo dentro. Lui è anche molto esperto a succhiarlo così non so mai decidermi se preferisco venirgli in bocca o in culo. Davanti al lettone c'è l'armadio tutto a specchi e mi piace guardarci mentre facciamo le varie cose nostre.

Poi, sempre quest'anno, i miei mi hanno iscritto al liceo classico, alla quarta ginnasio. E qui è successa un'altra cosa molto, ma molto interessante. Nella mia scuola esiste un gruppo di studenti gay, che lo sanno tutti, mettono i manifesti di un'associazione gay che non sapevo neanche che esistesse firmata coi loro nomi e la classe! Ce n'è uno in quinta C, due in prima B, due in prima E, uno in seconda C, uno in seconda E e due in terza A. Pian piano li sto individuando tutti.

Avrei voglia di andarci a parlare e magari anche a scopare con qualcuno più carino ma non ne ho il coraggio. Cioè ho paura che poi possono venirlo a sapere i miei e ho paura che ne verrebbe fuori un gran casino. Però l'idea che esiste un'associazione tutta di gente come me, mi piace un casino. Dai manifesti ho visto che fanno anche film e dibattiti e gare varie e feste e mostre. Mi piacerebbe forse andarci. Mi sono segnato l'indirizzo e sono andato a vedere dov'è. Ma non ho ancora avuto il coraggio di entrare.

Quando ne ho parlato con Renzo m'ha detto che lui non rischierebbe, tanto più che i miei sono siciliani e su queste cose hanno le idee ristrette. È vero almeno con le mie sorelle le controllano sempre cosa fanno e con chi vanno e dove vanno. Mio fratello invece sarà che è grande ma va e viene come gli pare. Mio fratello ha la ragazza e forse un altr'anno si sposano. Un giorno che eravamo lì in casa solo noi due e che Franco, mio fratello, è andato a fare il bagno io l'ho spiato dal buco della serratura. Stava in piedi nella vasca e si stava insaponando tutto il corpo e potevo vederlo proprio bene. Quando s'è insaponato l'uccello l'ha scappucciato per pulirlo bene e gli è venuto duro e allora ha cominciato a farsi una sega. Mi sono talmente eccitato a guardarlo che ho dovuto tirarmelo fuori e mi sono fatto una sega anche io senza togliere l'occhio dal buco della serratura. Cazzo, che spettacolo!

Ho pensato a quant'è fortunato Renzo che lo fa col fratello. Anche a me piacerebbe poterlo fare con Franco solo che purtroppo a Franco gli piacciono solo le ragazze. Non m'ero mai accorto che Franco fosse così bello di corpo e di cazzo. Quando Franco è venuto sono venuto anch'io e per fortuna avevo il fazzoletto pronto sennò avrei sbrodato tutta la porta del bagno. Poi Franco si è sciacquato e io sono andato via in punta di piedi.

Che scena così dal vivo! Altro che le foto delle riviste gay di Renzo! Il giorno dopo l'ho raccontato a Renzo e allora a lui è venuta l'idea di farlo nella vasca da bagno in piedi tutti e due lavandoci e insaponandoci e l'ho inculato così con tutto il corpo scivoloso per il bagnoschiuma e è stato proprio un godere.

Grazie a Renzo poi ho fatto altre scoperte interessanti perché lui grazie al fratello la sa lunga. Per esempio mi ha portato in un bar del centro in cui puoi trovare degli uomini che ti portano a fare l'amore e poi ti fanno anche un regalo. Io a dire la verità non l'ho ancora mai fatto perché non ho mai trovato un uomo che mi attizzava, però non si sa mai. La tecnica è semplice, me l'ha insegnata Renzo. Dunque tu entri nel bar e ti vai a sedere a un tavolo libero e ordini un'aranciata o qualcosa del genere. Poi arriva un uomo che ti chiede se può sedere al tuo tavolo. Se ti piace accetti e allora lui attacca bottone e ti offre qualcosa. Poi tu gli dici che ti stai annoiando e che hai tempo libero e che ti piacerebbe divertirti ma non sai cosa fare. Allora quello ti dice anche io, qui ci si annoia vieni con me... E è fatta.

Un altro posto dove m'ha portato Renzo è nelle sale giochi dove ci sono le macchinette dei giochi elettronici. Tu ti metti a giocare finché arriva qualcuno che se gli interessi di solito ti offre una manciata di gettoni per giocare. Se tu accetti prima o poi con la scusa di seguire il gioco quello ti sta addosso e ti fa sentire che ce l'ha duro. E poi ti dice qualcosa come fa caldo qui usciamo, oppure perché non vieni a bere qualcosa al bar o insomma qualcosa per farti uscire di lì. E se tu esci con lui quello prima o poi ti propone di fare un salto a casa sua e di nuovo il gioco è fatto.

Ma a me non mi piace molto giocare con le macchinette benché dice Renzo che nelle sale giochi di solito si incontra gente che è meno vecchia di quelli che trovi nel bar. Al bar qualche volta ci sono già stato anche se non ho mai combinato niente e mi sa che prima o poi andrò a provare anche alla sala giochi.

Poi a maggio Lino, il fratello di Renzo, è venuto in licenza per un po' più di una settimana così Renzo ha parlato di me al fratello e allora Lino gli ha detto di farmi andare a casa loro e ci siamo incontrati. Quando sono arrivato Lino era in shorts di jeans e a petto nudo e io lo ammiravo che ha proprio un bel corpo.

E Lino mi dice: "Ah, così tu sei Luca, l'amichetto di mio fratello. Sei giovane ma dice Renzo che sei già ben sviluppato e che ci sai fare. Ma a te piacciono solo i ragazzi?"

"Credo proprio di sì con le femmine non ci ho mai provato ancora ma non mi interessa proprio provarci."

"Io ci ho provato e è proprio una gran delusione. Fra noi maschi è molto più bello credi a me. Vieni qui vicino che ho voglia di scoprire cosa nascondi lì sotto... Mmmhhh sento che ce l'hai già dura, è un buon segno. Ehilà aveva proprio ragione mio fratello hai una minchia da uomo su un corpo da ragazzo..."

Poi m'ha saggiato con un dito fra le chiappe e io lo lasciavo fare che mi piaceva.

Lui allora mi ha detto: "Ti piace, eh, di' un po'. O ti piacerebbe di più se invece del dito ci mettessi la mia minchia, qui?"

"Se non ce l'hai troppo grosso..." ho detto io.

"Misura giusta, non preoccuparti. Ma perché non andiamo tutti e tre di là sul letto di mamma. La strada la sai già, Luca, no?"

Così siamo andati sul lettone e in un attimo eravamo tutti e tre nudi. Lino aveva un cazzo di tutto rispetto, lungo una spanna buona ma non troppo grosso. Dritto come un fuso, liscio e bello circondato di folti peli scuri ricci che si assottigliavano in una linea fino all'ombelico e sotto il bel sacco pieno delle palle. Era veramente bello da vedere e anche da palpare. Lui mi ci ha lasciato giocare per un po' poi me l'ha infilato in bocca e allora Renzo s'è messo a succhiare il mio. Poi Lino ha fatto mettere il fratello a quattro zampe e mi ha detto di incularlo.

Allora Lino ha cominciato a leccarmi il buchetto fra le chiappe e era così bello che io stavo quasi per venire, era la prima volta che me lo facevano. Poi Lino s'è inginocchiato dietro di me e m'ha inculato scivolandomi dentro fino in fondo che solo all'inizio ho provato un po' di fastidio ma poi mi piaceva da morire. E allora mentre io fottevo Renzo, Lino fotteva me e era qualcosa di speciale e mugolavamo tutti e tre e gemevamo in preda al godimento. Tutto il letto cigolava e dondolava e fra tutto facevamo un casino incredibile. E vedevo allo specchio dell'armadio i nostri tre corpi inchiavardati che si agitavano e era davvero uno spettacolo bellissimo.

Per quei giorni l'abbiamo fatto spesso insieme in tre, in tutte le posizioni che Lino ne conosceva tante. Poi Lino ci raccontava le sue avventure sulla nave o nei porti e le raccontava in un modo che ci attizzava solo a sentirle descrivere e a immaginarle. Deve proprio essere bella la vita del marinaio. Dice che a bordo della sua nave ha tre compagni con cui lo fa spesso e qualche volta anche col sottotenente anche se è sposato che quando vuole una licenza basta che ci va a scopare e la ottiene. Dice che secondo lui a bordo lo sanno tutti cosa succede ma fanno tutti finta di non sapere.

Dice che mica solo lui e gli altri tre lo fanno che a terra sono parecchi quelli che se anche gli piace le donne per guadagnarsi un po' di grano vanno a scopare anche con i gay. Dice che una volta a Napoli un conte li ha pagati in quattro per farsi una scopata tutti assieme e che l'ha voluto in culo da tutti e quattro e che alla fine gli ha dato mezzo milione da spartirsi fra di loro.

Poi dice che un'altra volta s'è fermata la macchina di un riccone di quelle coi vetri oscurati e l'autista gli ha chiesto quanto voleva per farlo col padrone lì in macchina. Lui è salito dietro e mentre l'autista faceva un giro in città che loro da dentro vedevano tutto ma da fuori non si poteva vedere dentro, il padrone, un uomo sui cinquanta anni, s'è fatto spogliare da Lino e l'ha fatto spogliare e poi completamente nudi s'è fatto fottere sul sedile posteriore. Dice che è stata proprio un'esperienza eccitante perché pareva di farlo in pubblico e che qualche volta fermi ai semafori c'era gente che cercava di vedere dentro e logicamente non vedeva niente, ma a loro dava l'impressione che li stavano guardando scopare. Dice Lino che è stato più divertente che farlo su un letto in una stanza.

Poi ci ha raccontato di una volta che a terra solo un mese fa ha dovuto fare da autista al figlio del suo comandante, un ragazzo di diciassette anni e che a lui lo arrapava e non sapeva come fare a farglielo capire senza rischiare troppo. Allora mentre guidava ogni tanto si passava la mano sul pacco e si vedeva che gli era venuto duro e l'altro che non aveva voluto sedere dietro ma stava sul sedile vicino al guidatore, ogni tanto ci gettava l'occhio facendo finta di niente ma pareva che non si decideva a fare il primo passo e lui proprio non poteva fare più di così. E allora pensando che se l'altro s'era accorto e non faceva niente aveva poco da sperare così ha smesso di toccarsi.

Ma il ragazzo gli ha chiesto: "Come hai detto che ti chiami?"

"Lino, signore."

"Dammi del tu, mica sono un ufficiale io. E poi ho diciassette anni e mi chiamo Massimo. Quanti anni hai tu?"

"Ventidue, Massimo."

"Senti, quando arriviamo al club invece di aspettarmi in macchina o al bar perché non vieni dentro con me?"

"Come vuoi tu, Massimo, dove andiamo?"

"Io ho uno spogliatoio privato per cambiarmi e la mia tenuta da tennis dovrebbe andarti bene e ne ho un ricambio."

"Io non so giocare a tennis, però."

"Che importa. Ti insegno a maneggiare le palle, tanto per cominciare."

"Beh, fino a lì lo so fare, le so maneggiare le palle."

"L'ho notato. E cosa altro sei già esperto a maneggiare?"

"La mazza. Tu l'hai già maneggiata una mazza?"

"Sì certo, mica esiste solo il tennis, no? Ma i dettagli li vedremo nel mio spogliatoio, ti va?"

"Come no, Massimo. A me certi sport sono sempre piaciuti un sacco e mi piacerebbe molto allenarmi con te a quegli sport."

Conclusione nello spogliatoio ne hanno fatte di cotte e di crude scopando tanto a lungo che quando hanno smesso era già ora di tornare indietro.

Lino ci raccontava queste storie quando stavamo tutti e tre insieme e così ci eccitavamo un bel po' e si scopava anche meglio. Mi è dispiaciuto quando ha dovuto andare via. Renzo dice che forse torna in agosto ma io probabilmente non ci sarò perché appena finiscono le scuole devo scendere in Sicilia dai parenti.

È vero che laggiù ritrovo Roberto che per telefono m'ha gia detto che anche loro vanno in ferie giù e che saremo in camera assieme, io e lui soli. Ma credo che stavolta avrò io qualcosa da insegnare a lui.


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