Yuri chiuse il libro e si guardò attorno. Nikolaj gli fece l'occhiolino e gli sorrise facendogli un lieve cenno col capo verso l'uscita. Quando il professore lasciò l'aula, i due amici si alzarono ed uscirono in silenzio assieme agli altri cadetti.
Nikolaj si accostò a Yuri e gli bisbigliò: "Vieni in sala giochi?"
Yuri annuì. Si avviarono verso il salone dove altri studenti stavano giocando a scacchi, leggendo o guardando la televisione.
"Yuri, hai sentito la notizia della visita del compagno generale Tobakov?"
"Sì, dovremo tirarci tutti a lucido. I compagni del secondo e terzo corso dicono che è un terribile pignolo."
"Dicono anche che si segna i nomi dei cadetti che gli fanno una buona impressione e che quelli hanno una carriera assicurata."
"Come si fa a fargli buona impressione?"
"Perché, vuoi far carriera?"
"Certo, tu no? Non vorrai mica rimanere uno scribacchino per tutta la tua vita, no? Io spero che mi facciano viaggiare all'estero."
"Beh, tu hai buone possibilità. Io, nella migliore delle ipotesi, diventerò un killer, un liquidatore."
"Ma no, dai! Sei un ragazzo intelligente, Nikolaj non devi sottovalutarti."
"Tu sì che puoi fare carriera. Ti ricorderai di me quando diventerai un pezzo grosso?"
"Promesso. E tu ti ricorderai di me se un giorno ti daranno l'ordine di liquidarmi?"
"Ma non dire cazzate! Perché dovrebbero darmi un ordine simile? Ammazzare te? Che idee."
"Nel nostro lavoro... non si sa mai."
"Cavolo, non accetterei mai di fare una cosa del genere ad un mio amico. Si ammazzano i nemici, non gli amici."
"Forse sarebbe meglio accettare, invece... per non rischiare di fare la stessa fine. Ma magari potresti darmi una possibilità, no?"
"Non mi piacciono questi discorsi. Tu su di me potrai sempre contare, come io sto contando su di te in questi mesi. Io non dimentico mai i veri amici. E tu sei il mio migliore amico."
"Bene."
"Yuri, perché ti vengono queste idee? Tu sei uno dei migliori del nostro corso. Dio, mi hai fatto venire la pelle d'oca. Promettimi che non dirai mai più cose del genere. Promettilo!"
"Promesso. Ma tu non dimenticare la tua promessa, neanche fra cent'anni. Il lavoro della spia può riservare strane sorprese. Il nostro sarà un lavoro sporco, più che avventuroso. Ma lo faremo, come lo fanno i nostri avversari e cercheremo di essere meglio di loro."
"Ma se la pensi così, perché hai accettato quando ti hanno proposto di arruolarti nel Kgb?
"Perché... per idealismo, per spirito d'avventura, perché mi sembrava un mezzo per uscire da una vita banale, per... e chi lo sa per quale vero motivo? E ormai ci sono dentro e ci resto. Anche se a volte penso che avrei fatto meglio a diventare un insegnante come mio padre."
"Beh... pensiamo piuttosto alla visita di Tobakov. A proposito, anche tu sei stato convocato di nuovo da Korobilo, vero?"
"Sì."
"Chissà che strane domande ci farà questa volta... Io mi sento a disagio con lui. Mi dà l'idea che possa leggermi dentro, che mi conosca più di quello che pare. Tu che ne pensi?"
"A me piace, Korobilo. Pare uno di cui ci si può fidare. Pare il tipo che ti può capire senza giudicarti. E poi mi piace il modo in cui sorride."
"A Piotr e a Grigori non piace."
"A me non piace Piotr. Lo trovo il più odioso di tutto il corso, anzi, tutta la scuola."
Chiacchierarono ancora un po' poi tornarono in camerata e si misero a riordinare i propri armadietti e le proprie cose in vista dell'imminete ispezione. Yuri ritrovò una vecchia foto in cui era con Gavril. Ripensò alle volte in cui si incontravano in segreto fra le rovine del vecchio mulino per fare l'amore.
Da quanto non faceva più l'amore con un bel maschio? Da troppo tempo. Forse nelle vacanze estive avrebbe ritrovato Gavril o Lev o Ilic... o magari anche tutti e tre. Se avesse dovuto scegliere, chi dei tre gli sarebbe piaciuto di più? La risposta gli sorse spontanea in mente e sorrise: col tenente Korobilo, senza nessun dubbio. Ma fra i tre suoi amici? Forse con Gavril. Non a caso aveva portato con sé la foto del compagno di scuola.
Ricordava la prima volta che aveva toccato Gavril in modo intimo, temendo una ripulsa ma troppo eccitato per non tentare. Gavril invece aveva accettato come se non attendesse altro, anche se in realtà, come gli confessò poi, Yuri era il primo maschio con cui faceva l'amore. Il dolce, tenero Gavril dal corpo così sensuale. Ecco, forse in Korobilo vedeva una specie di Gavril più adulto... avevano lo stesso sguardo, lo stesso sorriso anche se quello di Korobilo denotava una maggiore sicurezza. Doveva andare dal tenente nel pomeriggio del giorno dopo. Guardò ancora la foto di Gavril e ne ammirò il bel petto nudo. Vi passò la punta di un dito in una muta carezza piena di nostalgia, poi ripose la foto dentro un libro e riprese a mettere in ordine le proprie cose.
Frattanto il tenente Korobilo stava nel proprio ufficio alla Lubianka riordinando le sue carte. Il piantone di servizio al piano bussò alla porta e gli disse che un cadetto chiedeva di essere ricevuto.
"Fallo entrare..."
Il piantone si spostò di lato e fece un cenno. Una snella figura in uniforme si stagliò sulla porta e fatto il saluto disse con voce forte e chiara: "Cadetto Ivan Volkhogonov a rapporto, compagno tenente."
"Entra... siedi, Ivan. Sorpreso di vedermi qui?"
"No. Sono rimasto sorpreso, e ti confesso anche un po' preoccupato, quando m'hanno chiamato al posto di polizia per dirmi che dovevo presentarmi agli uffici del Kgb. Sorpreso quando m'hanno detto che ero stato reputato idoneo per essere reclutato al Kgb e che sarei stato assegnato a te. Ora... beh, vorrei capire meglio."
"T'avevo accennato al fatto che avrei parlato di te ai miei superiori, no? L'ho fatto, hanno svolto le necessarie indagini... ho qui il tuo dossier. E il fatto che ora tu sei qui in uniforme mi fa capire che hai accettato di lavorare nel Kgb e di lavorare con me."
"Ho accettato proprio quando mi hanno fatto il tuo nome. Non mi interessa tanto lavorare nel Kgb o no, quanto proprio lavorare con te. Sanno di noi due e ci mettono proprio a lavorare insieme... ha dell'incredibile. Ma dimmi un po', c'è scritto nel mio dossier che sono omosessuale?"
"No, c'è scritto solamente che sei risultato idoneo per la Nuova Operazione Dacia o Nod in sigla. I pochissimi che conoscono questa operazione capiscono subito che tu sei omosessuale, tutti gli altri no, neppure qui al Kgb e comunque non è né sarà scritto da nessuna parte."
"Nod? Di che si tratta?"
Aleksandr glielo spiegò. Ivan lo ascoltava attonito.
"Vuoi dire che siamo pagati per scopare, prima fra noi poi anche con maschi stranieri? Cavolo, questa è una vera pacchia!"
"Veramente siamo pagati per spiarli, non per scopare. Ma almeno per ora io e te non andremo a letto con stranieri del corpo diplomatico o con ricchi industriali. Il nostro compito sarà preparare i ragazzi che dovranno farlo. Tu dovrai aiutarmi ad individuare quelli, fra i cadetti, che sono sicuramente omosessuali per poterli così destinare alla Nod. Da questa sera stessa sarai presentato come un nuovo allievo e vivrai nella scuola con gli altri cadetti. Lì, d'accordo con me, dovrai trovare le occasioni più adatte per scoprire chi dei ragazzi ci sta..."
"E segnalarteli."
"Non ce ne sarà neppure bisogno. Ora ti spiego come sto organizzando la cosa..." disse Aleksandr e gli fece vedere la pianta della scuola, quali erano gli ambienti sorvegliati esclusivamente da lui tramite videocamere e microfoni nascosti, quali erano sorvegliati anche dal servizio centrale e quali erano puliti.
"Cavolo, quindi tu potrai vedere in diretta tutto quello che riesco a combinare con gli altri cadetti..."
"In diretta o registrato. Ti dà fastidio?"
"No, per nulla. Questo ufficio è pulito?"
"Che io sappia è pulito, come pure il mio ufficio e le mie stanze a scuola, che sulla mappa sono qui."
"Ma se venissi scoperto dagli altri, dai capi, denunciato?"
"Non ne avrai la minima conseguenza, stai tranquillo. Comunque è anche per questo che ti ho fatto vedere quali stanze sono anche sorvegliate dal servizio centrale. Evita di fare qualcosa in quelle stanze, è meglio. Vedi, i segni rossi indicano le microspie controllate anche dagli altri, mentre quelle segnate in verde sono controllate solo da me."
Ivan osservò attentamente le mappe. "Chiaro, memorizzato. Perciò il mio compito sarà cercare di scopare con quanti più allievi possibile, se ho capito bene."
"Sì, è esatto, ma devi anche seguire i corsi come qualsiasi altro cadetto ed imparare il più possibile. Tu dovrai sembrare in tutto e per tutto un allievo come gli altri anche se lavorerai per me e con me."
"Ma tu ed io... quando potremo fare l'amore assieme? Se io dovrò vivere nella scuola, sarà ancora possibile?"
"Sì, certo. Nei fine settimana e durante le feste, cioè quando gli altri allievi tornano a casa tu potrai venire con me a casa mia, se lo vorrai. Almeno finché non ricominceremo a far funzionale la dacia. Lì saremo liberi di fare l'amore quando e quanto vogliamo."
"Bene, bene. Ma... e se uno dei cadetti reagisse male e mi denunciasse?"
"Come t'ho già detto non ci saranno conseguenze per te. Comunque prima che tu ci provi con qualcuno ne parleremo assieme. Io ti segnalerò quelli con cui è più probabile che ti vada bene."
"Hai già qualche idea?"
"Qualche idea sì, ma non ancora certezze. Guarda questo elenco: i numeri più alti a destra di ogni nome indicano quelli che secondo me è più probabile che siano omosessuali. Un numero molto basso invece può indicare sia un eterosessuale sia un omosessuale che sa nascondere molto bene le proprie preferenze ed i propri desideri. Allora, ti va questo lavoro, Ivan?"
"Cavolo! Pagato per cercare di portarmi a letto più bei ragazzi che posso! Chi avrebbe mai sognato una cosa del genere! Lavorare per il Kgb mi incuriosiva, lavorare con te mi affascinava, ma questo... direi che è eccitante... nel vero senso del termine."
"Adesso ti faccio vedere le videocassette con gli spezzoni che riguardano i cadetti col più alto punteggio e le relative schede con le mie annotazioni. Comincerai con questi appena ti sarai ambientato. Il più in fretta possibile, comunque, perché i miei superiori vogliono dei risultati, dei nomi entro due settimane o ci tagliano i fondi."
Guardarono le registrazioni e le commentarono assieme.
Ivan era chiaramente eccitato e ad un certo punto esclamò: "Sembrano quasi spezzoni di film proibiti... non ti eccita a guardarli? Non ti fa venire voglia?"
"Sì, specialmente quelli che riguardano alcuni di questi ragazzi che sono piuttosto belli, ben fatti."
Aleksandr rimise tutto in ordine, chiuse l'ufficio e portò Ivan nel proprio ufficio nella scuola, gli fece vedere la stanza dei monitor e gli spiegò come funzionava la centralina di ascolto, quindi lo portò nella piccola camera da letto.
"Ivan, prima di presentarti al direttore, ai professori ed agli altri cadetti, che ne diresti di..."
"Me lo chiedi? Qui dentro siamo al sicuro, no?"
"Certo."
"Allora..." disse sorridendo Ivan e cominciò subito a togliersi l'uniforme, imitato prontamente da Aleksandr.
Fecero l'amore con calma, a lungo, finché si sentirono entrambi appagati. Quindi si rivestirono.
Aleksandr gli disse: "Logicamente qui dentro nei miei confronti ti dovrai comportare esattamente come tutti gli altri cadetti. Ricordati che neanche i professori né gli istruttori o il personale sa nulla della Nod né che lavori per me. L'unico al corrente qui dentro è il direttore della scuola."
"Logico, nessun problema."
"Se per caso tu dovessi imbatterti in qualche problema, rivolgiti immediatamente a me e, quando io non sono nella scuola, chiedi di andare a rapporto dal direttore. Chiaro?"
"Chiarissimo."
Tornati nell'ufficio, Aleksandr chiamò il piantone e fece accompagnare Ivan col suo incartamento personale dal direttore che l'avrebbe presentato come una nuova recluta.
Korobilo era contento: ora il suo lavoro sarebbe probabilmente diventato più facile ed i risultati sarebbero arrivati più rapidamente. Tornò nella stanza dei monitor e prese a visionare le ultime registrazioni ed a selezionare i passi più interessanti.
Non gli sfuggì la piccola manovra di Yuri quando in camerata, davanti al suo armadietto, guardava e carezzava la foto. Zumando l'immagine vide che rappresentava un ragazzo più o meno dell'età di Yuri, che indossava solamente un paio di calzoni, ritto davanti ad un albero, in campagna, con un braccio attorno alla vita di Yuri. A questo punto era quasi sicuro riguardo a quel cadetto, a cui assegnò perciò un cinque pieno, e decise che Ivan dovesse cominciare a provarci proprio con lui.
Dalle registrazioni notò anche altri particolari interessanti riguardo ad alcuni cadetti. Aggiornò l'elenco con i punteggi, stese una lista di priorità e fece in modo di comunicarla da Ivan.
Questi era stato accolto dai compagni con simpatia e si era ambientato rapidamente. Non era raro che le reclute fossero ammesse anche a corsi già iniziati, perciò di solito le si affidava ad un allievo in gamba dello stesso corso che gli doveva fare da tutore. Ivan fu affidato ad Evgenj. Ma anche gli altri compagni erano spesso disponibili ad aiutare i nuovi arrivati e per le materie teoriche fu proprio Yuri che si offrì di dargli una mano.
Yuri lo faceva volentieri, un po' per la sua indole generosa, un po' perché, aiutando un compagno, ripassava le materie di studio. Così Ivan e Yuri cominciarono a passare assieme gran parte del loro tempo libero.
Dopo tre giorni che Ivan era nella scuola, subito dopo un allenamento, Korobilo, d'intesa con Ivan, intercettò Yuri mentre il ragazzo si recava alle docce. Lo intrattenne parlandogli con la scusa di fissargli un appuntamento per uno dei consueti test, finché vide la la maggior parte degli altri cadetti era uscita dal locale delle docce. Allora lo salutò e mentre il ragazzo entrava per lavarsi, Korobilo si recò rapidamente nella stanza dei monitor.
Vide così Yuri entrare con un asciugamano annodato attorno alla vita, levarselo ed infilarsi sotto i getti, cominciare ad insaponarsi il bel corpo. Nella stanza c'erano solamente altri due allievi che presto uscirono. Allora entrò Ivan. Ora i due ragazzi erano soli. Ivan, nudo, si mise non lontano da Yuri e cominciò ad insaponarsi a sua volta.
Korobilo notò che Yuri guardava di sottecchi il corpo del compagno. Ivan, quando si fu ben insaponato, cominciò a masturbarsi lentamente, con gusto, senza nascondersi allo sguardo, ora attonito, del compagno. Yuri ebbe subito un'erezione e si girò in modo che l'altro non la vedesse. Allora Ivan fece cadere il sapone e con un preciso colpo del piede lo fece scivolare oltre il compagno. Korobilo sorrise, all'astuzia del suo amico, immaginando il suo piano.
"Oh, cavolo. Mi prendi il sapone, per favore?" chiese infatti Ivan.
Yuri si chinò, lo prese e si girò solamente a metà tendendolo al compagno. Ivan s'avvicinò tendendo la mano ma, invece di prendere il sapone, la posò sul membro duro e scivoloso di schiuma del ragazzo. Yuri fece uno scatto indietro sottraendoglisi ma Ivan tornò a toccarlo.
"Dai, Yuri, non ci vede nessuno... lasciati toccare..."
"No, che fai... È proibito..."
"Ma dai, ho visto come mi guardavi, sai?"
"Smettila, è pericoloso." sussurrò Yuri cercando di sottrarsi di nuovo.
"Ma no, non ci vede nessuno e è bello... t'è venuto duro per me, vero? Lo sai che mi piaci un sacco, Yuri... ho una gran voglia di fare l'amore con te... dai..."
Il ragazzo questa volta non si sottrasse alla mano di Ivan e fremette lievemente, Ivan gli si accostò di più e con l'altra mano carezzò le natiche del ragazzo che guardava nervosamente verso la porta degli spogliatoi.
"Lo sai che mi piaci un sacco, Yuri?" ripeté.
"Ma... a te piacciono i maschi?"
"Certo e tu in particolare. A te non piacciono i maschi?"
"Io... ho paura..."
"Ma no... toccami dai... senti come ce l'ho duro anche io. Se entrasse qualcuno negli spogliatoi lo sentiremmo per tempo, prima che arrivi qui... non c'è nessun pericolo qui. Toccamelo, dai..."
Yuri finalmente alzò una mano e toccò timidamente i genitali di Ivan. Questi gli si avvicinò di più e lo baciò in bocca.
Korobilo osservava affascinato quella scena e si eccitò. Apertosi i calzoni cominciò a masturbarsi guardando i due ragazzi che si toccavano e si palpavano in modo sempre più intimo. Erano belli, sotto i getti dell'acqua, quei due giovani corpi snelli che si cercavano, che inseguivano il piacere. Yuri improvvisamente raggiunse l'orgasmo.
"T'è piaciuto, Yuri, non è vero?" gli chiese Ivan con un sorriso complice.
"Ne avevo bisogno... sono mesi che desideravo farlo... Tu sai toccare in un modo..."
"Vorrei fare ancora l'amore con te, Yuri. Tu mi piaci un sacco."
"Qui dentro è difficile e pericoloso. Pensa se ci scoprissero! Saremmo radiati e finiremmo come minimo in prigione, se non in Siberia. Non dobbiamo più farlo. Qui dentro comunque non potremmo mai farlo con calma... purtroppo."
"Non hai un ragazzo tu, Yuri?"
"Qui dentro? No, non è possibile. No, non qui. L'avevo al paese, anzi, ne avevo tre... E tu?"
"L'avevo prima di entrare qui. Lo sai che mi piaci?"
"Anche tu mi piaci, ma qui dentro è troppo pericoloso. Non avremmo dovuto farlo, abbiamo corso un bel rischio."
"Possiamo trovarci qui alle docce, come oggi. Basta che la facciamo dopo gli altri, no? O forse anche in altri posti, io non sono ancora pratico della scuola, ma certamente ci saranno altri posti in cui ci potremmo appartare, no?"
"Non lo so, ma non credo proprio. E anche qui è troppo pericoloso. Andiamo a vestirci adesso..."
Korobilo sorrise soddisfatto: aveva fatto il primo centro. Ora toccava a lui lavorarsi il ragazzo. Poi avrebbe potuto farlo assegnare alla Nod. Riversò tutta la scena delle docce nella videocassetta di Yuri, ne segnò i dati sulla scheda, poi passò a visionare le altre cassette della giornata.
Il giorno seguente all'ora fissata Yuri bussò alla porta dell'ufficio del tenente. Korobilo lo fece entrare e sedere.
"Bene, cadetto Dudaev, come ti ho detto ieri ho alcuni test supplementari a cui ti devo sottoporre. Inutile ripeterti che i risultati dei tuoi test resteranno assolutamente riservati, non usciranno da queste mura. Quindi puoi fidarti di me ed essere pienamente sincero. D'accordo?"
"Sì, compagno tenente."
Korobilo gli fece fare alcuni test a caso, tanto per creare l'ambiente, man mano fece finta di valutarli e di prendere note. Poi alla fine disse al cadetto:
"Dai test fatti oggi, e specialmente da quest'ultimo, risulta piuttosto chiaramente che tu sei un omosessuale, cadetto Yuri Dudaev."
Yuri sobbalzò, lo guardò esterrefatto, sbiancò in viso ma non disse nulla.
Korobilo gli sorrise e gli chiese, con tono gentile: "Non dici nulla?"
"Che... che cosa... dovrei dire?"
"Smentire o confermare, mi sembra logico."
"Se lo venissero a sapere i superiori..."
"Ti prometto che non avrai conseguenze. L'omosessualità in Unione Sovietica viene punita solo se è denunciata o se si è colti in flagrante, non lo sai?"
"Ma si può comunque venire radiati dalla scuola, anche solo per un sospetto, tenente. Non è così?"
"Ti ho detto che il risultato dei tuoi test non uscirà da questa stanza. E ti garantisco che non ci sarà nessuna espulsione né punizione. Non stai correndo alcun rischio, cadetto."
"Non capisco, compagno tenente..."
"Se tu sarai sincero con me, ti spiegherò. Ma prima rispondi alla mia domanda: ammetti o no di essere omosessuale?"
"Io... io... sì, lo sono." rispose Yuri abbassando lo sguardo ed arrossendo lievemente.
"Hai una relazione?"
"L'avevo, al paese..."
"E qui? Con i tuoi compagni?"
"Io... non voglio compromettere altri, compagno..."
"Questa tua risposte significa perciò che hai una relazione qui dentro..."
"Non una relazione... l'ho fatto una sola volta... con un solo compagno. Ma la prego di non chiedermi il suo nome, compagno tenente..."
Korobilo sorrise e gli disse in tono amichevole: "Cadetto Yuri Dudaev, non hai assolutamente nulla di cui vergognarti, non con me per lo meno. Io penso che sia più che naturale che, poiché a te piacciono i maschi, ti sia lasciato andare con un compagno. Oltretutto ci sono diversi bei ragazzi fra gli allievi di questa scuola. E dimmi, Yuri, non ti piacerebbe poter fare l'amore su un letto, con calma, senza paura di essere sorpreso dagli altri, con questo tuo compagno o anche con altri?"
"Lei compagno... sta registrando tutto questo nostro colloquio, non è vero?"
"Ti fidi di me o no, cadetto?"
"Istintivamente sì, mi fido. Ma razionalmente... sono incerto."
"Bene, se ora io metto le carte in tavola, le metterai anche tu?"
"È lei che dirige la partita, compagno tenente."
"D'accordo. Vedi Yuri, a me piacerebbe molto poter fare l'amore con te, perché anche io sono omosessuale."
Il ragazzo mostrò un'espressione talmente sorpresa che Korobilo non poté trattenere un sorriso divertito.
Il ragazzo chiese in tono incerto: "Parla sul serio, compagno?"
"Se sto registrando questa nostra conversazione, ho registrato anche questa mia dichiarazione, non credi? Allora, che mi dici adesso?"
"Io... dal primo giorno che l'ho vista ho desiderato... fantasticato di poterlo fare con lei, tenente. Sì, io sono omosessuale e... e lei mi piace molto, moltissimo..." disse Yuri arrossendo.
Korobilo s'alzò in piedi, agirò la scrivania accostandosi al ragazzo, lo fece alzare in piedi poi lo prese per le spalle e guardandolo dritto negli occhi, gli disse: "A me piacerebbe moltissimo fare l'amore con te. Ma non voglio che tu venga a letto con me solo perché sono un tuo superiore, capisci? Se tu mi dirai che non sono il tuo tipo io capirò e non ti chiederò di venire a letto con me. Perciò dimmi in tutta sincerità che cosa desideri fare."
"Davvero io ho sognato lei, compagno tenente come... come una cosa impossibile, irraggiungibile. Io sarei davvero felice di... di fare l'amore con lei, se anche lei lo desidera."
"Allora vieni di là, Yuri. Ho un letto e nessuno ci disturberà. Vieni Yuri, ti desidero davvero."
Si chiusero nella stanza a fianco, si spogliarono e si misero a fare l'amore. Il ragazzo gradualmente perse l'iniziale timidezza e si donò al giovane uomo con passione e senza alcuna inibizione. A Korobilo il ragazzo piaceva davvero molto e se lo godette pensando che era davvero fortunato ad aver avuto quell'incarico.
Quando entrambi ebbero raggiunto le vette del piacere e furono appagati, Korobilo carezzò a lungo il fresco e bel corpo del ragazzo.
Gli chiese: "Sei contento? Ti è piaciuto?"
"Sì... e a lei?"
"Molto. Sei uno splendido ragazzo. Ora rivestiamoci e torniamo di là in ufficio. Devo spiegarti molte cose."
Seduti di nuovo alla scrivania, in perfetta uniforme, Korobilo gli spiegò della Nod. Gli disse che sia lui che il cadetto Ivan ne facevano parte e gli chiese se avrebbe accettato di esservi assegnato. Yuri sembrava passare di meraviglia in meraviglia ed alla fine accettò con genuino entusiasmo. Allora Korobilo gli fece compilare i necessari moduli e firmare le carte per l'ammissione alla Nod.
Quindi gli disse: "Quanto prima inizieremo l'istruzione speciale nella dacia da cui questa operazione prende il nome, comunque dovrai anche continuare a seguire i regolari corsi qui alla scuola. Inoltre dovrai aiutare Ivan a trovare altri tuoi compagni omosessuali da arruolare nella nostra sezione speciale. Ricordati che qui dentro solo il direttore è al corrente dell'esistenza della Nod, nessun altro. Se avrai bisogno di conferire con me, chiederai semplicemente un appuntamento tramite le solite vie. Ma ricorda, dovrai tenere il massimo segreto con tutti. Non dimenticare inoltre che far parte della Nod significherà non avere più un solo giorno libero per parecchio tempo. Lo capisci, vero?"
"Certo, compagno tenente. Posso chiedere una cosa?"
"Certamente."
"Potrò ancora sperare di... di poter venire di là con lei?"
"Non è escluso," rispose Korobilo sorridendo, "anche se non ci sarà possibile farlo troppo spesso. Ma appena riapriremo la dacia ed inizieranno i corsi speciali, non avrai più problemi né con me né con gli altri membri dell'operazione. Saremo tutti liberi di fare l'amore con chi vogliamo, quante volte e quando vogliamo, salvi gli orari delle lezioni, si intende. Benvenuto nella Nod, cadetto Yuri Dudaev."
"Grazie, compagno tenente. Le prometto che sarà fiero di me."
"Non ne dubito. E ricorda che conto su di te per scoprire altri allievi adatti a questo progetto. Agisci con molta discrezione... ma sappi che conto su di te."
Yuri salutò ed uscì sorridente dall'ufficio. Korobilo ne ammirò la figura snella ed elegante e provò un senso di piacere nel pensare che poco prima il ragazzo era stato fra le sue braccia. Sperò di poterlo avere ancora, e presto, nel proprio letto.