Ivan sedette davanti ad Aleksandr che gli sorrise: "Mi dispiace Ivan, d'averti disturbato mentre stavi con uno dei cadetti, ma ho due cose urgenti da dirti prima di andare a Mosca."
"No, non ti preoccupare. Avevo finito con Stanislav. Quel ragazzo mi piace proprio, sa fare l'amore molto bene."
"Sono contento. Allora, primo argomento: hai ottenuto la promozione a sergente perciò, in mia assenza sarai tu il responsabile ufficiale della Dacia e dei suoi ospiti."
"D'accordo. Spero di svolgere bene il mio lavoro."
"Fino ad ora sei stato in gamba, anche i superiori evidentemente sono contenti di te, visto che hanno accettato la mia proposta di promozione senza battere ciglio. Comunque, se tu dovessi avere qualche problema, hai tutti i miei numeri di telefono, mi puoi rintracciare in qualsiasi momento. Secondo: durante la mia assenza dovrebbero arrivare gli operai autorizzati per la ristrutturazione delle camerette. Non li perdere di vista un solo momento, fatti eventualmente aiutare dai nostri ragazzi. Se sospettate che stiano piazzando delle microspie fate finta di non accorgervene, ma poi dovete segnalarmelo. Non dovrebbe accadere, il compagno Jusichev mi ha promesso che non ne saranno piazzate, ma non si sa mai. È molto importante che sappiamo con esattezza quali sono le stanze monitorizzate. Capisci che è essenziale, no? Mi affido a te."
"Hanno accettato la nostra proposta di fare tutte camerette separate anche per i ragazzi?"
"Sì, ne faranno sedici. Qui hai la mappa concordata. All'inizio hanno insistito per camere a più letti ma con l'aiuto di Jusichev l'ho spuntata io. Voglio che i nostri ragazzi, almeno ogni tanto, possano avere la loro intimità."
"Va bene, Aleksandr. Hai tempo per vedere con me anche un piccolo problema?"
"Non molto, veramente. Di che si tratta?"
"Di Nikita e Mikail."
"Che cosa succede? Mi sembrano due buoni elementi..."
"Lo sono, Ma vedi, sono tutti e due molto attratti da Timotej e perciò in competizione per averlo come amico. Così si stanno creando tensioni che non mi piacciono affatto. Vorrei che tu parlassi con loro per rimettere le cose a posto prima che degenerino."
"Sì, va bene, me ne occuperò. Timotej ha mostrato qualche preferenza?"
"Non mi pare, non mi risulta. Forse anche per questo i due ragazzi sono rivali. Non c'è ancora niente di grave, ma la situazione potrebbe diventare difficile. Ho provato a spiegare loro che fra di noi non ci devono essere relazioni privilegiate, ma sembra che non vogliano capire. Anche perché in fondo tra te e me una relazione privilegiata c'è, ed i ragazzi se ne sono accorti, non sono né tonti né ciechi..."
"Tu ed io non contiamo, questa regola vale soprattutto per loro finché sono qui alla dacia. Al ritorno da Mosca vedrò di parlarne con tutti e tre. Tu frattanto continua a tenerli d'occhio e fammi una relazione dettagliata su tutti e tre con le tue considerazioni, per favore."
"Incontrerai anche Zhitnikov, a Mosca?"
"Sicuramente. Devo aggiornarlo sulla situazione qui alla dacia ed anche sottoporgli la nostra idea di cominciare a far frequentare ai ragazzi i luoghi di incontro preferiti dagli stranieri per fare pratica con qualche turista prima di iniziare ad assegnare loro i soggetti che ci sarà richiesto di spiare."
"Com'è il colonnello Zhitnikov? Io l'ho visto ma non ho mai parlato con lui. Come ci considera?"
"È un uomo duro ed efficiente... e ci considera come pedine utili. Non gli interessa quello che ci piace fare a letto purché lui ottenga i risultati che gli premono. Non mi tratta diversamente dagli altri capi settore. È un pragmatico, non un ideologo. Se daremo buoni risultati ci sosterrà, se no ci utilizzerà in un altro modo e chiuderà la Nod. Comunque fino ad ora ha mantenuto sempre quello che ha promesso. Non credo proprio che avremo problemi da lui finché sarà il nostro capo. Ma ora, cambiando discorso, dimmi un po': a te fra i nostri cadetti chi ti piace di più come persona?"
"Lo sai che sei tu, no?"
"Io non sono un cadetto... a parte me, comunque? Ci sarà qualcuno che ti piace particolarmente, no?"
"Beh... forse Stanislav. Sa farmi eccitare in un modo notevole e fa l'amore proprio come piace a me. E tu? Chi preferisci?"
"Sono indeciso fra Nikita e Yuri. Credo che se non avessi te sceglierei uno dei due. Nikita è un piccolo animale selvaggio a letto, focoso, libidinoso. Yuri è un ragazzo dolce e caldo, tenero. Ma tu resti il mio preferito ed anche fisicamente tu sei uno dei più belli, per i miei gusti. Per questo sono molto contento di averti con me."
Si baciarono, poi Aleksandr prese la sua cartella con i documenti e partì con l'auto di servizio per recarsi alla Lubianka. Qui, dopo aver sistemato le carte nel proprio ufficio ed aggiornato alcuni dossier, dette l'acqua alle piante e si recò a rapporto da Jusichev. Con questi preparò una relazione quindi andarono nell'ufficio di Zhitnikov.
Gli illustrarono il contenuto della relazione e Korobilo chiese l'autorizzazione di cominciare a far uscire i migliori fra i suoi cadetti per iniziare a fare un po' di pratica con qualche turista straniero.
Il colonnello assentì, poi disse: "Sto facendo risistemare in varie parti della città cinque o sei appartamentini per i tuoi ragazzi, ognuno a due o tre letti. Ogni appartamento sarà monitorizzato ventiquattr'ore al giorno e gli incontri dovranno avvenire il più possibile lì dentro. Solo lei, compagno Korobilo, potrà autorizzare incontri in altri ambienti. Appena i primi agenti saranno pronti lei assegnerà quelli che dovranno risiedervi normalmente. Con Jusichev troverete loro delle attività di copertura il più possibile diversificate. Ne ho già parlato con Jusichev, comunque, e lui le spiegherà tutti i dettagli."
"Chiedo scusa, compagno colonnello, gli appartamenti saranno monitorizzati in tutte le stanze o solo in alcune?"
"Perché questa domanda, tenente?"
"Perché credo che i ragazzi debbano avere un minimo di intimità garantita, se ci devono vivere normalmente. Credo che nessuno possa vivere una vita psicologicamente equilibrata sotto una campana di vetro..."
"Non è necessario che i ragazzi sappiano di essere monitorizzati..."
"Credo di sì. Anche perché comunque potrebbero immaginarlo, sospettarlo. Credo che solo con un rapporto di rispetto e fiducia potremo ottenere da loro il massimo. Sarà già piuttosto imbarazzante, per lo meno agli inizi, sapere di essere osservati mentre sono in intimità con i soggetti loro assegnati, ma ne capiscono l'utilità e l'importanza, perciò lo accetteranno. Ma essere osservati in ogni minima attività personale e in ogni momento, creerebbe solo inutile tensione e disagio. Questa per lo meno è la mia opinione, anche in base alla mia personale esperienza quando ero un semplice agente..."
"Che ne pensa lei, Jusichev?"
"Concordo pienamente con Korobilo. Anche le nostre spie non omosessuali, come le ragazze della sezione Ogi, non sono monitorizzate continuamente ed ovunque. Non vedo che cosa possa giustificare una differenza di trattamento per i nostri ragazzi della Nod."
"Bene. Decidete voi quali ambienti è sufficiente e necessario monitorizzare. Dobbiamo comunque monitorizzare soprattutto i momenti di maggiore intimità, come ben capite."
"Certamente. Ma quando seguivo i miei soggetti come agente semplice, a volte erano loro a portarmi in altri ambienti... rifiutare alla lunga potrebbe divenire sospetto..."
"Come le ho già detto, lei può autorizzare i suoi agenti ad andare eventualmente altrove per gli incontri, anche amorosi. Devono comunque cercare di farlo il più possibile negli ambienti da noi monitorizzati, per ovvie ragioni."
"D'accordo, compagno colonnello. Lascia comunque a me la discrezionalità di decidere?"
"Sì, purché sempre in accordo con Jusichev."
Il colonnello li congedò.
Tornati nell'ufficio di Jusichev questi mostrò a Korobilo le piantine degli appartamenti che il Kgb aveva a disposizione e poteva ristrutturare ed attrezzare. Scelsero quelli che potevano essere più utili e meglio piazzati nelle varie parti della città, quindi decisero assieme per ogni appartamento quali stanza monitorizzare e quali lasciare pulite. Poi andarono assieme a vederli e Korobilo chiese che fossero arredati al minimo per lasciare ai ragazzi la possibilità di arredarli a modo loro, assegnando loro un budget per questo scopo.
Quindi Korobilo tornò nel proprio ufficio alla Lubianka e passò le piantine degli appartamenti all'ufficio tecnico per farne delle copie ed ordinò altri disegni di cui aveva bisogno per i corsi. Quindi uscì ed andò al cinema. Poi cenò ed andò a dormire a casa sua.
Il giorno seguente passò di nuovo alla Lubianka per ritirare i disegni ed altro materiale, compilò i moduli con gli ordini per il materiale che gli serviva per la dacia, li portò a vistare a Jusichev e discusse con lui altri particolari dell'Operazione. Portò i moduli vistati ai magazzini, quindi si rimise in borghese e tornò alla dacia.
Qui giunto chiamò Ivan e lo mise al corrente sulle ultime novità e gli fece vedere le piantine degli appartamenti che sarebbero stati assegnati ai primi cadetti messi in servizio. Ivan gli disse che gli operai stavano ancora lavorando alle camerette per gli allievi, seguiti attentamente dai ragazzi e che, almeno fino a quel momento, non avevano piazzato microspie in nessuna delle stanze.
Poi gli ricordò il problema di Timotej e degli altri due. Korobilo gli disse di mandargli subito il ragazzo in ufficio. Il biondino si presentò.
Korobilo gli disse: "Sai che fra di noi è di essenziale importanza la massima sincerità, vero?"
"Certo, Aleksandr."
"Mi risulta che Nikita e Mikail ti stanno facendo una corte serrata. È esatto?"
"Sì, mi pare di sì."
"Ce n'è uno che preferisci?"
"No... non proprio. E il regolamento dice che non si devono formare coppie fisse fra di noi, perciò..."
"Sì, il regolamento lo dice. Ma non sempre si riescono a seguire i regolamenti, specialmente in cose di cuore, lo so bene. Perciò devo sapere come stanno realmente le cose."
"Mi sono simpatici tutti e due ma io cerco di non incoraggiarli, te lo assicuro. Tu ci hai spiegato chiaramente l'importanza per noi cadetti di non legarci mai a nessuno, se vogliamo svolgere un buon lavoro. A me piacciono, è vero, sia fisicamente che come carattere. Sia Mikail che Nikita. Ma cerco di non legarmi in particolare con nessuno dei due e di non incoraggiarli..."
"Bene, Timotej, ti ringrazio. Continua ad agire così che agisci bene. Se però un giorno tu sentissi una particolare attrazione o affetto verso qualcuno, sia uno di loro due o un altro, sarebbe bene che tu venissi a parlarmene prima che si creino situazioni difficili. D'accordo?"
"Certamente, Aleksandr, puoi contarci."
"Bene, non ho altro da dirti, per ora. Di' a Ivan che mi mandi qui Nikita."
Quando arrivò il ragazzo Korobilo affrontò subito la questione senza preamboli.
"Nikita, tu sei un ottimo allievo ma c'è una cosa che non mi piace e che mi preoccupa: la tua rivalità con Mikail per via di Timotej. Come mai si è venuta a creare una simile situazione? Ne è Timotej la causa?"
"Non, non lui... almeno non volontariamente. Io... so che il regolamento... però mi sento molto attratto da Timotej e... solo l'idea che Mikail riesca dove vorrei riuscire io..."
"Nikita, il fatto è che né tu né Mikail dovete provarci... né tanto meno riuscire, come dici tu. In caso contrario mi vedrò costretto a separarvi mandando via uno di voi, forse lo stesso Timotej. Capisco bene che, come si suol dire, al cuore non si comanda. Ma una vera spia, come tu vuoi diventare, deve saper controllare soprattutto le proprie emozioni, i propri desideri per restare veramente efficiente. È essenziale, lo capisci?"
"È quello che mi continua a ripetere Yuri..."
"Ne hai parlato con lui?"
"Sì, stiamo diventando molto amici."
"Molto bene, spero che Yuri abbia un influsso positivo su di te. Mi dispiacerebbe perderti, doverti rimandare nel mucchio... Tu sei un ragazzo intelligente, simpatico ed anche bello: potresti diventare un ottimo agente nella Nod. Finché fai l'amore con Timotej come con chiunque altro qui dentro sai che non ci sono problemi. Ma devi cambiare il tuo atteggiamento. Mi assicuri che farai del tutto? E che se avrai ancora problemi ne verrai a parlare con me?"
"Sì, ci proverò, Aleksandr. Non voglio che mi si chiuda questa strada. Se è necessario eviterò di fare l'amore con Timotej d'ora in poi... per quanto lui mi piaccia."
"Perché invece di evitare Timotej non cerchi di fare l'amore più spesso con Mikail? Non ti piace?"
"Fisicamente sì. Sono tutti belli, qui dentro. Prima lo facevo anche ma ora, da un po', fra noi due non lo facciamo più. Non siamo veramente nemici, ma c'è tensione fra noi due..."
"Capisco. E allora cerca di riannodare la tua amicizia con Mikail e di non pensare troppo a Timotej. Ripeto, non vorrei doverti perdere o dover allontanare Timotej. Dipende solo da te, però. Ora vai e di' a Ivan di mandarmi Mikail."
Così Korobilo parlò anche col terzo ragazzo. Anche questi ammise subito il fatto, ma la sua giustificazione sorprese non poco il tenente.
"Io... sì, Timotej mi piace, ma... in realtà sono geloso di Nikita. Ho paura che lui si innamori di Timotej e allora... è per questo che mi sono messo a fare la corte a Timotej. Io... io temo di essermi innamorato di Nikita. So che non dovrei, lo so bene, ma è più forte di me..."
"Non deve essere più forte di te, Mikail. Se così fosse non diverresti mai una buona spia. Pensa che cosa accadrebbe se tu dovessi innamorarti della persona che devi spiare..."
"Oh no, quello non potrebbe mai accadermi, compagno Aleksandr. Non potrei mai innamorarmi di un nemico..."
"Storie! Anche il nemico è un essere umano come te e come me, con passioni, affetti, bellezze evidenti o nascoste. Il pericolo c'è sempre, solo che noi dobbiamo esserne coscienti per evitarlo. Capisco che Nikita ti piaccia, ti attragga, ti sembri speciale... ma devi cercare di evitare questo sentimento. Vuoi un consiglio? Per prima cosa spiega a Nikita che cosa veramente provi per lui e per quale motivo ti eri messo a fare il filo a Timotej. Poi cerca di riequilibrare il tuo rapporto con Nikita. Se non dovessi riuscirci, dovrò allontanarti, purtroppo, e lo perderesti ugualmente. La mia non è una minaccia, Mikail, è solo un metterti di fronte alle tue responsabilità. Pensi di riuscirci?"
"Lo spero, Aleksandr... Ci proverò."
"Mi terrai al corrente dei tuoi eventuali progressi o delle tue difficoltà riguardo a questo problema?"
"Sì... mi aiuterai, Aleksandr?"
"Volentieri. Anzi... perché non vieni in camera mia, ora? Sono quasi due settimane che io e te non facciamo più l'amore e mi piacerebbe farlo di nuovo con te. Sempre che adesso tu ti senta di farlo, si capisce."
"Subito?"
"Se vuoi..."
"Sì. Abbiamo ancora un'ora e mezza di tempo prima della riunione, mi pare. Vengo volentieri."
"Molto bene, possiamo passarla assieme e divertirci un po' allora. Vai subito in camera mia e preparati. Io sbrigo solo un paio di cosette poi ti raggiungo. Ci metto un paio di minuti, non di più."
Aleksandr chiamò Ivan e gli disse di occuparsi di tutto per un'oretta mentre lui si appartava con Mikail, poi andò in camera sua. Mikail volle essere preso da Aleksandr più volte e tutti e due raggiunsero più orgasmi. Quando, fatta la doccia, si rivestirono per andare alla sala riunioni, Aleksandr notò con piacere una luce particolare negli occhi del ragazzo.
Gli carezzò i capelli e gli chiese: "Sei soddisfatto, vero?"
"Moltissimo, Tu sei davvero il migliore, qui dentro, anche per fare l'amore. Con te è sempre qualcosa di eccezionale."
"Più che con Nikita?" gli chiese l'uomo con una punta di ironica malizia nella voce.
"Beh, no... né più né meno... È diverso con te. Tu sei un uomo, non un ragazzo come noi. Hai un sacco di esperienza, tu..."
"Ho poi solo sette o otto anni più di voi..."
"Sì, ma sei veramente un uomo e sai come far godere un ragazzo. Lo sai che quando fra di noi si parla di te, non c'è uno di noi che non desideri fare l'amore con te? Hai nove ammiratori incondizionati in noi. Anche come capo tu sei il migliore che abbiamo avuto fino ad ora. Ti stimiamo tutti molto. E poi sei anche un gran bel maschio..."
"Ehi, non ti starai mica innamorando di me, adesso, per caso?" chiese Korobilo sorridendogli.
"No, non più degli altri, per lo meno. E poi sappiamo che per te noi cadetti siamo tutti uguali. Non fai favoritismi, tu."
Alla riunione, Aleksandr spiegò ai ragazzi che presto sarebbero stati loro assegnati degli appartamenti in varie parti di Mosca e che avrebbero così iniziato a fare pratica con alcuni turisti, Presa una mappa di Mosca, mostrò loro i luoghi in cui solitamente gli stranieri andavano a cercarsi un ragazzo per fare sesso. Quindi fece vedere loro alcuni spezzoni di filmati girati in segreto dal Kgb in cui si vedevano come avvenivano gli approcci.
"Studiatevi bene come agiscono i ragazzi e come si comportano gli stranieri. Dovrete imparare ad agganciarli in modo credibile. Ad ognuno di voi sarà assegnata un'attività di copertura come studenti o operai o anche impiegati. Riceverete uno stipendio che userete per le vostre spese quotidiane. Dovrete passare per amici, o magari anche per parenti, che condividono un appartamentino per dividere le spese. Dovrete crearvi, col nostro aiuto s'intende, una personalità verosimile e mantenerla.
"Un altro punto importante, quando avrete il vostro appartamentino: vi sarà spiegato dove sono piazzati i microfoni e le videocamere. È molto importante che ci siano perché a volte dettagli che vi sfuggono o che vi possono sembrare trascurabili, possono invece risultare preziosi per i nostri esperti della Lubianka. Inoltre la registrazione video del rapporto sessuale con uno di voi di uno dei soggetti che dovrete spiare può diventare alla bisogna utile per ricattarli.
"Dovrete perciò imparare a fare l'amore con disinvoltura anche in presenza di una videocamera nascosta, senza mostrare imbarazzi o esitazioni. Per qualcuno di voi potrebbe risultare difficile, inizialmente. Per questo comincerete molto presto ad esercitarvi con normali turisti. Le prime registrazioni le vedremo solo io e il sergente Ivan e le discuteremo eventualmente con il diretto interessato.
"Come allenamento comunque, da domani tireremo a sorte quattro coppie: ogni coppia farà l'amore e ci saremo io o Ivan a guardarvi da dietro uno specchio magico, nelle stanze appositamente attrezzate che già conoscete. Comincerete così ad abituarvi a farlo senza curarvi se noi siamo dietro lo specchio e vi stiamo guardando o no. Ci sono domande su quanto vi ho spiegato?"
"Scusa, Aleksandr, non ho capito bene: faremo l'amore in tua presenza o ci guarderai tramite monitor o da dietro lo specchio magico?"
"A volte l'uno a volte l'altro e a volte potranno esserci a guardarvi anche alcuni dei vostri compagni, ma questo lo saprete soltanto dopo, mai prima."
"Scusa, Aleksandr, tu hai sempre molto insistito che imparassimo a fare bene un po' di tutto a letto, perché dobbiamo essere in grado di soddisfare pienamente i soggetti che spieremo. Quando dovremo allenarci nei prossimi giorni, uno di noi farà la parte dell'agente e l'altro quella della persona da spiare?"
"Sì, è una buona idea, possiamo fare così."
"Quando sapremo come sono costituite le coppie?"
"All'ultimo momento. Ogni volta saranno tirate a sorte perciò a qualcuno potrebbe capitare anche di trovarsi in coppia con lo stesso compagno più volte di seguito. Come vi ho detto, formeremo quattro coppie ogni giorno e chi di voi nove sarà escluso, per quella volta farà un turno di riposo e dovrà venire a guardarvi con noi due."
"Oh, io farei anche volentieri a meno del turno di riposo!" esclamò Valery e tutti si misero a ridere.
Cominciarono gli allenamenti il giorno seguente. Le coppie tirate a sorte furono Timotej e Yuri, Stanislav e Mikail, Sergej e Nikita, Dmitri e Pavel. I primo dovevano fare la parte delle spie ed i secondi degli stranieri. Il primo turno di riposo così toccò proprio a Valery.
Aleksandr lo prese con sé ed andarono a piazzarsi dietro allo specchio magico della camera in cui erano Sergej con Nikita. Quando i due ragazzi si spogliarono e si misero a fare l'amore con Nikita che dirigeva il gioco, sia Aleksandr che Valery presto si eccitarono. Era bello guardare quei due corpi allacciati nella ricerca incessante di piacere.
Di tanto in tanto Valery guardava di sottecchi Aleksandr. Quando vide che il tenente, seduto dietro lo specchio magico e completamente assorbito dalla scena erotica che si stava svolgendo avanti al suo sguardo, inconsciamente si carezzava di tanto in tanto l'erezione che gli stava gonfiando la patta dei calzoni, il ragazzo d'impulso s'inginocchiò fra le gambe dell'uomo, gli slacciò la patta, ne estrasse la verga pulsante e dura e cominciò a leccarla e succhiarla dando sfogo a tutta la propria eccitazione.
Aleksandr dapprima cercò debolmente di farlo smettere, ma poi si abbandonò a quel servizio spontaneo, imprevisto e piacevole. Dopo un po' l'uomo fece alzare Valery, gli calò i calzoni, lo fece girare, lo fece piegare a novanta gradi sulla spalliera della sedia e lo impalò con vigore. Aveva appena iniziato a pompargli dentro con gusto quando nella stanza entrò Ivan. Il sergente stava per ritirarsi silenziosamente ma Aleksandr gli fece cenno di avvicinarsi. Ivan gli si accostò sorridendo.
Aleksandr lo baciò e gli aprì i calzoni, quindi, estrattogli il bel membro turgido, lo fece spostare di fronte al ragazzo che subito schiuse le labbra ed accolse quel favoloso secondo membro. Mentre li soddisfaceva tutti e due Valery iniziò a masturbarsi velocemente. Aleksandr ed Ivan, mentre fottevano con gusto il cadetto alle due stremità, si godevano attraverso lo specchio magico anche la scena che si svolgeva nell'altra stanza.
Nikita stava fottendo con vigore Sergej, riverso sul letto sulla schiena e con le gambe in alto ed il ragazzo pareva gustarsi a fondo quella penetrazione energica e decisa. Sergej a volte guardava verso lo specchio magico e si leccava le labbra, probabilmente eccitato all'idea che ci fosse qualcuno nascosto lì dietro per guardarlo. Nikita invece pareva completamente assorto a penetrare il compagno. Quando i due ragazzi vennero anche i tre dietro lo specchio raggiunsero l'orgasmo uno dopo l'altro in rapida sequenza. Si risistemarono tutti e tre e mentre Nikita e Sergej ricominciavano a fare l'amore, uscirono dalla stanza.
Aleksandr allora disse: "Per questa volta è andata così e non mi è dispiaciuto, devo ammetterlo. Ma la prossima volta devi guardare anche tu, Valery, per imparare. È chiaro?"
"Come vuoi tu, Aleksandr. Però è stato bello in tre... Non l'abbiamo mai fatto prima. Dovremmo farlo ogni tanto, penso..."
"Se qualche volta vorrete farlo, non ci sono problemi. Ma durante queste sedute di allenamento, devi stare a guardare anche tu."
Mandò Ivan e Valery a guardare un'altra coppia e anche lui andò in un'altra stanza. Infine andò a visionare la registrazione dell'incontro della quarta coppia. Poi, radunati di nuovo tutti i ragazzi, fece le sue osservazioni, con i commenti sia di Ivan che di Valery.
Continuarono così nei giorni seguenti ed ogni sera discutevano su come era andata. Le osservazioni più intelligenti vennero da Timotej, le più divertenti da Valery. Alla fine del periodo di allenamento, su suggerimento di Pavel, si trovarono tutti ai bordi della piscina dove stesero i materassini per il judo e fecero un'ammucchiata. Logicamente Valery ne sembrava il più entusiasta.
Le vacanze estive terminarono e ripresero i corsi nella scuola per agenti del Kgb. Qui i ragazzi scoprirono altri allievi adatti ad entrare a far parte della Nod. Gli appartamenti a Mosca furono finalmente pronti ed i ragazzi del primo gruppo nei fine settimana iniziarono ad usarli ed a portarci le loro prime conquiste che facevano fra i turisti stranieri. Man mano che Aleksandr riceveva le videocassette con i filmati, le visionava, le annotava e poi durante la domenica le discuteva alla dacia con gli allievi.
Tutto stava procedendo bene, a gonfie vele. Anche i nuovi arrivati si inserirono bene nel gruppo ed imparavano in fretta tutto quello che veniva insegnato loro nella dacia. Jusichev sembrava soddisfatto per come stavano andando le cose. Il gruppo dei cadetti assegnati al Nod era salito a tredici. Di questi già sette vivevano negli appartamenti speciali: Stanislav con Nikita e Yuri in uno, con la copertura di studenti universitari, Mikail e Valery in un altro, facendosi passare per cugini, il primo commesso in un negozio di abbigliamento ed il secondo operaio in uno scatolificio. Timotej e Dmitri, che un po' si assomigliavano ed avevano solo due anni di differenza, in un altro come fratelli, il primo impiegato all'Intourist ed il secondo usciere alla televisione di stato.
Nei giorni di libertà dai corsi del Kgb questi sette ragazzi a turno si portavano in casa dei turisti con cui facevano l'amore, ricevendo spesso regali come un paio di jeans, un disco di musica rock o altre piccole cose. Ma soprattutto stavano facendo un'esperienza preziosa su come trattare con gli stranieri. Tutti i ragazzi stavano dando buona prova di sé perciò Jusichev decise che a partire dall'anno seguente i ragazzi che già abitavano negli appartamenti avrebbero iniziato a lavorare sul serio con le persone che il Kgb avrebbe segnalato loro.
I ragazzi erano eccitati all'idea che finalmente avrebbero iniziato il loro vero lavoro di agenti segreti. Aleksandr ed Ivan erano soddisfatti del lavoro che avevano svolto in quei diciotto mesi. La Nuova Operazione Dacia stava finalmente per decollare e, questa volta, con molte più probabilità di riuscita.