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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL CARRO DEI GUITTI CAPITOLO 2
VANCE TROVA UNA NUOVA ELLIE

Il giovanotto che ci aveva provato con Vance continuava a ronzare attorno al carro dei guitti, ma senza mai avvicinarsi. Anche gli altri se ne accorsero.

Ray disse: "Ehi, ho l'impressione che la nostra Ellie abbia trovato il suo primo corteggiatore!"

Vance sorrise e raccontò loro le battute che s'erano scambiati alla fontana ed aggiunse che quello era il tizio che la sera prima gli aveva dato un pizzicotto.

Ray allora disse: "Se paga bene, potresti anche concedergli qualche favore. Monete sonanti, però, non cibo."

"No, appena s'accorge che la nostra Ellie è un maschietto, quello ci corre dietro con un forcone, altro che moneta sonante!" obiettò Tod.

"Magari quello neppure se ne accorge. Quando io ero un ragazzino, una notte l'ho menato al mio futuro cognato facendogli credere che ero mia sorella..." insisté Ray.

Tutti risero, ma Tod scosse la testa: "Primo, era notte. Secondo, non credo che quello si accontenterebbe di farselo menare. Gratis, forse sì, ma a pagamento, credo proprio di no. La nostra Ellie va bene per la scena, non per il letto."

"A meno che a quello non piacciano i maschietti..." disse allora Walt.

"In quel caso avrebbe fatto il filo a te e non ad Ellie. Ti ricordi quanti ti facevano il filo fino ad un paio di anni fa? Eri proprio un bel ragazzino!" disse Tod ridendo.

"Ancora non t'è andata giù che non ho mai voluto farmi scopare da te, eh?" chiese Walt.

"Certo. Se non lo facevi con nessuno, avrei anche capito. Ma con gli altri sì e con me no: bell'amico che sei!"

"Ma gli altri sganciavano moneta su moneta e tu no. È semplice..."

Vance guardò sorpreso Walt: non aveva pensato che quel bel giovanottello avesse fatto l'amore con altri uomini, credeva che l'avesse solo fatto con lui per mancanza di donne.

Appena fu solo con Walt, Vance gli chiese: "Ma a te e a tuo fratello piace fare l'amore con i maschi?"

"A James non tanto, lui preferisce le femmine, quando può. A me invece piacciono i di più maschi e tu mi piaci. E anche a te piace farlo con me, non è vero?"

"Beh... sì. Con te mi piace di più che con James, ma io prima non l'avevo mai fatto con nessuno, né maschi né femmine. A parte qualche volta a toccarci di notte coi miei fratelli o io a farlo da solo. Anche a Tod piacciono i maschi?"

"Sì, Tod è come me. Ray invece è come mio fratello. Anche se Ray, quand'ero ragazzino, una volta me l'ha messo... Anche James me l'ha messo, e anche più di una volta, quando era troppo tempo che non riusciva a scoparsi una femmina. I tuoi fratelli, a te, non l'hanno mai messo in culo?"

"No, mai. Se lo facevano solo menare da me, di notte."

"E a te piaceva?"

"Mi piace di più con te."

"A me piacerebbe di più poterlo fare con te di giorno, da soli. Guardarti mentre ti inculo e vederti mentre godi."

"A te piace di più inculare o essere inculato?"

"Inculare. Tu hai ancora un bel culetto stretto stretto che fa proprio godere. A dire queste cose m'ha fatto venire voglia... Vieni nei campi a nasconderci fra i cespugli, dai!"

"Ma se gli altri se ne accorgono?"

"E chi se ne frega? Dai, Vance, andiamo. Ho voglia di fotterti!"

"Devi chiamarmi Ellie..."

"No, in questo caso preferisco chiamarti Vance, mi eccita di più. Mi dà un po' fastidio vederti vestito da donna. Ma l'importante è quello che c'è sotto. Vieni, dai!"

Vance lo seguì fin fuori dal villaggio. S'inoltrarono in un tratto di foresta finché Walt trovò il posto adatto e, fra i cespugli, preparò un letto di foglie secche.

"Spogliati, Vance, e stenditi sui tuoi vestiti. Hai già un bell'uccello, Vance, mi piaci. Sdraiati, dai. Aspetta, allarga bene le gambe adesso..."

Walt s'inginocchiò fra le gambe del ragazzo, gliele sollevò e lo impalò con foga. Vance lo vedeva incombergli sopra, affannarsi a pompargli dentro, ne vedeva il volto su cui aleggiava un sorriso soddisfatto e cominciò a gemere, in parte per il dolore ma in parte per il piacere. Walt con una mano lo stava masturbando e con l'altra gli sfregava i capezzoli e gli carezzava con una certa piacevole rudezza il petto e il ventre.

Frattanto gli diceva, con voce via via più roca: "Sì, senti come t'impalo, senti che bel bastone t'ho ficcato dentro! Lo senti? Ti piace, eh? Ti piace farti scopare da me, vero? Dillo che sei la mia puttana, dillo, dai!"

"Sono... la tua... puttana..." mormorò Vance, quasi soggiogato dalla foga dell'altro.

"Ti piace sentirti il mio bel cazzone nel culetto, eh?"

"Sì, mi piace come mi fotti."

Vance si rese conto che quel gioco di domande e risposte sempre più scurrili aveva una carica erotica speciale, e che farlo di giorno, vedendosi e guardandosi, era molto più piacevole. Notò anche che più riusciva a stare rilassato, meno provava fastidio ed invece il godimento aumentava.

"Dai, Walt, più forte! Spaccami il culo, sbrodami dentro, maiale! Fottimi, fammi sentire una puttana..."

All'improvviso gridarono il loro piacere, al culmine dell'orgasmo, con tutto il loro fiato. Poi si afflosciarono l'uno sull'altro, ansimanti e soddisfatti.

"Cavolo, Vance, sei proprio stato in gamba! Era da un bel po' che non godevo più così. Se tu ci stai con certi uomini che dico io, ci possiamo guadagnare parecchie belle monete sonanti. Che ne dici? Io so come riconoscere quelli che preferiscono un ragazzo ad una donna."

"Già, ma poi le monete vanno tutte a James per la compagnia. Che ci guadagno, io? E tu?"

"No, una parte la teniamo noi, e tu ti ci diverti anche. Io l'ho sempre fatto e qualche volta lo faccio ancora. Una volta persino col duca di Sheffield, che mi regalò una moneta d'oro per una notte nel suo letto."

"Ma... e gli altri, cosa dicono?"

"Niente, sono solo contenti."

"Walt, te lo faresti mettere in culo da me?"

"Sei matto? Da te, da un ragazzino? I più grandi lo mettono ai più piccoli, mai al contrario. Trovati un ragazzino più giovane, se hai voglia di fottere."

"Sì, poi quello mi fa pestare dai parenti!"

"Guarda che ci sono dei ragazzini, specialmente nei villaggi ma pure in città, che già a tredici, quattordici anni se lo lasciano mettere nel culo e gli piace."

"Tu trovamene uno, e poi io ci sto ad andare con gli uomini che mi trovi tu."

"Va bene, affare fatto."

"E... di' a tuo fratello che mi sono rotto ad andare in giro conciato da donna. Sul palco... e la notte nel carrozzone con voi due, faccio volentieri da Ellie, ma di giorno voglio tornare ad essere Vance."

"Non so se sarà d'accordo, ma forse... forse ci posso riuscire. D'altronde anche io ti preferisco vestito da maschio."

Tornarono al carrozzone e furono accolti da risatine e battute salaci sulla loro "scomparsa". Walt, come promesso, parlò con James, ma questi fu irremovibile: Vance doveva continuare a passare per donna, perché così attirava più spettatori e più offerte. Walt gli fece presente che, vestito da donna, non avrebbe mai potuto accettare le avance degli spettatori e guadagnare qualche moneta, mentre vestito da ragazzo gli sarebbe stato possibile. James gli rispose che le avance degli spettatori andavano rifiutate, certo, ma che se trovavano qualcuno a cui piacevano i ragazzi, potevano mandarci ugualmente Vance, anche vestito da donna.

"Anzi, chissà che così qualche incallito sodomita non possa guadagnarsi la fama di donnaiolo!" concluse James ridendo.

Così Vance continuò a girare con il carro dei guitti fingendosi una ragazza. Naturalmente continuò a lasciarsi prendere da James quasi tutte le notti ed a fare l'amore con Walt ogni volta che potevano appartarsi.

Arrivati a Roade, dopo lo spettacolo della prima sera, Walt fu avvicinato dall'oste locale che gli disse che un mercante di passaggio avrebbe pagato bene per avere un giovane commediante nel suo letto ma che, poiché viaggiava con la moglie, la cosa doveva avvenire in gran segreto. Lui avrebbe portato il ragazzo con sé sistemandolo in una camera libera della locanda, poi vi avrebbe fatto andare anche il mercante. L'oste logicamente pensava allo stesso Walt.

Ma il giovane gli disse: "Se ti mandassi una ragazzo di sedici anni, carino e disponibile, non credi che il tuo signor mercante sarebbe anche più contento?"

"Oh, sì, certamente, perché m'ha detto di cercare il più giovane fra voi attori... Non sei tu?"

"Prima mi paghi, poi mi giuri di mantenere il segreto, poi ti dico chi ho in mente di mandare..."

Contrattarono, finché l'oste pagò una cifra che a Walt parve buona, quindi il giovane gli svelò che Ellie in realtà era un ragazzo. L'oste non ci credeva, e solo quando Walt chiamò Vance e l'oste lo ebbe palpato sotto la gonna, si convinse. Così Vance seguì l'oste fino alla locanda.

"Spogliati e mettiti sul letto. Tra poco farò venire qui il mercante. Se ti trovasse vestito da donna, ho paura che gli prenderebbe un colpo." disse l'oste lasciandolo solo nella camera.

Vance non aveva mai visto un vero letto. Lo trovò grande, bello e soffice. Si spogliò e vi si adagiò sopra stendendosi sulla coperta di pelliccia di montone. Gli piaceva molto, era una sensazione bellissima. La lanterna appesa accanto al letto, con la sua tremula fiammella, animava la stanza di mille ombre misteriose, ma Vance non aveva paura. Lungo la strada l'oste gli aveva spiegato che il mercante era un uomo maturo, di ventinove anni. Aveva detto anche che era un mercante piuttosto ricco, che viveva in una città chiamata Brentwood, e che si chiamava Mastro Hugues.

Dopo un po' che il ragazzo aspettava, tutto nudo sulle pellicce, finalmente si aprì la porta della camera, sgusciò dentro un uomo vestito di panno verde e nero che si chiuse dietro accuratamente la porta tirando il chiavistello. L'uomo gli andò vicino e lo guardò da capo a piedi. Poi iniziò a spogliarsi.

Gli chiese: "Sai come far godere un uomo, ragazzo?"

"Finora l'ho fatto solo con due uomini, mastro Hugues."

"Non ti preoccupare, basta che tu faccia tutto quello che ti dico io ed andrà bene. E se mi compiacerai, ti regalerò anche questa moneta d'argento... Ma devi proprio farmi godere bene, ragazzo."

Vance guardava il corpo dell'uomo svelarsi a poco a poco: aveva una costituzione robusta ma non era grasso. Sul petto un folto ciuffo di peli rossicci e fra le gambe, per sua fortuna, un membro grosso ma non più di quello di James. Viste le dimensioni del corpo dell'uomo, Vance aveva temuto che fosse in proporzione anche lì... L'uomo salì sul letto e si stese accanto al ragazzo.

"Leccami tutto il corpo, cominciando dal collo in giù, e soffermati dove ti dico io, capito?"

Vance s'inginocchiò accanto a quel massiccio corpo e, chinatosi, cominciò. All'inizio gli era sembrata una richiesta buffa ma poi, notando come l'uomo si stesse eccitando a quel trattamento, specialmente quando lo leccava in certi punti, capì che doveva essere una cosa molto piacevole. Eseguì tutti gli ordini dell'uomo, anche quando questi gli chiese una cosa ancora più strana: gli ordinò di succhiargli il membro, ormai turgido ed eretto.

Il ragazzo fu sorpreso nel rendersi conto che anche a lui stava dando piacere sentirsi quel bel palo di carne calda e fremente palpitargli in bocca. Il piacere che pareva provare il mercante era tale che Vance desiderò che qualcuno facesse a lui quelle stesse cose.

Quando l'uomo fu pienamente eccitato, disse al ragazzo di impalarsi sul suo membro abbassandovisi sopra e di muoversi in su e giù. Il ragazzo obbedì. Si mise a cavalcioni sul bacino dell'uomo, si accoccolò guidando con le mani il palo dentro di sé, scese e spinse finché il suo sedere toccò il pube dell'altro. Allora, sempre guidato dall'uomo che lo aveva afferrato per la vita, si mise in ginocchio e cominciò ad andare su e giù. Per mantenere l'equilibrio, istintivamente si chinò in avanti ed afferrò con le mani i capezzoli dell'altro, sfregandoli con le dita. L'uomo mugolò per il piacere ed iniziò a dare colpi dal basso in alto per penetrare più a fondo il ragazzo.

A Vance piaceva quella cavalcata selvaggia e pensò confusamente che avrebbe dovuto provarla con Walt. Ad ogni colpo il membro ormai duro del ragazzo batteva contro il basso ventre del mercante, producendo un buffo rumore ritmico. Dopo un po' l'uomo afferrò il membro di Vance ed iniziò a masturbarlo velocemente. Il ragazzo chiuse gli occhi per l'intensità del piacere e continuò quella cavalcata, finché l'uomo lo tirò a sé con più forza, si spinse dentro di lui con tutte le sue energie e venne fremendo da capo a piedi. Vance aprì gli occhi e vide il volto dell'uomo contorto dal piacere ed anche lui venne irrorando il ventre ed il petto del mercante.

Si fermarono, ansanti. Il mercante lo guardò e gli sorrise.

"Sì, te la sei proprio meritata la moneta d'argento, ragazzo. Anche se sei un novizio, m'hai fatto fare una gran bella scopata e ne avevo davvero bisogno. Ma adesso devo andare o mia moglie può insospettirsi per la mia assenza."

Quando Vance tornò al carrozzone, la moneta d'argento nascosta nell'orlo della gonna, fu accolto dai lazzi e frizzi dei compagni che lo aspettavano seduti attorno ad un focherello. Ray gli porse una tazza con una tisana calda con dentro un po' d'acquavite. Vollero sapere tutto e il ragazzo raccontò con abbondanza di particolari la scopata col mercante.

"Trovatemi altri così, e non vi abbandonerò mai!" concluse Vance.

James gli rispose:" Sta tranquillo che te ne troviamo finché ne vuoi. Qualche moneta in più non guasta, se vogliamo migliorare un po' le nostre rappresentazioni. Mi piacerebbe andare a Londra, ma con i nostri quattro stracci colorati e due scene vecchie, a Londra non ci verrebbe a vedere nessuno. Il nostro repertorio è buono, ma ci mancano i costumi e le scene adatte. Per quattro contadini zotici può anche andare bene, ma non per la gente di città. E poi, forse, dovremmo prendere con noi un altro paio di ragazzini come Vance."

"Non sarebbe meglio prendere un paio di ragazze, invece?" chiese Ray.

"No. Le ragazze vanno a finire come Maggie, te la ricordi, no, incinta dopo le prime scopate, e allora ci mollano. C'è un ottimo mercato anche per i ragazzini, sta' tranquillo!"

Vance allora disse: "Se però troviamo un altro o altri due ragazzini, io voglio tornare ad essere Vance e Ellie la fate fare a quelli, d'accordo?"

"Trovamene uno adatto ed io ci sto." rispose James, poi ridendo aggiunse: "Ma per adesso Ellie sei ancora tu. Vai nel carro, è ora di andare a dormire."

Tutti ridacchiarono e Vance andò a prepararsi.

A Yardley, un pugno di poche casupole malandate, fecero un solo spettacolo e se ne andarono. Si fermarono invece per cinque sere a Pottersbury, un centro un po' più ricco, così chiamato proprio a causa dei molti artigiani, in gran parte vasai. Qui, il secondo giorno, Vance incontrò un ragazzo di quindici anni che, mentre andava a prendere acqua, gli si avvicinò.

"Tu, ragazza, sei del carro degli attori?" chiese il ragazzo.

"Sì, perché?"

"Voi viaggiate sempre, non è vero?"

"Certo, si va sempre in posti nuovi. Anche in belle città con le case di mattoni e con i vetri alle finestre." rispose Vance ricordando i racconti di Tod.

"E... come si fa a diventare attori?"

Vance lo guardò e capì che il ragazzo aveva voglia di unirsi a loro. Era un ragazzo ben fatto, dai lineamenti non troppo rudi, e Vance formulò subito un piano.

"Ah, non è facile, sai? Ma io... forse... forse ti potrei aiutare..."

"Aiutare? A fare cosa?"

"A venire con noi, se è a questo che stai pensando."

Il ragazzo corrugò le sopracciglia e lo guardò a lungo. Poi chiese: "Ma come fai tu a sapere quello che penso?"

Vance era trionfante: ci aveva visto giusto. "Ma i tuoi genitori, sarebbero d'accordo?" chiese allora.

"Sono morti tutti e due. Vivo con un mio zio che mi sopporta a mala pena e se me ne vado è solo contento. A me non piace lavorare tutto il giorno l'argilla."

"Ma lo sai che per diventare attore bisogna prima superare alcune prove?"

"Prove? E di che genere? Io sono forte, so cantare bene, so anche saltare e arrampicarmi, io, e..."

"Sì, va bene, ma ci sono altre prove. La prima, quella d'ammissione, potrei fartela passare io, ma poi..."

"Tu, ragazza? E di che si tratta?"

"C'è un posto qui vicino dove nessuno ci possa sentire o vedere?"

Il ragazzo rifletté un po', poi disse: "Sì, le rovine della torre normanna. Ma è una prova così segreta?"

"Sì, molto segreta, e si deve ripetere per tre giorni di fila. Se vuoi, possiamo anche cominciare subito."

Il ragazzo si grattò la nuca, poi disse, deciso: "Va bene, ti porto alle rovine. Serve qualcosa di speciale, per questa prova?"

"No, bastiamo io e te."

Arrivati alla rovina della torre, Vance fece giurare solennemente al ragazzo che avrebbe tenuto il segreto su quella prova con chiunque.

Quindi gli disse: "Vedi, un attore è spesso chiamato a compiacere dei signori e deve perciò essere pronto a tutto. Tu hai idea di cosa chiedono ad un attore giovane per compiacerli?"

"Che ne so io di signori? Forse recitargli qualcosa di speciale?"

"In un certo senso sì: di recitare la parte dell'amante."

"La parte dell'amante? E che parte sarebbe?"

"Lasciarsi fottere in culo, ecco che parte è."

"Beh, ma allora non sei certo tu che puoi mettermi alla prova!" ribatté il ragazzo ridendo.

"Ma tu te lo lasceresti mettere in culo?"

"Mio cugino lo fa sempre, con me, da almeno un paio di anni!"

"Molto bene. Calati le braghe, allora."

Il ragazzo si mise a ridere, si calò le braghe e gli mostrò fiero il membro semieretto.

Vance gli disse: "Girati, chinati ed appoggiati a quell'albero. E metti saliva sul buco del culo, se non vuoi sentire male."

"Che, mi ci vuoi mettere un dito per sentire se è abbastanza stretto?" chiese il ragazzo ancora divertito, ma obbedì.

Vance gli si avvicinò, gli palpò le natiche piccole e sode, poi si sollevò la gonna e la sottana e cominciò a spingerglielo dentro con decisione.

Il ragazzo girò la testa dicendo: "Ehi, ma che cavolo stai facendo?" ma poi sbarrò gli occhi e mormorò: "Ma tu... tu sei un maschio!"

"Sì, e adesso ti inculo!" rispose Vance trionfante.

Così, per la prima volta, penetrò un ragazzo e gli piaceva molto. L'altro, già abituato, lo lasciava fare. Mentre lo penetrava, Vance gli palpava tutto il corpo ed i genitali e gli piaceva sempre più.

Dopo essersi sfogato Vance gli disse: "Non c'è male, ti prendiamo forse con noi, ma prima dobbiamo incontrarci un paio di volte per far sesso, io e te."

"Ma perché sei vestito da femmina se sei maschio?" gli chiese il ragazzo riannodandosi le braghe.

"Questa è la seconda prova. Vedi, si deve vivere per un certo tempo facendo la femmina, sia sul palco che a letto con noi. Io sto per finire questo periodo. Allora, ci rivediamo qui, domani? Quando vedi che vado a prendere acqua al pozzo. Ti va bene?"

"Sì, certo. Ma di' un po', allora anche tu lo prendi in culo?"

"Certo, dal capo comico e da suo fratello. Oltre che da certi clienti. Ma ricordati che fra attori è sempre il più vecchio che può inculare il più giovane e mai il contrario. Ma ancora non m'hai detto come ti chiami, tu."

"Io, Melvin, ma mi chiamano Mel. E tu?"

"Finché devo vestire da donna, mi chiamano Ellie. Se supererai le prove, sarai tu la prossima Ellie."

"Ma il tuo vero nome?"

"Te lo dirò alla fine. Ciao, Mel, a domani."

"Ciao... Ellie."

Il giorno dopo si trovarono di nuovo. Vance questa volta si denudò e si stese sui suoi vestiti. Quindi fece spogliare anche Mel e si fece leccare tutto e succhiare come aveva fatto il mercante con lui. Infine lo prese nello stesso modo, a smorzacandela. Il ragazzo fece tutto senza problemi e anzi si godette quella scopata.

Alla fine, mentre si rivestivano, disse: "Tu sì che sai fottere! Altro che mio cugino! Tutti gli attori sono così bravi a fare sesso?"

"Più o meno. Comunque vedo che anche tu impari in fretta, e che ti piace. Se anche domani sarai bravo, ti presenterò al nostro capo comico e vedrai che ti lascerà partire con noi."

"Bene, a domani, allora. Anche domani ci facciamo una bella scopata, no?"

"Certo, ma in un altro modo..."

A Vance era venuta un'idea: quel ragazzo lo eccitava e quindi voleva goderselo ben bene. Anche perché poi, nel carrozzone, avrebbe sicuramente dovuto dividerlo con James e probabilmente anche con Walt.

Alla rappresentazione di quella sera Vance vide Mel in prima fila, assorto a guardare lo spettacolo. Sì, era proprio un bel ragazzo, pensava Vance pregustandosi l'incontro del giorno seguente.

Il terzo giorno, quando si incontrarono alle rovine della torre, Vance si fece leccare di nuovo tutto il corpo ma quando l'altro gli prese in bocca il membro, lo fece continuare fino a scaricarglisi in bocca. Sì, aveva avuto una bella idea, gli era piaciuto molto venire in quel modo.

Il ragazzo, forbendosi le labbra col dorso della mano, gli chiese: "Allora, mi presenterai al tuo capo? Mi prenderete con voi?"

"Stasera gliene parlo. Tu presentati domattina quando stiamo per partire. Guarda che partiremo all'alba. Non ti aspettiamo."

Tornato al carrozzone, Vance chiamò James e Walt e comunicò loro che la mattina seguente si sarebbe unito a loro un ragazzo di quindici anni di nome Mel. Spiegò anche che, secondo lui, il ragazzo molto probabilmente ci stava a farsi penetrare dai maschi.

James annuì: "Bene, allora domattina Walt e tu guiderete il carro mentre io starò dentro per assaggiare il ragazzo. Mi piace l'idea di variare un po' la zuppa!"

"Ma se Mel ti piace, lui diventa la Ellie ed io ritorno Vance, siamo d'accordo, no?"

"Certo, ma tu continuerai a fare le parti femminili principali: sei sempre migliore nelle parti da donna."

"Sì, certo, va bene. Però qualche volta potrò divertirmi anche io con Mel, vero?"

"Qualche volta. Quando io o Walt non ne abbiamo voglia lo puoi prendere tu. Ma dimmi la verità che tu te lo sei già fatto, quel ragazzo. Ho notato che in questi giorni ci mettevi un po' troppo quando andavi a prendere l'acqua al pozzo..."

Vance non rispose ma sorrise e Walt gli dette una pacca sul sedere.

"Tanto hai fatto finché ne hai trovato uno più giovane di te da metterti sotto, eh?"

"Certo. E James ha detto che ne andrebbero bene due, perciò vedrai che prima o poi ne troverò anche un altro."

Quando James si allontanò, Walt disse: "Ma io e te continuiamo a scopare, no? Mica avrai l'intenzione di mollarmi, adesso!"

"No, stai tranquillo, con te ci vengo ancora volentieri. Basta che qualche volta io possa farmi Mel..."


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