Il mattino seguente, dopo che si furono svegliati e mentre finivano di sistemare il carrozzone per partire, arrivò di corsa Mel.
James lo vide arrivare e chiese a Vance: "È lui il ragazzo? Non è male, mi pare un buon bocconcino. Vedremo se va bene anche come... Ellie!"
Vance presentò Mel alla compagnia quindi lo fece entrare nel carrozzone. Quando anche James vi fu entrato, sedettero ognuno al proprio posto e partirono alla volta di Volverton. Avevano percorso circa i due terzi della strada, quando di dentro James batté sulla parete del carrozzone e disse di fermare. Quindi chiamò dentro Vance.
"Bene, dagli i tuoi vestiti, Mel è la nuova Ellie Midwood. Tu puoi vestirti di nuovo da maschio. Io e Ellie comunque restiamo qui dentro, abbiamo ancora qualcosetta da... fare, noi due."
Vance si spogliò rapidamente, cercò gli abiti che aveva già preparato e si rivestì da uomo. Poi baciò Mel in bocca, quindi tornò a cassetta accanto a Walt.
"Puoi ripartire. James si trova bene con Ellie e credo che voglia divertircisi ancora un po'. E io torno finalmente ad essere un maschio: Vance è tornato fra voi!"
"Ottimo, Vance. Volverton ci aspetta."
Volverton era una piccola cittadina, il più grande centro che Vance avesse mai visto, e mentre vi entravano il ragazzo non faceva che guardarsi attorno con occhi pieni di meraviglia.
"È molto bello, qui!" esclamò.
"Allora non hai visto niente. Aspetta solamente che si possa andare a Londra. Quella sì che è una grande e bella città. Lì ci vive anche il Re con la sua corte."
"Tu l'hai mai visto, il re?"
"Io no, mai. Ma James l'ha visto, quand'era piccolo, anche se non se lo ricorda. Tod invece ha anche recitato di fronte al re, quando aveva la mia età."
"Dove ci fermiamo, qui a Volverton?"
"Nella piazza davanti alla locanda del Cervo d'Oro. Conosciamo bene il taverniere e lì si fanno discreti affari. La gente qui è più ricca. E qui James conosce anche una vedova con cui ogni volta va a fare l'amore e così lei gli regala bei vestiti che non mette più, con cui possiamo fare i costumi per le nostre commedie. Ci sono anche buoni clienti che cercano ragazzi, credo che tu e Ellie sarete abbastanza occupati anche durante il giorno per soddisfare le loro voglie. E magari anche io, se ho un po' di fortuna, posso trovare ancora qualche buon estimatore."
Giunti davanti al Cervo d'oro, James e Mel emersero finalmente dal carro. James andò subito a parlare con il taverniere. I tavernieri di solito erano ben contenti quando un carro di guitti fermava davanti ai loro locali, perché prima, durante e dopo ogni spettacolo, parecchi spettatori ordinavano da bere.
Gli altri andarono in giro per la cittadina per annunciare l'arrivo della compagnia Midwood e lo spettacolo di quella sera. Mel, vestito da donna, andò con Ray, Vance con Walt e Tod da solo.
Si ritrovarono giusto in tempo per allestire le scene. Aprirono la fiancata del carro trasformandolo in palcoscenico, accesero tutte le lanterne e indossarono i costumi. Rappresentarono il Ritorno di Re Riccardo. Mel, per quella sera, ancora non recitava. Ma alla fine partecipò anche lui alla questua e ricevette abbastanza doni, anche se ancora era Vance che tornava, al solito, con la cesta più colma di offerte.
A notte James andò a trovare la sua vedova. Walt e Vance presero Mel con loro e ci fecero l'amore tutti e due assieme. Ray s'era trovato una ragazza ed era andato da qualche parte con la sua pollastrella e tornò quando ormai tutti dormivano, semi-ubriaco e soddisfatto.
La compagnia di attori viaggiò fermandosi ad Amphill, a Flitwick, a Barton in the Clay, ad Hitchin ed a Letchort. Qui, nel misero villaggio, si fermarono una sola giornata, perché la gente era veramente povera e non poteva fare grandi doni. Mel stava diventando bravo nelle parti femminili ed anche fuori dalla scena aveva assunto un comportamento talmente effeminato da dar persino fastidio a Vance, ma che pareva compiacere enormemente James che ormai faceva l'amore esclusivamente con il ragazzo. A Vance non dispiaceva, perché così aveva la possibilità di fare l'amore con Walt senza problemi.
A Walkern incontrarono un viaggiatore che decise di accompagnarsi agli attori per un tratto di strada. Era un pittore di affreschi, che girava di castello in castello per dipingere le pareti delle sale e che, invaghitosi di Vance, si prestò a dipingere per loro nuove scene in cambio delle grazie del ragazzo.
Era un uomo di mezza età, sui trentacinque anni, lievemente tendente alla pinguedine, ma con una libidine sfrenata a letto. E con gran sorpresa di Vance, gli piaceva enormemente essere penetrato dal giovane attore. Il ragazzo si prestò di buon grado, perché l'uomo non era malaccio ma soprattutto perché avevano bisogno di scene nuove.
Viaggiarono assieme fermandosi a Butingford, a Standon fino a Bishop's Storford, dove il pittore era atteso ed intendeva fermarsi. Qui c'era un guado che rendeva bene ai traghettatori ed al locale vescovo che imponeva esose gabelle a tutti i passanti. Il pittore doveva proprio dipingere una parete della nuova ala del piccolo ma ricco e ben fortificato castello del vescovo. Il vescovo, un uomo alto e segaligno, con un'aria più da guerriero che da prelato, fu contento dell'arrivo degli attori e li ingaggiò per rallegrare la sua piccola corte.
Qui Vance adocchiò subito un ragazzo di quindici anni, bello come un angelo, che lavorava nel castello come sguattero di cucina. Il ragazzo si chiamava Jack. Vance se ne sentì talmente invaghito che già il secondo giorno della loro sosta al castello, cominciò a fargli la corte sperando di conquistarlo. Jack sembrava affascinato dall'arrivo degli attori. Vance spesso passava il suo tempo libero nella cucina del castello, sia per rimediare qualche succolento avanzo da mangiare, sia per stare vicino a Jack.
Il secondo giorno, in un momento in cui i due ragazzi erano soli nella vasta cucina del castello, Vance disse a Jack: "Ehi, ragazzo, nessuno t'ha mai detto che sembri un angelo del paradiso?"
"Io un angelo? A me pare di essere più un diavolo, sempre qui accanto al fuoco!"
"Come mai fai lo sguattero di cucina? Ti vedrei meglio come paggio, bello come sei!"
"Paggio io? È già un miracolo se sono vivo, e lo devo solo a sua Eccellenza, il nostro Vescovo e Signore."
"Perché dici questo?"
"Mi trovò una guardia del Vescovo accanto al portone del castello, che ero appena nato, in una cesta. I soldati stavano già per gettarmi nel fossato, per farmi annegare e se non interveniva lui a salvarmi... Il vescovo mi affidò alla moglie del cuoco perché mi allevasse, e così... eccomi qui."
"Ma bello come sei, e così biondo, tuo padre doveva essere come minimo un nobile."
"Mah, se anche fosse, io comunque sono stato abbandonato. Tanto nobile non doveva essere, per gettar via così suo figlio."
"Forse tua madre era una povera serva che non aveva possibilità di allevarti, no?"
"Non lo so. Dicono che quando mi trovarono nella cesta avevo indosso un abitino di lino e pizzi... Non credo che mia madre fosse una serva, perciò. Ma non ha più importanza, ormai. È una storia di tanti anni fa. Il vescovo fece fare delle ricerche, ma non si trovò nulla... così, eccomi qui a fare lo sguattero."
"Bello come sei, chissà quanti ti avranno fatto la corte, qui dentro..."
"A me? No, mai, sono ancora solo un ragazzo. E poi, qui al castello, non si fanno certe cose. Il Vescovo è molto severo... Solo quando uno si vuole maritare può fare la corte a una ragazza, o una ragazza a un ragazzo. E io ancora non ci penso proprio, a maritarmi."
"Ma non ti piacerebbe?"
"No, per niente. Io credo che non mi sposerò mai."
"E perché?"
"Non mi va di far figli che poi magari fanno la mia fine. No, penso proprio che non mi mariterò mai."
"Ma alla tua età sentirai pure certi stimoli... mi capisci, no? Ti verranno certe voglie..."
Il ragazzo non rispose, ma arrossì. Poi con voce incerta disse: "Il Vescovo ci mette sempre in guardia contro le tentazioni della carne. Ci dice sempre che sono opera del diavolo e di astenerci, se non vogliamo finire all'inferno... passando prima per le segrete del castello."
"Ma tu non hai motivo di temere un simile castigo, no? Hai già fatto l'amore con qualcuno?"
"Oh no, mai! Anche se qualcuno... ci ha provato con me."
"Perciò... fai tutto da solo?"
Il ragazzo di nuovo arrossì fin sulle punte delle orecchie e non rispose, ma si affannò a sventolare il fuoco dei fornelli.
Vance decise di non insistere, per il momento. Si mostrò gentile con il ragazzo e passava gran parte del suo tempo libero con lui, aiutandolo a volte nelle sue incombenze. Jack a poco a poco cominciò ad aprirsi con Vance, che era di un solo anno più vecchio di lui.
Il giorno dopo Vance gli disse: "Jack, tu dormi qui nella cucina, di solito?"
"Sì, ho un pagliericcio nella dispensa, dietro allo scaffale."
"E dormi sempre tutto solo?"
"Certo, gli altri hanno le loro camere."
"Ti andrebbe se questa notte io venissi a tenerti compagnia? Mi piace parlare con te e poi qui fa meno freddo che nel nostro carrozzone, dove oltretutto si dorme un po' allo stretto... Posso venire stanotte qui da te?"
"Sì, ma c'è solo il mio pagliericcio. Dove dormiresti tu? In terra è sporco, duro e fa freddo."
"Nel pagliericcio assieme a te. Almeno si può parlare fin quando non ci prende sonno. Non pensi che sia abbastanza grande per starci in due?"
"Mah, se ti adatti... In fondo non è bello dormire sempre da soli. Adesso non ho più paura, ormai sono grande. Ma da piccolo avevo terrore a dover dormire là, da solo, sai?"
"Posso immaginarlo. Mai nessuno prima d'ora t'ha proposto di dormire assieme?"
"Sì, qualche volta. Ma io non posso lasciare le cucine, perché nella notte devo anche fare la guardia alla dispensa perché nessuno dei servi venga a mangiare di nascosto."
Così Vance, quella notte dopo lo spettacolo e quando ormai il castello era immerso nel sonno, sgattaiolò nella cucina e cercò il giaciglio del ragazzo nella dispensa.
"Chi è?"
"Ssst! Sono Vance, l'attore."
"Ah, credevo che non venissi più..."
"Te l'avevo promesso, no? Ma non sono potuto venire prima. Fatti un po' in là... ecco. Hai visto la commedia, stasera?"
"Solo un pezzettino, perché sono dovuto venire subito in cucina a lavorare."
"T'è piaciuto il pezzo che hai visto?"
"Sì, ma non ti ho visto in scena. Mi sarebbe piaciuto vederti recitare. Mi racconti la storia e la parte che facevi tu?"
Vance gli raccontò. Stavano stesi vicini, i loro corpi a contatto. Mentre raccontava, Vance passò un braccio attorno al corpo del ragazzo in un mezzo abbraccio e questi non reagì. Vance si stava eccitando ma faceva ancora attenzione a non farlo sentire al ragazzo.
"... e allora i cavalieri sfoderano le spade e uccidono Thomas, lì sull'altare."
"Uccidere il vescovo in chiesa, sull'altare? Ma è un terribile sacrilegio! E dici che è successo davvero?"
"Sì, per ordine del Re, appunto. Poi, il vescovo Thomas, l'hanno fatto subito santo e il Re moriva per il rimorso, e allora fece una durissima penitenza per avere il perdono del Papa."
"E il Papa l'ha perdonato?"
"La storia dice di sì, ma nella commedia questo non lo facciamo vedere."
"E tu che parte facevi?"
"Faccio diverse parti. Con Mel facciamo le donne di Canterbury, poi ho fatto la moglie del re, e alla fine io di nuovo una donna di Canterbury e Mel l'angelo che porta dal paradiso la corona di martire al vescovo. Ma avrei visto molto meglio te a fare la parte dell'angelo!"
"Me? A recitare?"
"Non ti piacerebbe?"
"Oh, non sarei capace, mi emozionerei subito."
"No, impareresti in fretta, penso e potrei insegnarti io. Tu sei molto bello e faresti fortuna, come attore."
"Dici davvero?"
"Certo. Ma... hai mai baciato, tu?"
"Baciato? Baciato chi?"
"Baciato qualcuno che ti piace. Sai, un attore deve anche saper baciare. Così, per esempio..." disse Vance e, chinatosi sul ragazzo, gli prese il viso fra le mani e lo baciò in bocca.
Jack dapprima restò rigido, stupito per quell'improvviso bacio, poi cercò di sottrarsi. Vance lo lasciò andare.
"Ma così si baciano due amanti..." protestò debolmente il ragazzo.
"Sì, certo, e se in scena si devono rappresentare due amanti, gli attori si devono baciare così. Prova di nuovo, pensa che io sia un cavaliere e tu una damigella... provaci..."
Vance di nuovo baciò il ragazzo e lo sentì fremere lievemente.
"Mi fa uno strano effetto..." mormorò il Jack.
"A me è piaciuto... ha belle labbra morbide, tu..."
Vance lo baciò ancora e questa volta lo carezzò anche e lo strinse a sé. Questo bacio durò più a lungo dei due precedenti. Le carezze di Vance si fecero più audaci finché una sua mano scese a carezzare il ragazzo fra le gambe fino a sentirne l'incipiente erezione.
"No, che fai? Perché mi tocchi così?"
"Non ti piace?"
"Sì, ma mi sento strano. E il Vescovo dice..."
"Il vescovo ora sta dormendo e non ci può vedere. E qui ci siamo tu ed io, soli. E tu mi piaci moltissimo. Lasciami fare, vedrai che piacerà anche a te..."
"Io... credo che sia sbagliato... io..."
"No, Jack, non c'è niente di sbagliato a dirsi in questo modo quanto mi piaci. Toccami anche tu così, dai... Tu sei il ragazzo più bello che io abbia mai visto, sai?"
"No, per favore... no..." protestò ancora il ragazzo con voce sempre più fievole, ma non si sottrasse a Vance. Questi continuò a baciarlo ed a carezzarlo stringendolo a sé con crescente desiderio e passione.
"Ti piace, Jack, vero?"
"Sì... ma..."
Vance cominciò a sciogliere gli abiti di Jack ed a carezzarlo sulla pelle nuda. Il ragazzo tremava, ma lo lasciava fare. Quando però la mano di Vance si posò sul suo membro ritto e duro, il ragazzo protestò di nuovo.
"No, ti prego... lì no... lì è peccato..."
"Anche se lo fai da solo è peccato, no?"
"Sì."
"Ma tu lo fai da solo, non è vero?"
"S... sì..."
"Ma in due è molto più bello ed è meno peccato che da solo, e fra due amici è ancora meno peccato. E poi è bello, vero?"
"Sì, oh sì, ma..."
"Vedi, se uno di noi due fosse una ragazza vergine, allora sì che sarebbe un peccato molto grave. Ma noi siamo due ragazzi, e perciò..."
"Ma il vescovo ha detto che un uomo non deve farlo con un uomo..."
"Ma noi siamo due ragazzi, mica due uomini! E poi il vescovo non dice anche che noi dobbiamo amare il prossimo?"
"Sì, lo dice..."
"E io ti sto amando, Jack. Perché non mi ami anche tu? Toccamelo come faccio io, dai."
Vance se lo tirò fuori dalle braghe e vi guidò la mano del ragazzo. Jack dapprima lo sfiorò appena, esitante, poi lo carezzò con maggiore decisione ed infine lo prese in mano.
"Jack, facciamo l'amore. È una cosa molto bella, sai?"
"Io... io non l'ho mai fatto. Solo due che sono sposati possono farlo, non lo sai?"
"No, non lo so. E poi, due ragazzi mica possono sposarsi. Io a te ti sposerei volentieri, se solo si potesse. Ma possiamo fare l'amore lo stesso, io e te. Io ho già fatto tante volte l'amore, ma mai con uno bello come te."
"Tante volte? E con chi?"
"Con altri ragazzi, e anche con uomini."
"Anche con uomini?"
"Sì, Jack. E con loro ho fatto anche cose molto più belle di queste. Se vuoi te le insegno."
"No... io... credo che è meglio... che smettiamo."
"Come vuoi tu. Anche io, le prime volte mi sentivo strano, sai? Ma ora mi piace molto. Posso almeno darti un altro bacio?"
"Solo un bacio sì..."
Vance lo baciò di nuovo e questa volta, con sua sorpresa e piacere, il ragazzo rispose al bacio. Le loro lingue giocarono per un po'. Poi si staccarono e si rimisero a posto gli abiti. Dopo poco dormivano tutti e due.
Vance si svegliò prima di Jack, si alzò e lasciò la cucina in silenzio. Durante il giorno i due ragazzi si videro e si comportarono normalmente. Ma a sera, mentre Vance si preparava per lo spettacolo, il ragazzo gli passò accanto.
Jack gli chiese sottovoce: "Vieni anche stanotte a dormire con me?"
"Volentieri. Siamo amici, ormai, no?"
"Ti aspetto."
Poi, dopo lo spettacolo, mentre si stavano cambiando, Walt disse a Vance: "Il vescovo m'ha mandato a dire di salire da lui, dopo cena. Mi sa che quello ha voglia di scopare con me. Durante lo spettacolo non m'ha mai tolto gli occhi da dosso."
"Ah, e vuole proprio te?"
"Sì. E il siniscalco m'ha anche detto di passare a lavarmi bene, prima di salire. Se volesse solo parlarmi non si preoccuperebbe tanto della mia pulizia, no?" concluse Walt sorridendo furbescamente.
Vance annuì e pensò che la notizia poteva venirgli utile con Jack. Una serva portò un'anfora di vino da parte del Vescovo. A parte Tod nessuno di loro aveva mai bevuto vino. Vance lo trovò buono, ma un po' forte. Tutto sommato preferiva la birra. Quando Walt si fu lavato e salì per la scala del castello, Vance lasciò gli altri a bere e s'infilò lesto nella cucina.
"Vance? Vieni..."
Si stese accanto a Jack. Stava pensando come dirgli di Walt e del Vescovo, quando Jack sussurrò: "Tutto oggi ho ripensato a ieri notte. Quello che abbiamo fatto era bello... e anche se è peccato, io vorrei... provarci di nuovo."
"Bene. E poi ho scoperto che non è peccato, sai?"
"No? Come fai a dirlo?"
"Tu pensi che il Vescovo farebbe un peccato?"
"Lui? No, credo proprio che lui non può fare peccati, è un uomo di Dio, lui."
"Appunto. Mi diceva poco fa il mio amico Walt che l'altra notte l'ha passata nel letto del Vescovo." mentì Vance.
"Davvero? Ma magari voleva solo parlargli..."
"No no, hanno fatto l'amore. Walt mi ha raccontato tutto. Proprio come io voglio fare l'amore con te stanotte... se anche tu lo vuoi."
"Come ieri notte?"
"No, di più. Se ti fidi di me, ti insegnerò a fare l'amore davvero. Sarà bello, sai? Ma per farlo bene, ci dobbiamo spogliare."
"Spogliarci nudi? Ma la nudità non si deve mostrare, né guardare!"
"Ma siamo al buio, no? Mica ci guardiamo..."
"È vero. E poi... io mi fido ti te. Insegnami."
Jack all'inizio era titubante, incerto, ma a poco a poco, con l'aumentare delle sensazioni e dell'eccitazione, si sbloccò, s'infervorò e partecipò con crescente entusiasmo.
Durante l'orgasmo il ragazzo mormorava, come in una litania: "Mi piace, Vance, mi piace... mi piace..."
Quella prima volta Vance aveva deciso di non provare a penetrare il ragazzo ma aveva cominciato a prepararlo stuzzicandogli il buchetto con un dito insalivato. Quando giacquero esausti ma appagati, Jack ancora respirava in modo affannoso.
Sussurrò: "Non sapevo che fare l'amore fosse una cosa così bella. Hai ragione tu, non può essere peccato una cosa così. Sei stato gentile ad insegnarmela."
"E non ho ancora finito. Ho molte altre cose da insegnarti, Jack."
"Davvero? E quando?"
"Domani notte, e quella dopo ancora, finché restiamo qui al castello."
"Quando ve ne andrete?"
"Non so ancora. Forse fra una settimana."
"E io? Con chi potrò fare l'amore, dopo che tu te ne sarai andato? Come farò?!"
"Mah, troverai qualcuno qui al castello, penso."
"E chi?"
"Bello come sei, non avrai problemi."
"Ma non c'è nessuno qui al castello bello come te!"
Vance non rispose.
Il giorno dopo Walt gli confermò che aveva fatto l'amore con il Vescovo e che questi lo voleva nel suo letto tutte le notti. Vance allora gli raccontò del suo successo con lo sguattero di cucina.
Passarono altre tre notti e Vance ormai era riuscito a coinvolgere totalmente Jack nel fare l'amore, e lo faceva eccitare moltissimo stuzzicandogli il forellino vergine fra le natiche.
Così quella notte gli disse: "Io avrei tanta voglia di infilartelo dentro, sai?"
"Mi chiedevo se ci avresti mai provato... anche io ne ho voglia, Vance. Il tuo dito non mi basta più..."
"Mi ha solo trattenuto il timore di arti male. Ce l'ho molto più grosso del mio dito, lo senti bene."
"Ma io ne ho voglia..."
"Vuoi davvero essere preso da me?"
"Sì. Tutto quello che mi hai insegnato fino ad ora è così bello che... Prima mi sembrava strano, come quando me l'hai fatto prendere in bocca e come quando poi m'hai fatto bere tutta la tua crema... Ma poi ho scoperto che è bello e così penso che sarà bello anche questo, no?"
"Certo. A me le prime volte faceva un po' male, te lo confesso, ma poi mi sono abituato e mi è piaciuto. Hai del grasso?"
"Sì, qui in dispensa ce lo strutto. Perché?"
"Se te ne metti un po' nel tuo buchetto ti farà meno male."
"Aspetta, lo vado a prendere... Eccolo. Ma mettimelo tu, mi piace sentire il tuo dito che mi fruga dentro."
Vance sorrise, lo fece mettere a quattro zampe e lo preparò lungamente massaggiandolo con il dito unto di strutto. Quando sentì che il ragazzo fremeva tutto e che il buchetto vergine gli palpitava avido, gli si addossò, lo afferrò per la vita e cominciò a spingerglielo dentro. Lo penetrò pian piano, molto lentamente, e sentì che Jack ansimava e gemeva come perso in un sogno.
"Ah, mi piace... sì, mi piace... dai, dai... mettimelo tutto dentro... spingi più forte..."
Vance gli affondò dentro con una serie di piccoli colpi ben calibrati, trattenendosi per non far troppo male al ragazzo che gemeva come in estasi e spingeva il bacino indietro per farsi penetrare fino in fondo. Jack non sembrava mai sazio di quel palo di carne infocata che si faceva strada dentro di lui, dilatandolo ed invadendolo a poco a poco ma inesorabilmente.
Vance cominciò a gemere con voce bassa, calda e roca: "Ecco, sei mio, sei tutto mio! Ah, Jack, quanto mi piaci! Ah, sto per godere... sto per godere..."
"Anche io... fai più forte, dai, che godo... godooo!"
Dopo un po', senza ancora sfilarsi da lui, Vance gli chiese in un sussurro: "T'ho fatto tanto male?"
"No, per niente. Solo un po' di fastidio all'inizio, ma poi era così bello, così bello! Quando stavi per venire m'hai detto... tu hai detto che... che io sono tuo. Dicevi davvero?"
"Sì, mi piacerebbe molto che tu fossi mio davvero. Ma tu purtroppo appartieni al castello e non a me."
"Ma io... io vorrei essere tuo... Perché non mi porti via con te, quando lasciate il castello? Potresti nascondermi nel vostro carro e..."
"Davvero lo vorresti?"
"Se tu mi vuoi... sì."
"E faresti l'attore con me?"
"Farei tutto quello che mi dici di fare. Io voglio veramente essere tuo, Vance. No... non ti togliere ancora, mi piace sentirti dentro di me."
"Ma lui si sta ritirando, si sfila da solo."
"Va bene, ma aspettiamo. A te è piaciuto prendermi?"
"Altroché! Ma c'è un'altra cosa che mi piacerebbe..."
"Cosa? Qualsiasi cosa, dimmela e io la farò, per te."
"Mi piacerebbe vederti nudo e non farlo sempre solo al buio. Mi piacerebbe guardarti, mentre facciamo l'amore."
"Anche a me, questa sera, m'è venuto questo desiderio. Ma ho paura che se accendiamo la lanterna qualcuno potrebbe vedere la luce e venire in cucina, in dispensa, e vederci, sorprendersi."
"Sì, hai ragione. Ma quando sarai scappato con noi troveremo il modo di farlo di giorno, alla luce del sole."
"Vance, davvero mi porterai via con te?"
"Certo. Mi piaci troppo per lasciarti qui."
"Ma i tuoi compagni mi vorranno nel carrozzone con loro?"
"Credo proprio di sì. Sei così bello... Temo solo che anche gli altri vorranno fare l'amore con te..."
"Se questo fosse l'unico modo per restare con te, mi farei prendere da chiunque. Ma farò l'amore solo con chi mi dirai tu e solo quando me lo dirai tu, promesso!"
"Ma tu sei libero di fare come vuoi."
"No, se è vero che sono tuo, io obbedirò solo a te, per sempre. E tu mi farai tuo come hai fatto prima, vero?"
"Certo, Jack. E quando dormiremo nel carrozzone potremo anche addormentarci abbracciati senza paura di essere sorpresi da qualcuno la mattina."
"Sai, Vance, a me adesso m'è venuta di nuovo voglia di succhiartelo... Me lo lasci fare?"
"Sì, solo che così poi mi fai venire voglia di nuovo."
"Se vuoi mi prendi di nuovo, no?"
"No, questa volta mi piacerebbe che tu lo bevessi... ti va?"
"Certo, tutto come piace a te, Vance, tutto come vuoi tu. A me piace anche bere la tua crema dolce e densa, sai?"
Quando finalmente il vescovo, stancatosi di Walt, dette loro il permesso di lasciare il castello, regalando loro vecchi paramenti per i costumi ed un sacchetto di monete d'argento, Jack si nascose nel carro sotto la pila dei costumi e lasciò il castello con loro.
Come al solito James pretese di scoparsi il nuovo arrivato, ma poi tornò ad accoppiarsi quasi esclusivamente con il suo Mel. Anche Jack fu fatto vestire da donna e fu chiamato Jane. Vance non era molto contento di questo, ma dovette accettare, a patto però che, come ormai tutti riconoscevano che Mel era il ragazzo di James, riconoscessero che Jack era il suo ragazzo.
L'unico a lamentarsi fu Walt: "Mio fratello ha il suo amante, tu hai il tuo... E io? Perché io dovrei restare a bocca asciutta?"
"Anche Ray e Tod non hanno amanti fissi, no?" rispose James facendo spallucce.
"Ma a Ray piacciono le donne e se le trova quasi sempre in giro. E a Tod basta fare l'amore una volta per stagione, quando scova un bel contadinotto tosto che se lo inchiappetta a dovere."
Vance allora disse: "Ma tu hai sempre me, io con te ci vengo ancora, mi piace. Quindi non è vero che tu resti a bocca asciutta."
"Davvero lo farai con me, anche se adesso hai il tuo ragazzino?"
"Ma certo. Ed eventualmente qualche volta, se ti va, ti posso anche lasciarlo fare con Jack..."
"No, fra i due preferisco ancora te, Vance. Però magari mi piacerebbe provarci un paio di volte anche con Jane..."
Così nel carrozzone disposero i loro giacigli in modo che James dormiva con Mel e Ray accanto a loro. Al centro, per traverso, dormiva Tod. Verso la portina dormivano Walt e Jack, con Vance in mezzo a loro.
Presto scoprirono un piacevole modo di fare l'amore in tre, perché mentre Vance penetrava Jack, Walt penetrava Vance. Al ragazzo piaceva molto stare in mezzo e penetrare ed essere penetrato nello stesso momento.
Quando furono a Takeley, finalmente Vance e Jack riuscirono ad andare a fare l'amore in pieno giorno, per la prima volta, salendo in cima al campanile della vecchia chiesa.
Quando scesero il prete che aveva aperto loro la portina del campanile, disse loro: "Vero ragazzi che si gode uno splendido panorama, di lassù? Si vede tutto il paese..."
"Sì, padre, abbiamo proprio visto tutto e ce lo siamo goduto, come speravamo. È stato davvero molto bello. Grazie mille." disse Vance e Jack dovette fare uno sforzo per non scoppiare a ridere.