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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL CARRO DEI GUITTI CAPITOLO 10
VANCE COMBATTE CON GLI IRLANDESI

Vance fu presentato ai fratelli di Lionel. Già conosceva John, il fratello maggiore e Capo Clan, di trenta anni, sposato con quattro figli. C'era poi Conn, di ventisette anni, anche lui sposato e con due figli. Quindi Shane, di ventitré anni sposato con tre figli ed infine Hugh, di ventidue anni, anche lui sposato ma ancora senza figli. Il più bello dei cinque era sicuramente Lionel, il più simpatico era Conn.

Vance seppe che parecchi antenati degli O'Neil erano stati Ard Righ, cioè re supremi in Irlanda. L'attuale Ard Righ era però un O'Connel e non correva buon sangue fra gli O'Neil e gli O'Connel perché i primi accusavano gli altri di essere troppo deboli e conniventi nei confronti degli inglesi.

John stava giocando le sue carte e muovendo le sue pedine per diventare il nuovo Ard Righ. Lì nel sud il suo clan era ancora abbastanza potente ed aveva abbastanza seguito fra la popolazione. Molto spesso era impegnato in scaramucce militari contro gli inglesi o contro gli stessi O'Connel. Così Vance si trovò per la prima volta in vita sua a combattere. Questo e il fatto che stava imparando i costumi e la lingua irlandesi, lo resero sempre più gradito nel clan.

Con Lionel riusciva di tanto in tanto a fare l'amore in segreto. Ma meno spesso di quanto entrambi avrebbero desiderato. Inoltre i fratelli facevano pressioni sempre più forti su Lionel perché questi si sposasse.

Ormai erano in Irlanda da circa un anno. Vance s'era ambientato bene, aveva anche partecipato ad una ventina di azioni militari ed era divenuto un combattente piuttosto abile. Anche la sua costituzione fisica ne aveva risentito e s'era rafforzato e temprato. Solo due cose gli pesavano: gli mancava il teatro e riusciva a fare l'amore con Lionel troppo di rado per i suoi gusti. Le poche volte in cui riuscivano a star da soli senza destare sospetti si abbandonavano per ore alle delizie del godersi l'un l'altro. Lionel, ormai ventenne, stava diventando sempre più bello e faceva l'amore con Vance con passione e dedizione completa.

Ma Vance cominciava a guardarsi attorno sempre più spesso nella speranza di poter avere qualche piacevole avventura. Ma davvero quella gente sembrava non solo non parlare mai di sesso, ma neppure fare allusioni o lasciar trapelare che ne fossero in qualche modo interessati. I pochi accenni che potevano esservi inoltre, si riferivano sempre e solo a maschio e femmina. Così Vance, anche se a volte si sentiva fortemente attratto da uno di quegli uomini, non si azzardava mai a fare un minimo passo per tentare di avere una qualche avventura. E perciò la desiderava sempre più. Se almeno avesse potuto fare l'amore con Lionel quasi ogni giorno, come avveniva quando erano nella Torre di Londra, gli sarebbe sicuramente pesato assai meno.

Un giorno dovettero organizzare un agguato ad una colonna di uomini degli O'Connel che doveva passare fra i monti Carrantuohill per andare da Killarney a Kenmare. Fu deciso di mandare un centinaio di uomini che, per sorprendere i nemici sul posto, si sarebbero sparpagliati lungo un tratto di strada infossata in una gola. La spedizione fu un successo. Dopo la sorpresa dell'agguato ingaggiarono battaglia e sgominarono tutto il gruppo avversario, uccidendo tutti gli armati. Loro invece avevano avuto solo nove morti ed undici feriti.

Stavano raccogliendo le armi e curando i feriti quando Vance, con la coda dell'occhio, notò un movimento nei vicini cespugli. Si guardò attorno pensando di attirare l'attenzione dei suoi compagni d'arme, ma si accorse di essere l'unico in quel punto. Allora, badando a non fare rumore, decise di avvicinarsi per vedere di che si trattasse. Stava per raggiungere il cespuglio quando una figura ne schizzò via e si mise a correre nel bosco, fra gli alberi. Vance si lanciò allora all'inseguimento. La figura sembrava quella di un ragazzo. Era agile, ma Vance a poco a poco stava riducendo la distanza. Poi l'altro inciampò e cadde e Vance gli fu sopra. Lottarono brevemente, in silenzio, finché Vance ebbe la meglio e tenendo il ragazzo per i polsi e gravandogli addosso con tutto il peso del proprio corpo, lo immobilizzò.

Due occhi sbarrati dalla paura, di un verde azzurro acquamarina purissimo, lo guardarono e una voce tremante ed affannata implorò: "Non uccidetemi, vi prego... non uccidetemi."

"Ma sei solo un ragazzo! Quanti anni hai?"

"Sedici, signore."

Vance sentì compassione per quel ragazzo fragile e spaventato. Ma standogli sopra in quel modo provò anche un'altra, piacevole, sensazione: il desiderio. Il ragazzo era bello e Vance si eccitò.

"Perché non dovrei ucciderti? Sei un nemico."

"Non sono un O'Connel, io, sono un O'Brian... Mi hanno costretto a seguirli, non volevo..."

"Chi mi dice che tu non stai mentendo per salvarti?"

"Signore, salvatemi la vita ed io sarò il vostro servo fedele. Ve lo giuro su San Patrizio e su tutti i santi d'Irlanda."

"Come ti chiami, ragazzo?"

"O'Brian, ve l'ho detto."

"Di nome?"

"Roe. Roe O'Brian."

Vance per un attimo ebbe la tentazione di spogliare il ragazzo e di prenderlo lì, fra gli alberi, ma si trattenne.

Tendendolo sempre immobilizzato sotto il suo corpo, disse: "Adesso ti lego e ti porto dagli altri. Decideremo lì che fare di te."

"Se voi parlerete in mio favore non mi uccideranno, signore. Vi scongiuro..."

"E perché dovrei parlare in tuo favore? Non ti conosco, io. Dovrei avere un motivo valido, per farlo."

Il ragazzo lo guardò negli occhi e disse a mezza voce: "Se mi prendeste come vostro servo... potreste fare di me tutto quello che desiderate... e saprei come darvi piacere."

"Ma che ne sai tu su come darmi piacere?"

"Lo sento che mi desiderate. Sento la forza virile fra le vostre gambe premermi addosso..."

"È solo per l'eccitazione della lotta..."

"Anche il fratello di mio padre mi guardava così quando desiderava il mio corpo, signore."

"Tu facevi sesso con tuo zio?"

"Assai spesso, signore. E se volete, potete prendermi anche subito. Nessuno ci vede qui, nessuno verrebbe a saperlo. Ed io collaborerei volentieri, siete un bel giovane, voi."

"Credi forse di allettarmi, di impietosirmi con questi discorsi?"

"No, signore. Ma questa è l'unica cosa che potrei darvi in cambio della vostra protezione. E sento che vi piacerebbe."

"Vance lo legò, poi gli si tolse di dosso e lo fece alzare in piedi. Guardò il ragazzo: indubbiamente gli piaceva, se ne sentiva attratto.

Allora gli disse: "E se adesso io ti fottessi e poi ti uccidessi?"

"Sono nelle vostre mani, signore. Ma preferirei che usaste le vostre mani su di me per fare altro che per uccidermi."

"Ma dimmi, ti piaceva fare sesso con tuo zio?"

"Era... molto gradevole."

"Sei mai stato a letto con una donna?"

"No, mai, signore. Né ci andrò mai: a me non piacciono le donne. Ma se fossi rimasto nella mia famiglia mi avrebbero certamente obbligato a sposarmi. Se invece mi prenderete come vostro servo, potrò evitarlo. Perché non mi mettete alla prova, signore? Ci so fare, vedrete."

"Ora ti porto dagli altri e vedremo cosa si può farne, di te. Vedremo."

"Parlerete in mio favore?"

"Ci proverò, ma non ti garantisco nulla."

Tornarono verso la strada. Shane e Lionel lo stavano già cercando. Appena lo vide, Lionel si rischiarò in volto.

"Temevo che ti avessero ucciso o ferito e invece eccoti che mi arrivi addirittura con un prigioniero."

"È solo un ragazzetto. Che ne facciamo?"

Shane lo guardò, poi chiese: "È un O'connel? Potrebbe essere un utile ostaggio."

"No, dice di essere un O'Brian."

"Un O'Brian? E che ci faceva con gli O'Connel?"

"Ero praticamente ostaggio degli O'Connel, signore."

Shane gli fece un serrato interrogatorio, poi concluse: "Non credo che menta. Un O'Brian non ci serve a nulla. Per me, possiamo anche tagliarli la testa."

"Essendo mio prigioniero, potrei tenerlo come mio servo?" chiese allora Vance.

"Se lo desideri... puoi fare quello che vuoi." rispose Lionel tranquillo, poi soggiunse, "Comunque io non lo ucciderei, è solo un ragazzo coinvolto suo malgrado in cose più grandi di lui. È solo un ragazzino."

"Ma tu alla sua età combattevi già con il Clan e valevi tre uomini." ribatté Shane.

"È vero, e fui preso prigioniero. Tienilo, Vance, è tuo."

Il ragazzo aveva ascoltato in silenzio. Quando gli altri si allontanarono, Vance gli disse: "Bene, hai sentito. Ora ti slego ma se tenti la fuga non ti garantisco che io o uno dei nostri uomini non ti uccida. Non ti conviene, chiaro?"

"Lo so bene, signore. E comunque vi do la mia parola. Sono vostro, vi devo la vita e vi servirò fedelmente. Sarete contento di avermi tenuto con voi, non dubitate."

"Sei così sicuro di te, ragazzo?"

"No, signore. So solo che farò del mio meglio per compiacervi in ogni modo."

Vance lo slegò quindi, raggiunta la radura in cui avevano legato i cavalli, li portarono tutti sulla strada. Caricarono i morti, i feriti e le armi e si avviarono sulla via del ritorno. Roe stava a cavallo con Vance, in sella davanti a lui. Giunti a Clonakilty il ragazzo aiutò a tirar giù dai cavalli i morti ed i feriti e si rese utile in mille modi, ma sempre con un occhio su Vance, pronto ad ogni suo minimo cenno.

Entrati nella grande casa-fortezza, Vance fece togliere al ragazzo il kilt bruno degli O'Brian e, non potendo fargli indossare quello verde degli O'Neil, gli fece indossare un kilt celeste come il suo. Così sarebbe stato chiaro per tutti che quel ragazzo gli apparteneva.

Vance chiese a Conn dove potesse far dormire Roe.

"È il tuo servo personale, quindi in camera tua. Fai aggiungere un pagliericcio in fondo al tuo letto. Questa è l'usanza."

Vance sorrise fra sé e sé, pensando che era un costume conveniente. In effetti anche il servo di Lionel dormiva nella sua stanza e questo era uno dei motivi per cui non potevano mai fare l'amore in casa. Solo i servi degli uomini sposati dormivano in stanze adiacenti a quelle dei loro padroni, ed i servi della casa tutti assieme in due ampie stanze-dormitorio, una per gli uomini ed una per le donne.

Già quella sera, quando fu tempo di andare a dormire, Vance disse a Roe: "Metti il paletto alla porta ed andiamo a letto."

Il ragazzo obbedì e fece per stendersi sul pagliericcio in terra. Ma Vance, sedutosi sul proprio letto, gli disse: "Spogliati nudo e vieni qui vicino con il lume. Voglio vedere come sei fatto."

Roe obbedì prontamente. Vance lo guardò poi gli palpò i genitali, provocandogli immediatamente una vistosa erezione.

"Sei ben fatto, per avere solo sedici anni. Vediamo ora che cosa sai fare per non farmi pentire di averti preso con me."

Roe appoggiò il lume su uno sgabello accanto al letto, sollevò il kilt che Vance ancora indossava e si inginocchiò fra le sue gambe a leccargli il membro fino a farlo rizzare completamente. Allora lo prese fra le labbra e se lo fece scivolare in bocca. Vance si slacciò il kilt e se lo tolse, quindi prese a carezzare la nuca e la schiena del ragazzo. Si denudò poi anche il torso, prese il ragazzo sotto le ascelle e lo tirò su. Lo strinse a sé e lo baciò in bocca. Roe rispose subito al bacio, sollevò le mani sull'ampio petto di Vance e prese a sfregargli i capezzoli.

Allora Vance scese con una mano fra le natiche del ragazzo e gli titillò l'ano frugandovi con le dita. Lo sentì subito palpitare in risposta. Vance si alzò in piedi, prese di peso il ragazzo e lo depose sul suo letto sulla schiena, quindi salì anche lui insinuandosi fra le gambe di Roe. Il ragazzo allora sollevò le gambe e dopo essersi insalivato il buchetto, se le tirò contro il petto offrendosi così alla penetrazione. Vance con pochi colpi gli affondò dentro poi, puntando le mani sul letto di fianco alle spalle del ragazzo e facendo forza sulle ginocchia, cominciò a muovere a ritmo il bacino impalando il ragazzo con colpi ben calibrati.

Roe allora si mise a carezzargli e palpargli il petto, i fianchi, la schiena e le sode natiche, aumentando così le piacevoli sensazioni ed il godimento di Vance. Questi continuava a fotterlo con colpi decisi, spiando sul suo volto l'espressione di crescente piacere. Roe ora ansimava lievemente e si mordicchiava un labbro, si passava la lingua sulle labbra, in preda ad un piacere sempre più forte. Vance lo cavalcava ora con colpi più rapidi e forti e gli piaceva veder sussultare sotto di sé il fresco corpo del ragazzo. Roe cominciò a far palpitare l'ano attorno al palo di Vance, aumentando così ad arte il piacere di quella vigorosa penetrazione.

Finalmente Vance si scaricò nell'accogliente e caldo culetto del ragazzo con pochi forti colpi disordinati, quindi gli si abbandonò sopra. Allora sentì il membro di Roe, duro, serrato fra i loro ventri, palpitare e schizzare tutto il proprio carico. Restarono immobili per un po', ansimando tutti e due.

Poi Roe disse, la voce ancora un po' roca per l'orgasmo appena avuto: "Siete soddisfatto, signore?"

"Sì, mi sei piaciuto, Roe. Sei un bel maschietto e ci sai fare davvero. E tu, sei soddisfatto?"

"Sono fortunato ad essere caduto proprio sotto di voi, là nel bosco... ed anche qui, ora."

"Fino ad ora hai fatto l'amore solo con quel tuo zio?"

"Sì. Per tre anni sono stato il suo amante segreto. Finché mi ha consegnato agli O'Connel."

"Ti manca, tuo zio?"

"No, ora che ho trovato voi."

"Tu hai cominciato a fare l'amore che avevi tredici anni, dunque. Com'è avvenuto?"

"Io m'ero già accorto che a me piacciono i maschi. Così, quando si presentava l'occasione, cercavo di guardarli quando si spogliavano o comunque si scoprivano. Avevo notato che nella parete di legno che separa la mia camera da quella dello zio c'era un buchino da cui potevo spiarlo quando andava a coricarsi, così di solito la sera lo spiavo. Così ho visto che lui a volte se lo menava e mi eccitava guardarlo. Allora, con la punta di un coltello, ho deciso di allargare un po' il foro per vederlo meglio. In un momento in cui credevo che lui non fosse nella sua camera, sono andato in camera mia per allargare quel foro.

"Non avevo visto invece che lui era proprio in camera sua. Non l'avevo visto perché era appoggiato proprio alla parete del forellino. Io mi sono messo a lavorare e lui se ne è accorto, ma non ha detto niente ed è rimasto lì, zitto e fermo. Ha capito subito perché io stavo allargando quel foro. Così quella sera, quando è andato in camera sua, s'è tirato su il kilt e ha cominciato a menarselo, rivolto proprio in direzione del foro e io ero proprio contento e non sospettavo niente. Poi si è tirato giù il kilt e si è spostato in un punto della stanza in cui non potevo vederlo.

"Io pensavo che forse si stava spogliando ed aspettavo con l'occhio incollato al foro, di vederlo ricomparire nudo. Lui invece, a piedi nudi per non fare rumore, è arrivato in camera mia e mi a sorpreso lì che stavo spiando. Io mi sono sentito morire, come potete ben immaginare!

"Ma lui ha infilato una mano sotto al mio kilt a toccarmi l'aggeggio che mi si stava ammosciando per la paura, e mi ha detto sottovoce, perché gli altri che dormivano nelle stanze vicine non lo sentissero, che voleva farlo assieme a me. Così mi ha preso la mano e l'ha messa sotto il suo kilt, sul suo arnese ancora duro. Era la prima volta che potevo toccarne uno che non fosse il mio e mi piaceva. Era grosso, caldo,duro e mi riempiva la mano. Mi piaceva anche sentire la sua mano sul mio, che tornò subito a tirar su la testa. Poi lui mi ha detto che era meglio smettere perché sarebbe potuto arrivare qualcuno ed era pericoloso. Mi propose di andare a caccia con lui il giorno dopo così nel bosco potevamo farlo in santa pace.

"Così siamo andati a cacciare e appena siamo stati soli lui mi ha insegnato a fare l'amore e mi ha detto che era già da un po' che mi guardava perché a lui piacciono di più i ragazzi che le donne, e io stavo crescendo proprio bene... Ma voi, signore, come è che avete cominciato? Vi spiace raccontarmelo?"

Vance gli narrò la propria storia.

Alla fine Roe gli chiese, stupito: "Ma allora voi siete l'amante segreto di Lord Lionel O'Neil?"

"Sì, ma qui ci è quasi impossibile poterci appartare per fare l'amore."

"Oh, vi capisco perfettamente. Anche per me e mio zio era così. In ben rare occasioni abbiamo avuto tutto il tempo che desideravamo. Il più delle volte dovevamo farlo in fretta e di nascosto, e certe volte passavano giorni senza che lo potessimo fare e vi giuro che mi pesava. Ma ora, con voi, potremo farlo anche tutte le notti, se voi lo desiderate."

"A te piacerebbe farlo tutte le notti?"

"Lo rifarei anche adesso, subito, se ne aveste voglia. Io mi sento di nuovo... pronto."

"Allora succhiamelo un po'. Chissà che torni la voglia anche a me..."

Ricominciarono a fare l'amore. Presto erano entrambi nuovamente eccitati. Questa volta furono più teneri, calmi e dolci nel darsi piacere reciproco. Quando furono nuovamente appagati e soddisfatti, Vance volle addormentarsi stringendo a sé il corpo nudo, fresco e sodo del ragazzo.

Quando il mattino Vance si svegliò, Roe era ancora immerso nel sonno, ma aveva fra le gambe una solida erezione. Vance scese a succhiargliela finché il ragazzo si svegliò e ricominciarono a fare l'amore. Questa volta Vance fece stendere Roe su un fianco e lo prese da dietro con una lunga e lenta penetrazione piena di tenerezza.

Alla fine il ragazzo disse: "Con voi è tre volte meglio che con mio zio. Ma voi, signore, siete contento di me?"

"Sono contento, sì, mi piaci molto."

"Ma vi manca Lord Lionel, vero?"

"Beh, certo. Ma tu mi fai sentire meno la sua mancanza."

"Non pensate che sia geloso?"

"Basta non farglielo sapere, no?" rispose Vance.

"Non sarò certo io a dirglielo, signore. È bravo a fare l'amore, Lord Lionel?"

"Sì, mi piace moltissimo farlo con lui."

Si rivestirono e scesero nella sala comune. Lionel si avvicinò a Vance e gli disse: "Ho avuto un'idea. Perché non andiamo tu ed i da soli fino alla spiaggia? Lì possiamo prendere una barca ed andare a rifugiarci in una delle tante piccole insenature verso Galley Head... Potremmo bagnarci e fare finalmente l'amore, al riparo da sguardi indiscreti."

"Sì, andiamo. L'idea mi solletica parecchio. Sei sicuro che là nessuno ci potrà vedere?"

"Sì, certo. Ci andavo spesso quando ero piccolo e volevo stare un po' da solo. Non ci passa anima viva."

Partirono a cavallo poi, presa una barca, remarono fino ad una stratta insenatura che si piegava a gomito fra basse rocce. In fondo c'era una spiaggetta erbosa circondata da rocce e cespugli. Il sole, non forte ma alto nel cielo, riscaldava sufficientemente l'aria. Si spogliarono ridendo e scherzando e si tuffarono nell'acqua chiara. Sguazzarono un po' spruzzandosi a vicenda, poi si allacciarono in una lotta giocosa finché il contatto fra i loro corpi nudi si trasformò in desiderio. Allora, in piedi sul basso fondale vicino alla riva, si abbracciarono e si baciarono facendo aderire ancor più i loro corpi e strofinando una contro l'altra le loro erezioni.

"Mi sei mancato tanto, Vance."

"Sono qui. Ho voglia di sentirti in me, Lionel. Prendimi!"

"Qui nell'acqua?"

"E perché no? Così anche le onde accarezzano i nostri corpi... Sarà anche più bello."

Vance si girò e, puntate saldamente le mani sulle sue ginocchia, protese indietro il bacino offrendosi all'amico. Lionel guidò il proprio membro eretto, sott'acqua, a penetrare l'amico che l'accolse con un profondo sospiro di piacere. Le onde lievi accarezzavano la vita di Lionel ed il petto inclinato di Vance che fremette in preda ad un intenso piacere.

"Oh, Lionel, ti piace fottermi?"

"Sì, amore mio e mi piace essere fottuto da te. Mi piace succhiartelo fino ad ubriacarmi della tua essenza. Mi piace stare nella tua bocca fino a versarti il mio tributo... mi piace tutto, con te. Quanto mi sei mancato, in questi giorni!"

Fecero l'amore a lungo, perché l'acqua esaltava le loro sensazioni ma rallentava i tempi di risposta. Quando Lionel si fu scaricato nell'amico, questi lo condusse fino al bagnasciuga e lo fece sdraiare in modo che le onde ne lambissero appena il corpo. Si stese su di lui e lo prese con lenti affondo appassionati, baciandolo e mormorandogli dolci parole. Quando infine venne, gli si immobilizzò dentro, tutto teso e fremente negli spasmi dell'orgasmo. Poi risalirono il pendio e si stesero al sole sull'erba, carezzandosi lievemente l'un l'altro per tutto il corpo.

"Perché non andiamo via, tu ed io, in un posto in cui possiamo fare l'amore quando ci pare, giorno o notte, senza doverci preoccupare degli altri?"

"Non posso abbandonare il mio clan, Vance. Non certo in un momento di lotte come questo."

"Voi sarete sempre in lotta, temo."

"E poi non esiste un posto come quello che dici. Ci saranno sempre problemi."

"Esiste, invece. È un carro di guitti. Lì puoi fare l'amore quando ti pare, ed anche se i compagni se ne accorgono."

"Ti manca la vita dell'attore?"

"Sì, mi manca."

"Non sei felice, con me?"

"Certo che lo sono, ma lo sarei molto di più se tu ed io potessimo goderci l'un l'altro in santa pace ogni volta che lo desideriamo."

"Tutte queste notti mi sono dovuto sfogare da solo, pensandoti, sognandoti. Pensando che il tuo bel corpo nudo era steso poco lontano dal mio, ma irraggiungibile. Vorrei essere io al posto di Roe, per poterti dimostrare il mio amore notte dopo notte... dopo notte."

"Vorresti essere il mio servo?" chiese Vance un po' stupito.

"Perché no, pur di goderti e farti godere."

"Ma allora, perché non ce ne andiamo assieme?" insisté dolcemente Vance.

"Non posso, te l'ho spiegato. Sarebbe come tradire il clan. Non posso davvero, purtroppo."

"Vederti ogni giorno e poterti toccare solo così di rado... è una vera tortura. Rimpiango la prigione, in certi momenti, perché almeno lì potevo fare l'amore con te ogni giorno."

"Mio povero Vance... Mi dispiace."

"Ma non abbastanza, a quanto pare."

"Sei arrabbiato con me?"

"No."

"Dimostramelo, allora."

Vance si alzò e si inginocchiò a cavalcioni del petto nudo dell'amico, con le ginocchia sotto le sue ascelle. Gli sollevò il capo con una mano e gli presentò alle labbra il bel membro già nuovamente eretto. Lionel sorrise e dischiuse la bocca, accogliendolo con un mugolio di piacere. Vance mosse con gentilezza il bacino avanti e dietro mentre Lionel con una mano gli carezzava il ventre piatto e teso e con l'altra gli frugava insistentemente fra le natiche sode e guizzanti.

Una brezza lieve carezzava i corpi dei due giovani maschi che continuavano ad unirsi dimentichi di tutto e di tutti, immersi in un mare di voluttà e di piacere.


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