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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL CARRO DEI GUITTI CAPITOLO 12
IL BARDO E IL RAGAZZO AFFAMATO ED ASSETATO

Il nuovo carro dei guitti di Vance aveva finalmente iniziato i suoi giri per i paesi d'Irlanda. Sulle fiancate, oltre ai disegni dei principali personaggi del loro repertorio, c'era il nome della compagnia. Non potendo usare il suo vero cognome, Vance vi aveva fatto scrivere "Teatro di Gael" rifacendosi a testi di saghe gaeliche da cui aveva tratto alcune commedie e drammi da rappresentare.

La compagnia, se avesse dovuto sostentarsi solo sui doni della gente, avrebbe avuto a mala pena di che sopravvivere, sia perché la gente era più povera che in Inghilterra, sia perché non era ancora mai capitato che qualcuno richiedesse, e pagasse, uno dei ragazzi per portarseli a letto. Il puritanesimo era imperante in quelle zone. Ciò che permetteva loro di non avere problemi economici era proprio il loro servizio di spionaggio a favore del clan O'Neil.

Timothy e Roe erano diventati in fretta veri e bravi attori. Rupert ebbe qualche difficoltà, finché si vide che il ragazzo dava il meglio di sé in parti comiche. Roe e Rupert impersonavano spesso parti femminili, ma Vance non volle che girassero fuori scena vestiti da donna. Pur non costituendo necessariamente coppie fisse, Vance faceva l'amore soprattutto con Roe e Timothy con Rupert.

Giravano il paese da quasi un anno quando capitarono a Drogeda. Qui, dopo la prima rappresentazione, li avvicinò uno degli spettatori, un giovanotto di venticinque anni.

"Chi è il capo comico?" chiese questi a Rupert. Quando il ragazzo gli indicò Vance, gli si accostò e disse: "Il mio nome è Dave Bellew. Ho apprezzato molto la vostra rappresentazione. Io so suonare molto bene l'arpa ed ho pensato che alcuni momenti dello spettacolo potrebbero essere più suggestivi se accompagnati dal suono di un'arpa..."

"Vorresti unirti a noi?"

"Beh... pensavo... si potrebbe fare una prova."

"Non siamo molto ricchi e la nostra vita a volte è dura. Inoltre, noi siamo un gruppo molto unito ma vedi, ad esempio, non abbiamo donne con noi..."

"Non è un problema, questo. E per quanto dura sia la vostra vita, non credo possa esserlo più della mia..."

"Come ti sei guadagnato da vivere, fino ad ora?"

"Andando a suonare nelle feste, nelle fiere dei paesi, per qualche signore locale... Ma un bardo, in questi tempi di lotte e di guerre, riesce a mala pena a sopravvivere. Forse guadagnerei di più se andassi a suonare per i signori inglesi, ma questi disprezzano noi irlandesi e le nostre tradizioni e ci trattano peggio dei loro cani da caccia. E poi... non è bello girare e vivere da soli..."

Vance lo ascoltava e lo studiava. Da una parte pensava che forse sarebbe stato davvero bello avere un bardo con loro, inoltre Dave gli piaceva anche fisicamente, ma se non fosse stato un amante dei maschi avrebbe potuto costituire un problema farlo vivere con loro. Anche se quando era nella compagnia Midwood, Tim e Ray non avevano mai costituito un problema. Ma quella era in Inghilterra, dove la gente è meno puritana che non in Irlanda... Decise di tornare perciò sull'argomento.

"Scusa la mia franchezza, Dave Bellew, ma... come ti ho detto, fra di noi non abbiamo donne né è facile, qualora tu ne sentissi il desiderio, trovare nei paesi una ragazza disponibile. Sai come le famiglie qui le tengono strette e le sorvegliano."

"Se potete fare a meno delle ragazze voi quattro, potrò riuscirci anche io, non credi?"

"Forse. Tu non hai la tua donna?"

"No. Ho avuto solo una breve storia quando ero diciassettenne, ma niente di serio o di profondo."

"È strano che alla tua età... proverai pure qualche desiderio, la necessità di sfogarti in qualche modo."

"Beh... faccio come tutti quelli che non hanno una donna... da solo."

"Come un ragazzino."

"Come un ragazzino. Anche tu, se dici che non hai una donna, farai così, no?"

Vance era indeciso se spiegargli la loro situazione o meno. Poi decise di rischiare.

"Vedi, noi quattro abbiamo trovato una soluzione a questo tipo di problema. Siamo di fatto due coppie, l'abbiamo risolto fra di noi."

"Vuoi dire che... sì, insomma... che non vi interessano le donne?"

"Proprio così. La cosa ti turba? Ti scandalizza forse?"

"No... non l'avevo davvero pensato. Ma sono affari vostri, credo. Voglio dire, contenti voi..."

"Già. Ma capisci, tu dovresti dormire nel carro con noi e... potrebbe essere imbarazzante sia per noi che, soprattutto, per te."

"Capisco. Io non l'ho mai fatto con uno del mio stesso sesso. Beh... a parte da ragazzino con un cugino. Giochi da ragazzini, sai come capita, specialmente se si dorme assieme. Ci si tocca un po' durante la notte fino a venire. Oddio, se è per quello, non l'ho mai fatto veramente, fino in fondo, neanche con una ragazza. Però non mi sono mai sentito attratto da un ragazzo. Ma dimmi, a voi, tutti e quattro, a voi piace... siete contenti di questa soluzione? Formate due coppie fisse, voglio dire, oppure... Beh, scusami, ma la cosa in realtà non mi riguarda."

"Più o meno sì, ma senza problemi né gelosie. Io di solito sto con quel ragazzo là, e gli altri due assieme."

"Capisco, i due ragazzi che facevano le parti femminili sono anche per così dire, le vostre donne."

Vance rise: "Non necessariamente. Noi siamo comunque quattro maschi. Ognuno di noi quattro può... prenderlo o metterlo indifferentemente. Comunque, adesso capisci perché sono perplesso a prenderti con noi? Mi piacerebbe avere anche un bardo nella nostra compagnia, ma..."

"Non potremmo provare, comunque? Voi potete fare quello che vi pare, la cosa non mi creerebbe nessun problema, né io ne creerei a voi, te lo garantisco. Non sono un puritano."

"Ma come ti sentiresti a trovarti assieme, accanto a noi quattro che, nudi, stiamo facendo l'amore? E non pensi che magari averti lì con noi in quei momenti, visto che sei un bell'uomo, potrebbe farci venire la tentazione di provarci con te? Magari anche tutti e quattro assieme?"

"Già, a questo non avevo pensato... Non so, sinceramente, non ne ho idea... non ne ho proprio idea."

"Dave, se per accettarti con noi io ti proponessi di venire prima a letto con uno di noi quattro, tu accetteresti?"

"Non so... potrei sempre provarci, credo. Ci tengo molto che mi prendiate con voi."

"E con chi di noi quattro ci proveresti?"

"Beh, forse... forse con lui, col tuo ragazzo."

"Con Roe? E perché proprio con lui?"

"Ha un'aria simpatica ed è un bel ragazzo."

"Ti sembra il più femminile di noi quattro?"

"Oh dio, no. In scena può passare per una ragazza, ma ora proprio no... non lo direi affatto femminile, né effeminato."

"Non lo è, te lo garantisco io. Fra le gambe ha un palo di tutto rispetto e lo sa anche usare molto bene."

"Non riesco ad immaginare come..."

"Allora, non sarebbe meglio che tu ci provassi, prima di decidere se venire con noi o no?"

"Ma credi che lui... voglio dire, lui ci starebbe a farlo con me?"

"Penso proprio di sì. Io, per lo meno, ci proverei volentieri con te. Sei un gran bel ragazzo. Comunque se vuoi glielo posso proporre, o posso chiederlo ad un altro."

"E... lo faremmo adesso? Nel carro?"

"Certo. Ma credo che sia meglio che tu ci pensi su. Noi restiamo qui ancora per un paio di giorni, non c'è molta fretta."

"Già, forse è meglio. Sì, forse è meglio che ci dormo un po' su e che... ci vediamo magari domani per riparlarne."

"Come credi. A domani, allora, Dave. E non parlare con nessuno di noi quattro..."

"Certamente, non temere."

Andato via l'arpista gli altri, che nel frattempo avevano smontato le scene e chiuso il carro, si avvicinarono a Vance.

"Che avevate da parlare così fitto? Era un inviato del clan?" chiese Roe.

"No, era un bardo, che aspira a diventare un membro della nostra compagnia." rispose Vance sorridendo e raccontò loro il dialogo avuto con Dave.

Discussero. Rupert era l'unico contrario. Gli altri erano propensi a fare almeno una prova.

Timothy disse: "È un bell'uomo, quel Dave. E poi ci potrebbe far comodo avere un bardo con noi. Oltre a suonare dei brani adatti durante le commedie, potrebbe andare lui in giro per annunciare le commedie, cantando e suonando durante il giorno nelle piazze, al mercato e nelle osterie. Se lui è disposto ad unirsi a noi, anche a letto, intendo, penso che sarebbe un buon acquisto. Comunque sta a lui ora decidere se domani vuole ripresentarsi o no."

Il giorno dopo Dave era lì, con un fagotto e con la sua arpa: "Ho deciso che vale la pena di provarci, almeno. Posso passare la notte con voi nel vostro carro?"

"Con tutti e quattro, vuoi dire?" chiese Vance un po' sorpreso.

"E perché no? Ho pensato che è inutile provarci con uno di voi e poi... la realtà siete voi quattro. Tanto vale che io mi tuffi: o annego o imparo a nuotare, come recita il detto."

"Ma se non l'hai mai fatto prima, potrebbe essere piuttosto imbarazzante per te, non credi?"

"Lo sarà sicuramente. Ma ci ho pensato parecchio su e, come ti ho detto, ho deciso di provarci. Sono davvero stanco di essere sempre solo, di non sapere se avrò cibo e tetto anche il giorno dopo... Ne hai già parlato con gli altri? Sarebbero d'accordo a farmi provare?"

"Sì. L'unico perplesso è Rupert, ma forse solo perché è il più timido di noi quattro. Vieni, dunque, che ti presento agli altri."

Fatte le presentazioni, entrarono nel carro. Timothy prese un'anfora di birra e la passò in giro, mentre cominciavano a raccontarsi le loro vicende. All'inizio c'era un po' di imbarazzo ma presto ruppero il ghiaccio. Dave era un tipo allegro e con senso dell'humor e presto tutti ridevano e scherzavano, forse anche aiutati dalla birra che stavano bevendo.

Timothy iniziò a carezzare Roe in modo sempre più intimo. Dopo poco i due coinvolsero anche Rupert. Vance studiava le reazione di Dave. Timothy e Roe cominciarono a baciarsi e Rupert aveva infilato una mano sotto gli abiti di Timothy e si vedeva la sua mano muoversi sotto il kilt dell'amico in un chiaro massaggio erotico. Dave cercava di mantenere un'aria indifferente ma i suoi occhi si soffermavano sempre più spesso sui tre ragazzi impegnati in giochi via via più intimi.

Vance allora posò una mano su una coscia di Dave, sotto il kilt grigio di questi: "Ti dà fastidio la mia mano, Dave?"

"Eh? Ah... no."

Vance la spostò più su, in una lieve carezza. Il giovanotto stava un po' rigido e sorrideva nervosamente. Ora Rupert aveva sollevato il kilt di Timothy e ne carezzava il membro eretto. Quando si accorse che Dave lo stava guardando, il ragazzo si chinò e cominciò a baciarlo ed a leccarlo. Roe frattanto stava spogliando Timothy. Nel carro ora nessuno più parlava e l'aria era carica di elettricità.

La mano di Vance aveva raggiunto il membro di Dave che ancora riposava morbido fra le cosce del giovanotto. Vi posò la mano a coppa e strinse delicatamente. Dave lasciava fare ma il suo membro pareva non rispondere ancora a quell'intimo contatto.

Ora Timothy e Roe erano seminudi, l'uno nelle braccia dell'altro, e Rupert era passato a succhiare il membro di Roe mentre continuava a manipolare quello di Timothy. Il membro di Dave ebbe un breve guizzo, poi iniziò lentamente ad inturgidirsi nella mano di Vance. Poi Timothy cominciò a spogliare Rupert ed a baciarlo. Roe allora scivolò accanto a Dave e prese a carezzargli le cosce. Vance si spostò alle spalle di Dave tirando a sé il giovanotto e facendolo semisdraiare sul suo grembo. Mentre lentamente gli slacciava i vestiti, prese a carezzargli il petto.

Roe si fece strada fra le gambe di Dave facendogliele divaricare, finché raggiunse il suo membro semieretto, ancora nascosto dal kilt. Sollevò il tessuto scoprendoglielo, quindi lo prese fra le mani e cominciò a stuzzicarne la punta con la lingua. Il membro di Dave ebbe un altro guizzo e presto svettò dritto e duro. Gli occhi del giovanotto erano ora fissi su Timothy e Rupert, ormai completamente nudi, che erano intrecciati a succhiarselo a vicenda mugolando per il piacere. Vance frattanto aveva slacciato tutti gli abiti di Dave e glieli stava ora sfilando ad uno ad uno, continuando a carezzarlo per tutto il corpo.

Roe aveva finalmente abboccato il palo di Dave facendoselo scivolare tutto fino in gola. Il giovanotto aveva avuto come un sussulto ed aveva allargato di più le gambe, quasi a far capire e Roe che stava gradendo quel trattamento. Frattanto Rupert s'era addossato a Timothy premendogli il sedere contro il palo duro e gli mormorò, eccitato: "Fottimi, dai!"

Timothy aveva afferrato il ragazzo per la vita e gli stava entrando dentro con una serie di piccoli colpi ben diretti. Rupert aveva chiuso gli occhi e sottolineava ogni colpo con un lieve gemito di piacere. Dave li guardava, visibilmente affascinato. Ormai Vance aveva denudato completamente il giovanotto e Roe glielo stava succhiando con vigore. Vance gli stuzzicava i capezzoli turgidi e lo carezzava sapientemente. Dave si girò leggermente su un fianco, portò una mano fra le gambe di Vance e ne afferrò l'asta che da un po' sentiva fremergli contro. Allora Vance cominciò a denudarsi a sua volta. Quindi si svincolò gentilmente da Dave, si portò alle spalle di Roe e lo impalò. Ad ogni spinta, Roe scivolava sul corpo di Dave leccandoglielo tutto man mano che saliva, e premendo e sfregando il suo corpo sul membro ormai pianamente eccitato di Dave.

Il giovanotto cominciò a carezzare Roe sulla schiena e sui fianchi e quando Vance gli giunse a portata di mano, carezzò anche il suo petto ed il suo ventre. Roe era giunto al volto di Dave ed allora lo baciò con foga, inserendogli dentro la lingua ed agitandola vogliosa e sapiente, frugando ed attirando la lingua di Dave, che pian piano cominciò a rispondere allo stesso modo. Poi Vance smise di fottere Roe e si portò alle spalle di Timothy che ora stava montando Rupert a quattro zampe, e cominciò a fottere questi.

Roe allora si alzò, si mise cavalcioni sul membro dritto e fremente di Dave e calandocisi sopra disse: "Tienilo dritto con la mano... fammelo entrare tutto dentro... ho voglia di sentirti in me."

Dave obbedì e quando sentì la punta del suo membro iniziare a scivolare dentro quel foro caldo ed accogliente, fremette per tutto il corpo ed emise un lungo sospiro.

Roe si calò giù e gli mormorò: "Ora togli la mano, voglio che mi entri tutto fino in fondo... Ti piace, Dave?"

Il giovanotto annuì più volte, incapace di parlare. Rupert s'era tolto da sotto a Timothy che si agitava sotto i vigorosi colpi di Vance e s'era accostato a Dave. S'era accoccolato accanto alla sua testa che aveva afferrato con le due mani e l'aveva fatta avvicinare al suo pube. Quindi aveva cominciato a strofinargli il membro contro le guance e sulle labbra. Dave lasciava fare, ansimando per il piacere.

"Apri la bocca, dai! Ho voglia di fotterti in bocca..." disse Rupert con voce roca.

Dave scosse lievemente la testa e tenne le labbra serrate. Vance si tolse da Timothy e, fattogli un segno, si avvicinarono a Dave, uno per lato, e si chinarono a succhiargli i capezzoli. Rupert continuava a cercare di infilarglielo in bocca, senza ancora riuscirci, ma non demordeva. Roe si sfilò dal membro di Dave, prese il posto di Vance a succhiare il capezzolo ed indicò a questi, a gesti, di fottere Dave in culo.

Vance annuì. Si accoccolò fra le cosce di Dave, ne sollevò le gambe e se le fece passare sulle spalle, ne sollevò la vita, gli allargò le natiche con le due mani e cominciò a leccargli il foro ed a stuzzicarlo con le dita insalivate. Dave ora era tutto un tremito. Aprì la bocca emettendo un basso mugolio e Rupert, svelto, glielo infilò dentro.

"Adesso succhiamelo, dai! Hai visto come si fa, no? Succhialo, slingualo, dai... e non far sentire i denti."

Vance continuava a leccare ed insalivare il buco palpitante del giovane bardo, poi sostituì le dita con il suo palo dritto e duro come granito ed iniziò a spingere. Dave si irrigidì e tentò di divincolarsi, ma Timothy e Roe lo tennero fermo continuando a leccarlo e stuzzicarlo. Rupert gli teneva ferma la testa spingendogli il suo membro fino in gola. Vance gli strinse lo cosce contro il proprio petto e spinse a fondo con forza. Dave fece due o tre fiacchi tentativi per liberarsi, ma infine si arrese e Vance cominciò allora a fotterlo con vigore. Dave aveva gli occhi umidi di lacrime, ma ora s'era abbandonato completamente a quella doppia fottitura.

Allora Timothy cominciò a succhiargli il membro, che si stava ammosciando, e questo subito rispose ritrovando la sua piena consistenza fra le labbra dell'attore. Roe continuava a leccarlo e carezzarlo per tutto il corpo. L'azione congiunta dei quattro sul suo corpo cominciava a fargli provare fortissime sensazioni, in un misto di dolore e piacere, di fastidio e godimento. Il giovanotto si sentiva violato ma anche amato da quei quattro maschi in calore.

Per Dave erano emozioni così nuove, impreviste, intense, strane, piacevoli che si abbandonò ad esse senza più minimamente opporsi, senza tentare di analizzarle, di valutarle.

Per primo venne Rupert nella sua bocca e Dave fu preso da un accesso di tosse. In parte ingoiò il tiepido seme del ragazzo ed in parte lo fece colar via dalle labbra. Subito dopo venne Vance dentro di lui, quindi fu la volta di Dave di scaricarsi dentro la bocca vogliosa di Timothy. Allora questi si unì a Roe finché anche loro due vennero in un appassionato sessantanove.

Dave giaceva ora libero, ansimante, scomposto, inerte. Vance gli si stese a fianco carezzandolo lievemente.

Poi Rupert, sfoggiando ancora una mezza erezione, gli si piazzò davanti e quando Dave lo guardò, il ragazzo gli disse in tono di sfida: "Allora, hai ancora intenzione di rimanere con noi?"

Dave di alzò a sedere. Si passò una mano fra le natiche in un lieve massaggio e si ripulì col dorso dell'altra mano le labbra ancora gocciolanti del seme del ragazzo.

Poi disse, con voce sommessa ma sicura: "È stata un'esperienza sconvolgente, inattesa. Mi fa ancora male... ma è stata... bella, anche. Non m'aspettavo niente del genere, ma... credo che mi piacerà e che potrò abituarmici."

"Non sarà così ogni volta..." disse Vance sorridendogli, "Questa volta abbiamo voluto riservarti un trattamento un po' particolare. Volevamo vedere se annegavi o imparavi a nuotare, come avevi detto tu."

"Ho rischiato di annegare, è vero. Ma sono rimasto a galla, anche se forse non so ancora nuotare. Ma tu Rupert non mi vuoi, vero?"

"Come no, ti ho preso!"

"A parte quello... non ti sono simpatico, no?"

Prima di rispondergli Rupert lo guardò a lungo. Poi, con la sua solita aria fra lo sfacciato e l'impacciato, gli disse serio: "No, non mi sei antipatico. Anzi. Credo che mi piacerebbe farmi fottere da te... Sì, potrebbe piacermi molto. Hai un gran bel corpo, molto maschio, e un arnese proprio bello, come piace a me. Forse potresti anche imparare ad usarlo bene."

"Ti piace di più il suo del mio?" gli chiese Timothy fingendosi offeso, ma con un'espressione divertita negli occhi.

"Non ti offendere, ma credo di sì. Tu sei stato il mio primo uomo, e mi piaci molto. Ma lui è più grande e più forte di te, e io sono attratto da maschi adulti e forti. E poi il suo è un po' più grosso del tuo, e anche questo mi piace..."

Dave ascoltava in silenzio.

Roe allora gli disse: "Adesso dormiamo. Domani prenderai una decisione. No, non rivestirti, noi siamo abituati a dormire sempre nudi, qui dentro. Stenditi qui, con me e Vance."

Spente le lanterne, si infilarono sotto le coperte. Dopo poco si sentì che Timothy e Rupert stavano facendo di nuovo l'amore.

Vance chiese a Dave in un bisbiglio: "Li senti?"

Questi sussurrò: "Sì... e mi sto eccitando..."

Allora Vance e Roe ricominciarono a fare l'amore con Dave, ma questa volta con estrema dolcezza. E questa volta Dave fu più partecipe di prima. Forse anche il fatto di essere al buio lo aiutava a sentirsi più libero, più se stesso.

Dave decise di rimanere con loro. Fu un ottimo acquisto, non solo per la sua musica, ma perché aiutò a migliorare i copioni delle rappresentazioni. Rupert si stava attaccando sempre più a Dave e questi al ragazzo. Timothy, senza essere geloso, passava le notti a volte con Rupert e Dave ed a volte con Vance e Roe.

Passarono i mesi. Era ormai inverno. Anche il loro lavoro di spionaggio continuava con buoni risultati.

Un pomeriggio Timothy, Rupert e Dave giravano per il paese di Limmerick per annunciare il loro spettacolo serale, e Vance e Roe, restati nel carro, riparavano i costumi.

Roe chiese: "Pensi spesso a Lionel, vero?"

"Sì... ma come fai a saperlo?"

"Ti conosco bene, ormai. Quando pensi a lui il tuo sguardo corre sempre a quel trave dove hai appeso la nappa della spada di Lionel."

"È vero, non riesco a dimenticarlo..."

"Capisco. Lionel è molto bello."

"Sì. Ed era anche... molto dolce. Mi piaceva fare l'amore con lui. Là in prigione aveva saputo farmi dimenticare che avrei dovuto passarci venti anni. Al suo fianco non mi faceva paura dover restare in prigione. Comunque, Roe, sto molto bene con te e penso di volerti bene, lo sai?"

"Sì, lo so. Ma lui per te era, e credo che resti, speciale. Sai, ho anche notato che con noi, quando facciamo l'amore, non ti fai mai penetrare. E invece, da quel che mi hai raccontato, oltre a penetrarlo tu ti piaceva essere penetrato da lui. Non è vero?"

"Sì, è così. Tu avresti voglia di penetrarmi, Roe?"

"No, so di non essere Lionel. Mi va bene poterlo fare a volte con Timothy o con gli altri. E poi mi piace molto come mi prendi tu. Anche come lo fa Dave, ma preferisco te."

Mentre i due parlavano, Timothy stava girando i casolari di campagna attorno a Limmerick per invitare i contadini allo spettacolo della sera. Giunto ad un trivio, accanto ad una cappellina quasi in rovina, scorse un fagotto di stracci in terra. Si avvicinò per frugarvi, nella speranza di poter trovare qualcosa di utile da portarsi via, quando si accorse che in realtà si trattava di un corpo raggomitolato. Incuriosito si chinò e lo scosse. Era un giovane sui ventitré anni, lacero e sporco.

"Stai male? Hai bisogno di aiuto?" chiese.

Il giovane lo guardò come se stentasse a mettere a fuoco lo sguardo, poi mormorò: "Ho fame..."

Timothy frugò nella sua sacca e ne tirò fuori un pezzo di pane che porse all'altro. Questi subito lo sbocconcellò avidamente pezzo a pezzo, finendolo in pochi attimi. Allora Timothy cercò di nuovo nella sua sacca e porse al giovane una mela che questi mangiò con altrettanta avidità. Poi il giovane lo guardò e mormorò un ringraziamento.

"Chi sei? Come mai sei qui? Come mai hai tanta fame?" gli chiese Timothy.

"È una storia lunga, complicata..."

"Non hai una casa? Una famiglia?"

"Non più."

"Se te la senti, raccontami."

"Io... sono un disgraziato. Sono un... rifiuto, ecco."

"Nessuno di noi è un rifiuto. Che ti è successo?"

"La mia famiglia è molto povera, mio padre ha perso le sue terre, confiscate dagli inglesi, che Dio li stramaledica! Due di noi fratelli sono morti di fame, allora io, per aiutare in casa, ho cominciato a rubare agli inglesi ed ai loro amici. Portavo a casa cibo, pezzi di stoffa, roba e mio padre mi diceva: bravo, riprenditi quello che era nostro, sei un bravo figlio.

"Ma una sera, penetrato nella casa di un inglese, stavo rubando cibo dalla dispensa, quando il padrone mi ha sorpreso e, siccome era grande e grosso, è riuscito a legarmi mani e piedi. Quell'uomo mi dice che mi avrebbe fatto impiccare. Io allora gli ho detto che se rubavo era solo per non morire di fame. Lui mi guardava, poi mi ha detto: sei un bel ragazzo, irlandese. Ti voglio salvare la vita e darti anche da mangiare senza farti rischiare così. Basta che tu ti dimostri grato e gentile con me. Io allora gli ho chiesto cosa potevo fare per lui e lui mi ha detto: adesso ti faccio vedere.

"Mi ha sollevato come un fuscello, mi ha steso su una panca a bocca sotto, mi ha sollevato il kilt e mi ha preso come se fossi una donna. Mi faceva male ma io, per non dargli soddisfazione, non gridavo. Lui si è tolta la voglia e poi mi ha detto: ecco, adesso ti slego e ti lascio portare via quello che mi stavi rubando. E se torni da me, puoi portarti via dell'altro cibo ogni volta che ti lasci inculare.

"Io sono andato via e ho portato il cibo a casa, ma non ho detto niente a nessuno, perché mi vergognavo troppo. Dopo due o tre giorni eravamo di nuovo senza più niente da mangiare e mio padre mi dice di andare di nuovo a rubare. A me faceva ancora male, però sono tornato da quell'inglese. Ho bussato alla sua porta e lui mi ha riconosciuto subito e mi ha detto che mi aspettava. Mi ha portato nel suo letto, mi ha inculato, ma poi mi ha dato dell'altro cibo.

"Questa cosa è continuata per alcune settimane. Io cominciavo ad abituarmi e non faceva più tanto male. Poi lui, l'inglese, ha cominciato ad invitare anche altri suoi amici inglesi per divertirsi con me, così io mi guadagnavo anche qualche moneta e vestiti e mio padre era sempre più contento di me.

"Ma poi, dopo circa due anni che tutto continuava così, e che io lo prendevo da quell'inglese e da quattro o cinque altri suoi amici, mio padre un giorno era all'osteria e ha attaccato briga proprio con uno di quei signori e per insultarlo gli ha detto: prima o poi vi fotteremo, cani inglesi! L'inglese scoppia a ridere e gli dice: sarà difficile, comunque per ora siamo noi a fotterci tuo figlio. Lo sai bene che ottieni tutta la roba con cui vivi tu e la tua famiglia perché vendi il culo di tuo figlio Dunn a noi inglesi, no?

"Così mio padre scoprì la cosa e tutti lo deridevano, anche i compagni del paese. Mio padre tornò a casa furioso e mi cacciò frustandomi con la sua cintura. Allora sono andato dagli inglesi a chiedere che mi aiutassero, ma quelli mi hanno solo deriso e mi hanno sbattuto la porta in faccia. Ecco, questa è la mia storia."

"Ti chiami Dunn, hai detto?"

"Sì."

"Ma a te, piaceva farti fottere da quegli uomini?"

"Tu sei un inglese, anche se parli irlandese, vero?"

"Sì, ma mi sento più irlandese che inglese, ormai."

"Perché m'hai dato da mangiare?"

"Perché avevi fame e ne avevo da darti."

"All'inizio li odiavo, e li odio ancora per come mi hanno trattato. Però... mi ero abituato a prenderlo in culo."

"Se non fosse per cibo, se non fosse pre bisogno, adesso lo faresti l'amore con un uomo?"

"Con te per esempio?"

"Per esempio."

"E perché no. Vuoi fottermi?"

"Ma non perché ti ho dato del cibo."

"Quindi, hai voglia di fottermi."

"Forse, ma solo se ne avessi voglia anche tu."

"Anche a te piace fottere con un maschio?"

"Sì, ma non ho bisogno di te. Ho già i miei amici, il mio ragazzo. Tu, rimesso un po' in sesto, saresti anche un bel ragazzo. Vedi, io faccio l'attore ambulante, Nella mia compagnia ora siamo in cinque e a tutti ci piace fare l'amore fra di noi. Allora pensavo che se a te andasse di fare l'attore e se ti piacesse anche fare l'amore con i maschi, potresti unirti a noi. Non siamo ricchi ma non ci manca mai nulla. Certo, se non ti piace fare l'amore con i maschi, o se non vuoi fare l'attore, la mia offerta non ha valore."

"Fare l'amore con uomini... perché no? L'ho già preso tante di quelle volte in culo che... non ci farei più caso."

"Vedi, fra noi non è che ce lo mettiamo solo in culo, come continui a ripetere tu. Noi facciamo l'amore, capisci? Lo prendiamo e lo mettiamo, ci baciamo, ce lo succhiamo, ma ci vogliamo anche bene... capisci?"

"Ah. Io non l'ho mai succhiato, né ho mai baciato. Non l'ho mai messo, e non ho mai avuto qualcuno che mi volesse bene ed a cui voler bene... potrei provarci. Ma l'attore, io non l'ho mai fatto."

"Potresti provarci, anche. Nessuno di noi, prima, l'aveva mai fatto, a parte il nostro capo-comico. Quanto a succhiarlo... perché non te lo tiri fuori? Mi è venuta voglia di fartelo."

"Qui, in mezzo alla strada e in pieno giorno?"

"E perché no. Non c'è nessuno e semmai lo vedremmo arrivare da lontano, in tempo per ricomporci. E almeno provi come è..."

"Tu lo succhieresti a me?"

"Certo."

"E poi..."

"E poi, se te la senti, vieni con me al carro della nostra compagnia. Una volta lì, se vuoi, possiamo fare anche tutto il resto, anche con gli altri. Tutti nudi dentro al nostro carro, di notte... a spesso anche di giorno, quando ci viene voglia. Ci stai? Alzati e lasciami prendere cura del tuo manico, adesso, dai."

Dunn lo guardò con aria strana, poi si alzò lentamente in piedi davanti a Timothy e si appoggiò al muro della cappelletta. Timothy allora gli infilò le mani sotto al kilt e glielo sollevò, scoprì il membro morbido del ragazzo e cominciò subito a palparlo ed a leccarlo. Il giovane uomo spinse lievemente in avanti il bacino ed il suo palo iniziò a risvegliarsi e ad inturgidirsi lentamente. Timothy ne scoprì la punta facendo scorrere indietro la pelle del prepuzio e ne leccò il glande mentre con le mani gli impastava delicatamente le palle e gli carezzava l'interno delle cosce. Dunn fu percorso da un fremito ed ora il suo membro era ritto in su, quasi parallelo al suo ventre.

"Sei bravo... ci sai fare! Cavolo, se mi piace!" esclamò con voce lievemente roca.

Timothy non rispose ma intensificò le sue leccate e quando lo sentì fremere di nuovo, lo ingollò tutto cominciando a movere la testa avanti e dietro a ritmo, carezzandogli ed impastandogli le piccole e sode natiche. Dunn ora tremava per tutto il corpo e presto le sue gambe cedettero e scivolò in ginocchio, ansando.

Timothy lo guardò e gli chiese: "Vuoi che smetta? Ti da fastidio?"

"No, no. È che mi sento debole, non gliela faccio a stare in piedi, ma mi piaceva un sacco!"

Allora Timothy si chinò fra le gambe di Dunn, gli sollevò il kilt che era sceso coprendolo di nuovo, e riprese a succhiarglielo, finché Dunn, vibrando violentemente e gemendo ad alta voce, si scaricò nella sua bocca.

"L'hai bevuta tutta, la mia crema!" esclamò stupito.

"Certo, è buona. Ti è piaciuto, allora?"

"È anche troppo bello e tu sei un mago! Nessuno m'aveva mai fatto godere così, prima. Non sapevo neanche che si potesse fare una cosa così. Tra di voi fate sempre queste cose?"

"Queste e molte altre. Allora ti piace? Proveresti a venire con noi, a lavorare con noi?"

"E anche a fare queste cose con voi? E perché no! Guarda, ancora non mi si è ammosciato. Di solito, quando me lo meno, dopo mi si ammoscia subito. Hai una bocca che fa miracoli, tu."

"E anche un culo, e anche un uccello... vedrai che ti piacerà tutto. Anche con gli altri. Il più vecchio è Dave che ha venticinque anni ed il più giovane è Rupert che ne ha sedici. Il più bravo è Vance che ne ha ventuno e il più bello è Roe che ne ha diciotto."

"Lo sai che la cosa mi incuriosisce e mi attira? E lo fate tutti assieme, di solito, o ci sono coppie fisse?"

"Qualche volta tutti assieme, ma di solito Vance sta con Roe e Dave con Rupert."

"Perciò io dovrei stare con te?"

"Se ti va, solo se ti va."

"E a te andrebbe di stare con me?"

"Forse. Una volta lavato, vestito decentemente, messa su qualche oncia di carne in più... penso che tu possa piacermi parecchio, o non ti avrei fatto questa proposta."

"Sì, la cosa mi attira. Ma dovrete insegnarmi tutto."

"Sarà un piacere insegnarti, sia a recitare che a godere e a dare piacere. Ma ancora non accenna ad ammosciarsi, questo tuo bel paletto. Vuoi che ricominci?"

"Ma tu ne hai voglia?"

"Sì che ne ho voglia."

"Ma oltre a mettermelo in culo, tu te lo faresti anche mettere da me?"

"Puoi giurarci!"

"Non ho ancora visto il tuo uccello."

"Vuoi vederlo?"

"Sì... E magari provare anche a leccartelo, per vedere che effetto fa... Anche se non sarò bravo come te."

"Adesso? Subito?"

"Adesso, subito."

Timothy si alzò in piedi, si sollevò il kilt e presentò il suo arnese già ritto al ragazzo. Questi lo guardò, lo accarezzò, poi ci avvicinò la testa e lo saggiò timidamente con la punta della lingua. Lo sentì fremere, allora schiuse le labbra e se lo lasciò scivolare tutto in bocca. Poi, mentre cominciava a pomparlo avanti e dietro con la testa, si infilò una mano fra le gambe ed iniziò a masturbarsi allo stesso ritmo. Era un po' maldestro ma non era male, perché ci stava mettendo la buona volontà del neofita.

Quando Timothy si sentì prossimo a godere, chiese: "Sto per venire. Ti va di provare a bere la mia crema?"

Dunn annuì, senza smettere di succhiarglielo. Allora Timothy gli afferrò la testa e dette due o tre colpi spingendoglielo fino in gola e subito vi scaricò lunghi getti cremosi. Dunn inghiottì rumorosamente, ad ogni schizzo una sorsata, e venne di nuovo mentre il suo corpo era scosso da convulse contrazioni di piacere. Quando Timothy si sfilò dalla sua bocca, il ragazzo emise un profondo sospiro.

Poi disse, sorridendo con fare birichino: "Prima m'hai dato da mangiare ed ora anche da bere. Devo esserti grato, amico mio!"

"Allora alzati e vieni con me. Oggi comincia la tua nuova vita. E stanotte mi dimostrerai la tua gratitudine, d'accordo?"

"D'accordo, andiamo. Tu sei il primo inglese che sono contento di aver conosciuto. Ma lo sai che la tua crema ha un sapore strano?"

"Ah sì? E che sapore ha?"

"Mah, non lo so definire... Dovrò assaggiarne ancora, per capirlo meglio."

"Non dubitare che ne potrai bere a pinte! E non solo della mia marca, se lo desideri, ma anche di altre quattro qualità."

"Preparatevi che arriva Dunn, affamato ed assetato di cibo e di sesso! Dunn, il futuro grande attore!"

Così anche Dunn entrò a far parte della compagnia e fece coppia fissa con Timothy, anche se non disdegnava qualche volta di andare con gli altri o di fare qualche ammucchiata. E si rivelò presto assai dotato sia come attore che come amante.


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