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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL CARRO DEI GUITTI CAPITOLO 13
NON ASPETTARE LA TERZA POSSIBILITÀ

Negli ultimi giorni di quaresima Vance stava ripassando con Rupert, Dave e Roe una parte per le recite di Pasqua. Frattanto Dunn s'era chiuso nel carro con Timothy per fare l'amore. Roe ogni tanto ridacchiava indicando agli altri il carro che dondolava lievemente per l'entusiasmo con cui si univano i due amanti. Doveva essere Dunn, che di solito era il più focoso di tutti loro nel penetrare e che era diventato nel giro di pochi mesi il più appassionato ed infaticabile amatore della compagnia. Era capace di fare l'amore anche tre o quattro volte al giorno quando era in vena. Anche se a volte al ragazzo piaceva cambiare, solitamente preferiva unirsi con Timothy che ormai chiamava affettuosamente "il mio Tim". Anche Timothy s'era preso una vera e propria cotta per Dunn ed era un piacere vederli assieme.

Ad un tratto videro arrivare un uomo a cavallo, al galoppo. Si fermò accanto al carro e Vance subito riconobbe in lui uno degli uomini del clan O'Neil. L'uomo, appena sceso da cavallo si avvicinò al gruppo.

Con voce affannata disse loro: "L'Ard Righ ha attaccato il castello di Desmonds mentre vi era una riunione dei membri dei clan federati per la libera Irlanda. Ha espugnato il castello ed ha preso prigionieri diversi uomini che ha deciso di portare come ostaggi al proprio castello. Tra questi vi era anche Lionel O'Neil e l'Ard Righ ha deciso di consegnarlo agli inglesi.

"Ora lo stanno trasportando verso Dunn Laogaire, probabilmente per imbarcarlo. Sono già a Toomyvara. Io vado ad avvertire il clan a Conakilty, ma sicuramente non faremo in tempo ad intercettarli per liberarlo. Dovreste cercare di seguirli voi e di tenere informati i clan amici per vedere se possono tentare di liberarlo prima che sia troppo tardi."

"Lionel... di nuovo prigioniero? Sai con che scorta lo stanno trasportando? Inglesi o irlandesi?"

"Per ora irlandesi. Credo che si tratti di una dozzina di soldati a cavallo, in tutto."

"Bene, faremo in modo di saperne di più. Vedremo di fare tutto il possibile. Sei riuscito ad avvertire qualcuno, nel frattempo?"

"Solo gli O'Grady, ma sono deboli e divisi fra loro. Non credo proprio che interverranno."

Ripartito l'uomo, Roe disse: "Dobbiamo partire immediatamente. Io potrei andare in avanscoperta mentre voi vi avviate col carro. Tre cavalli dovrebbero bastarvi. Vi consiglio di passare per Dolla. Vedrai, Vance, riusciremo a fare qualcosa, non preoccuparti."

"Va bene, Roe. Se arriviamo a Lloughmoe forse possiamo lasciare lì il carro e farci prestare dei cavalli veloci. E magari anche a radunare qualche uomo..."

"Pensi che dobbiamo intervenire noi?" chiese Roe.

"Potrebbe essere una possibilità, se non siamo soli. Solo io e te sappiamo combattere, purtroppo perciò noi soli non basteremmo."

"Si può tentare. In questo caso forse è meglio darci appuntamento a Rosecrea oppure a Ballaghmore."

"Facciamo Ballaghmore, allora." decise Vance.

Roe partì immediatamente. Dunn che frattanto era uscito con Timothy ed aveva saputo del problema, disse: "Noi forse non siamo combattenti, ma una mano la possiamo dare comunque. Non ti lasceremo solo, Vance. Vero, amici?"

Tutti assentirono vivacemente. Caricarono tutto sul carro e si avviarono. Dopo aver percorso un tratto di strada, Dave disse a Vance: "Potresti staccare un altro cavallo ed andare subito a Lloughmoe, così risparmiamo tempo."

"Va bene. Se dovesse succedermi qualcosa, affido a te, Dave, il carro e la mia compagnia. Fatemi gli auguri."

Anche Vance proseguì di gran carriera mentre il carro, lentamente, procedeva per la sua strada.

Si ritrovarono tutti il giorno dopo a Ballaghmore. Vance aveva ottenuto sette uomini a cavallo più altri sei cavalli ed alcune armi. Dave aveva lasciato il carro presso una fattoria di un uomo fedele agli O'More, alleati degli O'Neil. Roe aveva trovato la pattuglia che trasportava Lionel: erano già giunti a Rosecrea. Come aveva detto l'uomo che li aveva avvertiti, Lionel era scortato da dodici uomini ben armati.

Vance decise che conveniva superare Borris e trovare un punto adatto per tendere un agguato fra questo centro e Mountrath. Partirono per esplorare la strada, ma purtroppo non trovarono nessun punto adatto ad un agguato. Allora superarono anche Mountrath e giunti al guado del fiume Nore, si fermarono.

"Qui potrebbe andare bene. La strada è stretta e il fiume è piuttosto turbolento, come vedete, si deve guadarlo con estrema prudenza, quindi devono per forza rallentare..."

Discussero finché il piano prese forma anche nei dettagli. Assegnarono ad ogni uomo il suo posto ed il suo compito. Previdero tutte le possibili varianti, ogni probabile problema, quindi di misero in attesa mentre Rupert, con un cavallo, andava nella direzione da cui sarebbe dovuta arrivare la pattuglia che trasportava Lionel.

Il piano era semplice: dovevano far giungere il gruppo fino quasi alla riva del fiume e quindi attaccarlo su due fianchi. Gli uomini più validi sarebbero stati dalla parte del fiume. Timothy, Dave, Dunn e Rupert dovevano invece precludere loro la ritirata, stendendo alcune corde fra gli alberi dopo il loro passaggio e cercare di arrestarlo con alcune lance e picche che Vance aveva portato. Sugli alberi inoltre sarebbero stati appostati due abili arcieri che, tirando sui due soldati che affiancavano Lionel, avrebbero dato il segnale di attacco.

Le rocce e gli alberi avrebbero impedito una fuga sui fianchi, il fiume ed i cinque uomini la fuga in avanti, le corde e gli altri sei la fuga in dietro. Dovevano comunque assolutamente uccidere tutti e dodici i soldati perché nessuno potesse fuggire e dare l'allarme. I due arcieri sugli alberi, una volta uccisi i primi due, dovevano poi solamente fare attenzione che nessuno degli altri soldati della pattuglia, vistisi persi, tentasse di uccidere Lionel.

L'attesa durò diverse ore. A tardo pomeriggio, finalmente, Rupert arrivò al galoppo annunciandosi che il gruppo stava avvicinandosi.

"Ti hanno visto?" gli chiese Dave.

"No, credo proprio di no, perché m'ero appostato lontano dalla strada, sulla collina. Non vanno veloci, comunque saranno qui fra poco."

Si nascosero tutti con cura, ognuno al posto assegnatogli, mimetizzandosi con fronde tagliate dagli alberi. Nel silenzio rotto solo dal grido di qualche uccello e dal mormorio del fiume, sentirono finalmente il rumore degli zoccoli dei cavalli. Poi li videro arrivare. Restarono immobili, in silenzio, lasciandoli passare. Appena i primi due uomini della colonna giunsero al bordo del fiume, i due arcieri scagliarono le loro frecce ed i due soldati che cavalcavano ai lati di Lionel caddero gridando.

Il gruppo di testa assalì immediatamente la colonna, uscendo di fra le frasche urlando ed il gruppo di coda tese le corde per sbarrare la strada e si preparò ad intervenire. La battaglia fu breve ma furiosa. Gli arcieri uccisero altri due uomini che si erano avvicinati al cavallo di Lionel, prima ancora di capire se avessero intenzione di ucciderlo o no. Uno degli uomini di Lloughmoe fu trafitto con una spada e cadde morto. Un secondo fu malamente ferito ad un braccio e ad un fianco e Rupert ad una gamba. Ma i dodici nemici giacevano tutti nella polvere, morti o moribondi. Roe si avvicinò a quelli ancora vivi e li finì ad uno ad uno con la sua spada.

Allora Vance si avvicinò a Lionel, che aveva assistito alla breve battaglia restando immobile ed in silenzio sul suo cavallo.

"Sei libero, Lionel. Appena troveremo gli attrezzi adatti ti toglieremo queste catene. Presto sarai di nuovo a Conakilty."

"Grazie. Ti devo la libertà."

"Siamo pari. Ora nascondiamo nel bosco i corpi dei morti, poi ci occuperemo del tuo ritorno al tuo Clan." visse Vance con espressione seria e si allontanò.

Trascinati i cadaveri dietro le rocce, nella boscaglia, tolte le bardature e le selle ai cavalli dei nemici, li frustarono facendoli scappare. Con le frasche cancellarono dalla strada ogni segno dell'agguato ed ogni traccia di sangue. Quindi, caricato il loro morto ed i feriti sui cavalli, si spostarono tutti fuori dalla strada verso le colline.

Dave con Timothy e Dunn tornarono indietro per andare a riprendere il carro. Gli altri attesero, mentre Vance fasciava il soldato ferito e la gamba di Rupert. Due dei soldati stavano di sentinella mentre gli altri si riposavano. Lionel stava seduto, appoggiato al tronco di un albero, gli occhi chiusi, ancora incatenato. Roe notò che da dove era Vance, non poteva vedere Lionel. Allora gli andò accanto.

"Lord Lionel?"

"Sì, Roe?"

"Come vi sentite?"

"Strano... e molto stanco."

"Non vi aspettavate di venir liberato così presto, e proprio da Vance, non è forse vero?"

Lionel lo guardò negli occhi, poi disse sottovoce: "No. Credevo che mi odiasse."

"Odiarvi? Non siate sciocco. Vance vi ama, non ha fatto che pensare a voi da quando vi abbiamo lasciato!"

"Ma ha preferito te a me."

"E voi avete preferito il clan a lui. Io comunque, per lui, non potrò mai sostituire voi. Con me sta bene, mi è affezionato, ma... nel suo cuore ci siete voi, solo voi. Adesso vado, non voglio che mi veda parlare con voi. Ma rifletteteci..."

Roe si allontanò. Era già quasi notte quando videro arrivare il carro dei guitti. Fatti risalire i feriti sui cavalli, lo raggiunsero. Per prima cosa trovarono gli attrezzi adatti per spezzare le catene ai polsi ed alle caviglie di Lionel. Poi discussero sul da farsi. Gli uomini dovevano tornare al loro castello. Vance decise che lui e Roe, ben armati, avrebbero accompagnato Lionel verso sud, fino ad un territorio sicuro. Anche il carro sarebbe sceso a sud, più lentamente. Vance e Roe si sarebbero riuniti al carro lungo la strada che da Rosecrea porta a Cork. Deciso il tutto, partirono assieme agli uomini di Lloughmoe. I tre avrebbero pernottato in quel castello, poi avrebbero proseguito sulla strada verso sud. Vance, di nuovo, affidò tutto a Dave.

Giunti al castello, dopo che Lionel ebbe ringraziato il capo per l'aiuto prestatogli, si rifocillarono e riposarono per alcune ore. Vance aveva chiesto alcuni abiti per poter proseguire il viaggio travestiti. Roe indossò abiti femminili, mentre Vance e Lionel si vestirono da servi. Inoltre Lionel aveva tagliato i capelli più corti, a caschetto, e li aveva tinti di nero.

Di prima mattina, così trasformati, ripresero la strada verso sud. Giunti a Gahir a sera, decisero di pernottare nella locale locanda. Presero due stanze comunicanti. Ufficialmente una era per la "ragazza" e l'altra per i due "servi". Ma Vance volle che Lionel dormisse da solo in una stanza e lui e Roe nell'altra.

Quando furono soli, Roe gli disse: "Vance, perché non vai di là con Lord Lionel?"

"Per fare che?"

"Dopo tanto tempo... ne avrete di cose da dirvi."

"Non credo proprio."

"Non desideri fare l'amore con lui ancora una volta?"

"No."

"Perché menti? E a chi menti, a te stesso o a me?"

"Non mento. Lionel ama il suo clan, non me."

"Ne sei proprio sicuro? Io ho notato come ti ha guardato per tutto il viaggio..."

"Fantasticherie da ragazzo romantico. O forse ti sei stancato di me e mi spingi fra le tue braccia?" chiese Vance cercando di fare dell'umorismo.

"Non ho davvero intenzione di perderti, stai tranquillo. Ma come non sono geloso di te quando fai l'amore con gli altri della compagnia, così non sarei geloso di te ora."

"Dormiamo, Roe, la strada è ancora lunga."

"Fin dove hai intenzione di accompagnarlo?"

"Almeno fino a Bandon. Fin lì la strada non è al sicuro da brutti incontri. Dopo sì, perché vi sono i territori degli O'Neil. A meno che siamo fortunati e gli stiano venendo incontro gli uomini del suo clan. Allora possiamo lasciarlo prima."

"Hai così fretta di lasciarlo?"

"Credo che ne abbia ancor di più lui. Buona notte."

Il giorno dopo, mentre erano sulla montagna, Vance si allontanò per un bisogno naturale. Roe ne approfittò.

"Lord Lionel, se vi faccio una domanda, sarete sincero con me?"

"Vuoi sapere se sono ancora innamorato di Vance?"

"Esatto."

"Sì. Non l'ho mai dimenticato e non ho più fatto l'amore con nessuno, in tutti questi lunghi mesi. E ho sempre combattuto sperando di morire in battaglia."

"Per questo vi hanno preso?"

"No, quella è stata solo sfortuna. Io volevo morire, non essere preso prigioniero. Ma il destino purtroppo ha voluto diversamente."

"Il destino, già! Il destino vi ha fatto incontrare di nuovo. E Vance è innamorato di voi... Se solo voi voleste lasciare il clan e seguirlo... Morendo lascereste comunque il clan, no? Perché allora non lasciarlo ora?"

"Lui... ha te. Che se ne fa di me, ormai?"

"Dovreste conoscerlo, Vance. Lui vi ama, anche se a volte può aver bisogno delle sue... scappatelle. Ma vi ama, non fa che pensare a voi. E poi, lo sapete che non si è lasciato mai prendere da nessuno, da quando ha lasciato voi? A modo suo, non è una forma di fedeltà anche questa? Parlategli, ditegli che lo amate... non siate stupidamente orgoglioso. Oh, arriva! Io non vi ho detto niente, chiaro?"

Ripresero la strada e Roe cavalcò sempre più avanti in modo di lasciarli soli. Ma non li sentiva parlare e mentalmente mandava loro insulti. Ma finalmente sentì la voce di Lionel. Non ne distingueva le parole, ma sorrise soddisfatto.

"Vance, posso parlarti?"

"Tu sei un lord, io sono solo un attore. Non tocca a te chiedere il permesso a me."

"Vance, io... io... io ti amo."

"Ah sì?"

"Sì, lo sai."

"No, non lo so."

"Vance... se ti dicessi che lascio il clan, che voglio venire via con te... ci crederesti che ti amo?"

"Non ti pare un po' tardi?"

"No. Ci ho messo un po' troppo forse a capirlo, ma finalmente l'ho capito. Io ho bisogno di te."

"E se fossi io a non avere bisogno di te?"

"Hai ragione ad essere così duro con me, ad essere arrabbiato... ma io ti amo davvero. Tu... non senti più nulla per me?"

"Non lo so. Io ormai ho la mia compagnia, il mio carro dei guitti, la mia vita. Sono stato costretto a fare le mie scelte."

"Vengo con te... faccio l'attore con te."

"Qui in Irlanda? O magari in Inghilterra?"

"Perché no?"

"Perché gli inglesi o i loro servi irlandesi ti riprenderebbero. Bisognerebbe andare all'estero, per essere sicuri. Credi che possa chiederlo ai miei compagni? La compagnia è anche un po' loro, non credi?"

"Rischierei di essere ripreso. Pazienza."

"Non dire cavolate. Io non potrei accettarlo. E poi... adesso io sto con Roe, e a volte anche con gli altri faccio l'amore. Con gli altri non ci sarebbe nessun problema. Ma credi che io possa davvero dire a Roe: senti bello, adesso è arrivato Lionel perciò tu non mi interessi più? Se tu avessi accettato di venire via con me prima, avrei anche rinunciato a Roe. Non c'era ancora niente di serio fra noi due. Ci piaceva semplicemente divertirci assieme e io ne avevo bisogno, perché con te ci si poteva vedere troppo di rado. Ma ora... non è più come prima. Non si può far finta che non sia successo nulla, che non siano passati tutti i mesi, i troppi mesi che sono passati."

"Io... se Roe fosse disposto... ti dividerei con lui... Lui in fondo accetta di dividerti con gli altri, perché non con me?"

Vance lo guardò, stupito. Poi scosse la testa: "Solo perché sono venuto a liberarti... hai cominciato a sognare cose impossibili."

"Vance, io in tutti questi mesi non ho fatto che cercare la morte in battaglia... perché avevo perso te. Ma mi è andata male, sono stato fatto prigioniero anziché ucciso. Se tu mi rifiuti, ora, non mi resta che cercare di nuovo la morte in battaglia, sperando che questa volta mi vada meglio."

Tacquero tutti e due a lungo. Poi Vance disse: "È una tua scelta." E tacque di nuovo.

Lionel per un po' non reagì, ma poi disse: "Allora addio. Non serve che tu mi riaccompagni in territorio sicuro. Puoi lasciarmi qui, comunque."

"Non dire cavolate, Lionel! Ho preso un impegno, l'impegno di portarti in salvo, e ti ci porterò."

"Contro la mia volontà?"

"Se è necessario, sì. Dopo farai quello che vorrai."

"Allora prova a trattenermi..." disse Lionel e spronò il cavallo lanciandosi al galoppo.

Vance urlò: "Fermati!" e gli si precipitò dietro.

Roe non capiva che cosa stesse succedendo ma d'istinto inseguì subito i due che l'avevano superato di corsa. Quando li raggiunse, Vance stava trattenendo per le briglie il cavallo di Lionel e questi stava cercando di colpire Vance col frustino e gridava fuori di sé: "Lasciami! Lasciami!"

Roe giunse alle spalle di Lionel e cercò di immobilizzarlo. I due caddero da cavallo ed ingaggiarono una breve lotta. Vance scese da cavallo e corse a trattenere Lionel finché, con l'aiuto di Roe, riuscì ad immobilizzarlo. Lionel allora scoppiò a piangere.

Roe, stordito, chiese: "Ma che cavolo sta succedendo?"

Vance gli spiegò tutto.

Roe ascoltò, poi gli disse: "Bene. Posso dare il mio parere, ora?" non ottenendo risposta da nessuno dei due, continuò "Vance, tu sei uno stupido, assurdo, orgoglioso, testone imbecille! Tu sai di essere innamorato di Lionel. E Lionel sa che tu sei la cosa più importante della sua vita. Perché allora non andate all'estero assieme, ora? Perché non tentate di ricominciare?"

"Ma io non rinuncio a te. Anche tu sei importante, per me."

"D'accordo Vance. Allora... scappiamo tutti e tre all'estero. Subito. Adesso."

"E il carro?"

"L'hai affidato a Dave, no? Lo manderanno avanti loro. E comunque all'estero possiamo rifarcene un altro. La prima volta è andato tutto male fra di voi perché Lionel non era pronto. Adesso vuoi rovinare tutto tu? Attento, non credo proprio che ci sarà una terza volta. Se tu non accetti Lionel, allora ti lascio anche io. Perché perderei la stima che ho sempre avuto per te."

"Insomma, tu ci stai proponendo un menage a tre. Ma ci starebbe Lionel? E ci starei io?"

Allora Roe chiese: "Lionel, rispondimi: sei disposto a fuggire all'estero con Vance e con me? A tentare la fortuna, a tentare di rifarci una nuova vita partendo da zero? E a dividere Vance con me?"

"Sì... sì, gliel'ho già detto!"

"Allora adesso dipende solo da te, Vance. Che cosa decidi? Vieni con noi o vuoi che ti lasciamo?"

Vance scosse il capo più volte, come per snebbiarsi le idee. Poi con un tono di voce strano, chiese: "Voi due... voi due volete andare all'estero... così... tutto d'un colpo?"

"Credo che né a me né a Lionel interessi andare all'estero. Ma tutti e due vorremmo restare con te, se tu ci vuoi. E questo sarebbe possibile senza gravi pericoli solo se andiamo tutti all'estero. Se tu decidi che non vuoi, Lionel andrà a cercare una morte onorevole sul campo di battaglia, io mi cercherò qualcosa da fare altrove, e tu puoi tornare al tuo carro dei guitti. Questa volta sta a te scegliere: siamo più importanti noi due o il tuo carro dei guitti, Vance? Tu hai preteso in passato, con ragione, che Lionel scegliesse fra il suo clan e te. Ora le parti si sono rovesciate. Vuoi ripetere il suo errore?"

Lionel intervenne a bassa voce: "Non imputare a Vance il problema. L'errore iniziale è stato mio, non suo. Se avessi saputo scegliere allora, ora non ci sarebbe questo problema."

"Ma almeno tu ti sei accorto del tuo errore, l'hai ammesso, hai rivisto la tua scelta, Lionel!" esclamò Roe.

Di nuovo ci fu silenzio, poi Vance rialzò lo sguardo e disse con tono deciso: "Siete sicuri di voler condividere tutto con me?"

"Tutto, veramente tutto." rispose prontamente Roe.

"E tu, Lionel?"

"Tutto anche io, senza esclusioni."

"Allora risaliamo a cavallo e cerchiamo di raggiungere un porto sicuro in cui ci sia una nave straniera che ci porti in Francia. Il Clan O'Neil saprà fare a meno di Lionel come il carro dei guitti saprà fare a meno di Vance e di Roe!"

"Siamo noi tre che non sappiamo fare a meno l'uno dell'altro." mormorò Lionel rasserenato.

Risalirono a cavallo e Lionel disse: "Ci conviene evitare la costa sud-est. A Bantry troveremo quasi sicuramente una nave francese. Devo solo fare attenzione a non farmi riconoscere dagli uomini del mio clan. Andiamo. Passeremo per Mallow e Macroon. Questo travestimento ci aiuterà a passare inosservati. Prima raggiungiamo Bantry e meglio è."

Spronarono i cavalli e ripartirono verso sud-ovest. Quando sostarono, Roe si accostò a Lionel mentre Vance stava cercando acqua per loro e per i cavalli ad un vicino pozzo.

"Prima, nella foga della discussione, vi ho dato del tu. Perdonatemi. Non volevo mancarvi di rispetto."

"Roe, se dobbiamo condividere tutto, non credi che sarebbe ridicolo che tu continui a darmi del voi?"

"Bene. Poi c'è un secondo punto che volevo vedere con te. Tu sei innamorato di Vance. Non credi che la mia presenza fra voi due vi creerà dei problemi?"

""Anche per te Vance è molto importante. Anche la mia presenza potrebbe crearti dei problemi, no?"

"Ma io sono abituato a condividerlo con altri, tu no. Proprio per causa mia t'eri arrabbiato con lui."

"Forse dovevo ancora crescere... E poi, se Vance mi ha perdonato ed accettato ancora, lo devo proprio a te. Imparerò e... se tu vuoi, non solo a dividere Vance con te, ma anche ad accettarci l'un l'altro e forse... diventare amanti anche noi due."

"Il problema, di nuovo, non è mio: tu mi piaci, non avrei nessun problema a fare l'amore anche con te. Ma tu? Non vorrei che tu mi sopportassi solo per non perdere Vance, mi capisci?"

"Credo che imparerò presto a volerti bene, Roe. E credo che non sarà per nulla difficile."

Tornò Vance con l'acqua e cambiarono discorso. Dopo essersi dissetati ripresero il cammino. Vance era serio, ma ora era sereno, Lionel era sereno ma guardava ancora un po' preoccupato Vance che lo aveva sì accettato, ma che non gli aveva ancora detto che lo amava o anche solo che era felice di essersi riunito a lui. Roe li guardava tutti e due ed era tranquillo: loro tre sarebbero stati un trio perfetto, lo sentiva.

Cavalcarono senza fermarsi notte e giorno. Quando traversavano un paese, Vance andava a procurarsi cibo e bevande poi li raggiungeva e mangiavano continuando la strada. Avevano fretta tutti e tre di raggiungere Bantry e lasciare l'Irlanda prima che gli O'Neil si mettessero sulle loro tracce. Dovevano guardarsi sia dai nemici che dagli amici. L'Irlanda era diventata davvero troppo stretta per loro.


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