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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL CARRO DEI GUITTI CAPITOLO 16
UNA GENEROSA ACCOGLIENZA

Giunti ad un gruppo di case, chiesero ad un contadino: "Ehi, buon uomo, siamo già nei territori del duca di Savoia?"

"Sissignori, qui comanda il duca di Savoia."

"Potresti indicarci la strada per Chambery?"

"Ci siete sopra. Andate sempre dritto in questa direzione."

"Sapresti dirci quanto tempo ci vorrà per arrivarci?"

"Mah... dipende... Una giornata, dal più al meno. Se i vostri cavalli sono freschi e se andate al galoppo e se non vi fermate..."

Erano stanchi. Dopo essersi consultati brevemente, chiesero all'uomo: "C'è una locanda, in questo paese?"

"Signorsì. Al Gallo d'Oro, vicino alla chiesa, là. Vedete il campanile? Chiedete di Moustache, che è il proprietario."

Vi si recarono e chiesero una stanza. L'uomo, che doveva il soprannome ad un cospicuo paio di baffi che ornavano un volto minuto, disse che aveva solo stanze a due letti e che perciò uno di loro doveva prendere una stanza da solo pagando però per due letti, o condividere la stanza con un altro ospite che stava da solo. Chiesero se si poteva aggiungere un pagliericcio in una camera a due letti, ma l'oste disse che erano troppo piccole per ospitare tre persone. Per risparmiare, decisero perciò che uno di loro avrebbe condiviso una camera con un altro ospite.

Quando arrivò l'ospite in questione, l'oste li fece incontrare. Era un italiano, un giovanotto di ventisei anni di nome Sandro. Aveva lavorato a Lione come pittore e stava rientrando ad Ivrea, sua città natale. Roe decise di condividere lui la stanza con l'italiano. Cenarono allo stesso tavolo. Sandro era un tipo simpatico e tutti e quattro chiacchierarono a lungo finché decisero che era ora di andare a letto.

Mentre si spogliavano, Sandro chiese a Roe: "Mica ti dà fastidio se mi denudo? A me è sempre piaciuto dormire senza nulla indosso."

"No, anzi..." rispose Roe.

Sandro lo guardò lievemente sorpreso: "Anzi? Cosa vuoi dire?"

"Nulla... nulla di speciale. Solo che anche io sono abituato a togliere tutti gli abiti per dormire. È più sano e si dorme meglio."

Si finirono di spogliare e Sandro disse: "Hai un bel corpo. Mi piacerebbe averti come modello per i miei dipinti. Anche se la mia specialità sono piuttosto i paesaggi o le pale d'altare. Posso prendere i miei fogli e fare qualche schizzo?"

"Perché no. Ma chissà quanti bei modelli hai avuto, più belli di me..."

"No... non molti."

"Non c'è troppo poca luce? Vuoi che mi avvicini di più alla candela?"

"No, stenditi sul letto. Metto la candela sullo sgabello, davanti a te. Te l'hanno mai detto che sei molto ben fatto?"

"Sì, ma fa piacere sentirselo dire."

"Chissà quante ragazze te l'avran detto!"

"Nessuna mai m'ha visto nudo."

"Vorresti dire che tu... non hai ancora mai fatto l'amore con una ragazza? Quanti anni hai?"

"Ventuno, ormai. No, non ho mai fatto l'amore con una ragazza. Non mi interessano. E tu?"

"Io? Sì, ho fatto l'amore anche con qualche ragazza."

"Anche? Che cosa vuoi dire?"

"Anche. Non solo, ma anche."

"Cioè anche con... ragazzi?"

"Anche."

"E... con chi ti è piaciuto di più?"

"Con chi sapeva fare meglio l'amore. Non ti muovere, per cortesia."

"Lui si sta muovendo da solo, non ci posso far nulla..." disse Roe indicando la sua incipiente erezione.

"Non mi stavo riferendo a lui, marpione. Non mi dà alcun fastidio che si stia sollevando, anzi..."

"Lo faresti l'amore con me?"

"Stavo per chiedertelo io. Tu finora sei stato a letto solamente con uomini?"

"Sì, e mi piace molto. Le ragazze proprio non m'attizzano."

"È diverso farlo con un maschio o con una femmina. La donna ti accoglie e subisce. Con l'uomo invece c'è competizione ed è divertente. E poi la donna non lo sa prendere bene in bocca, forse perché non ha esperienza personale su cosa si sente a farselo prendere fra le labbra."

"E non può infilartelo dietro..."

"Con questi discorsi mi stai distraendo. E mi è venuto duro. Si vede?"

"Vieni qui, allora, che vedo di prendermene cura io."

"Volevo finire questo schizzo, prima."

"Lo finirai domattina con la luce del giorno. Vieni qui, dai, lasciami prendere cura del tuo bel bastone dritto che fa capolino fra le tue cosce. Alzati in piedi e fammelo vedere bene... e godere bene."

Sandro posò i fogli, si alzò in piedi e si avvicinò con un lieve sorriso al letto di Roe. Il ragazzo gli afferrò il membro con entrambe le mani e lo attirò a sé, avvicinandoci le labbra. Sandro fremette, il suo sorriso si accentuò, e s'accostò di più al letto. Roe glielo leccò a lungo e, quando lo sentì rigido e duro come pietra, lo prese tutto in bocca facendolo scivolare fra le labbra appena schiuse e stuzzicandolo con la lingua.

"Sì, è proprio vero, un maschio lo sa fare meglio... e tu lo fai benissimo. Ti piace anche prenderlo di dietro?"

Roe annuì senza lasciare la presa.

Sandro chiese: "E mettermelo? Ti andrebbe?"

Roe annuì di nuovo e con un dito andò a saggiare la consistenza del foro del bell'italiano, affondandovi dentro.

Sandro glielo più a fondo in gola e disse: "Sì, mi piace. Mi sa che stanotte dormiremo poco... Oltre che molto bello, sei bravo... ci sai proprio fare."

Roe lo attirò con sé sul letto e cominciò a carezzarlo, leccarlo e baciarlo per tutto il corpo. Sandro ricambiava con altrettanta passione e bravura. Poi Sandro cercò di infilarglielo fra le natiche ma anche Roe cercò di prendere Sandro così ingaggiarono una breve lotta giocosa che fece eccitare entrambi moltissimo. Di colpo Roe si arrese e si offrì al compagno.

Sandro, mentre si metteva in posizione per prenderlo, gli sorrise e disse: "Dopo toccherà a te metterlo a me, non temere. Ma adesso allarga bene quel tuo buchetto e preparati ad accogliermi in te. Eccomi... mi senti entrare? Ti piace?"

"Altroché se ti sento! Sembra che sia diventato il doppio di prima... più grosso e più lungo."

"Sì, se uno lo sa infilare bene, dà proprio questa impressione. Ecco, Roe, ti sono tutto dentro... Ti piace?"

"Eccome! Ora muoviti lentamente: lo voglio sentir scivolare per tutta la lunghezza, fuori e dentro. Così, bravo, così... fuori e dentro, pian piano. È bello. Anche tu ci sai fare, Sandro! Baciami, mentre mi fotti!"

Sandro si chinò su di lui continuando a lavorare di reni per fotterlo, e lo baciò a fondo. Le mani di Roe lo stuzzicavano e titillavano per tutto il corpo, soffermandosi sapientemente sui punti più sensibili. Sandro cominciò a perdere l'autocontrollo ed a muoversi in modo sempre meno coordinato. Roe, sentendolo vicino all'orgasmo, cominciò a far palpitare il suo sfintere ed a far ondeggiare lievemente il bacino in una specie di movimento rotatorio.

Sandro chiuse gli occhi, i suoi muscoli iniziarono ad irrigidirsi ed a quizzare, le sue spinte aumentarono di vigore ed il suo respiro si fece gradualmente più affannoso. Roe ne spiava il divampare delle emozioni sul bel volto e l'eccitazione del giovanotto amplificava la propria. Quando Sandro, stringendolo forte a sé, iniziò a scaricarsi in lui, Roe lo abbracciò con vigore, carezzandolo sulla schiena e sulle natiche nervose.

"Sei incredibile!" ansimò Sandro con voce roca, "Non avevo mai goduto così selvaggiamente. Sei davvero unico, straordinario. Grazie, Roe!"

"Grazie? Anche a me è piaciuto ma... non mi basta un grazie, sai? Ora tocca a me."

"Certo. Come vuoi prendermi?"

"Come tu hai preso me. Scambiamo le posizioni... Sei veramente in gamba a fottere, è vero, ma... aspetta di provare me."

Roe tenne fede alla sua promessa. Sandro gli si torceva sotto in preda ad un rinnovato piacere, fremendo tutto sotto i colpi di Roe, ben calibrati per dargli e prendere il massimo del piacere. A Sandro venne una nuova erezione e cominciò a masturbarsi mentre Roe continuava a martellargli dentro a ritmo sostenuto.

"Ti piace come ti fotto, Sandro?"

"Sei un mago!"

"Preferiresti avere una donna, ora, qui?"

"Oh no! Certo che no! Mi piace essere fottuto qualche volta, ma tu... ma tu me lo stai facendo piacere più che mai! Tu sì che sai muoverti bene! Sei un ragazzo fantastico, Roe!"

"Ho avuto un ottimo maestro. Eppoi tu mi piaci, mi ecciti molto. Mi piace come fremi sotto di me. Mi piace come sorridi felice. Sei virile come piace a me, un vero uomo. E sei stretto..."

"Che bello, Roe... vuoi restare con me?"

"Rinunceresti alle donne?"

"Per te? Sì, certo. Sarebbe un sogno averti tutte le notti nel mio letto! Dio, mi stai facendo godere di nuovo... Mi piace fotterti... mi piace come mi stai fottendo..."

Dopo poco vennero tutti e due, gemendo e mugolando per l'intensità del piacere che li avvolgeva, che li permeava, che scaturiva dai loro corpi. Restarono allacciati per un po', accarezzandosi a vicenda dolcemente e rilassandosi a poco a poco.

Poi Sandro chiese a Roe: "Vuoi rimanere con me?"

"Sì, addormentiamoci così..."

"Sì, ma non dicevo solo adesso. Domani e dopodomani e sempre."

"Davvero rinunceresti alle donne per me?"

"Sì, te l'ho detto."

"Mentre si fa l'amore si dicono tante cose... Poi, domani, ti sembrerà tutto diverso."

"Ho capito. Te lo chiederò di nuovo domani."

"Io sto con i miei due amici... non voglio lasciarli. Stiamo progettando di metter su un carro di guitti, assieme, e di girare tutta la Savoia come attori."

"E mi prendereste con voi?"

"Non so, forse. Dovrei parlarne con gli altri."

"Roe... adesso che ti ho scoperto, non voglio perderti. A te piacerebbe che io restassi con te?"

"Sì, credo di sì, anche se ci conosciamo ancora molto poco. Sei simpatico, bello e mi piace come fai l'amore."

"E a me piace come lo fai tu... Mi sta venendo voglia di cominciare di nuovo..."

"No, adesso dormiamo, per favore. Domani ne riparliamo, se sarai ancora dell'idea. L'ultimo bacio, poi dormiamo... No, no, stai fermo. Solo un bacio avevo detto! Notte, mio bel maschione!"

"Notte, Roe. Tu m'hai stregato. Non t'arrabbiare se stanotte ti sveglio: non so se riuscirò a controllarmi per tutta la notte, sai?"

"Cerca di resistere e di dormire. Io ho davvero bisogno di riposare. A domani, Sandro."

Quando il mattino dopo si svegliò, Sandro era già alzato, nudo, seduto sullo sgabello che, con alcuni fogli posati sulle gambe, lo stava disegnando.

"Ben svegliato. Hai visto che ti ho lasciato dormire?"

"Sì, grazie. È da molto che sei sveglio?"

"Abbastanza... il tempo di farti cinque disegni. Adesso posso tornare a letto con te?"

"No, adesso vestiamoci ed andiamo a vedere se i miei amici sono già svegli."

"Sono amanti, i tuoi amici?"

"Sì, con qualche separazione in mezzo, da sette anni."

"Sette anni? Beati loro!"

"Vestiamoci, su!"

"Glielo dirai che abbiamo fatto l'amore?"

"Certo, ci diciamo tutto, fra noi."

"Tu hai già fatto l'amore con loro due?"

"Molto spesso. Vance è stato il mio primo vero uomo, nel senso che è lui che m'ha insegnato a fare l'amore."

"A giudicare dall'allievo, direi che è stato un ottimo maestro."

"Preferiresti lui a me? O magari Lionel?"

"No, te ti trovo non solo bravo, ma bellissimo. I tuoi due amici mi sembrano simpatici e sono carini, ma preferisco decisamente te. Tu sei veramente il mio tipo, in tutti i sensi."

Scesero e trovarono Lionel e Vance già seduti ad aspettarli.

Vance li salutò e disse: "Stavo per venir su a svegliarti, Roe. Dormito bene?"

"Benissimo, grazie. E voi?"

"Bene."

Sandro, appena seduto al tavolo, disse con un misto di franchezza ed imbarazzo: "Vorrei parlarvi... Stanotte Roe ed io... abbiamo fatto l'amore. Questo ragazzo m'ha affascinato e..."

"Anche tu sei un amante dei maschi?" chiese Vance interrompendolo, divertito all'idea.

"Fino ad ora ho amato indifferentemente femmine e maschi. Ma non m'era mai capitato di incontrare qualcuno come Roe. Parola mia. Così, ora che l'ho conosciuto... non vorrei perderlo. Gli ho chiesto di restare con me, ma lui dice che non vi vuole lasciare. Allora io, ecco, volevo chiedervi se mi prendereste con me. Sono un pittore, io, ma potrei sempre imparare a fare l'attore, poi ho pensato, potrei anche dipingervi le scene... Io sono proprio specializzato in paesaggi, sapete... mi prendereste con voi?"

"Non hai una famiglia, tu?" chiese Lionel.

"Stavo tornando da mio padre. È pittore anche lui. Ma può benissimo fare a meno di me. E non ho altri legami."

"Sentiamo che cosa ha da dire Roe, allora. Mi pare che sia lui la principale parte in causa." disse Vance.

"Io... credo che prima dovremmo conoscerci meglio, ma... a me Sandro piace molto. Sarei contento se potesse restare con noi e vedere se le cose funzionano. Vorrei provare."

"Va bene, allora proviamo. Noi stiamo andando a Chambery dove dobbiamo cercare di guadagnare altro denaro, perché non siamo sicuri che quello che abbiamo ci basterà per farci costruire il carro, per fare i costumi e così via. Vieni con noi. Se non altro risparmieremo i soldi per farci dipingere le scene, grazie a te. Ma dovrai adattarti, la vita dell'attore non è sempre comoda né sempre piacevole. Però è divertente."

"Io... ho del denaro con me, quello che ho guadagnato a Lione. Non è moltissimo, ma non è neppure poco. Lo metterei volentieri in comune per le spese iniziali, se mi prendete con voi."

"Ottimo, Sandro, grazie. Vuol dire che se tu non ti trovassi bene con noi, o noi con te, con i primi guadagni ti restituiremo tutto il denaro che hai messo tu. Ti va bene? Siete tutti d'accordo, voi?"

Assentirono tutti, specialmente Roe e Sandro.

Poi Vance aggiunse, guardando attentamente Sandro: "C'è anche un'altra cosa... non so se Roe te ne ha già parlato. Vedi, noi attori a volte arrotondiamo i nostri incassi anche andando a letto con qualche ricco gentiluomo o mercante che richiede i nostri servizi. Chi di noi è richiesto, va. Non è un obbligo, ma questa è da sempre la consuetudine di tutti noi attori. In genere sono più richiesti i più giovani, ma a volte anche uomini adulti come te. Accetteresti anche questo aspetto della nostra vita?"

"Non so... forse sì... se chi chiede questo tipo di prestazione non è troppo male. Ma credo che preferirei guadagnare recitando. E anche per Roe, preferirei..."

"Tutti, a parte forse qualche eccezione con qualche maschio particolarmente bello, preferiamo guadagnare recitando. Ma non sempre è sufficiente. Può capitare che in certi momenti sia necessario accettare anche questo tipo di richieste. E fra di noi non ci devono essere preferenze o privilegi: a chi tocca tocca e la cassa è sempre comune. Voglio che sia ben chiaro anche a te, Sandro, prima che ti impegni con noi."

"Ho capito, mi sta bene, ci proverò. Ci tengo troppo a non perdere Roe. Sei tu il capo della compagnia, vero?"

"Sì, sono il capocomico, come si dice. Dovremo trovare ancora un paio di attori, possibilmente giovani, e saremo al completo. Bene. Ora ci facciamo portare qualcosa da mangiare, poi partiamo. Hai un cavallo tu, Sandro?"

"Sì, il mio cavallo è nella stalla. Grazie per permettermi di restare."

Ripartirono per Chambery. Arrivati nella città, chiesero dove si trovasse la residenza del marchese di Bresse. Trovato il suo palazzo, Lionel consegnò la lettera ad un servo ed attesero in strada. Poco dopo il servo tornò e disse loro di lasciare i cavalli, che ci avrebbe badato il loro stalliere. Quindi li accompagnò nella hall del palazzo. Il marchese era un uomo sui quaranta anni, un po' pingue ma con un'espressione aperta e simpatica sul volto.

"Chi di voi è Lord Lionel? Ah, voi. Benvenuto con i vostri compagni, anche se la lettera parla di tre e non di quattro persone... Ma accomodatevi."

"Sì, signor marchese, un nuovo compagno si è unito a noi lungo la strada. Conoscete la nostra intenzione di metter su una compagnia di guitti..."

"Sì, nella lettera è accennato. E si accenna anche al fatto che siete dovuti fuggire dalla Borgogna a causa del vostro amore per le grazie maschili. Quindi vedo che avete gusti che coincidono con i miei. Questo fa di voi ospiti particolarmente graditi, ovviamente. Sempre che si mantenga la necessaria discrezione, s'intende. In che cosa posso esservi utile? Il conte mi chiede di darvi una mano e se posso lo farò ben volentieri."

"Come s'è detto, noi vorremmo lavorare girando con un carro di guitti. Dovremo perciò trovare chi ci costruisca il carro secondo le nostre esigenze, dovremo farci i costumi e trovare libri da cui trarre le trame delle nostre commedie. E nel frattempo trovare il modo di vivere senza spendere troppo del nostro denaro o meglio ancora, guadagnarne altro. Se voi poteste consigliarci su questi vari punti, ve ne saremo veramente grati."

"In fondo al parco di questo palazzo vi è una casetta, ora vuota, in cui viveva il guardiacaccia con la sua famiglia. Finché non avrete il vostro carro, potrete abitarci senza spendere nulla, se non per il cibo che comprerete e vi cucinerete. La casetta ha un ingresso indipendente. Riguardo al carro, vi è qui a Chambery un ottimo carrocciaio a cui vi presenterò. Di solito lui costruisce carri agricoli o carrozze. Non credo che abbia mai fatto un carro dei guitti in vita sua, ma se voi gli spiegherete in dettaglio come deve farlo, lui lo farà di certo. Per i costumi, conosco un bravo sarto in grado di trovare le stoffe necessarie a prezzi onesti. Libri, ne ho non pochi nella mia biblioteca e potrete consultarli senza problemi. Che altro? Ah, se nel frattempo volete guadagnare qualcosa, anche per questo si potrà trovare qualche soluzione."

"Siete molto gentile e generoso, signore. Come possiamo ricompensarvi per il disturbo che vi state così generosamente prendendo? Se desideraste qualcosa da uno di noi quattro..." disse Vance accennando ad un sorriso malizioso.

Il marchese sorrise a sua volta: "Non dico che l'offerta non mi tenti... Ma ho di già un amante segreto, che sopporta a mala pena che io debba, di tanto in tanto, adempiere al mio dovere coniugale con la mia sposa. Guai se dovessi porre i miei occhi su un altro uomo! Vuol dire che, appena avrete qualche commedia pronta, farete la vostra prima rappresentazione qui a palazzo, per la mia famiglia ed i miei ospiti. Così ricambierete il mio aiuto."

"Senza dubbio lo faremo, e speriamo di non deludervi."

"Bene. Se volete seguirmi, vi mostrerò la casetta e ve ne consegnerò le chiavi. Probabilmente andrà ripulita da cima a fondo, ma vi è tutto il necessario per viverci: letti, pentole, tavoli e sedie, bauli e armadi. Letti, se ricordo bene, ve ne sono solamente due, ma grandi. Non credo che questo vi crei problemi, non è vero?"

"Per il momento due letti sono più che sufficienti, non vi sbagliate." rispose Lionel con un sorriso.

Si sistemarono. La casa era su due piani. Aveva al primo piano due camere da letto ed una graziosa loggetta e, a pian terreno, la cucina ed una grande stanza. In una camera si sistemarono Vance e Lionel e nell'altra Sandro e Roe. Decisero di mangiare nella cucina e di usare la grande stanza come laboratorio.

Andarono a comperare il necessario per macinare e fare i colori, per fare i pennelli e la tela adatta per dipingere le scene così Sandro poteva iniziare il suo lavoro. Poi si recarono dal carrocciaio e gli spiegarono dettagliatamente come doveva costruire il carro. Infine il sarto andò da loro per mettersi d'accordo sui costumi.

Passarono i giorni. Sandro dipingeva nella grande sala, Lionel leggeva libri su libri e prendeva appunti per stendere le trame delle commedie, Vance seguiva il lavoro del carrocciaio e del sarto e Roe accudiva la casa facendo la spesa, cucinando e riassettando. Tutto procedeva bene ed erano felici.

Sandro si trovava benissimo con gli altri e questi con lui. L'intesa con Roe era sempre più forte, e non solo a letto. Anzi, Lionel ebbe l'impressione che i due stessero innamorandosi l'uno dell'altro. Una notte Vance propose a Lionel di andare a presentarsi, nudi, nella camera degli altri due per una notte d'amore a quattro, ma Lionel lo dissuase.

"Mi piacerebbe fare l'amore con Sandro, non l'ho mai fatto... e mi piacerebbe anche avere di nuovo Roe fra le mie braccia. A te no?" insisté Vance.

"Sì, un po' anche a me. Ma se loro lo desiderassero avrebbero già fatto in modo di farcelo capire, specialmente Roe che vi è abituato. Ho la netta impressione che preferiscano invece restare da soli. Se andassimo di là, forse non avrebbero il coraggio di dirci di no. Ti prego, Vance... sai che io dico sempre di sì a tutto quello che desideri, ma..."

"Forse hai ragione tu, Lionel. Sai come sono fatto io, no? Ma questa volta farò come dici tu. Sei contento di avermi tutto per te, confessalo..."

"Io sono sempre contento di essere tuo, lo sai bene. E sono l'uomo più felice del mondo quando anche tu sei felice. Tanto più quando sento che la causa della tua felicità sono io."

"Sei veramente dolce, Lionel. Sono grato al nostro Roe che ha fatto in modo che tu ed io fossimo di nuovo assieme. Vieni qui, mio bel ragazzo, baciami. E fai in modo di non farmi rimpiangere di non essere di là a fare l'amore con gli altri, questa notte. So bene che tu ne sei capace..."

"Farò del mio meglio, Vance... Eccomi."

Lionel fece davvero del proprio meglio cosicché Vance non rimpianse affatto di aver rinunciato alla sua idea. Fecero l'amore a lungo, alternando momenti di bruciante passione con momenti di struggente tenerezza, ora dopo ora. Quando infine si addormentarono, Vance era felicemente esausto e completamente appagato e Lionel pienamente felice. Poco dopo cantò il gallo salutando l'aurora ma nessuno dei due lo sentì. I loro bei corpi nudi, ancora teneramente intrecciati, furono baciati dai primi raggi del sole primaverile che filtrava lieto nella stanza.


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