Il carro ed i costumi erano quasi pronti. I quattro amici stavano rifinendo il loro repertorio e già conoscevano abbastanza bene le loro parti. Vance e Sandro erano seduti fuori dalla porta della loro casetta, nel parco del marchese e discutevano sull'interpretazione di alcune parti e sulle migliori battute da fare. Un giovane giardiniere s'era fermato lì accanto e li ascoltava in silenzio. Dopo un po', ad un'osservazione comica di Vance, il giovane si mise a ridere ed i due amici si accorsero di quella discreta presenza.
"Buongiorno." disse semplicemente Sandro.
"Buongiorno." ripose il giovane, poi aggiunse, "Voi siete gli attori, vero?"
"Sì, e tu chi sei?" chiese Vance.
"Uno dei giardinieri del signor marchese. È bello essere attori?"
"Sì. Almeno, a noi piace molto. Ed essere giardinieri?"
"Mio padre era giardiniere qui, ed anche mio nonno. Così faccio il giardiniere anche io."
"Ma ti piace?" insisté Vance.
"Beh... non so fare altro. Non mi dispiace. Voi siete figli di attori?"
"No, nessuno di noi. Come ti chiami?"
"Rémy."
"Io sono Vance e lui è Sandro."
"Stranieri?"
"Io inglese e lui piemontese. Quanti anni hai?"
"Diciassette. È difficile fare l'attore?"
"Non molto, se ci si impegna seriamente. Sandro sta imparando ed è già piuttosto bravo."
"Io non ho mai visto una commedia. Solo qualche volta i saltimbanchi in piazza, per le feste. Prima stavate preparando una commedia, vero?"
"Sì. È molto che ci guardi?"
"Già da un po'."
Sandro si alzò e disse che andava a prendere i fogli di un'altra commedia che dovevano provare. Vance invitò Rémy a sedere.
Gli chiese: "A te non piacerebbe fare l'attore?"
"Chissà, non so, non ho idea. Io ho sempre fatto il giardiniere, non ci ho mai pensato."
"Hai una bella presenza, un viso simpatico e sei giovane. Andresti bene per le parti femminili, tu"
"Parti femminili? Vuoi dire vestirmi da donna e far finta di essere una donna?"
"Sì, esatto, ma solo in scena, si capisce. Non ti piacerebbe provare?"
"Credo che mi verrebbe da ridere. Non so. Voi fate anche le parti da donna?"
"Soprattutto Roe, che è il più giovane fra noi. Ma credo proprio che tu saresti più adatto."
"Credo che mi vergognerei, io, a vestirmi da donna."
"È come un gioco, uno scherzo. Se uno è bravo, la gente che guarda lo spettacolo non si accorge neanche che è un maschio travestito da femmina."
"Vuoi dire... vuoi dire che gli farebbe anche la corte? Che gli darebbe anche un bacio?"
"Sì, proprio così."
"Chissà poi come si arrabbierebbero, però, quando scoprono che invece è un maschio, no?"
"Non sempre, Rémy. C'è anche chi preferisce che sia un maschio. Quando ero ragazzo, molti erano contenti che io fossi un maschio e mi proponevano di andare con loro."
"Andare con loro... come?"
"A letto. Per far l'amore, è chiaro."
"E... e tu ci andavi?"
"Con quelli che mi piacevano, sì."
"Tu... facevi l'amore con un maschio?"
"Ti sembra tanto strano?"
"Sì... Il prete in confessione mi ha detto che non lo devo fare, che è peccato."
"Ah, e come mai ti ha detto così? Tu avevi fatto l'amore con un maschio?"
"No, io mai. Ma quando avevo tredici anni, lui mi ha chiesto se facevo quelle cose... sai, come fanno i ragazzini quando sono soli, che si toccano lì con la mano per darsi piacere in qualche modo... Io gli hoi detto di sì. Allora lui mi ha chiesto a cosa pensavo quando lo facevo. Io gli ho detto che pensavo che a farmelo fosse un mio cugino che mi piaceva tanto. Lui mi ha chiesto se l'avevo mai fatto con quel mio cugino e io gli ho detto di no. Allora lui m'ha detto che queste cose fra maschi non si devono fare, ma solo un maschio con una femmina e solo dopo sposati. E che facevo meglio a non farlo più neanche da solo. Ma ha anche detto che era meglio soli che con un altro. Proprio così mi ha detto."
"E tu, hai smesso di farlo da solo?"
Rémy sorrise con fare schivo: "No, mica è facile smettere. Anzi, crescendo ne avevo voglia anche più di prima."
"E non l'hai mai fatto con una ragazza?"
"No, mai. Le ragazze mi intimidiscono... e poi mica mi piacciono, sono solo smorfiose o stupide."
"Potevi farlo con qualche amico."
"Mi ha detto che gli uomini non lo fanno mai fra loro."
"Mentiva. Noi attori lo facciamo fra noi."
"Tu e... come si chiama... Sandro?"
"No, io e Lionel. Sandro invece con Roe. Ma qualche volta anche io e Roe oppure Roe e Lionel... O anche con altri. Ma dimmi, tu adesso quando lo fai, a cosa pensi?"
"A certi ragazzi che conosco e che mi piacciono."
"Allora adesso magari lo farai pensando a me o a Sandro?" chiese maliziosamente Vance.
"Non è escluso..." disse il ragazzo arrossendo lievemente, "È probabile..."
"Ma allora, non ti piacerebbe di più farlo con me invece che solo pensarlo?" insinuò Vance.
"Non lo so... tu lo faresti con me?"
"Certo, molto volentieri. È molto bello farlo con un amico... e mi piacerebbe diventare tuo amico."
"Non lo so... credo che mi vergognerei."
"A far che?"
"A farmi vedere lì da te... o da un altro."
"E... ti vergogneresti anche a vedere me lì?"
"Se tu non lo sapessi, credo che mi piacerebbe. Una volta sono riuscito a vedere il figlio del fornaio al fiume che si bagnava tutto nudo. Ho visto proprio tutto, sai?"
"E ti piaceva guardarlo?"
"Certo. Infatti per un po', quando mi toccavo lì, pensavo a lui, al suo corpo, al suo... coso."
"A me piacerebbe poterti vedere tutto nudo."
Rémy questa volta diventò rosso come la brace, poi sussurrò con voce quasi inintelligibile: "Se io non sapessi che tu mi guardi... laggiù nel capanno degli attrezzi... quando ho finito il mio lavoro in giardino... io mi spoglio, mi lavo e mi cambio gli abiti..."
"E ti tocchi anche?"
"No, di solito mi tocco quando sono a letto."
"Però potresti anche toccarti, quando ti lavi. Mi piacerebbe spiarti mentre ti tocchi."
"Non so... ma a me forse piacerebbe spiare te..."
"Se sali su quell'albero, vedi quella finestra al primo piano. Lì dormiamo io e Lionel... e facciamo l'amore. Di notte, quando c'è il lume acceso, puoi vedere tutto."
"Non ti darebbe fastidio sapere che c'è qualcuno che vi guarda? Che vede tutto?"
"Se fosse un altro, sì. Ma se sei tu e se non lo dici a nessuno... a me non dispiacerebbe. Magari anche sapere che ti stai toccando mentre ci guardi."
Rémy annuì serio, poi chiese: "Anche stasera?"
"Certo, anche stasera. Ma solo te, perché tu mi piaci e vorrei esserti amico."
"E tu verrai a spiarmi al capanno?"
"Tu ti toccherai?"
"Se ti fa piacere... Quando il sole arriva lì e sta per scendere dietro il castagno, ogni giorno. Va bene?"
"Va bene. Sarà il nostro segreto, Rémy."
"Il nostro segreto, Vance. Adesso torno a lavorare, sta arrivando il tuo amico."
"Vieni a parlare con me, domani?"
"Volentieri. Quando il sole è dietro il castagno..."
"E quando vedi il lume alla finestra."
Vance era contento. Capiva che doveva solo avere pazienza ed il ragazzo prima o poi avrebbe anche accettato di entrare nel suo letto, fra le sue braccia. Era come un frutto: doveva solo finire a maturare per essere colto e gustato.
Quando Sandro tornò, non gli disse nulla e ripresero le prove. Vance teneva d'occhio il sole. Smisero le prove e Sandro tornò a dipingere le scene. Vance entrò in casa e dette una mano a Roe a pulire le verdure. Poi uscì di nuovo nel parco. Il sole stava calando. Guardò verso il capanno: non c'era traccia di Rémy. Forse era il momento opportuno per esplorarne i dintorni e trovare il punto in cui appostarsi per vederlo. Notò che sul retro c'erano larghe fessure fra le tavole di legno delle pareti e che il posto era riparato da cespugli. Stava per appostarsi lì, quando pensò di esplorare anche l'interno.
Lo spazio, dentro era ridotto e pieno di attrezzi. In un angolo erano ammucchiate alcune gerle. Quello poteva essere un nascondiglio anche migliore che non stare fuori. Spostò le gerle, si accoccolò e ne rimise un paio davanti a sé. Di lì poteva vedere senza essere visto.
S'era appena sistemato quando Rémy entrò. Guardò verso la parete piena di fessure, poi chiuse la porta col paletto. Prese un fagottello in un angolo e lo aprì. Poi prese un secchio pieno d'acqua. Quindi si sfilò la casacca e le braghe di rozza canapa. Sotto era nudo. Si girò verso le fessure ed iniziò a masturbarsi lentamente. Vance dal suo nascondiglio, lo vedeva quasi di profilo.
Il ragazzo aveva un bel corpo ancora glabro ed un membro lungo e non troppo grosso appena segnato di vene. Lo prese a piena mano e lo massaggiò lungamente su e giù. Lo vedeva ingrossarsi a vista d'occhio, bello e fremente. Vance ebbe subito una forte erezione e provò il desiderio di masturbarsi anche lui ma temeva, muovendosi, di tradire la propria presenza, così restò immobile.
Il ragazzo si carezzava il petto protendendo il bacino in avanti, verso la parete dietro cui credeva fosse appostato Vance. Poi chiuse gli occhi, tutto il suo corpo guizzò e bianchi getti volteggiarono nell'aria irrorando la parete. Vance si leccò le labbra desiderando avere quel bel piolo di giovane carne fremente nella bocca, di sentirlo palpitare, di gustarne i getti che si susseguivano nell'aria immota, schizzo dopo schizzo. Ne contò sette, sette archi di perle appena baluginanti nella semioscurità. Il volto di Rémy era in estasi.
Finito di lanciare il suo carico, il ragazzo restò per un attimo immobile, quindi si carezzò lentamente il petto ed il ventre. Poi si girò, si lavo sommariamente ed iniziò a rivestirsi con gli abiti che aveva nel suo fagottello. Appese gli abiti da lavoro ad un piolo, tolse il paletto dalla porta ed uscì.
Vance attese alcuni momenti quindi uscì anche lui. Il sole era calato e il cielo era rosso. Rémy non si vedeva, lì attorno. Ma Vance era sicuro che quella stessa notte si sarebbe arrampicato sull'albero.
Così, quando decisero di andare a letto, Vance spalancò la finestra.
"Guarda che bella notte, Lionel. L'aria è mite, vieni a respirarla." disse mentre guardava verso l'albero.
Questo era una massa scura ed indistinta e non si poteva capire se Rémy vi fosse già appostato o meno. Lionel, ignaro, si accostò alla finestra. Vance lo abbracciò e lo baciò quindi, carezzandolo, iniziò a spogliarlo.
"Non aspetti neppure che siamo a letto, stasera?" chiese piacevolmente sorpreso Lionel.
"Senti come sono già eccitato?" rispose Vance guidandogli la mano fra le sue gambe.
"Mmmhhh, sento. Mi piace quando ti sento così." mormorò Lionel cominciando a frugare nelle braghe di Vance e slacciandogliele.
A poco a poco si spogliarono l'un l'altro, baciandosi e carezzandosi. Quando furono nudi Lionel sospinse Vance verso il letto e cominciarono a fare l'amore. Dopo i soliti lunghi preliminari, se lo succhiarono poi Vance prese Lionel, quindi si fece prendere da lui. Immaginava Rémy che si stava masturbando appollaiato sull'albero e spiandoli, e questo lo fece eccitare più del solito.
Mentre faceva l'amore con Lionel, cercava di mettersi sempre in modo che Rémy potesse vedere bene che cosa stavano facendo. E quando infine entrambi ebbero raggiunto l'orgasmo, Vance scese dal letto, si avvicinò alla finestra, il membro ancora eretto, e si stirò voluttuosamente, girato verso l'esterno.
"È stato splendido, Lionel. Anche a te è piaciuto, vero?"
"Certo, lo sai. Ma così ti possono vedere da fuori... Torna a letto."
"Da sotto possono solo vedere il mio petto nudo, non vedono il mio uccello ancora dritto!"
"Scommetto che hai ancora voglia..."
"Perché non vieni a succhiarmelo ancora un po?"
"Lì alla finestra?"
"Da sotto non ti possono vedere, e l'idea mi eccita. Vieni, dai!"
Lionel si avvicinò sorridendo, gli si accoccolò davanti e glielo prese in bocca. Vance s'era messo di profilo a beneficio di Rémy, sperando che il ragazzo fosse ancora sull'albero e vedesse il suo membro emergere ed affondare nella bocca del suo amante. Continuarono così finché Vance si scaricò di nuovo, questa volta nella bocca di Lionel. Allora si decise a tornare a letto. Spense la candela ed abbracciò il suo amante, doppiamente soddisfatto.
Il giorno seguente attese con impazienza che Rémy si facesse vivo. Non fu deluso. Rémy arrivò e lo salutò.
"Buongiorno Rémy. C'eri ieri notte sull'albero?"
"C'ero... e ho visto tutto!"
"T'è piaciuto, quello che hai visto?"
"Sì. Ero così emozionato che senza toccarmi sono venuto nelle braghe. E tu m'hai visto?"
"No, sull'albero non si vedeva nulla."
"Al capanno, dicevo... mi sono toccato lì come avevi detto tu di fare."
"Sì, ho visto. Eri bellissimo. Mi veniva voglia di essere lì con te per toccarti io!"
"Anche voi eravate bellissimi. E anche io avrei voluto toccarvi e fare le altre cose che facevate. Non sapevo che due maschi potessero fare tutte quelle cose. Pareva proprio bello."
"Con chi di noi due ti sarebbe piaciuto farle?"
"Non so, non ci ho pensato. Eravate tutti e due così belli... Te ti ho visto meglio. Ce l'hai più grosso del mio, ma meno lungo, vero?"
"Sì. Mi piacerebbe prendertelo in bocca. Stasera, se vengo al capanno, mi lasci provare?"
"No... mi vergogno."
"Ma ormai mi hai visto, io ti ho visto... che differenza fa?"
"No, ti prego, mi vergogno troppo."
"È sciocco, Rémy!"
"Può darsi, ma... io non l'ho mai fatto, capisci? Anche se a vedervi mi sembrava una cosa molto bella... È tanto che lo fai col tuo amico?"
"Quasi sette anni. Avevamo la tua età, più o meno."
"Sette anni! E vi piace sempre?"
"Tu che ne dici?"
"Pareva proprio di sì... Che gusto ha... quando ti schizza in bocca?"
"Un po' come bere un uovo ancora caldo della gallina, ma un gusto un po' diverso. Ogni maschio ha il suo gusto, non sono tutti uguali... mi piacerebbe assaggiare anche il tuo."
Rémy arrossì e non disse nulla.
"Ti è venuto duro, adesso, vero?" chiese Vance con un sorrisetto complice.
Rémy annuì.
"Posso appoggiarci la mano?"
"Ci possono vedere i tuoi compagni..."
"Loro non ci fanno caso."
"Te l'ho detto, mi vergogno."
"Allora vengo con te nel capanno."
"No, ti prego. Mi piacerebbe, credo, ma... ho paura."
"Paura? Di me? Non essere sciocco."
"Stanotte accendi di nuovo la candela?"
"Solo se tu mi fai venire nel capanno."
"Vance, ti prego... mi piacerebbe guardarvi ancora..."
"Solo se tu ti fai toccare da me."
"Nel capanno ho paura che ci scoprono. Da solo, non possono dire niente, ma se siamo in due capiscono subito perché ci siamo chiusi dentro."
"Allora sali adesso in camera mia."
"No, mi vergogno dei tuoi compagni, te l'ho detto."
"Ma non hai proprio niente da vergognarti."
Rémy scosse il capo e si allontanò. Poi tornò accanto a Vance.
Gli sussurrò: "Io, al capanno, come ieri. E stanotte sarò sull'albero, comunque." e si allontanò in fretta.
Vance pensò che forse avrebbe dovuto insistere meno col ragazzo. Ma subito dopo pensò che si sarebbe potuto nascondere di nuovo dietro le gerle e appena Rémy fosse stato nudo poteva uscire dal suo nascondiglio per farci l'amore. Poi cambiò di nuovo idea temendo che la reazione del ragazzo fosse troppo impaurita e perciò negativa. Era combattuto. Decise di non pensarci e, per quella sera, di non andare neppure al capanno.
Quando il sole calò dietro il castagno, Vance si accorse che gli stava venendo un'erezione all'idea che Rémy si stava spogliando per lui. Corse quasi fino al capanno. Vide che la porta era chiusa e lo aggirò infilandosi fra la parete di legno ed i cespugli. Si chinò ed applicò l'occhio alla fessura. Rémy era già completamente nudo e si stava masturbando a poche dita dalla parete.
Vance pensò che, se la fessura fosse stata un po' più larga, avrebbe potuto infilarci le dita e sfiorare il bel membro eretto, o forse infilarci il proprio membro sperando che Rémy si decidesse a toccarglielo. Queste fantasie lo eccitarono molto. Quel ragazzo lo attraeva sempre più, forse proprio per la sua ritrosia. E, logicamente, per la sua bellezza.
Rémy improvvisamente venne ed una goccia del suo seme passò attraverso la fessura e colpì il viso di Vance. Questi la raccolse con un dito e la assaporò. Poi guardò di nuovo all'interno. Rémy si accoccolò davanti alla parete e vi avvicinò il viso.
In un sussurro chiese: "Sei lì?"
"Sì..."
"Ti è piaciuto?"
"Vorrei toccarti..."
"Lo so. Credo che mi piacerebbe, lo desidero anche io e forse... se potessimo farlo in segreto, senza che i tuoi compagni lo sappiano..."
"Troveremo il modo."
"Accendi la candela, stanotte?"
"Va bene."
"Vorrei che tu fossi qui per farmi tutte le cose che fai col tuo amico... Trova un posto sicuro, ti prego. Ne ho proprio voglia... Guarda, mi sta tornando duro solo a pensarci. Ho voglia di toccarti, di farmi toccare da te."
"Perché non mi fai entrare?"
"Qui no, è pericoloso. Adesso mi devo vestire."
"No, aspetta..."
"Stanotte sarò sull'albero. È bello spiarvi."
Vance tornò verso casa. Di nuovo, quella notte, fece l'amore con Lionel a beneficio di Rémy. Ad un tratto gli sembrò di sentire un fruscio provenire dall'albero e questo lo eccitò terribilmente. Il ragazzo stava cedendo alle sue proposte. Doveva solo trovare un posto sicuro.
Il giorno seguente, nel pomeriggio, mandò Lionel a controllare dal sarto gli ultimi costumi di scena. Poi chiese a Roe di andare a vedere a che punto fossero i lavori per il carro, e propose a Sandro di andare a consultare certi libri nella biblioteca del marchese.
Così, quando arrivò Rémy, gli disse: "Ho mandato via tutti i miei amici. Vieni su in casa, siamo al sicuro."
"Ma se tornano?"
"Abbiamo abbastanza tempo."
"No, io ho paura. Perdonami."
"Rémy, se anche tornano non direbbero niente, lo sai."
"Ma io..."
"Io ho voglia di te. O vieni in casa o comincio qui, adesso, subito." disse Vance afferrandolo per un braccio.
Rémy impallidì e cercò debolmente di liberarsi. Vance lo trascinò verso la porta e lo obbligò ad entrare in casa. Qui, addossandoglisi e spingendolo col corpo contro il muro, gli pose una mano fra le gambe e lo palpò deciso. Lo sentì fremere, sentì il membro del ragazzo indurirsi sotto la tela delle braghe. Allora lo baciò in bocca, continuando a palparlo con una mano ed a trattenerlo con l'altra e con il corpo. Rémy fremette violentemente.
Quando Vance gli lasciò libera la bocca, il ragazzo mormorò, scosso: "È bello... è bello, ma ho tanta paura. Smetti, per favore."
Vance gli prese una mano e la guidò sul proprio turgore. Rémy lo sentì e fremette di nuovo, poi prese a carezzarlo attraverso la stoffa. Vance lo baciò di nuovo.
"Ho voglia, Vance, ma troviamo un posto sicuro..."
"Li ho mandati via apposta, per star solo con te. Vieni di sopra, voglio spogliarti nudo."
"Anche io ho voglia, Vance, ma..."
"Vieni di sopra o ti spoglio qui e ti prendo qui!"
"Cosa vuoi farmi?" chiese il ragazzo lievemente preoccupato.
"Tutto quello che m'hai visto fare con Lionel."
"È bello... ma..."
Vance iniziò a slacciargli la casacca e, scopertogli il petto, tenendolo sempre contro il muro, scese a succhiargli i capezzoli già turgidi. Rémy gemette e si torse in preda al piacere. Vance gli slacciò anche le braghe e scese con le labbra e la lingua sul ventre del ragazzo, verso il membro già pienamente eretto.
Rémy mormorò: "No... ti prego..." ma non si oppose.
Vance raggiunse quel bel membro liscio come velluto e sodo come pietra e lo ingolfò completamente in bocca. Rémy ebbe come un singhiozzo.
Con voce strozzata ripeté: "No, no, ti prego..." ma spinse istintivamente in avanti il bacino per affondare ancora di più in quella calda bocca assetata che gli stava facendo provare emozioni fortissime.
Vance, continuando a succhiarlo, gli fece calare le braghe sulle ginocchia ed iniziò a frugargli con le dita esperte fra le natiche, individuò il foro ancora inviolato e lo stuzzicò finché lo sentì palpitare. Rémy vibrò da capo a piedi come la corda di un arco, emise come un lungo guaito e si scaricò nell'accogliente bocca di Vance che bevve a grandi sorsate tutto il seme che il ragazzo emetteva in spasmi fortissimi di godimento. Quando anche l'ultima goccia fu versata, Vance si rialzo, carezzandolo sul ventre e sul petto e lo baciò di nuovo.
Quindi, staccatosi finalmente dal ragazzo gli chiese con un sorriso complice: "Non è stato bello?"
"Anche troppo bello. Non avevo mai provato niente del genere, Vance."
"E questo è solo un piccolo assaggio. Saprei farti provare emozioni anche più forti e più belle, se tu volessi venire con me. Perché tanta paura?"
"Voglio venire con te... domani puoi mandare via di nuovo i tuoi amici?"
"Non so, forse..."
"Allora salirò con te. Mi spoglierai nudo come fai col tuo amico e farò tutto quello che vorrai. Promesso."
"Va bene. Domani ti aspetterò. Non mancare."
"Promesso. Stanotte accenderai la candela, vero?"
"Certo."
Quando tornarono gli amici, Vance raccontò loro di Rémy, tacendo solo il particolare dell'albero. Chiese loro, il giorno dopo, di chiudersi tutti e tre nella stanza di Sandro e Roe e di non far rumore: avrebbe fatto credere a Rémy che in casa non c'era nessuno e se lo sarebbe finalmente portato a letto. Accettarono tutti e tre di buon grado.
Così il giorno dopo Vance condusse finalmente Rémy nella sua camera da letto. Lo spogliò e ci fece l'amore con calma, a lungo, facendo in modo di dare il massimo del godimento al ragazzo. Rémy si abbandonò senza riserve alle attenzioni di Vance e gemeva e mugolava con forza gustandosi quello che Vance gli prodigava, docile fra le sue braccia, avido di provare tutto. Anche quando Vance lo penetrò, pur provando un certo dolore, volle proseguire fino in fondo. Vance lo fece venire più volte finché il ragazzo fu come un fascio di ipersensibili nervi nudi e lo implorò di smettere.
"Allora, sei contento di essere venuto qui con me?" gli chiese Vance carezzandolo per tutto il corpo.
"Mi sembrava di morire per il piacere. Non credevo che potesse essere tanto bello!"
"Ti ho fatto male, vero?"
"Sì, ma ne valeva la pena. Anche se fa male, insieme si gode... è come un incendio."
"Se mentre facevamo l'amore fossero arrivati i miei amici, ti saresti vergognato?"
"Credo proprio di sì."
"E m'avresti chiesto di smettere?"
"Credo di no..."
"Allora domani ti faccio conoscere i miei amici, poi veniamo su e facciamo l'amore, anche se loro sono in casa. D'accordo?"
"Ma non entreranno qui dentro, vero?"
"No, resteranno di sotto."
"Allora va bene. Verrò anche domani."
Così il giorno dopo Vance presentò Rémy agli amici, poi lo portò al piano di sopra e fecero l'amore. All'inizio il ragazzo era un po' teso ed imbarazzato, ma poi si lasciò andare completamente. Giorno dopo giorno perse la sua timidezza ed imparò a fare l'amore con crescente bravura ed entusiasmo. A Vance piaceva la freschezza e la spontaneità di Rémy, la sua docilità e la sua irruenza. Il fatto di fare l'amore con Rémy, non solo non tolse nulla al suo piacere di unirsi con Lionel, ma anzi, anche con l'amante Vance divenne più tenero ed appassionato.
Quando il carro fu pronto e stavano organizzando la partenza per il loro primo giro, Rémy chiese di essere accettato come attore. Vance, ottenuto l'assenso degli altri, andò a parlare con il marchese chiedendogli il permesso di portare Rémy con loro. Questi lo concesse subito senza problemi. Così Rémy iniziò ad imparare le sue parti femminili, sotto la guida di Roe. All'inizio era un po' goffo ed impacciato, ma gradualmente capì come doveva fare e riuscì ad interpretare le sue parti sempre meglio.
Come avevano promesso, fecero i loro primi spettacoli nel palazzo del marchese davanti alla migliore nobiltà del luogo. Anche il duca Ludovico di Savoia, che intervenne una sera, si congratulò con loro. Quindi, finito di attrezzare il carro, partirono per girare città, paesi e villaggi del ducato di Savoia.
Sandro e Roe avevano chiesto agli amici di poter tirare nel carro, di notte, una tenda, per poter fare l'amore in intimità, tranquillamente. Vance accettò. Rémy dormì con Vance e Lionel. Ormai il ragazzo, sentendosi ben accolto, aveva perso ogni residuo di imbarazzo e di timidezza, non solo a letto, ma anche sulla scena.
La neonata compagnia "Du Chaton", come l'avevano chiamata, riscosse subito un gran successo, anche perché era la prima volta che in quel ducato si vedeva un carro dei guitti.