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una storia originale di Andrej Koymasky


pin IL CARRO DEI GUITTI CAPITOLO 18
VANCE CAPISCE UNA COSA IMPORTANTE

Continuavano a girare la Savoia, passando di successo in successo. La regione era piuttosto prospera, pur non essendo ricchissima e la gente era abbastanza generosa. Così dopo ogni rappresentazione gli attori riuscivano a mettere insieme, oltre alle solite offerte in cibo dei contadini, anche abbastanza monete. Erano perciò contenti e soddisfatti.

Rémy s'era amalgamato bene con gli altri e, se pure non vi aveva mai fatto l'amore, era divenuto particolarmente amico di Roe. Il giardiniere timido ed impacciato era un lontano ricordo. Continuava a fare l'amore con Vance e con Lionel, ma era particolarmente attaccato al primo. Una volta che gli altri erano in giro per fare propaganda allo spettacolo serale e che Rémy era solo nel carro con Roe, il primo tentò di fare l'amore col secondo. Roe lo fermò, e gli fece un sorriso.

"Rémy, tu sei un caro ragazzo, simpatico e bello e mi piaci. Ma io sono innamorato di Sandro e voglio fare l'amore solo con lui. Non avertela a male. Prima di conoscere Sandro facevo l'amore con tutti gli altri e l'avrei fatto anche con te. Ci tengo alla tua amicizia, ma ci tengo assai di più al mio Sandro, capisci?"

"Tu mi piaci un sacco, Roe. Anche Sandro e Lionel mi piacciono, ma tu... Ti ho visto una volta nudo e non riesco a toglierti dalla mia mente. Da allora ho sognato spesso di poter fare l'amore con te. Ma... anche se mi è difficile... accetto quello che mi dici."

"Non ti bastano più Vance e Lionel?" gli chiese un po' maliziosamente Roe.

"No, non è quello. Lionel sa fare bene l'amore, è molto dolce. E Vance è un mago, fare l'amore con lui è sempre una cosa splendida. Sandro mi attrae ma... io mi ero invaghito di te. Evidentemente Sandro deve essere anche più bravo di Vance, se gli sei tanto attaccato."

"No, era più bravo Vance, credimi. Ma di Sandro sono innamorato e lui lo è di me. Questo fa la differenza. A Vance e a Lionel voglio bene, e anche a te, ma noi due ci amiamo."

"Ma Vance diceva che eventualmente dobbiamo anche essere disponibili a fare l'amore con qualche cliente..."

"Se fosse necessario per sopravvivere, lo faremmo. Ma per nostra fortuna fino ad ora non è stato necessario. E se non è assolutamente necessario, noi due preferiamo non farlo con nessun altro. Far l'amore con amore lo rende molto più bello che farlo con arte, credimi."

"Ma... dimmi una cosa, tu che li conosci bene, Vance e Lionel sono innamorati?"

"Lionel lo è di sicuro. Vance... non lo so. Forse sì, ma a modo suo. Vedi, lui è abituato a fare l'amore con gente sempre nuova, è fatto così. Non so se saprà mai fermarsi. Ora ha te, prima o poi troverà qualcun altro, lo conosco bene."

"E allora si dimenticherà di me?"

"No, sicuramente no. Lui, se noi due lo volessimo, farebbe l'amore anche con Sandro e con me. Quando troverà un altro non trascurerà né Lionel né te. Lui è fatto così. E proprio perché Lionel è innamorato di lui, lo accetta... anche se preferirebbe averlo tutto e solo per sé."

"Te l'ha detto Lionel?"

"No, mai, ma lo so. Ogni volta che Vance porterà a letto con sé e Lionel qualcuno, Lionel lo accetta di buon grado, perché sa che facendo così rende felice Vance."

"Non l'avrei mai pensato. Lionel con me, per esempio, è sempre molto dolce, quando fa l'amore. Mi fa sentire benvenuto, se capisci cosa voglio dire."

"Lo capisco sì, l'ho sperimentato anche io. Questa è proprio la prova del suo immenso amore per Vance. Può sembrare strano, ma è così. Io soffrirei se Sandro facesse l'amore con qualcun altro. Lionel, se anche soffre, riesce a non farlo vedere per niente. Forse non soffre, almeno me lo auguro per lui. Ma certamente sarebbe più felice se Vance sapesse fare a meno di altri maschi."

"Ho ancora un sacco di cose da imparare, io."

Roe sorrise e carezzò Rémy: "Ho l'impressione che stai imparando in fretta. Sei un caro ragazzo. Sono contento di averti qui con noi."

"Non dire niente a Sandro che ci ho provato con te... ora che mi hai spiegato, mi vergognerei troppo."

"Sta' tranquillo, non gli dirò niente. Non è successo niente, in fondo."

"Se fosse successo qualcosa glielo avresti detto?"

"Certo: fra due amanti non ci possono e non ci devono essere segreti."

Tornarono gli altri, così, dopo aver mangiato, allestirono le scene per lo spettacolo serale. Al solito fu un successo. Si fermarono in quel paese per altre due sere, poi partirono per il paese vicino, La Roche sur Foron, un villaggio montano con un centinaio di famiglie.

Finito lo spettacolo della prima sera, un giovane di diciotto anni, avvicinò Lionel.

"Siete stati bravissimi. Io purtroppo non ho molto da darvi, solo queste noci. Ma so che avreste meritato molto di più. Vi fermate ancora domani, vero?"

"Grazie. Sì, ci fermiamo. Tornerai a vederci? Daremo una commedia diversa."

"Anche se fosse la stessa, tornerei. Mi ha fatto sognare... non ho molte occasioni per sognare, io."

"Come ti chiami? Che lavoro fai?"

"Mi chiamo Fernand. Da quando ero piccolo aiuto un mio prozio a governare le mucche. Sono rimasto orfano di tutti e due i genitori per una valanga, così mi ha preso lui a casa sua. Mi tratta bene, non posso lamentarmi, ma è un uomo di poche parole e non gli interessano le mie fantasticherie."

"Non ha figli?"

"Sì, tre maschi e quattro femmine."

"Stai bene con loro?"

"Abbastanza. Qualche problema c'è, ma va abbastanza bene."

"Senti, adesso devo finire il giro. Se puoi aspettarmi, dopo possiamo parlare ancora."

"Volentieri. Tu sei il primo che mi dice che ha voglia di parlare con me. A dopo, allora."

Finito il giro, Fernand lo aspettava un po' in disparte. La gente se n'era andata. Vance, Rémy, Sandro e Roe si erano cambiati ed erano attorno al fuoco. Lionel fece cenno a Fernand di avvicinarsi.

"Ora vado a cambiarmi, poi vieni attorno al fuoco e stai un po' con noi. D'accordo?"

"Sono sfacciato se ti chiedo di farmi venire nel carro? Mi incuriosisce... Se ti devi spogliare, giuro che non ti guardo."

Lionel sorrise: "Vieni pure, e io non mi vergogno a cambiarmi davanti a te."

"C'è chi si vergogna e chi no. I miei cugini, per esempio. Thomas, il grande, non si cambia mai davanti a nessuno, nemmeno ai fratelli. Michel, il secondo, pare che non si vergogni né di maschi né di femmine. Robert, il piccolo, cioè quello della mia età, si vergogna delle femmine ma pare che ci goda a farsi vedere da noi maschi."

"Interessante. E tu?"

"Io? Anche io mi vergogno delle femmine e non dei maschi, ma neppure cerco di farmi vedere."

In quel momento entrò Vance, che disse: "Magari a quel Robert piacciono i maschi e per quello cerca di farsi vedere. Forse spera che prima o poi uno gli metta le mani lì per toccare il suo arnese."

Lionel rise e gli chiese: "Ci stavi ascoltando?"

"No, ho sentito solo l'ultima frase passando qua fuori e mi ha incuriosito. Allora, ragazzo, ho ragione io o no?"

"Non lo so, signore, non ci ho mai pensato."

"Lo sai, no, che ci sono dei maschi a cui piace farlo con altri maschi e non con le femmine."

"Sì, lo so. Ma non so se Robert è così. Non l'ho mai visto sgattaiolare via con un maschio... neanche con una femmina, a dire la verità. Bah, non lo so proprio."

"Tu ne conosci di maschi che preferiscono andare con altri maschi per fare l'amore?" chiese allora Vance.

"Sì, ne conosco due."

"Che fanno l'amore fra loro?"

"Non lo so."

"Allora come sai che..."

Il ragazzo ridacchiò: "Semplice, perché ci hanno provato con me."

"E tu?"

"Non mi azzarderei mai a provarci con uno del paese neanche se mi piacesse farlo, perché poi si viene chiacchierati."

"E con uno di fuori, ci proveresti?"

"Non lo so... forse sì, in fondo mi incuriosisce. Forse una volta vale anche la pena di provarci, chissà."

"Non ci hai mai provato con nessuno?"

"Proprio per bene, mai. Solo quando avevo quattordici anni un paio di volte una sega con mio cugino Thomas che aveva diciannove anni. Ma poi lui si è fatto la fidanzata e non ha più voluto farlo con me."

"Ma tu sai come si fa... proprio per bene, come dici tu?"

"Sì, con i cugini se ne è parlato, qualche volta."

"E cosa t'hanno detto?"

"Beh, lo sanno tutti che due maschi se lo possono menare o mettere nel buco. Anche alle femmine si mette nel buco, solo che le femmine hanno due buchi e i maschi ne hanno uno solo."

Vance sorrise. Lionel che frattanto s'era cambiato, disse: "Usciamo? Andiamo con gli altri attorno al fuoco?"

Vance gli fece l'occhiolino e gli disse: "Tu vai, Lionel. Io mostro a Fernand, se gli interessano, i nostri costumi di scena."

"Sì, grazie, mi piacerebbe."

Lionel assentì ed uscì. Vance mostrò al ragazzo il costume da re: "Ti piace questo?"

"È bellissimo. Stasera lo indossavate voi, signore, vero? Vi stava molto bene."

"Dammi del tu, mi chiamo Vance. Sì, è molto elegante. Ti andrebbe di provarlo?"

"Davvero? Posso?"

"Certo che puoi. Qui dentro comando io e se va bene a me... Spogliati, ragazzo, dai che ti aiuto ad indossarlo."

Il ragazzo cominciò subito a spogliarsi, felice. Vance lo guarda e lo rimirava soddisfatto di quel che vedeva scoprirsi. Poi, aiutandolo ad indossare quei panni ne approfittò per toccarlo. All'inizio Fernand parve non far caso a quelle manovre apparentemente casuali.

Ma dopo un po', quando fu quasi vestito, disse: "Perché mi tocchi così? Sembra che lo fai apposta per farmi eccitare..."

"E ci sono riuscito?"

"Beh, quasi. Ma perché?"

"Perché hai un bel corpo che fa venir voglia di toccare. Mica ti dava fastidio, no?"

"No, fastidio no. Solo che mi dava una sensazione strana. Nessuno mai m'ha toccato così."

"Neanche quei due uomini che dicevi che volevano fare l'amore con te?"

Fernand ridacchiò: "No, quelli mi toccavano fra le gambe."

"Così?" chiese Vance appoggiandogli una mano sul rigonfio della calzamaglia del costume e palpandolo.

Il ragazzo rise: "Sì, proprio così. Solo che, se continui, me lo fai diventare duro."

"Senti il mio, com'è già duro..." disse Vance addossandoglisi e facendogli pulsare la sua erezione contro il sedere più volte, mentre continuava a palparlo fra le gambe.

Il ragazzo lo lasciò fare, poi chiese: "Tu hai voglia di fare l'amore con me, vero?"

"Non è per questo che sei venuto qui dentro?"

"No, avevo solo voglia di parlare un po'."

"E adesso, ti dispiace essere qui con me?"

"No, anzi... non m'aspettavo questo, ma... forse è l'occasione buona per togliermi la curiosità. Solo che... gli altri là fuori, magari vengono a vedere come mai ancora non usciamo."

"No, non c'è pericolo. Immaginano perché io sono restato qui dentro con te. E non ci disturberanno."

"Perché, tu lo fai con tutti i ragazzi?"

"L'ho fatto con tutti loro e coi ragazzi che mi piacevano come mi piaci tu. Quello con cui parlavi prima, Lionel, è il mio ragazzo, il mio amante fisso. Quando è uscito gli ho fatto l'occhiolino e ha capito che tu mi piaci."

"Per quello gli hai detto di andare fuori?"

"Certo. Adesso è meglio che ti togli il costume, sennò rischiamo di rovinarlo. Aspetta che t'aiuto a toglierlo."

"E magari è anche meglio se non mi rivesto subito, no?" chiese il ragazzo con aria maliziosa.

"Vedo che capisci al volo. Mi piaci. Sei un ragazzo intelligente, oltre che bello."

"Tu me lo vuoi mettere in culo, vero?"

"Tu che ne dici?"

"Dico che mi piacerebbe anche a me provare a mettertelo a te, così finalmente provo com'è."

Vance l'aveva finito di spogliare e cominciò a carezzarlo per tutto il corpo in maniera sensuale. Fernand lo lasciava fare godendosi palesemente quel trattamento. Quando vide che il ragazzo stava cominciando ad eccitarsi, gli si inginocchiò davanti e cominciò a leccargli il bel paletto duro. Poi, fattegli allargare bene le gambe, scese col capo a leccargli le palle sode e si fece strada pian piano verso il foro nascosto, allargandogli le piccole natiche con entrambe le mani.

Il ragazzo lo lasciava fare, ma quando sentì la lingua dardeggiargli sul buco, emise come un forte sospiro.

"Questo, non me ne avevano parlato, i miei cugini. Cavolo se è bello! Sai che mi piace proprio?"

"Sì, lo so, per questo te lo faccio."

"Ma a te piace leccarmi così? Sì... deve piacerti sennò non lo faresti con tanta voglia... nessuno ti obbliga, no? Lo fai anche con gli altri?"

"Certo. Ti piacerebbe che venissero qui, adesso per farlo tutti assieme?"

"Non lo so... forse sì. Ma ci stanno tutti?"

"Roe e Sandro preferiscono farlo fra di loro, da soli. Gli altri credo che ci starebbero."

"Chiamali, allora... voglio provare tutto."

"No, per stasera solo io e te. Poi se ti piace torna domani sera e lo faremo anche in tre o in quattro."

"Certo che torno domani sera, se mi volete. Ma tu non ti spogli?"

Vance si alzò in piedi davanti al ragazzo: "Se vuoi vedermi nudo e toccarmi, spogliami tu. È più divertente per tutti e due."

"E poi devo fare a te quello che stavi facendo a me?"

"Sì, esatto."

"Va bene... Come si slaccia qui? Ah, ecco. Cavolo se ce l'hai duro! Ecco fatto. Adesso il resto... hai un bel corpo e sei anche ben fornito, quaggiù. Alla tua età mi piacerebbe essere come te. Quanti anni hai?"

"Venticinque."

"Sette più di me. Sei bello. Allarga le gambe, dai, che ti faccio lo stesso trattamento..." disse Fernand accoccolandosi fra le gambe di Vance e cominciando a leccarlo.

Dopo un po' che il ragazzo lo leccava fra le natiche, Vance si abbassò e presolo fra le braccia lo baciò a lungo in bocca.

"Ehi, lasciami respirare... baci proprio bene, però. Aspetta che prendo fiato, così ci baciamo ancora..."

Poi Vance lo fece stendere, lui si girò e glielo prese tutto in bocca, presentandogli il suo dritto e duro puntato verso il viso. Anche Fernand, imitandolo, lo prese subito in bocca e se lo succhiarono a vicenda.

Ad un certo punto il ragazzo cercò di staccarsi da Vance, ansimando: "Attento, sto per schizzate!"

"Va bene, lasciami continuare... schizzami in bocca."

"In bocca? Ma è bello?"

"Certo che è bello. Dai..."

Ripresero a succhiarselo a vicenda. Appena il ragazzo, senza preavviso, iniziò a godere nella bocca di Vance, anche questi si vuotò nella bocca di Fernand.

Quando ebbe, finito il ragazzo, con la bocca ancora piena, disse: "MMMMh!"

"Bevilo, come ho fatto io."

Il ragazzo lo guardò per un attimo sorpreso, ma poi inghiottì tutto rumorosamente. Quindi fece un breve sospiro, schioccò la lingua, quindi si chinò a leccarlo a Vance ripulendolo accuratamente da ogni traccia di seme.

"Cavolo, è buono! Non avrei creduto che potesse essere buono. Anche il mio ha un buon sapore?"

"Mi è piaciuto. Lo sai che ognuno ha un gusto diverso?"

"Anche il latte di vacca, chi se ne intende, riconosce di che vacca è. Tu a berlo, riconosceresti di che maschio è?"

"Credo proprio di sì. Quello di Lionel è quello che mi piace più di tutti."

"Allora domani vorrei assaggiarlo. Dici che me lo farà provare?"

"È possibile. Ti vuoi rivestire, adesso?"

"Penso di sì. Si è fatto tardi, purtoppo. Sai, pensavo, i miei cugini non sono mica ben informati. I maschi hanno due buchi e le donne tre."

"Ma i due dei maschi bastano, te lo garantisco io."

"Domani notte proviamo anche l'altro buco, vero?"

"Sicuro. Lo sai che mi piaci proprio?" disse Vance mentre si rivestiva anche lui.

"Anche tu mi piaci."

Uscirono, si accostarono al fuoco e Vance presentò Fernand anche agli altri.

Poi annunciò: "Domani dopo lo spettacolo Fernand si fermerà un po' con noi."

"Sì, non vedo l'ora che arrivi domani notte. Buon riposo a tutti, amici!" disse il ragazzo e corse via.

"Un'altra conquista!" disse allegro Rémy, "Com'è il ragazzo?"

"Molto gradevole. E domani sera vorrebbe che ci foste anche tu e Lionel nel carro, se ne avete voglia. Pensate, stanotte è stata la sua prima volta, eppure con che disinvoltura l'ha fatto! Sì, è stato davvero molto gradevole."

"Eh, non tutti sono timidi e timorosi come me..." disse sorridendo Rémy.

"Come eri tu! Ormai chi ti ferma più? Altro che timido..." disse ridendo Lionel.

La sera dopo Fernand era presente come sempre allo spettacolo. Terminata anche la questua, attese che i compaesani defluissero poi si avvicinò a Lionel.

"Sei stato bravissimo anche stasera, sai? Beh, Vance mi aspetta... vieni anche tu, vero?"

"Ci tieni?"

"Ieri m'ero avvicinato a te. Non lo dire agli altri, non voglio offenderli, ma tu sei il più simpatico. E poi ieri t'ho visto mentre ti cambiavi, e hai anche un gran bel corpo."

"Ma come? Avevi detto che non mi guardavi..."

"Ti dispiace? A me ha sempre attirato un po' il corpo di un bel maschio... t'avevo detto così per poter venire dentro senza problemi."

"Allora avevi già l'intenzione di fare l'amore?"

"No, non ci pensavo nemmeno, ieri notte. È stato Vance a propormelo e a farmi scoprire che mi piace. Così tutto oggi non ho fatto che pensare anche a te. Vieni tu pure, allora?"

"Sì, e verrà anche Rémy, quello che faceva la parte della dama di compagnia della regina."

"Che bello, in quattro!"

Sandro e Roe si cambiarono per primi, poi uscirono dal carro ed accesero il fuoco. Allora entrarono nel carro Fernand e gli altri tre attori. Questi si tolsero i costumi e il trucco e il ragazzo si spogliò e subito iniziò a toccarli, a carezzarli a palparne i corpi facendoli così cominciare ad eccitare.

Rémy fu il primo a finire di spogliarsi e subito si dedicò al loro ospite. Quando Vance si unì a loro, i due ragazzi erano già stesi sul pagliericcio su un fianco, allacciati a succhiarselo reciprocamente. Vance si mise alle spalle di Fernand e gli leccò ad arte il bel culetto. Il ragazzo fremette e mugolò per il piacere. Rémy, capite le intenzioni di Vance, continuando a succhiarlo golosamente a Fernand, gli allargò le natiche con tute e due le mani per facilitare il compito all'amico.

Quando Vance sentì che il buchetto del ragazzo era ben insalivato e rilassato, e palpitava, si addossò alla schiena di Fernand e, puntato il suo membro sul foro inviolato, si accinse ad espugnarlo iniziando a spingere pian piano, mentre carezzava i corpi dei due ragazzi e baciava Fernand sul collo. Gli scivolò dentro con la punta e sentì il ragazzo irrigidirsi e stringere. Vance smise di spingere e restò fermo, finché il ragazzo si rilassò di nuovo. Allora lo spinse dentro ancora un poco. Fernand di nuovo strinse le natiche e Vance si fermò: capiva che il ragazzo, ancora vergine, provava timore e forse dolore e che aveva bisogno di abituarsi a quella presenza massiccia e forte nel suo canale.

Lionel si avvicinò e si mise a carezzare i tre corpi strettamente allacciati. Gli occhi di Fernand corsero subito al membro di Lionel, vi portò le mani a palparlo e carezzarlo quindi lo attirò a sé poi, lasciato il membro di Rémy, prese in bocca quello di Lionel leccandolo, palpandolo, succhiandolo con golosità. Vance affondò ancora di più nel ragazzo, mentre Lionel si chinava per succhiare il membro di Rémy.

Finalmente Vance era completamente immerso nel culetto del ragazzo. Cominciò allora a fotterlo con vera delicatezza ma anche con determinazione. Fernand era pienamente coinvolto e stava veramente godendo quei tre corpi che si stavano dedicando a lui. Cambiarono posizione, si scambiarono i ruoli.

Quando Rémy gli offerse i proprio culetto, guidarono, senza parlare, Fernand nella sua prima penetrazione, e quando il ragazzo fu saldamente piantato dentro Rémy ed ebbe la bocca piena del forte membro di Vance, Lionel penetrò Fernand lasciandolo muovere avanti e dietro in modo che ogni volta che Fernand lo spingeva dentro Rémy si sfilava da lui e quando si sfilava da Rémy, si infilava nel suo.

Fernand sembrava radioso e mai pago di quelle erotiche evoluzioni. I tre non gli risparmiavano certo le emozioni ed il piacere. Fecero poi sdraiare Rémy sulla schiena ed aiutarono Fernand a calar giù sul membro ritto come una colonna del ragazzo, ad infilarvisi ed a molleggiare su e giù al giusto ritmo. Vance lo succhiò a Fernand e questi a Lionel. Vennero più volte tutti e quattro, in momenti diversi e quando uno di loro veniva, gli altri tre gli si dedicavano con baci e carezze in modo di acuirne il godimento.

Alla fine giacquero in un ammasso disordinato di membra, ansanti e sudati, appagati e soddisfatti, pieni di dolce languore.

"Come ti senti, Fernand?" gli chiese Rémy carezzandolo teneramente.

"In paradiso! Avrei voluto che non finisse mai. Tutte quelle bocche, quelle mani, tutti quegli uccelli, quei culi... che emozioni!"

Lionel gli carezzò il sedere e gli chiese: "Ti fa male, qui?"

"Sì... ma ricomincerei subito. È incredibilmente bello!"

Vance gli carezzò il membro, ora a riposo e lo baciò: "Sei bello, Fernand, e per essere la tua prima volta, sei stato davvero fantastico."

"Voi siete belli, fantastici! Davvero andate via già domattina?"

"Sì..."

"Che peccato. E ora purtoppo devo tornare a casa, prima che il mio prozio sbarri la porta. Passerei tutta la notte con voi... Anche senza fare niente, solo per sentire i vostri corpi nudi come adesso... È bellissimo. Ma adesso devo proprio rivestirmi e lasciarvi."

Fernand si alzò, infilò le braghe, poi si chinò sul pagliericcio e uno dopo l'altro baciò i tre membri ormai morbidi. Poi si infilò la casacca, quindi si chinò di nuovo a baciare le tre bocche in modo intimo. Si finì di vestire.

Poi, guardandoli con evidente ammirazione, disse: "Devo proprio andare, purtroppo. Addio, bellissimi amici. Non vi dimenticherò mai. E se ripasserete, un giorno..."

Il mattino dopo lasciarono il paese. Si aspettavano di rivedere Fernand per un ultimo saluto, ma il ragazzo non si fece vedere.

Giunti a Cluises, piazzarono il carro e girarono il paese per presentare gli spettacoli. Vance e Lionel erano restati nel carro.

Lionel chiese: "Ti è piaciuto molto, ier notte, Fernand, vero?"

"Sì. mi piaceva la semplicità con cui accettava e godeva di cose per lui completamente nuove. Ma tu... tu resti speciale per me. Perché non vieni dentro al carro? Ho una gran voglia di fare l'amore con te, da solo."

"Adesso?"

"Sì, approfittiamo che non ci sono gli altri. Sento il bisogno di dedicarmi completamente a te, di averti tutto solo per me. Con gli altri... è bello, ma sento sempre più spesso il desiderio di essere io e te da soli. Specialmente quando vedo la felicità di Roe e Sandro... sento di invidiarli, di volere anche io la stessa felicità, con te. Credo che abbiano più loro due da soli che io con tanti maschi nel mio letto. Vieni..."

"Sì, vengo. Lo sai che a me interessa solo che tu sia veramente felice, no?"

"E io ho sempre più forte l'impressione che tu da solo sappia fare la mia felicità più di chiunque altro. Con gli altri mi diverto, non posso negarlo, ma con te è sempre speciale... sempre più speciale. Tu mi ami, Lionel."

"Sì, io ti amo. Amo solo te."

"Anche io ti amo... e in fondo... non ho veramente bisogno di altro."

Entrati nel carro fecero l'amore a lungo, con estrema dolcezza e trasporto. Lionel si sentiva felice come mai lo era stato e la sua felicità si trasmise a Vance.

Mentre stavano ancora facendo l'amore, entrò nel carro Rémy. Vance, senza scomporsi, con dolcezza, gli disse: "Scusaci Rémy, amico mio, ma questa volta vorremmo restare soli..."

Il ragazzo sorrise ed uscì subito.

La sera fecero il loro primo spettacolo, ed era presente quasi tutto il paese. Mentre facevano la questua, dopo lo spettacolo, Lionel si trovò davanti Fernand che gli fece un ampio sorriso e depose nel cesto una forma di formaggio.

"Tu qui? Che ci fai?"

"Sono venuto a parlarvi. Finisci il giro, io vi aspetto accanto al fuoco... anzi, vado ad accenderlo io. A dopo."

Dopo essersi cambiati, si trovarono tutti accanto al fuoco che Fernand aveva acceso e stava accudendo. Lo salutarono con simpatia.

Quando tutti e cinque gli attori furono riuniti, Fernand disse: "Sapete? Mi fa ancora male il sedere, per ieri sera. Forse per questo non ho fatto che pensare a voi per tutto il giorno, mentre guardavo le mucche al pascolo. Così stasera ho detto al mio prozio che volevo andarmene a cercar fortuna altrove. Non gli ho raccontato di voi, logicamente. Lui mi ha detto subito che andava bene, mi ha dato del cibo, qualche moneta e la sua benedizione. Così... eccomi qui. Vorrei restare con voi. Se ne sono capace, a fare l'attore, se no, ad accudire alle vostre cose, a servirvi in tutto per guadagnare il mio pane. Ma prendetemi con voi, vi prego. Queste sono tutte le monete che ho, questo fagotto è pieno di roba da mangiare... So che è poca roba, ma non ho altro, è tutto: prendetelo. Lavorerò sodo, farò tutto quello che mi chiederete, ma vorrei restare con voi."

"E fare l'amore con noi?" gli chiese Rémy sornione.

"Beh, certo, anche quello, ora che so quanto mi piace... Al paese non potrei mai trovare un amante e comunque nessuno... al vostro livello, se così posso dire. Mi volete?"

Rémy subito disse: "Io dico di sì. Mi piaci e credo che potresti anche diventare un bravo attore, perché sei giovane e disinvolto..."

Allora Vance disse: "Forse proprio questa è la sera adatta per dirvi una cosa che da un po' mi ronza dentro. Voi tutti sapete, anche per averlo sperimentato di persona, quanto a me sia sempre piaciuto portarmi a letto un nuovo maschio. Non mi sono mai lasciato sfuggire una sola occasione. E tu, Fernand, che sei l'ultima delle mie conquiste, mi piaci.

"Ma da un po' di tempo, dentro di me sento sempre più forte una cosa nuova. In realtà io sono innamorato di Lionel. E sento che vorrei vivere con lui come fanno Roe e Sandro, noi due da soli. Perciò, caro Fernand, per quanto tu mi piaci, io non ti accoglierò più nel mio letto. Proprio la tua presenza, ieri notte, mi ha fatto capire questo: mi piacevi molto, mi piaceva fare l'amore con te... ma desideravo avere lì con me solo Lionel. Logicamente parlo solo per me, Lionel è libero di fare come vuole, come è giusto, perché lui ha sempre lasciato libero me di fare come volevo..."

"Io... io sarei felice di essere solo tuo..." mormorò Lionel commosso.

Allora Vance riprese: "Quindi vedi, Fernand, se tu ti unissi a noi per avere altre notti come ieri, saresti deluso. Oh, mi conosco abbastanza bene per sapere che non è detto che io riesca a non guardare mai più un altro maschio... Ma voglio provarci, perché credo che sia giusto e bello così. Quindi, vuoi ripensarci, Fernand? Se a te va bene ugualmente, a me va bene che tu venga con noi per fare l'attore, ma non per fare l'amore con me."

Fernand allora guardò Rémy e disse: "Beh, sì, speravo in altre notti come ieri notte... Vance mi piace molto ed anche Lionel. Così, ora... tu mi vorresti nel tuo letto, Rémy?"

"Certo che sì! Tu mi piaci un sacco e, specialmente ora che Vance ci ha detto quello che sente, che ha deciso, a me piace l'idea che tu ed io possiamo anche fare coppia fissa. Perché io sono contento per Vance e Lionel, come lo sono per Roe e Sandro... Ma so anche che io ho comunque bisogno di un compagno... Non mi dispiacerebbe per nulla che fossi tu, Fernand, se ti accontenti di me."

"Non credo che sarà questione di accontentarsi. Anche tu mi piaci tanto, Rémy! Allora... mi accettate?"

Così Fernand entrò a far parte della compagnia dei guitti. Di notte tirarono un'altra tenda così le tre coppie potevano fare l'amore con un minimo di intimità. Ma Vance aveva dei progetti. Tornati a Chambery per l'inverno, di nuovo ospiti nella casetta in fondo al parco del marchese, nel cui palazzo fecero altre recite, Vance pensò di far costruire altri due carri, ognuno lungo circa la metà del primo. I due carri piccoli sarebbero stati usati, di notte, uno da Vance e Lionel, l'altro da Sandro e Roe, mentre i due ragazzi continuavano a dormire nel carro grande.

La sera per le recite, mettendo i tre carri a forma di C, ottenevano un palco più grande e più spazio per le scene. Per fare così avrebbero dovuto spendere quasi tutti i loro risparmi, ma tutti accolsero la proposta con entusiasmo. Nella casa per i due ragazzi fu messo un grande letto nella sala laboratorio.

Lionel, ora che aveva Vance tutto per sé, era radioso. Anche Vance era contento di aver saputo compiere il grande passo. Qualche volta faceva ancora qualche scappatella con l'uno o l'altro dei due ragazzi, o con qualche raro spettatore. Ma mai di nascosto di Lionel e sempre meno di frequente, finché smise del tutto.

Una notte, dopo aver fatto l'amore con Lionel, Vance gli disse con tenera dolcezza: "ti ricordi quando eravamo prigionieri nella torre, quando tu m'hai fatto scoprire che parola veniva fuori mettendo insieme le nostre iniziali?"

"Sì, certo: LOVE."

"Ecco, non ci voglio altre iniziali in mezzo, ormai, altrimenti questa magica parola cessa di esistere. Non permettermelo mai più!"

"Amore, io non posso certo obbligarti, lo sai."

"Certo, lo so, dipende da me. Sei stato così buono con me ad aspettare tutti questi anni... Sei tu che hai salvato il nostro amore con la tua dolcezza, con la tua pazienza... Ma ora so che ti amo, che tu sei tutto per me, che non ho bisogno di altro né di altri... che esiste solo LOVE, cioè tu ed io!"

"Sul nostro carro, sotto al nome della compagnia, facciamo scrivere in piccolo anche L.O.V.E., che ne dici?"

"Certo, amore mio. Per gli altri sarà l'acronimo di Lionel O'Neil e Vance Elton, ma per noi sarà la nostra dichiarazione d'amore. Sai che, da quando ho deciso che volevo solo te, mi sento tanto più felice?"

"Sì, lo so. Anche io lo sono."

"Ti ho fatto soffrire..."

"No, ognuno di noi, se soffre o è felice, lo è a causa propria."

"Ma tu sei la mia felicità, Lionel."

"Perché tu mi ami ed accetti il mio amore."

"Ma se tu non mi amassi?"

"Il tuo desiderio del mio amore non ottenuto ti farebbe soffrire. Oppure mi dimenticheresti ed ameresti un altro che ti ama, e saresti felice... Vance?"

"Sì amore?"

"Ho di nuovo tanta voglia di fare l'amore con te..."

"Sì, amore, eccomi..."


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