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una storia originale di Andrej Koymasky


STORIE DI PROVINCIA CAPITOLO 5
FESTA DI MATRIMONIO

Jordan continuava a dover sottostare alle voglie dei due fratelli a causa delle foto che avevano fatto e con cui lo ricattavano. Non sapeva come fare a sottrarsi ai due, ed era perciò sempre più triste. Cercava di evitarli, ma erano Drew e Mark a cercarlo, circa una volta alla settimana, per intimargli di andare a casa loro per lasciarsi fottere.

Questa storia continuava da circa un anno, e anche quando Mark si fidanzò ufficialmente, contrariamente alle sue speranze, continuò a divertirsi a fottere il povero Jordan.

Questi, finite le scuole, cercò un lavoro. Fu abbastanza fortunato: quando vide che il Golden Pine Resort & Golf Course cercava un cameriere, si presentò. Nick Sheldon, il proprietario, un vedovo di quarantadue anni, alto, atletico, elegante, gli fece l'intervista di lavoro e lo assunse. Nel complesso lavoravano anche altre persone, fra cui la figlia del proprietario, una coppia che faceva le pulizie e curava il giardino, una graziosa cameriera giapponese oltre a una cuoca e un barista, madre e figlio.

Ciò che Jordan non sapeva era che Nick, nonostante fosse stato sposato e avesse una figlia di diciannove anni come lui, Stephanie, era gay, e, oltre a essergli sembrato adatto per fare il cameriere, lo attraeva molto. Quindi Nick iniziò a studiarlo, cercando di capire se poteva avere qualche speranza di portarselo a letto.

Più Nick osservava Jordan, più gli piaceva: oltre a essere grazioso, aveva un buon carattere, ci sapeva fare con i clienti... e presto notò che, pur essendo cortese in modo professionale con tutti, era sempre particolarmente gentile e sorridente con i clienti maschi più giovani e avvenenti. Quindi la sua speranza di poter riuscire a portarselo a letto, si rafforzò. Anche perché l'uomo, da quasi un anno, era rimasto senza un amante, da quando cioè il precedente cameriere, un certo Noel, aveva deciso di arruolarsi nei marines e aveva lasciato la città.

Anche Jordan si sentiva molto attratto da Nick, dal suo sorriso, dal suo aspetto forte e atletico, come anche dal corpo, e una lo volta aveva visto, con il solo costume da bagno indosso, nuotare nella piscina del complesso.

Dopo pochi mesi dalla sua assunzione, Nick decise di provarci. Con molta prudenza, perché non lo voleva perdere come cameriere, dato che era veramente in gamba, iniziò a trattarlo con crescente confidenza, con aperta simpatia... a cui Jordan, sia per la sua indole, sia perché era fortemente attratto dall'uomo, corrispose sempre più apertamente.

Finalmente, un giorno, Nick decise di fare il "grande passo".

"Jordan, anche se domani è il tuo giorno libero... verresti con me fino dal grossista col mio camioncino, per aiutarmi a caricare e scaricare? Ti pago gli straordinari, si capisce."

"Certo, Nick, molto volentieri." il ragazzo rispose prontamente, con un ampio sorriso. "A che ora vuoi che vengo?"

"Verso le nove, domattina, va bene."

La mattina seguente Jordan si presentò puntuale, salì sul camioncino con Nick che mise in moto e partirono.

Mentre lasciavano alle spalle Benton, Nick disse, con tono casuale: "Bella giornata, oggi, vero?"

"Sì, splendida, per essere in novembre."

"Peccato che non abbiamo il tempo di fare un salto giù al fiume... conosco un posto dove ci si può bagnare anche... completamente nudi, sai?"

"Ah... bello. Anche alla cascata, nelle giornate calde, noi ragazzi ci si bagna nudi."

"Su al 'The Wall'? Sì... anche se la cascata è più fredda. Comunque è bello poterlo fare nudi, no? Con buona pace dei puritani di Benton... Basta che non vedano, comunque. Credo che tutti, da ragazzi, si siano andati a bagnare nudi, almeno qualche volta. E magari... oltre a fare il bagno, quando nessuno li vedeva, anche a divertirsi in un altro modo..." aggiunse con una risatina sommessa, sogguardando il ragazzo con aria maliziosa.

Il lieve rossore di Jordan gli confermò che aveva colto al volo la sua allusione ai giochi sessuali. Perciò gli chiese: "Non ti è mai capitato, a te? A me sì, da ragazzo io cercavo di farlo... il più spesso possibile! Specialmente con un mio amico, che aveva la mia età e che era molto bello... E che non si è mai tirato indietro."

Jordan non reagì, sentendosi lievemente imbarazzato, e guardava davanti a sé, la strada.

Nick riprese: "Anche se non era bello come te, lo devo ammettere. Tu... mi piaci di più."

Jordan arrossì e con la coda dell'occhio lo guardò... e si eccitò, sì che la sua patta non riuscì a nascondere il suo stato.

Nick si girò a guardarlo, poi abbassò lo sguardo fra le gambe del ragazzo ed ebbe un fugace sorriso. Tornò a guardare la strada, ma la sua mano destra abbandonò la leva del cambio e, ardita, si posò fra le gambe di Jordan a palpare. Il ragazzo ebbe un breve, istintivo scatto indietro, però non si sottrasse a quella manovra.

Sempre guardando la strada, con voce bassa e calda, Nick gli chiese: "Non avresti voglia... di farlo con me? Tu mi piaci un sacco, Jordan."

"Io..." disse in un bisbiglio il ragazzo, poi tacque.

"Quando... quando torniamo indietro... non ci verresti su in camera mia? Solo se ti va... si capisce." insistette, sempre senza guardarlo, ma continuando a palpargli il membro duro e palpitante.

"Mi vuoi... fottere... in culo?" gli chiese a mezza voce.

"Io a te e tu a me... se ti piace. È dal primo giorno che t'ho visto che... che ne ho voglia. Tu mi piaci molto, Jordan. Non l'hai mai fatto con un uomo, tu?"

"Beh... sì... qualche volta..." ammise esitante il ragazzo, pensando a Drew e Mark, ma dicendosi che forse con Nick sarebbe stato diverso... più gradevole.

"E allora... non ti va di farlo con me? Mi piacerebbe davvero molto, sai? Tu mi piaci proprio... Sono sicuro che sarebbe molto bello fare l'amore con te."

"Fare l'amore?" chiese quasi stupito Jordan a cui i due fratelli dicevano solo che lo volevano fottere... mai fare l'amore.

"Sì... Sei talmente bello... hai un sorriso affascinante." disse l'uomo togliendogli la mano dalla patta per cambiare la marcia.

Jordan sentì la mancanza del piacevole calore di quella mano e sperò che la posasse nuovamente lì. Ma stavano arrivando al parcheggio dei capannoni della vendita all'ingrosso.

Scesi dal camioncino, mentre si avviavano verso la costruzione, Nick gli chiese: "Allora? Ti va di venire su in camera mia, dopo?"

Jordan annuì, poi mormorò: "Volentieri."

"Bene. Vedrai che ti piacerà, ti piacerà tanto che sarai tu, la prossima volta, a chiedermelo." gli disse l'uomo con un sorriso soddisfatto e gentile.

Così, tornati indietro e scaricato il camioncino, Nick gli fece un cenno e salì, seguito da Jordan, fino alla propria camera. Chiuse la porta a chiave, poi lo prese fra le braccia e lo baciò con passione.

Jordan si sentì girare la testa, cedere le gambe e si aggrappò addosso a Nick... e ne sentì la potente erezione, attraverso i loro panni, premergli contro. L'uomo si staccò da lui, lo prese per mano e l'attirò verso il letto matrimoniale.

"Vieni... spogliamoci, ora."

Jordan iniziò a sbottonarsi la camicia, ma Nick lo fermò: "No... tu spogli me e io spoglio te."

Quando furono nudi, Jordan guardò affascinato il forte corpo nudo dell'uomo, il suo membro eretto, perpendicolare al corpo. Scivolò sulle ginocchia, e prese a carezzare, leccare la bella asta dura, poi se la fece scivolare tutta in bocca, fino in gola, fremendo per il piacere.

Nick lo lasciò fare per un po', ma poi lo fece rialzare: "Vieni sul letto, voglio succhiartelo anche io..."

"Tu a me?" chiese stupito.

"Certo. Magari in un bel sessantanove... ma senza venire. Me lo devi mettere dentro. A te piace prenderlo nel tuo bel culetto?"

"Sì..." mormorò emozionato Jordan.

Si presero a vicenda, scambiandosi più volte le parti in modo da non venire subito, e Jordan si sentì al settimo cielo: quant'era bello farlo con Nick! Quando finalmente vennero, prima l'uomo in Jordan, poi il ragazzo in Nick, si stesero abbracciati, scambiandosi caldi baci.

"T'è piaciuto, Jordan?"

"Oh, sì... da morire!" disse, ed arrossì un poco, ma con occhi luminosi.

"Allora... ti va di farlo ancora con me?"

"Ogni volta che vuoi... È... troppo bello farlo con te... fare l'amore con te."

"Anche tu mi sei piaciuto moltissimo, Jordan!"

Così, dopo quel giorno, Nick e Jordan fecero l'amore molto spesso, quasi ogni giorno, su nella camera dell'uomo. Più imparavano a conoscere il corpo dell'altro, più era gradevole farlo assieme.

Gradualmente ma sempre più chiaramente, entrambi si accorsero che si stavano innamorando uno dell'altro. Così un giorno, Nick disse: "Vuoi essere il mio boyfriend, Jordan?"

"Sì!" esclamò il ragazzo con un sorriso luminoso. "Io... io sono innamorato di te... e mi piacerebbe se fosse possibile stare sempre qui con te... non dover tornare a casa mia ogni sera."

"Anche a me piacerebbe molto... e... forse... forse un modo ci sarebbe."

"Davvero? E come?"

"Prima devo verificare alcune cose... e se risulta davvero possibile, te lo spiegherò."

"Davvero mi vuoi qui con te? Davvero ti piacerebbe?"

"Moltissimo. Ormai ti conosco abbastanza bene per sapere che ti voglio con me. Anche io mi sono innamorato di te, Jordan. Non ho mai avuto un ragazzo speciale come te!"

Dopo due giorni, Nick chiamò Jordan nel proprio ufficio.

"Siedi. Allora, Jordan, davvero saresti contento di poter abitare qui e di essere il mio ragazzo?"

"Altroché! Solo che... come potrei giustificare coi miei, con gli altri che mi trasferisco qui?"

"La soluzione ci sarebbe."

"Quale?" gli chiese, gli occhi pieni di speranza.

"Se tu sposassi Stephanie, potresti vivere qui, no?"

Jordan lo guardò a bocca aperta, incredulo, poi disse: "Ma... io non so nemmeno se... se potrei funzionare con una donna... E poi... farlo alle sue spalle... mi pare brutto... A parte che se lei si accorge..."

Nick ridacchiò: "Stephanie sarebbe d'accordo... le ho già parlato."

Jordan era più confuso che mai: "D'accordo? Le hai parlato? Le hai detto che tu e io... che noi due..."

"Lo sapeva già, lo ha sempre saputo."

"Oh, dio!" gemette Jordan arrossendo. "Stephanie sa che noi due..."

"Jordan, lei sa tutto di me come io so tutto di lei. Ci si è chiariti le cose circa quattro anni fa... lei sarebbe d'accordo a sposarti... e a lasciarti a me."

"Ma io, con Stephanie..." disse confuso il ragazzo.

"Con lei non dovresti farci niente. Vedi, Stephanie, quattro anni fa, mi ha confessato che lei è... lesbica, e fa coppia con Yukiko, quindi non ha nessuna intenzione di venire a letto con te. Sa che tu e io ci vogliamo bene, e sa anche che io sarei contento se un giorno, tu e lei, diventaste i padroni del Golden Pine Resort & Golf Course, fifty-fifty. Le sei simpatico, ha accettato subito la mia proposta. Quando siamo nel nostro appartamento, nessuno saprebbe che tu, invece di dormire con lei, vieni a dormire con me."

Jordan scuoteva lentamente il capo, quasi incapace di credere a quanto Nick gli aveva rivelato.

L'uomo interpretò in modo errato quel gesto del ragazzo: "Se non ti va... se non te la senti..." iniziò a dire.

"No! Certo che mi va! Dio... è troppo bello! Ma davvero Stephanie... e poi... mica è necessario che io divento padrone con lei..."

"Come suo marito, sarebbe solo logico. E se lei così copre te e me, sposandola, tu copri lei, no? Ci guadagniamo tutti... Quando ti senti... se sei d'accordo, possiamo annunciare il vostro fidanzamento."

Così fu fatto. Jordan ebbe lunghi colloqui con Stephanie, quando, fingendo di corteggiarla, passeggiavano assieme come una qualsiasi coppietta, e i due, che peraltro già si conoscevano, divennero anche più amici.

Quindi si annunciò il matrimonio, che sarebbe stato celebrato lì al Golden Pine Resort & Golf Course in aprile.

Ma Drew e Mark, che se pure avevano rallentato le loro pretese, appena sentita la notizia, si fecero vivi con Jordan.

"Ehi, Jordan! Ho saputo che ti sposi il prossimo mese!" gli disse Drew con un sogghigno.

"E lasciatemi in pace, per favore!" disse Jordan.

"E perché? Solo perché ti sposi? Tu fottiti pure tua moglie, ma noi continueremo a fottere il tuo dolce culetto finché ne abbiamo voglia! Giusto Mark?"

Il fratello rise: "Sì, certo. Anzi, sai che ti dico? Dobbiamo fare il regalo di nozze al nostro caro Jordan."

"Regalo di nozze?" chiese Drew, guardando il fratello come se questi fosse improvvisamente diventato matto.

"Sì... Subito prima delle nozze lo aspetteremo in una stanza del Golden Pine... e ce lo fotteremo, perché non si dimentichi a chi appartiene. Gli faremo la sua festa di addio al celibato!" rise Mark.

"No..." gemette Jordan, "Non potete farmi questo."

"Certo che possiamo. O preferisci che per tutta Benton si trovino le copie delle belle foto che ti abbiamo fatto? Magari anche sotto i piatti degli invitati alla cerimonia?" gli disse Drew.

"Lasciatemi in pace... Non vi siete divertiti abbastanza, con me?"

"No, anzi. Adesso sarà pure più divertente, metterci sotto uno sposato, come tu fai con la tua donna." disse Mark tranquillo. "Facci avere due inviti al matrimonio e facci anche trovare la camera pronta... oppure le tue foto..."

Jordan sapeva di essere nelle loro mani... non avrebbe voluto cedere al ricatto, ma sapeva di non avere altra scelta.

Quando Nick lo vide, notò subito che era turbato. "Che hai, puledro?" gli chiese.

"Niente..."

"Non sei capace di dire bugie. Dai, dimmi cosa hai!"

"Nick, io... io mi vergogno... io..." balbettò e scoppiò a piangere, un pianto silenzioso ma sconsolato.

L'uomo lo prese per un braccio e lo portò via dalla parte pubblica, guidandolo nel proprio ufficio. "Ora mi dici che cosa ti sta succedendo, puledro."

"Non... non posso... mi vergogno."

"Mi hai... messo un cornetto?" gli chiese, cercando di indovinare il perché di quel pianto.

"No... cioè... non per colpa mia... e io..."

Finalmente Jordan decise di dirgli tutto, fra singhiozzi sconsolati.

Alla fine l'uomo lo abbracciò: "Povero amore mio! Povero il mio puledro... e tu hai sopportato... quei due porci schifosi!"

"Che potevo fare? Che posso fare? Non capisci che... e ora... se gli dico di no... lo faranno davvero, non ci penseranno due volte... sono completamente nelle loro mani... Forse... forse è meglio che mandiamo a monte tutto, il matrimonio... Quelli... potrebbero anche ricattarmi per profittare pure del Golden Pine."

"No! Non ti lascio solo, no." disse l'uomo. Poi, prendendolo sulle gambe e asciugandogli le lacrime, gli chiese: "Tu mi ami, no?"

"Di più non potrei, ma..."

"Niente ma. Te la senti, amore, di... di lasciarli fare a modo loro ancora una volta? Un'ultima volta?"

"Ultima? E come?"

"Ripagandoli della loro stessa moneta. Ascolta..." gli disse Nick, e gli spiegò lo stratagemma che gli era venuto in mente, lì per lì, su due piedi.

Convinse Jordan di coinvolgere anche Stephanie e Yukiko nel loro progetto e, tutti e quattro assieme, lo misero a punto nei minimi dettagli. Spedirono gli inviti a Drew e Mark, prepararono la stanza in cui Jordan li avrebbe portati subito prima della cerimonia e dove, ufficialmente, lo sposo si sarebbe cambiato per indossare l'abito formale. Verificarono più volte il tutto, spostando il letto e altri mobili in posizione idonea.

Giunto il giorno del matrimonio, i due fratelli, Andrew e Mark Pierce, arrivarono, indossando entrambi un elegante tuxedo. Nick li accolse con formale cortesia... poi i due fratelli presero in disparte Jordan.

"Dove andiamo?" chiese Mark, con un sorrisetto divertito e crudele.

"Nella stanza dove mi devo cambiare..." rispose Jordan, gli occhi bassi.

"Quando?" chiese Drew.

"Subito. Abbiamo poco tempo... Cominciate a andare voi due... quel corridoio... stanza 12. Io arrivo subito."

"Fai svelto. Noi cominciamo a spogliarci." gli disse Drew.

Appena i due imboccarono il corridoio, Jordan avvertì Nick. Questi annunciò agli invitati che la figlia e lo sposo andavano a cambiarsi, ciascuno nella sua stanza, e che, appena fosse arrivato anche il pastore, si sarebbe dato inizio alla cerimonia.

Stephanie e Yukiko andarono nella stanza numero 10 e Nick nella 14. Jordan entrò nella 12. Drew e Mark erano già nudi.

"Nudo, svelto!" ordinò Mark, "E mettiti a quattro zampe in mezzo al letto!"

"Per favore... lasciatemi stare... Io non sono frocio, non mi va di fare quelle cose."

"A noi non ce ne frega un cazzo." gli rispose Drew. "Ci piace fotterti e ti fottiamo finché ne abbiamo voglia! Lo sai che non ti puoi tirare indietro, lo sai che te la faremmo pagare molto cara, no? Nudo!"

Jordan eseguì in fretta e, salito sul letto, si mise a quattro zampe nella posizione concordata con Nick. I due fratelli salirono in ginocchio sul letto, mettendoglisi uno dietro e uno davanti e, senza complimenti, rudemente come al loro solito, lo inforcarono con i loro membri già eretti e duri. Iniziarono a fotterlo, ridacchiando e facendo battute volgari.

Erano talmente infoiati e divertiti tutti e due, che non fecero caso a una serie di sommessi click, ma che non sfuggirono a Jordan, che provenivano dalle parti opposte della stanza, da due polaroid abilmente nascoste, ben dissimulate.

Quando Jordan percepì che i click erano cessati, improvvisamente, in fretta, si sottrasse ai due fratelli e scese dal letto.

"Ehi, stronzetto, che credi di fare? Torna subito qui!" gli ordinò seccato Mark.

I due fratelli scesero dal letto, avvicinandoglisi con fare minaccioso. Jordan raggiunse la porta e ne sganciò il cricco. La porta si aprì e Nick, seguito da Stephanie e Yukiko, entrarono, chiudendola alle spalle.

I due fratelli sbiancarono, mentre Nick diceva, in tono duro: "Che succede, qui dentro?"

Il primo a riprendersi fu Mark: "Succede che il prossimo sposo è un culattone e ci ha pregati di fotterlo, prima di essere..."

Le due ragazze erano andate a prendere le due polaroid ed il registratore, e tornarono accanto al padre.

Nick sorrise: "Adesso, voi due, vi rivestite, andate al galoppo a prendere tutte le foto con cui avete ricattato Jordan e ce le portate di corsa. Altrimenti le foto che vi abbiamo scattato noi e la registrazione che abbiamo fatto saranno consegnate allo sceriffo e al giudice... e vi farete qualche annetto di galera! Via, di corsa!"

Mark tentò un'ultima carta: "Ma così smerderete anche lo sposino. Non capite che non potete farlo?"

"Qui ti sbagli, e di grosso. Il processo avverrà a porte chiuse... e solo voi due sarete esposti alla vergogna pubblica. Oltre alle foto, alla registrazione, avete anche tre testimoni contro di voi, perché noi tre abbiamo visto e sentito tutto, dalle due stanze confinanti con questa."

"Ma Jordan è solo un culattone, a lui piace più pure che a noi..." disse Drew, ma in tono incerto.

"E voi due, piuttosto? Non sei tu che dicevi a tuo fratello che ti piace metterlo in culo? Che ti piace metterti sotto un maschio? Via, di corsa! Se non siete qui prima che la cerimonia finisca con tutte le foto... vi avverto che fra i nostri invitati ci sono anche il mio amico il giudice e lo sceriffo, chiaro?"

I due giovanotti si rivestirono in gran fretta. Yukiko aprì loro la porta per lasciarli uscire. Jordan invece indossò con calma l'abito da cerimonia. Yukiko disse a Stephanie: "Vieni a vestirti, cara, abbiamo poco tempo."

Nick restò nella camera con Jordan, lo prese fra le braccia e lo baciò: "Fatto. Ora finalmente non hai più niente da temere, puledro!" poi lo aiutò a finire di vestirsi.

Dopo poco la cerimonia ebbe inizio.

Era appena terminata, quando i due fratelli Pierce arrivarono, trafelati, con un pacchetto in mano, che consegnarono subito a Nick che era andato loro incontro.

Mark gli disse: "Adesso... lei ci può dare le sue foto, e la registrazione, no?"

"Eh, no! Le tengo io... e se vi azzardate ad avvicinarvi a mio genero più di dieci metri... sapete cosa vi aspetta, no? Adesso fuori da qui, di corsa, schifosi bastardi!"

"Ma noi..." tentò di obiettare Drew.

"Di corsa, ho detto. Conto solo fino a tre... Uno... due..."

I due fratelli, il volto congestionato, si eclissarono come se avessero avuto il diavolo alle calcagna.

Nick tornò accanto agli sposini e mostrò a Jordan il pacchetto che aveva appena ricevuto, strizzandogli l'occhio e facendogli un bel sorriso, poi lo mise in tasca.

Stephanie abbracciò Jordan e gli diede un lieve bacio, poi gli sussurrò: "Adesso sei libero... sei contento?"

"È finito un incubo... Grazie a voi tutti, finalmente posso cominciare a vivere."

"Certo, maritino mio. Siamo una gran bella famiglia... anche se un po' particolare."

Jordan annuì, poi disse: "Mi permetti che vado un attimo a parlare con tuo padre?"

"Certo, è o non è... tuo suocero, adesso?" rispose sorridendo con espressione birichina Stephanie.

Jordan andò da Nick. Sottovoce gli disse: "Yukiko è una cara ragazza, no?"

Nick lo guardò un po' sorpreso, poi annuì: "Sì, certo..."

"Per avere trentadue anni, pare più giovane."

"Tutti i giapponesi sembrano più giovani." gli disse Nick, un po' stupito per quel discorso.

"Perché non vi sposate anche voi due? Così tutto sarebbe perfettamente a posto, nella nostra bella famiglia."

Nick lo guardò a bocca aperta, poi fece un lieve sorriso: "Beh... perché no, se le due ragazze sono d'accordo! Non ci avevo pensato ma... sarebbe solo..."

"Solo giusto." concluse Jordan, guidando il suo uomo verso Yukiko.


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