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una storia originale di Andrej Koymasky


STORIE DI PROVINCIA CAPITOLO 14
RIEVOCAZIONE STORICA

Nel 2002 ci sarà il 190° anniversario della fondazione di Benton. L'Associazione Storica di Benton (BHS) è riuscita a ottenere fondi per restaurare le più vecchie costruzioni della cittadina, ma il clou delle celebrazioni sarà una rievocazione storica della fondazione.

Per realizzare l'imponente spettacolo, che dovrebbe richiamare gente come minimo da tutto lo stato, l'Associazione Storica è riuscita a ingaggiare per tempo il famoso regista teatrale e cinematografico Christopher William Hackett-Manning, che a soli 52 anni ha già vinto due Oscar oltre a molti altri importanti premi, e che, cosa che non guasta, ha un nonno nato proprio a Benton.

In una serie di incontri i rappresentanti della BHS si sono recati dal grande regista, mettendo a punto con lui lo svolgimento della fastosa manifestazione nonché il budget sia per il suo compenso (graziosamente ha richiesto una somma ragionevole) che per tutte le necessarie spese.

Il regista, dopo aver riorganizzato i propri impegni di lavoro, ha deciso di concedersi una lunga "vacanza di lavoro" a Benton per svolgere il suo compito: un'esperienza nuova per lui, che ne solletica le capacità creative. Si è sistemato nella più bella suite del Golden Pine Resort & Golf Course, che gli ha messo a disposizione anche i locali per le riunioni.

Dopo aver steso un accurato copione, Christopher Hackett, usando a pieno le risorse locali, ha dato l'avvio al laboratorio dei costumi storici a cui ha fatto fare un'approfondita ricerca su documenti d'epoca per disegnare i modelli di abbigliamento, a quello delle suppellettili, che in parte raccoglie pezzi d'epoca, in parte ne fa ricostruire altri agli artigiani locali, dai mobili, alle armi, alle carrozze, agli oggetti di uso quotidiano.

Non ultimo e più importante punto, si è cominciato a occupare personalmente, con l'aiuto di Charlie Bronson, il suo segretario e assistente personale arrivato a Benton con lui, del reclutamento fra gli abitanti degli "attori" per la rappresentazione. Li ha suddivisi in quattro gruppi: gli attori principali, a partire da chi impersonerà Benjamin Dangley, il fondatore, e sua moglie Deborah, gli attori secondari, le comparse principali e i figuranti, cioè le "masse" di sfondo (schiavi, lavoranti, truppe e così via). In pratica sta facendo provini a un quarto quasi dei 34.000 abitanti di Benton fra cui sceglierà i circa 3500 "attori" necessari.

Chris Hackett è un bell'uomo, dimostra meno dei suoi cinquantadue anni. È alto più della media, ha un corpo forte e asciutto che cura molto, con esercizi fisici e un'ora di jogging ogni mattina all'alba, oltre al tennis e all'equitazione. I suoi capelli corti, sale e pepe, sembrano fatti da sottilissimi fili di acciaio, pur essendo morbidi al tatto; ha folte sopracciglia, anche sale e pepe, che danno risalto ai suoi occhi grigio-blu che, per una serie di rughette ai lati, sembrano essere sempre sorridenti a causa di una vena di mal celato umorismo.

Chris ha una personalità affascinante, sa sempre mettere a proprio agio qualsiasi interlocutore e, quasi senza che questi se ne renda conto, lo sa portare a "decidere" nel senso che lui vuole. Ha un forte capacità di captare subito i punti forti e quelli deboli di ogni personalità, usandoli sempre per ottenere quanto vuole. Perciò è ammirato, apprezzato, anche amato da tutti. Sa motivare chi lavora per lui o con lui, ottenendone il meglio. Sa far sentire importante anche l'ultima comparsa, anche l'ultimo manovale scenografo, anche gli addetti alle pulizie... Loda, incoraggia, corregge con buona grazia.

Vive a Benton da poco più di un mese e tutti ormai lo conoscono, almeno di vista, e lo salutano con un misto di rispetto e di simpatia. Chris ha un'ottima memoria, perciò spesso saluta per nome le persone che incontra per via, anche se ha sentito una sola volta il loro nome.

Sta girando per il Mall, cercando di capire come usarlo facendo sembrare che sia ancora destinato alla sua antica destinazione di segheria, senza disturbare le attuali attività commerciali. Davanti al negozio di abbigliamento per teenagers, vede un ragazzo che subito cattura la sua attenzione. Deve avere sui venti anni, è snello ma solido, indossa abiti molto semplici ma ben tenuti e pare che stia sognando di fronte alla vetrina con abiti alla moda, probabilmente troppo cari per il suo portafoglio.

Gli si accosta e quando il ragazzo, vedendo con la coda dell'occhio qualcuno soffermarsi accanto a lui, gira il capo a guardarlo, Chris gli sorride.

"Sei di Benton o di passaggio?" gli chiede.

"Di Benton, mister Hackett. Però vivo su nell'altopiano."

"Ah, un allevatore, dunque."

"Faccio il fabbro e il maniscalco con mio padre."

"Ecco perché sei così ben fatto... Un lavoro duro, no?"

"Mah... mica tanto, quando si è abituati."

"Come ti chiami? Quanti anni hai?"

"Sono George Fletcher... ho ventuno anni."

"Mi servirebbe un attore per la parte del maniscalco per la rievocazione storica... non ti interesserebbe farne parte?"

"Io, mister Hackett? Io un attore?"

"Non ti sarà difficile, dovrai solo fare il tuo lavoro... semplicemente vestito, però, come un paio di secoli fa..." gli disse il regista con un sorriso, guardandolo da capo a piedi. "Saresti perfetto, hai il fisique du rôle..."

"Cosa ho, signore?"

"L'aspetto giusto, il corpo adatto al ruolo. Sei molto ben fatto."

Il ragazzo arrossì lievemente per il complimento: "Mah... se lei pensa che sono adatto... a me piacerebbe pure. Tutti qui in città non fanno che parlare della rappresentazione. È vero che durerà un'intera settimana? Che verrà gente da tutto lo stato? E che lei ne farà anche un film?"

"Sì, certo. Allora, che ne dici? Ti va di accettare la parte?"

"Se lei dice che... che sono adatto... Che devo fare per essere arruolato?"

Chris rise all'uso del termine: "Basta che tu venga al Golden Pine domani sera e concorderemo assieme il compenso, poi ti farò fare il costume che dovrai indossare, e ti spiegherò esattamente come e dove dovrai svolgere il tuo ruolo."

"Compenso? Mi pagheranno?"

"Certo... non una gran cifra; ma come figurante avrai diritto a una paga."

"Domani sera... al Golden Pine, allora?"

"Sì, George. Ti aspetto verso le... le nove, dopo cena. Ti va bene."

"Nessun problema. Ci sarò."

"Chiedi di me alla reception. A domani, allora."

Chris si sentiva fortemente attratto da quel ragazzo e sperava di riuscire a portarselo a letto. Doveva essere un torello, pensò con un vago senso di anticipazione e di eccitazione.

Il regista era stato sposato e aveva divorziato per tre volte, ma le sue tre mogli erano state più un'utile paravento che altro, e ora era di nuovo single. La sua vera passione erano i ragazzotti ruspanti... proprio come quel George Fletcher, così sexy... così semplice ma certamente non un sempliciotto. Da quando, nel 1967, aveva avuto la sua prima esperienza sessuale completa, non gli erano mai mancate le occasioni per farsi mettere sotto da qualche bel torello.

La sua prima esperienza... l'aveva sognata per mesi. Si chiamava Shaun Stamey, aveva due anni più di lui, faceva lo stalliere, nel maneggio dove andava tre volte alla settimana, e curava sia il cavallo del padre sia il suo. Una volta l'aveva sorpreso nel deposito dei sacchi di biada che si stava masturbando. Quando Shaun l'aveva sentito entrare s'era precipitosamente ricomposto, arrossendo, e aveva cercato di nascondere qualcosa fra i sacchi.

Chris, incuriosito ed eccitato, ché da tempo lo stalliere popolava le sue fantasie erotiche quando si dava piacere da solo, andò subito a cercare che cosa il bel ragazzo avesse nascosto. Shaun aveva cercato di impedirglielo, ma Chris era stato più svelto e... tirò fuori dall'improvvisato nascondiglio una rivista piena di foto di maschi nudi!

"Non mi denunci, per favore... mi licenziano..." Shaun lo scongiurò, impallidendo.

Chris sfogliò lentamente la rivista, poi guardò con un sorrisetto il bello stalliere: "Così... a te piacciono i maschi."

"Io... io..." farfugliò l'altro, "Ho trovato per caso quella rivista... nella spazzatura... e..."

"E ti facevi una sega guardandola. Non ti andrebbe di mettermelo in culo, Shaun?" gli chiese, diretto.

"Eh? Come? Io..."

Chris gli posò una mano sulla patta e lo palpò: "Dai... lasciatelo tirare fuori... Ho voglia." gli disse tirandogli giù la lampo dei calzoni.

"Ma io... tu... davvero tu... vuoi... farlo con me?" chiese incerto il ragazzotto, lasciandolo fare.

Chris glielo tirò fuori e iniziò a masturbarlo. Poi, quando fu nuovamente bello duro, gli s'inginocchiò davanti e prese a leccarlo timidamente: era la prima volta che ci provava e si sentiva terribilmente eccitato. Sentì Shaun fremere, poi lo stalliere gli carezzò i capelli: "Prendimelo in bocca, Chris... dai..." mormorò.

Chris non ci pensò due volte: anche se non aveva ancora mai fatto niente, aveva le idee chiare. Si fece scivolare fra le labbra il bel palo di carne dura e ci giocò con la lingua per un po'. Poi si staccò e si rialzò in piedi.

"Qui è pericoloso... come t'ho visto io, ci possono vedere altri. Non hai un posto più sicuro, Shaun?"

"Possiamo... salire su nel soppalco." propose l'altro.

Prese una scala a pioli, la appoggiò al soppalco e, lesti e agili, salirono. Chris gli disse di tirar su la scala, per maggiore sicurezza. Poi si spostarono verso l'angolo più riparato e Chris, rapidamente, si denudò. Girò su se stesso, mostrandosi.

"Ti piaccio? Ti va di mettermelo nel mio culetto?" gli chiese, con un sorriso allettante.

"Ma tu... l'hai già fatto? L'hai già preso lì? Ti piace?"

"No, no e penso di sì... e ci voglio provare."

"Ma senza un lubrificante... se non l'hai mai fatto..."

"Non ce l'hai, il lubrificante?" gli chiese Chris addossandoglisi ed iniziando a spogliarlo.

"No... ma potrei usare la saliva... se vuoi."

"Sei tu l'esperto."

Chris lo denudò, lo carezzò e si sfregò contro il bel corpo forte e sodo dello stalliere, facendolo eccitare. Poi Shaun lo fece mettere a quattro zampe, gli si accoccolò dietro e iniziò a lappargli e insalivargli bene il buchetto. Chris era eccitatissimo, si sentiva al settimo cielo. E finalmente Shaun lo prese per le anche e gli appoggiò il membro durissimo e fremente fra le chiappette. Chris si aspettava una spinta violenta e si rilassò, sperando che non gli facesse troppo male. Ma Shaun fu cauto, gentile, attento e riuscì a infilarsi nel forellino vergine ma voglioso senza fargli male. Quando gli fu finalmente totalmente dentro, iniziò a muoversi avanti e dietro con cautela.

"Dai... dai... più forte... mi piace!" gorgogliò il ragazzo, incurante del lieve fastidio e terribilmente eccitato.

"Sì... pure a me piace... sei così stretto... così caldo!" ansimò l'altro, applicando gradualmente più vigore alle sue spinte.

Non resistettero a lungo, erano entrambi incredibilmente eccitati. Raggiunsero l'orgasmo quasi contemporaneamente, Chris senza neppure essersi masturbato. Shaun ansava forte ed era tutto sudato.

"T'è piaciuto il mio culetto, Shaun?"

"Da morire... anche per me è la prima volta che lo metto... È troppo bello."

"Lo facciamo ancora, no?"

"Anche tutte le volte, se ti va!" disse con un sorriso lo stalliere e gli carezzò il corpo. "Ti piace baciare, a te?"

"Non lo so, ma credo di sì."

Shaun lo abbracciò tirandolo contro il proprio petto e si baciarono a fondo, palpandosi l'un l'altro per tutto il corpo. Presto furono nuovamente eccitati.

"Mettimelo di nuovo, Shaun!" lo pregò Chris.

Il bello stalliere acconsentì immediatamente.

Fecero all'amore quasi ogni volta che Chris andava al maneggio, per poco meno di due anni. A Chris piaceva l'irruenza con cui l'altro lo prendeva e la dolcezza con cui poi lo carezzava e baciava. Poi un giorno scoprì che Shaun non era più al maneggio e, informatosi, seppe che era stato licenziato in tronco perché aveva pestato il manager.

Dopo Shaun, Chris ebbe una serie interminabile di avventure, alcune di breve durata e altre anche di parecchi mesi, specialmente quando iniziò a lavorare dapprima come aiuto-regista, poi come regista. Non si innamorò mai di nessuno, neanche di quelli con cui c'era una maggiore intesa sia sessuale che di carattere. Questo non escludeva che a volte ci fosse un certo affetto. Chris non aveva mai forzato nessuno ad andare a letto con lui, non aveva mai approfittato della sua posizione. Qualche attore gli si era offerto per avere una parte nelle sue produzioni, ma lui aveva sempre rifiutato. Voleva essere "desiderato" come uomo e non "pagato" come regista.

Quando George gli si presentò, Chris fece in modo da metterlo a proprio agio, di instaurare fra loro un senso di amicizia, di crescente intimità, studiandolo e cercando di capire se aveva una chance di portarselo a letto. Il ragazzo gli piaceva sempre più.

Quando fu pronto il costume che avrebbe dovuto indossare, lo fece andare nella sua suite, glielo fece vedere e gli chiese di indossarlo. Il ragazzo si spogliò senza problemi, restando in mutande.

"No, George, levati tutto." gli disse in tono casuale il regista.

"Ma non ci sono mutande con il costume." obiettò il ragazzo.

"La gente più umile non le portava, due secoli fa. Via tutto, dunque."

George esitò un attimo, ma poi si sfilò anche le mutande. Chris ne ammirò il bel membro, ancora morbido, che gli adornava il grembo.

"Sei molto ben fatto... Anche lì." gli disse.

George fece un sorriso lievemente imbarazzato e tese una mano per prendere i calzoni che Chris aveva in mano.

"Aspetta... lasciati guardare." gli disse a bassa voce. "Sì, sei molto bello. Se tu non avessi un aspetto così... irlandese, saresti perfetto nel costume da indiano, nella parte di un giovane guerriero seminudo."

George lo guardava in silenzio e non sembrava vergognarsi né della propria nudità né di essere guardato. Chris gli sfiorò il petto, facendo soffermare i polpastrelli su un capezzolo e sfregandolo lieve. George non reagì.

"Ti dà fastidio... come ti tocco?" gli chiese posando i calzoni del costume.

"No... non mi dà fastidio, Chris."

"E... così?" continuò, scendendo con la mano ora libera a carezzargli i genitali ancora morbidi.

"Vuoi... scopare?" gli chiese sottovoce George.

"Se anche a te va... mi piacerebbe molto. L'hai già fatto con un uomo?"

"No... soltanto con qualche ragazzo. Io... credo di essere gay. Non è che non funziono con le ragazze, però... mi piace molto di più coi ragazzi."

"E... cosa ti piace fare?" gli chiese Chris sorridendogli, eccitato, palpandolo ora in modo più ardito.

"Di tutto... davvero di tutto... e a te?"

"Anche, ma soprattutto essere montato, specialmente da un bello stallone come te. Dio, quanto mi piaci, George!"

"L'avevo immaginato, già la prima volta che m'hai parlato. Mi guardavi in un modo... che me l'ha fatto subito rizzare." disse con un sorriso, e iniziò a sbottonargli gli abiti. "Ma non ci speravo... ci si incontrava e non facevi mai niente."

Quando anche Chris fu nudo, il ragazzo gli prese nella mano il membro duro e lo strinse lievemente: "Non mi porti sul tuo letto?" gli chiese.

"Vieni."

Salirono sull'ampio letto. George prese fra le braccia l'uomo e, baciandolo profondamente, prese a palparlo e carezzarlo per tutto il corpo. Chris fu piacevolmente sorpreso dal fatto che George avesse preso l'iniziativa, e anche dalla sua poca fretta di arrivare all'unione. Erano rari i ragazzi a cui piaceva dedicarsi a lunghi preliminari.

"Sei un gran bell'uomo." gli disse George, staccandosi un po' e ammirandolo.

"Davvero ti piaccio?"

"Sei molto sexy... è molto bello stare con te... anche qui, sul tuo letto."

Quella piccola parola, "anche", provocò un vago piacere al regista. Ripresero a baciarsi e carezzarsi, palparsi, rotolandosi sul letto, ora l'uno ora l'altro sul compagno. Quando, dopo parecchi minuti, si sentirono entrambi pienamente eccitati, frementi, colmi di desiderio, si unirono in un piacevolissimo sessantanove, interrompendosi solo per non raggiungere troppo in fretta l'orgasmo.

Ma infine Chris si sentì troppo eccitato: "Prendimi, George!" mormorò.

"Come ti piace farlo?" gli chiese George con un dolce sorriso.

"E a te?"

"Da davanti. Hai i preservativi?"

"Lì." indicò verso il comodino.

George scese agilmente dal letto, aprì il cassetto, trovò quanto occorreva. Strappò un bustina. Chris stese una mano e il giovane capì; gli porse il preservativo. Chris glielo srotolò sul bel membro ritto e duro, poi lo attirò su di sé nuovamente sul letto. George gli prese le gambe e se le fece passare sulle spalle, gli si addossò e iniziò a penetrarlo.

"Oh... finalmente!" mormorò l'uomo, accogliendolo in sé con fortissimo piacere.

George gli si immerse completamente dentro, guardandolo negli occhi. Chris fece un lieve cenno di assenso. Allora il giovane iniziò a muoverglisi dentro, dapprima con calmi e lunghi va-e-vieni che, man mano che vedeva il volto del sensuale regista aprirsi in un compiaciuto sorriso, gradualmente accelerò, applicando maggiore energia e un ritmo più rapido alle sue spinte.

"Oh... sì... così... così, George."

"Ti piace?"

"Sei... fantastico... dai!"

Tacquero, dedicandosi l'uno al piacere dell'altro. Chris pensò che il ragazzo ci sapeva veramente fare. Sentiva in lui una gradevole miscela di energia virile e di tenerezza, come raramente aveva trovato in altri suoi partner. Gli piaceva anche il sorriso lieto con cui George lo stava prendendo.

Il ragazzo gli si agitò dentro a lungo, con evidente piacere, rallentando a volte in modo di far durare più a lungo la loro unione. Poi Chris lesse sul suo volto, nei suoi occhi, nel suo sorriso l'inarrestabile sopraggiungere dell'apice del piacere e infatti George raggiunse presto un intenso orgasmo con una serie di ben calibrate spinte. Senza sfilarsi da lui, gli fece scivolare di lato le gambe, si stese sul suo petto e lo baciò a fondo. Chris sentì il forte membro ammorbidirsi, scivolar via.

Allora George si staccò, s'accoccolò fra le sue gambe dell'uomo e, con la bocca, le labbra e la lingua, lo portò all'orgasmo.

Si abbracciarono di nuovo, restando in silenzio, assaporando tutti e due la dolce calma del dopo coito.

"Sei stato fantastico." sussurrò George.

"Io? Hai fatto tutto tu!" ribatté l'uomo.

"No... di solito chi... chi lo prende, sta lì passivo... e pare quasi che ti sta facendo un favore a lasciarselo mettere. Tu no, tu... partecipavi, mi facevi sentire quanto ti piaceva, mi facevi sentire..."

"Benvenuto?" suggerì l'uomo.

"Esatto. Proprio così. Ma io... ti sono piaciuto?"

"Moltissimo, George."

"Allora... mi vuoi ancora qui con te?"

"Sicuro!"

A Chris era veramente piaciuto molto quel ragazzo, il suo modo di fare l'amore. Voleva conoscerlo meglio, averlo vicino più spesso, e non solo per il bel sesso che poteva avere, fare con lui. Così, dopo tre o quattro volte che lo facevano, gli fece la proposta che gli stava ronzando in testa.

"George, ti andrebbe di lavorare con me per i mesi che restano?"

"Non... lo sto già facendo? Non devo fare il maniscalco nelle celebrazioni?" gli chiese il ragazzo, un po' confuso.

"Oltre quello. Farmi da aiuto..."

"Io? Io aiuto-regista? Ma sono solo un fabbro, un maniscalco... che ne so, io del tuo lavoro?"

"Basta che stai con me e che fai quello che ti chiedo."

"Se ne sono capace... se non sono cose troppo difficili, che non conosco... certo, mi piacerebbe. Ma sei sicuro? Io... io se vuoi... vengo da te anche ogni sera, dopo che ho finito il lavoro... per venire a scopare con te."

"D'accordo, ma non è solo quello. Credi che tuo padre si opporrà?"

"Mio padre? Mi lascia fare quello che voglio. Io gli sono utile, ma non necessario. Ci sono gli altri due miei fratelli, anche se per un po' manco, se la caveranno. Ma sei sicuro? Pensi davvero che ti posso essere utile?"

"Penso proprio di sì... e comunque, abbiamo solo da provare, no? Tu conosci bene Benton, mi puoi aiutare, consigliare, risolvere parecchi problemi."

Così George si stabilì in una stanza del Golden Pine, a spese del regista, e lo affiancò nel suo lavoro durante la giornata e di fatto passò ogni notte nel suo letto. Chris stava sempre meglio con lui e lo apprezzava sempre più sia come aiutante che come personalità. Il ragazzo era intelligente, volenteroso, non temeva la fatica ed era sempre sereno e spesso sorridente. Anche a letto, man mano che imparavano a conoscere meglio l'uno il corpo e i desideri dell'altro, andava sempre meglio.

Charlie Bronson, il suo segretario e assistente personale nonché ex amante e fedele amico, una sera mentre erano soli per controllare che tutto stesse procedendo senza intoppi, gli disse: "Chris... che, per caso, ti stai innamorando di quel George Fletcher?"

"Innamorando? Io? Lo sai che non mi sono mai innamorato di nessuno dei miei stalloni. Sto semplicemente bene con lui, è un caro ragazzo, un valido aiuto e una piacevole compagnia, tutto qui. Ma... finito il lavoro qui a Benton, finito tutto. Che ti è venuto in testa. Dovresti conoscermi abbastanza bene, ormai, no?"

"Appunto. Forse ti conosco anche più di quanto tu conosci te stesso. Quel ragazzo t'è entrato nel sangue, non ho nessun dubbio."

"Ammesso che sia come dici tu, ammesso e non concesso che io sia innamorato di George... che vuoi che gliene freghi di me al ragazzo? Si diverte, guadagna un discreto stipendio, sta facendo un'esperienza gradevole e che non avrà mai più in vita sua... gli piace passare la notte nel mio letto... e basta."

"Dici? Non ne sarei tanto sicuro. Quel ragazzo è affascinato da te."

"Questo te lo posso concedere, so essere affascinante." disse il regista con lieve ironia.

"Affascinato e... ci metterei la mano sul fuoco, anche innamorato di te."

"Ma via! Non mi fare la vecchia checca romantica, ora. Anche tu ti fai quel biondino, quello del gruppo di soldati, Brad Kent si chiama, giusto? E allora, cos'è, c'è anche del tenero fra voi due, c'è qualcosa di... profondo?"

"Che c'entra cosa c'è fra noi due! No, non c'è del tenero, c'è del duro: il suo bel cazzo! E di profondo solo il suo culetto. Ma a me non la racconti, fra te e George il tenero c'è e come. Dio santo, basta vedere come vi guardate quando credete che nessuno sia nei paraggi!"

"Che, adesso mi stai anche a spiare?" rise Chris e cambiò discorso.

Ma Charlie gli aveva messo la pulce nell'orecchio. Possibile che davvero... Ma no, lui non s'era mai innamorato di nessuno. Infatuato, invaghito, sì... E anche George stava vivendo un'esperienza esaltante, del tutto nuova, affascinante. Punto e basta. Certo... se avesse dovuto fare una graduatoria dei ragazzi che aveva avuto, sicuramente George sarebbe stato ai primi posti... magari anche al primo posto sia sul piano sessuale che come compagnia... ma da qui a parlare di amore...

Basta vedere come vi guardate, aveva detto Charlie. "E come ci guardiamo?" esclamò Chris a se stesso, ad alta voce. "Come due che gli piace scopare assieme e che aspettano solo di poterlo fare, no?" D'accordo, Charlie, dopo quasi vent'anni di lavoro al suo fianco, lo conosceva piuttosto bene. L'aveva conosciuto quando Charlie aveva vent'anni: faceva marchette a Los Angeles. Se l'era portato a casa... gli era piaciuta la sua personalità, forse anche più di quello che faceva a letto, e l'aveva tenuto con sé, ne aveva fatto il suo braccio destro... ma mica s'erano innamorati, no? Anzi, presto la loro relazione sessuale era finita.

Doveva ammettere che se il ragazzo avesse voluto andar via con lui, una volta terminato il suo lavoro a Benton, gli avrebbe anche fatto piacere. Ma innamorato? Via! Sì, gli avrebbe fatto piacere portarlo con sé. Se Charlie era diventato il suo braccio destro... George poteva diventare il suo braccio sinistro, si disse con ironia.

Al di là dei vaneggiamenti di Charlie, poteva davvero proporre al ragazzo di continuare a lavorare con lui, di andar via da Benton e seguirlo. Secondo lui in George c'era anche la stoffa, se ben istruito, formato, seguito, per farne il suo aiuto-regista e un giorno un vero regista. E comunque era un piacevole compagno e davvero sapeva fare l'amore proprio come piaceva a lui.

Una delle cose che gli piacevano di George, era il suo sorriso: aveva il potere di farlo sentire bene, per quanto potesse essere stanco, arrabbiato, infastidito dagli avvenimenti. Aveva il potere di farlo rilassare, di fargli ritrovare il buon umore. E le lunge sessioni sul letto, avevano il potere di dargli nuove energie. Senz'altro George aveva un influsso benefico su di lui. Inoltre, e questo non guastava, era davvero un bel ragazzo.

Solo il pensare a queste cose, lo fece sentire bene. Sì, certo, si disse, doveva convincere il ragazzo a restare con lui!

Quando perciò poco dopo George arrivò, gli disse: "Vieni alla buvette, ti devo parlare."

"Sì, Chris." rispose lietamente il ragazzo.

Sedettero. Chris ordinò due drink. Appena il cameriere se ne andò, guardò George negli occhi. Questi lo guardava con i suoi occhi limpidi, sereni... belli. Chris Si sentì rimescolare tutto dentro. Una strana emozione si insinuò in lui, lo afferrò.

"George io... sono innamorato di te!" disse a bassa voce e mentre queste parole uscivano dalle sue labbra, inattese, sentì un'incredibile dolcezza avvolgerlo e si sentì commosso: sì, aveva detto il vero!

Il ragazzo si illuminò: "Anche tu?"

"Perché? Chi altri è innamorato di te?" chiese, sentendo una mano che gli serrava crudelmente lo stomaco.

"No... volevo dire... anche io sono innamorato di te."

Chris emise un silenzioso sospiro e si illuminò: "Sì? E allora... verrai via con me, quando avrò finito qui a Benton?"

"Con gioia."

"E vuoi essere il mio ragazzo, il mio compagno... Mio, solamente mio?"

"Sicuro."

"E... io essere tuo e solamente tuo?"

"Si capisce."

"Per sempre?"

"Farò il possibile perché sia per sempre, te lo giuro! Ce la metterò tutta."


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